Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 560 del 15/12/2004
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(Ripresa esame dell'articolo 3 - A.C. 2055)

PRESIDENTE. Riprendiamo, dunque, l'esame dell'articolo 3.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti soppressivi Magnolfi 3.1, Fanfani 3.30, Maura Cossutta 3.33.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Kessler. Ne ha facoltà.

GIOVANNI KESSLER. L'emendamento Magnolfi 3.1, di cui sono cofirmatario, è soppressivo, signor Presidente, dell'articolo 3 nel testo, per così dire, ex Cirielli; voglio spiegare perché insistiamo per la soppressione di questo articolo. Nella attuale formulazione, cui si riferisce questo emendamento soppressivo, si prevedono aumenti di pena automatici ed obbligatori per tutti i recidivi; noi non crediamo - e sappiamo che anche buona parte della maggioranza non ci crede - all'efficacia di questi incrementi automatici, indiscriminati e fortissimi, dagli effetti devastanti, nella lotta al crimine.
Valuteremo positivamente, poi, gli emendamenti presentati dalla stessa maggioranza tesi ad abolire questa automaticità mentre riserveremmo il giudizio finale sull'articolo all'esito della discussione e della votazione di tutti gli emendamenti - di opposizione e di maggioranza - già presentati.


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LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, poc'anzi ho posto una questione sulla quale intendo richiamare anche la sua attenzione; si tratta di ciò...

PRESIDENTE. Onorevole, so tutto; è la questione relativa alla convocazione della Giunta per il regolamento.

LUCIANO VIOLANTE. Esattamente, signor Presidente. Volevo soltanto chiedere quanto segue. Votiamo a scrutinio segreto circostanze aggravanti o attenuanti della pena; votiamo, altresì, a scrutinio segreto elementi che riguardano la costruzione del reato. Votiamo, invece, a scrutinio palese quanto alla cancellazione del reato.
Mi pare che ci sia evidentemente una contraddizione. So bene che vi sono dei precedenti e che una Giunta per il regolamento si è già pronunciata su tale punto, ed è per questo motivo che mi sono permesso di chiederle di valutare l'opportunità di riconvocare tale Giunta per esaminare nuovamente la questione, poiché sussiste un'evidente contraddizione tra le due decisioni.
Vorrei ricordare che anche in passato, quando ho fatto riferimento all'esame di un precedente provvedimento (anche se non ricordo quale fosse), si trattava di una proposta emendativa concernente la procedura di valutazione della prescrizione, non la riduzione dei termini di prescrizione. È per questo motivo che le rinnovo la richiesta di valutare tale opportunità, signor Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Violante, mi sono permesso di interromperla solo perché ero venuto a conoscenza - ed è questa la ragione per la quale sono venuto a presiedere l'Assemblea - della questione che lei ha sollevato; tuttavia, vorrei risponderle con molta franchezza.
Vorrei osservare, innanzitutto, che la questione astrattamente - anzi, praticamente - sollevata ha, a mio avviso, una sua rilevanza; pertanto, non ritengo affatto che la riflessione che lei ci sottopone sia priva di senso. Essa ha una sua estrinseca validità perché, calandola nel concreto del provvedimento, si determinano effetti anche abbastanza curiosi. Posso convocare la Giunta per il regolamento, ma non in questa circostanza; in altri termini, una volta concluso il provvedimento in esame, se me lo chiedete, posso proporre di rivedere, in quella sede, l'intera disciplina con cui abbiamo stabilito di procedere nelle votazioni a scrutinio segreto.
In realtà, infatti, su tale vicenda, nonché sul caso di specie, esistono non solo dei precedenti, ma anche una pronuncia specifica della Giunta per il regolamento. Se vogliamo decidere di cambiare tale pronuncia, ciò può senz'altro avere anche una sua validità, tuttavia non posso nutrire dubbi in ordine al caso specifico, perché non posso che concedere, sull'articolo cui lei ha fatto riferimento, la votazione palese; dopodiché, se vogliamo cambiare la disciplina, va benissimo: è possibile farlo e deve esserci una pronuncia della Giunta per il regolamento, che convocherò all'indomani della conclusione dell'esame del presente provvedimento.
Vorrei rilevare, tuttavia, che il problema è di carattere generale. Lei, onorevole Violante, sa che, sul provvedimento in esame, la Presidenza non ha certamente «scarseggiato» con la concessione del voto a scrutinio segreto, nel senso che si sono svolte tutte le votazioni segrete che era indispensabile concedere secondo i parametri che erano stati prefissati.
Poiché in questo caso i parametri per la concessione del voto palese sussistono inequivocabilmente, ribadisco che in un futuro, anche immediato, convocherò la Giunta per il regolamento su tale punto, tuttavia ciò non può certamente avvenire oggi, nell'ambito dell'esame di questo provvedimento.

LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, so bene che non può mutare adesso, nel corso dell'esame di questo provvedimento, l'orientamento della Giunta per il regolamento; tuttavia, è bene svolgere quel tipo di riflessione subito dopo, quando lei vuole, perché altrimenti non potremmo mai cambiarlo, poiché ci troveremmo sempre in presenza di una votazione da effettuare.
È questa la ragione per cui mi dichiaro d'accordo con lei: credo che sarebbe utile se potesse convocare, dopo la conclusione dell'esame del provvedimento, la Giunta per il regolamento per affrontare tale questione.

PRESIDENTE. Guardi, onorevole Violante, le ho detto qualcosa di più, poiché ho affermato che forse non solo convocherò la Giunta per il regolamento concluso l'esame del provvedimento ma anche che, alla luce della concreta esperienza, la sua riflessione - e colgo l'occasione per estenderla anche ai deputati della maggioranza, oltre che a quelli dell'opposizione - è fondata.
Pertanto, procederemo in tal senso: una volta concluso l'esame del provvedimento, come primo atto convocherò sicuramente la Giunta per il regolamento, e chiedo altresì ai colleghi di esaminare, fin da ora, la possibilità di modificare la disciplina sulla votazione a scrutinio segreto.

ELIO VITO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELIO VITO. Signor Presidente, intervengo per dirle che sono completamente d'accordo riguardo all'idea di convocare una riunione della Giunta per il regolamento per rivedere l'intera disciplina del voto segreto.
Lei sa che anche noi avevamo contestato il fatto che è prevista la votazione a scrutinio segreto delle questioni pregiudiziali - che pure non hanno una diretta attinenza con la libertà del parlamentare, poiché l'effetto dell'approvazione della questione pregiudiziale è la reiezione del progetto di legge in quanto tale - nel caso in cui il provvedimento cui sono riferite veda una prevalenza di materie sulle quali è possibile concedere lo scrutinio segreto: è evidente che si tratta di una contraddizione clamorosa.
Signor Presidente, pur ricordando che adesso lei ha correttamente dato comunicazione preventiva ai gruppi delle votazioni a scrutinio segreto riferite al provvedimento in esame, e mi sembra che sia giusto procedere in questo modo, per il futuro riteniamo anche noi che convocare una riunione della Giunta per il regolamento, al fine rivedere l'intera disciplina del voto segreto, possa essere effettivamente opportuno.

PRESIDENTE. Onorevole Elio Vito, è chiaro che, in questo caso, si confrontano due impostazioni: vi è, ad esempio, chi ritiene che 41 votazioni a scrutinio segreto sulle 91 da effettuare rappresentino un uso eccessivo del voto segreto e vi è chi, invece, ritiene l'opposto. Sul problema delle questioni pregiudiziali, ad esempio, vorrei francamente dire che difficilmente posso accedere alla tesi sostenuta dall'onorevole Elio Vito; tuttavia, ne discuteremo in sede di Giunta per il regolamento.
Adesso votiamo...

