E)
Giacco, Zunino, Piglionica, Rava, Chianale, Nicola Rossi, Nigra, Cordoni, Battaglia, Calzolaio, Lolli, Grillini, Panattoni, Lucidi, Paola Mariani, Ottone, Mazzarello, Maran, Marone, Susini, Buglio, Quartiani, Leoni, Sandri, Petrella».
in data 12 marzo 2003 veniva sottoposta al Ministro interpellato un'interrogazione a risposta in commissione (n. 5/01764) in merito alla piena funzionalità del porto di Venezia durante la fase di cantiere per la costruzione del Mose e durante la gestione ordinaria dell'opera;
nella risposta (resa il 24 giugno 2003) il Sottosegretario Nino Sospiri rinviava alla lettura di uno studio presentato nell'ottobre del 2002 dal concessionario unico Consorzio Venezia nuova;
nello studio si disegna una situazione di tranquillità per la continuità delle attività del porto di Venezia, particolarmente laddove si afferma: «Occorre mettere in evidenza che lo spostamento del traffico passeggeri da Lido a Malamocco in occasione di eventi di chiusura consente, grazie all'inserimento della conca, una riduzione dei tempi di attesa complessivi rispetto al caso senza conca e senza trasferimento del traffico passeggeri. La possibilità, inoltre, di deviare anche il traffico delle cosiddette navi »ad orario fisso« alla bocca di Malamocco consente di introdurre, limitatamente agli episodi di chiusura delle barriere al Lido, un ritardo nelle corse (stimabile in circa 2 ore), sicuramente accettabile rispetto al caso di un'interruzione in attesa del ritorno alla normalità dei transiti attraverso il Lido (che potrebbe durare in alcuni casi anche 6/8 ore); da tali considerazioni si conclude che l'accesso al porto da parte di tale settore di trasporti, comunque, non è mai impedito con la nuova configurazione.»;
a quanto risulta agli interpellanti, la fase di valutazione di impatto ambientale aveva già sottolineato la scarsa veridicità dei dati evidenziati dal proponente Consorzio Venezia nuova e dal magistrato alle acque;
la stampa veneziana, in data 27 ottobre 2004, ha denunciato come, sulla base di uno studio fino ad ora tenuto riservato dal magistrato alle acque e dal Consorzio Venezia nuova (settembre 2004), risulta che il porto di Venezia rischierebbe la chiusura durante il periodo di cantiere del Mose;
tale studio afferma che la fase critica sulle decisioni tattico-strategiche connesse alla scelta portuale risulta essere proprio la fase di cantiere, quando cioè lo scadimento dell'accessibilità portuale assume un carattere continuativo, e non periodico come nella fase di esercizio. Nella fase di cantiere, infatti, la navigazione è garantita esclusivamente dall'operatività della conca, mentre a regime risulterà ritardata solo durante i periodi di chiusura delle paratoie. Nello stesso studio si evidenzia, inoltre, che, nella misura in cui un operatore percepisce uno scadimento della qualità del servizio portuale, questi può decidere senz'altro di optare per una combinazione logistico-trasportistica completamente diversa su una determinata origine-destinazione. Ciò implica che il porto di Venezia perderà senz'altro durante la fase di cantiere operatori e traffici;
il porto è la più importante attività produttiva di Venezia, sia per il numero degli occupati che per il valore aggiunto prodotto dalle attività marittime -:
come il Governo intenda intervenire per garantire il futuro e la piena operatività del porto di Venezia;
se il Governo fosse a conoscenza dello «studio riservato» elaborato nel settembre 2004 dal Consorzio Venezia nuova;
se il presidente dell'autorità portuale di Venezia Giancarlo Zacchello fosse stato messo a conoscenza delle conseguenze del Mose sul porto di Venezia.
(2-01355)
«Vianello, Martella, Cazzaro, Raffaldini, Vigni, Tolotti, Bonito,
(3 novembre 2004)