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, speravo di ascoltarla in sede di Giunta per il regolamento... Ha facoltà di parlare.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, colgo quest'occasione per aggiungere un altro argomento e per dare un'informazione ai colleghi che sono entrati da poco a far parte della Camera dei deputati. Tale informazione riguarda un caso noto: in sede di voto segreto, coloro i quali intendono astenersi, debbono sapere che sul tabellone dei risultati il loro voto non è segreto, ma palese, perché compare.

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, questa è una delle pochissime cose che ha fatto la Giunta per il regolamento, per cui non riaprirò certo il dibattito.


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LUIGI VITALI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUIGI VITALI, Relatore. Signor Presidente, ritengo che bisogna rispondere ad ogni osservazione dell'opposizione, affinché chi non ha seguito i lavori ne sia edotto. L'osservazione svolta precedentemente dal collega Kessler - egli mi scuserà - è pretestuosa, perché la norma non è più quella originaria, ma lascia discrezionalità al giudice nell'aumento della pena. Se, quindi, si sopprime, non si può arrivare a tale formulazione. Per cui, mi auguro che egli possa rivedere la propria opinione e ritirare - o votare contro - quest'emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti
Avverto che la seguente votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fanfani 3.30, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 493
Maggioranza 247
Voti favorevoli 234
Voti contrari 259).

Avverto che la seguente votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ghedini 3.22, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 494
Votanti 493
Astenuti 1
Maggioranza 247
Voti favorevoli 455
Voti contrari 38).

Avverto che la seguente votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mario Pepe 3.20, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 495
Maggioranza 248
Voti favorevoli 256
Voti contrari 239).

Avverto che la seguente votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mario Pepe 3.21, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

MAURA COSSUTTA. Signor Presidente, votano doppio!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 487
Maggioranza 244
Voti favorevoli 250
Voti contrari 237).

GIOVANNI RUSSO SPENA. In tre votano doppio!

PRESIDENTE. Ricordo che voti doppi non sono consentiti.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Kessler 3.11.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Kessler. Ne ha facoltà.

GIOVANNI KESSLER. Signor Presidente, intervengo per spiegare quest'emendamento. Analogamente all'emendamento che abbiamo testè votato, presentato dalla maggioranza ed a cui ci siamo associati, evita una forma di automatismo, ossia quella dell'aumento indiscriminato e cieco delle pene per i recidivi. La maggioranza, con il nostro apporto, ha approvato un emendamento che va nel senso della facoltatività degli aumenti di pena per i recidivi, lasciando la discrezionalità al giudice. Noi siamo d'accordo su tale aspetto, perché crediamo che la pena vada modellata sulla persona del colpevole e ciò lo possa fare solo il giudice del caso concreto. Siamo contenti che la maggioranza abbia acceduto a questa nostra proposta e insistiamo anche per l'approvazione dell'emendamento in esame, che va nella stessa direzione della facoltatività degli aumenti di pena.

LUIGI VITALI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUIGI VITALI, Relatore. Signor Presidente, quest'osservazione può essere facilmente contraddetta, nel senso che il giudice rimane libero di contestare discrezionalmente la recidiva, ma se la contesta, l'aumento di pena deve essere di quell'entità. Non vi è, quindi, un «ingabbiamento»: la discrezionalità del giudice è a monte, nella scelta.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che la seguente votazione, nonché la successiva, avranno luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Kessler 3.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 482
Maggioranza 242
Voti favorevoli 231
Voti contrari 251).

Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Kessler 3.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 477
Votanti 476
Astenuti 1
Maggioranza 239
Voti favorevoli 231
Voti contrari 245).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Kessler 3.12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Kessler. Ne ha facoltà.

GIOVANNI KESSLER. Signor Presidente, onorevoli colleghi, state impostando un provvedimento che, come ha detto il relatore, onorevole Vitali, dà al giudice la facoltà di contestare la recidiva. Però, poi, nell'emendamento in esame si afferma che, se la contesta - ed è libero di farlo o meno - deve applicare per forza un aumento secco dei due terzi della pena. Noi sosteniamo che al giudice vada lasciata la libertà di determinare anche la misura dell'aumento, ossia proponiamo che lo stesso possa aumentare la pena fino a due terzi. Altrimenti, l'accusa di pretestuosità o di ipocrisia la potrei rigettare a lei, signor relatore, con la stessa cortesia. Se si afferma che un giudice è libero di contestare o meno la recidiva e, se lo fa, deve per forza aumentare la pena di due


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terzi (che è tantissimo!) esso non la contesterà in tanti casi perché la riterrà eccessiva.
Visto che voi stessi avete già operato la scelta di lasciare alla discrezionalità del giudice se concedere o meno la recidiva, avrebbe più senso consentire al giudice stesso di scegliere la misura dell'aumento. Altrimenti - torno a ripeterlo - molte volte il giudice non lo farà e non credo che questo sia esattamente ciò che volete.

LUIGI VITALI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUIGI VITALI, Relatore. Signor Presidente, lo abbiamo detto questa mattina: il senso di tale norma è di irrigidire il sistema nei confronti dei recidivi. Questi ultimi non sono cittadini come tutti gli altri, bensì persone che delinquono abitualmente. Onorevole Kessler, stiamo parlando dell'ipotesi di una persona che ha commesso il quarto o il quinto reato. Mi sembra, quindi, sufficiente e adeguato che il giudice applichi l'aumento nella misura prevista da questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bonito. Ne ha facoltà.

FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, il relatore fa finta di non capire. Signor relatore, la questione è un'altra: così come è stata impostata la disciplina, il risultato sarà che il magistrato non contesterà più la recidiva. Quindi, l'effetto che lei vuole raggiungere di massima rigorosità verso coloro che delinquono più volte sarà reso vano. Infatti, il Parlamento e la maggioranza impongono la contestazione immediata o meno della recidiva e ciò non può accadere all'inizio del processo, ossia quando si eleva il capo di imputazione. In quel momento, non si hanno tutti gli elementi per poter esprimere un giudizio che abbia la capacità di assorbire la multiformità del fatto e la ricchezza di ciò che fa riferimento al soggetto e all'imputato. Questo, signor relatore, se lo deve mettere in testa. Lei, in questo modo, non farà contestare la recidiva e quest'ultima verrà meno proprio dall'insieme dell'ordinamento. Ciò grazie alla assurdità della sua impostazione!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cirielli. Ne ha facoltà.

EDMONDO CIRIELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa lettura non è esatta. Il giudice nella fattispecie della recidiva reiterata deve contestarla obbligatoriamente e, in questo caso, deve prevedere un aumento fisso dei due terzi della pena. Ricordo che la discrezionalità del giudice esiste sempre con riferimento alla determinazione della pena rispetto ad un minimo e un massimo e, comunque, si tratta di un'ampia discrezionalità. Lo ripeto: nella fattispecie il riferimento non è ai recidivi - come dice genericamente, anche per confondere le idee, l'onorevole Kessler - bensì ai plurirecidivi ossia, detto in soldoni, a persone che hanno commesso già molti reati ed hanno subìto anche già due condanne. Credo, quindi, che questo sia il nocciolo della norma e che sia importante che essa rimanga immutata.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Filippo Mancuso. Ne ha facoltà.

FILIPPO MANCUSO. Certo per mia deficienza, non ho capito come tutta questa discussione intorno alla possibilità che si contesti o non si contesti la recidiva possa fare i conti con il fatto che dal 1974 la recidiva facoltativa non esiste più. Non ho capito come si combina. Se il giudice «deve» applicare la norma, come si può calcolare il passo successivo del procedimento logico del giudice, quando l'istituto non c'è più?
La recidiva facoltativa non esiste. Tutto questo ragionamento ruota intorno a un presupposto che non sussiste più. Ripeto


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che considero frutto di una mia superficialità questa affermazione, tuttavia, vorrei una risposta.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che le successive votazioni avranno luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Kessler 3.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

PIERO RUZZANTE. Presidente!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non ho chiuso la votazione, per cui se mi dice quale...

PIERO RUZZANTE. L'ultima fila del quarto settore!

PRESIDENTE. L'ultima fila là in fondo?

PIETRO FOLENA. Secondo settore in alto!

PRESIDENTE. Colleghi, calmi! Indicatemelo, non mi dite: «Presidente!», ditemi i posti.

PIERO RUZZANTE. Dietro l'onorevole Elio Vito!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

RENZO INNOCENTI. Secondo settore, penultima fila!

PRESIDENTE. Adesso non vedo irregolarità.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo) (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 464
Maggioranza 233
Voti favorevoli 228
Voti contrari 236).

Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Kessler 3.5 e Cirielli 3.38, non accettati dalla Commissione né dal Governo (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).
(Segue la votazione).

PIERO RUZZANTE. Come fa a non vederlo? Dietro l'onorevole Elio Vito!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego, mi fate una cortesia per facilitare il Presidente? Potete sedervi, per cortesia? Onorevole collega, lei che è lì con due mani, per chi sta votando?

PIERO RUZZANTE. Presidente, guardi l'onorevole Ascierto!

PRESIDENTE. Dov'è l'onorevole Ascierto?

GIOVANNI KESSLER. Non c'è proprio!

PIERO RUZZANTE. Anche l'onorevole Santanchè!

PRESIDENTE. Ho capito, ragazzi. Bisognerebbe essere veramente (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo)... Ho capito! Se ciascuno stesse a sedere al suo posto...

PAOLA MANZINI. Ma i segretari?

PRESIDENTE. Onorevole Romani, con tutto il rispetto per un collega esemplare, lei è arrivato adesso, mentre prima c'era un signore con due mani! Non è possibile!

ANTONIO LEONE. No!

PRESIDENTE. Onorevole Leone, scusi, so fare il mio lavoro. Probabilmente l'onorevole Romani era lì, d'accordo, ma deve prendere posizione per votare.


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Dichiaro chiusa la votazione (Proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 470
Maggioranza 236
Voti favorevoli 229
Voti contrari 241).

PIERO RUZZANTE. Guardi là!

GIOVANNA MELANDRI. Guardi là!

GIORGIO PANATTONI. Guardi là!

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione del subemendamento Fanfani 0.3.40.1.
Onorevoli colleghi, se per caso nel prosieguo della seduta vedrò qualcuno esprimere un doppio voto, anche se il collega è nell'emiciclo - ma non si può votare per segnali - prenderò i provvedimenti che ho adottato in altre circostanze (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale).
Onorevoli colleghi, se anche i colleghi del centrosinistra facessero in via teorica la stessa cosa, non sarebbe una scusante per compiere un certo atto che non si può fare.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, non voglio sollevare ancora una volta la questione del sistema di voto. Però, lei sa che vi è un modo per evitare tale scontro: tenere aperta la votazione e consentire ai segretari, una volta chiusa la votazione, di andare a controllare. Tenga la votazione ferma e faccia fare il controllo (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo - Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale)!

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, ogni consiglio utile a prevenire fatti che certamente creano disdoro al Parlamento è ben accetto. Per cui doveva dirlo con meno eccitazione perché il consiglio è accolto. Ho tenuto aperta la votazione tre minuti...

ELENA MONTECCHI. No!

PRESIDENTE. Come no, onorevole Montecchi? Non ho tenuto aperta la votazione tre minuti?

PIERO RUZZANTE. Dopo la votazione!

PRESIDENTE. Vogliamo ripetere i casi di questa mattina? Fate pure...

ANTONIO BOCCIA. No, Presidente...

PRESIDENTE. Non si può esagerare. Io non ho virtù divinatorie. Può darsi che capitino fenomeni di questo tipo, ma faccio di tutto per prevenirli.

ANTONIO BOCCIA. No, non ci siamo capiti...

PRESIDENTE. Ho capito quello che lei ha detto. Dalla prossima...

MARCO BOATO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, credo di aver capito in un certo modo il consiglio dell'onorevole Boccia e mi metto in questo spirito collaborativo con lei. L'onorevole Boccia fa riferimento al fatto che una volta che la votazione sia chiusa...

PRESIDENTE. Ho capito!

MARCO BOATO... non vengano spente le luci.

PRESIDENTE. Ho capito! Ho capito!

MARCO BOATO. Quindi, le suggerirei di dare disposizione di non spegnere i


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quadranti della votazione. In questo modo lei potrebbe fare una verifica (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Verdi-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Boato. Avevo capito, ma ad adiuvandum va sempre bene.
Passiamo alla votazione del subemendamento Fanfani 0.3.40.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Finocchiaro. Ne ha facoltà.

ANNA FINOCCHIARO. No, signor Presidente, non avevo chiesto la parola su questo. Ormai è tardi, ma volevo dire che tutta la confusione è accaduta per il conflitto tra maggioranza ed opposizione rispetto ad un emendamento dell'onorevole Kessler identico ad un emendamento dell'onorevole Cirielli che abbiamo votato contestualmente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fanfani. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FANFANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei una attimo di attenzione senza polemiche. Con l'emendamento 3.40 del Governo, che verrà approvato, si stabilisce che nei casi di cui all'articolo 407, comma 2, del codice di procedura penale cioè i reati più gravi, è obbligatorio per i recidivi l'aumento di pena non inferiore ad un terzo della pena da infliggere per il nuovo delitto doloso. Diamo per scontato che tale emendamento del Governo venga approvato.
Con il mio subemendamento si tende ad estendere tale disciplina a tutti i reati contro la pubblica amministrazione che sono segnatamente la concussione, la corruzione, il peculato e tutte le figure gradate che ruotano attorno alle prime tre. Invito ad una riflessione i colleghi giuristi presenti in aula: se questa legge trae spunto dalla necessità di intervenire in quelle realtà in cui la malavita organizzata sta facendo più male possibile al paese, teniamo presente che proprio in tali realtà la malavita organizzata ha una stretta connessione con il sistema della corruzione pubblica, e nessuno di voi può negarlo. Nel momento stesso in cui stabiliamo un sistema di rigidità dell'aumento di pena per i recidivi nei casi previsti dall'articolo 407 del codice di procedura penale - si tratta di omicidi, rapine, associazione mafiosa, detenzione di armi, disciplina degli stupefacenti, reati sessuali, eccetera - ragionevolezza vuole che il reato di corruzione dell'ambiente pubblico, che è strettamente legato ai reati associativi e, soprattutto, alla criminalità organizzata debba necessariamente essere collegato.
Altrimenti succede che ad un rapinatore, o ad uno spacciatore che commette nuovamente reato, cioè che è recidivo, gli aumentiamo la pena, mentre ad un concussore recidivo o ad un politico corrotto recidivo o ad un pubblico amministratore recidivo, che ha commesso questi reati 1, 2, 3, 4 volte, non gli aumentiamo la pena. Equità vuole che si faccia la stessa cosa.
Sia chiaro che questo per i processi in corso non vale. Se qualcuno avesse paura che questo incida sui processi in corso, sia chiaro che non è così. Quindi non fa danno a nessuno ed è al tempo stesso un atto di moralità, sul quale richiamo l'attenzione di voi tutti. Nel momento stesso in cui noi diamo al paese un segnale forte di voler intervenire contro la criminalità organizzata, non possiamo non dare un segnale altrettanto forte per i reati contro la pubblica amministrazione, anche atteso il fatto che i dati ISTAT ci dicono che negli ultimi due anni i reati di questo tipo sono quasi raddoppiati. Fatevi un esame di coscienza su questo problema come amministratori, come me lo sono fatto io. Cercate pertanto di approvare il mio subemendamento, perché così daremo un segnale forte di legalità, del quale il paese in questo momento ha bisogno (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.


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Avverto che le successive votazioni avranno luogo a scrutinio segreto.
Onorevoli colleghi, intelligenti pauca! Pertanto, ognuno si regoli e sia conseguente poi con ciò che seguirà.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Fanfani 0.3.40.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 470
Votanti 469
Astenuti 1
Maggioranza 235
Voti favorevoli 228
Voti contrari 241).

Dobbiamo ora procedere alla votazione dell'emendamento 3.40 del Governo riformulato su richiesta della Commissione nel senso di sopprimere la parola «doloso».
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.40 del Governo, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 478
Votanti 290
Astenuti 188
Maggioranza 146
Voti favorevoli 254
Voti contrari 36).

Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 480
Votanti 431
Astenuti 49
Maggioranza 216
Voti favorevoli 253
Voti contrari 178).

Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Fanfani 0.3.015.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 481
Maggioranza 241
Voti favorevoli 221
Voti contrari 260).

Prendo atto che il subemendamento Lussana 0.3.015.3 è stato ritirato.
Invito il relatore ad esprimere i pareri sul restante subemendamento all'articolo aggiuntivo 3.015 del Governo, nonché sull'articolo aggiuntivo 3.015 del Governo.

LUIGI VITALI, Relatore. La Commissione esprime parere contrario sul subemendamento Fanfani 0.3.015.2, mentre il parere è favorevole sull'articolo aggiuntivo 3.015 del Governo, a condizione che sia riformulato nel senso di sostituire le parole «terzo comma» del capo 2-bis con le parole: «quarto comma».

PRESIDENTE. Il Governo?

GIUSEPPE VALENTINO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore ed accetta la riformulazione del suo articolo aggiuntivo 3.015.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che la seguente votazione avrà luogo a scrutinio segreto.


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Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Fanfani 0.3.015.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 484
Maggioranza 243
Voti favorevoli 234
Voti contrari 250).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo 3.015 del Governo, come riformulato dalla Commissione.

LUIGI VITALI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUIGI VITALI, Relatore. Signor Presidente, oltre alle modifiche relative al comma 2 di tale articolo aggiuntivo, concernenti il comma 2-bis, che verrebbe aggiunto dallo stesso, dopo il comma 2, all'articolo 671 del codice di procedura penale, si ritiene di riformulare il comma 1 nel modo seguente: «Fermi restando i limiti indicati al terzo comma, se i reati in concorso formale o in continuazione con quello più grave sono commessi da soggetti ai quali sia stata applicata la recidiva prevista dall'articolo 99, quarto comma, l'aumento della quantità di pena non può essere comunque inferiore ad un terzo della pena stabilita per il reato più grave».
Si intende, pertanto, espungere dalla prima parte dell'articolo aggiuntivo in esame la frase da: «che il giudice» fino a: «ciascun reato».

PRESIDENTE. Onorevole Vitali, vorrei capire bene.

PIERO RUZZANTE. Nessuno lo sa! È una formulazione fatta ora!

LUIGI VITALI, Relatore. Signor Presidente, rileggo lentamente la riformulazione.

PRESIDENTE. Scusatemi, è già una seduta un po' delicata... Onorevole Vitali, si tratta di una sua ispirazione oppure tale riformulazione è stata proposta in seguito ad una riunione del Comitato dei nove?

LUIGI VITALI, Relatore. La riformulazione è stata proposta in seguito ad una riunione del Comitato dei nove.

PRESIDENTE. Scusatemi, colleghi, cerchiamo di capire su quale testo discutiamo.
La prima parte dell'articolo aggiuntivo 3.015 del Governo rimane intonsa, salvo che per le ultime due righe che vengono espunte, mentre si intende aggiungere, dopo le parole: «della pena» l'espressione: «stabilita per il reato più grave».
Con riferimento al comma 2-bis che verrebbe introdotto dall'articolo aggiuntivo in esame, si intendono sostituire le parole: «terzo comma» con le seguenti: «quarto comma».

GIOVANNI KESSLER. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANNI KESSLER. Signor Presidente, abbiamo partecipato a tutte le riunioni (sono state tante) del Comitato del nove...

LUIGI VITALI, Relatore. Signor Presidente, mi scusi; poiché il vicepresidente della Commissione Mormino mi fa sorgere un dubbio, con riferimento alla riformulazione della prima...

PRESIDENTE. Onorevole Vitali, ritengo che potrà chiarire i suoi dubbi nel corso di una breve sospensione della seduta.
Sospendo pertanto brevemente la seduta.


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La seduta, sospesa alle 17,40, è ripresa alle 17,50.

PRESIDENTE. Onorevole relatore, la prego di leggere per intero la riformulazione dell'articolo aggiuntivo 3.015 del Governo.

LUIGI VITALI, Relatore. Sì, signor Presidente: «1. All'articolo 81 del codice penale, dopo il terzo comma, è aggiunto il seguente: "Fermi restando i limiti indicati al terzo comma, se i reati in concorso formale o in continuazione con quello più grave sono commessi da soggetti ai quali sia stata applicata la recidiva prevista dall'articolo 99, quarto comma, l'aumento della quantità di pena non può essere comunque inferiore ad un terzo della pena stabilita per il reato più grave".
2. All'articolo 671 del codice di procedura penale, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente: "2-bis. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 81, quarto comma, del codice penale"».
Presidente, chiedo scusa per quanto accaduto in precedenza, ma questa riformulazione è stata approvata nella riunione del Comitato dei nove di ieri.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIUSEPPE VALENTINO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Il Governo concorda con la riformulazione testè letta dal relatore.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Finocchiaro. Ne ha facoltà.

ANNA FINOCCHIARO. Signor Presidente, non vorrei essere seccante, tuttavia contesto che questa sia una riformulazione. Infatti, nella previsione originaria, il meccanismo per calcolare la pena era quello di prevedere una pena non inferiore ad un terzo della pena che il giudice avrebbe applicato in concreto per ciascun reato. Il che avrebbe obbligato il magistrato a motivare, reato per reato, la pena da infliggere per poi procedere al calcolo del terzo della pena rispetto al cumulo materiale delle pene così determinate. Una cosa cervellotica!
Si è cambiato il sistema - tornando ad un sistema già conosciuto dal nostro ordinamento -, innovando profondamente nella materia. Ci troviamo dunque di fronte non ad una riformulazione, ma ad un'altra impostazione, ad un'altra scelta, che appunto appartiene ad uno strumento assolutamente diverso.
Per tale motivo contesto che si tratti di una riformulazione in quanto, per dirla in maniera molto brutale, è un altro paio di maniche! Dunque, non contesto il fatto che la questione sia stata esaminata in sede di Comitato dei nove, ma il fatto che in realtà si tratta di un cambiamento sostanziale.
Detto ciò, il nostro voto sulla presente proposta emendativa sarà comunque contrario, tuttavia mi pareva giusto sottolineare anche alla Presidenza della Camera che non si possono spacciare per riformulazioni innovazioni profonde di contenuto delle proposte emendative.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, al di là di quella che sarà la sua interpretazione sul fatto se si tratti di una riformulazione o di una riscrittura dell'articolo aggiuntivo, chiedo che se ne distribuisca almeno ai capigruppo una copia in quanto, prima di votare, dovremmo almeno poterne prendere visione.

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, ne ha appena dato lettura il relatore!
Onorevole Vitali, rilegga il testo della riformulazione.

LUIGI VITALI, Relatore. Sta bene. «1. All'articolo 81 del codice penale, dopo il terzo comma, è aggiunto il seguente: "Fermi restando i limiti indicati al terzo comma, se i reati in concorso formale o in continuazione con quello più grave sono


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commessi da soggetti ai quali sia stata applicata la recidiva prevista dall'articolo 99, quarto comma, l'aumento della quantità di pena non può essere comunque inferiore ad un terzo della pena stabilita per il reato più grave".
2. All'articolo 671 del codice di procedura penale, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente: "2-bis. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 81, quarto comma, del codice penale"».

SERGIO SABATTINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SERGIO SABATTINI. Signor Presidente, occorre capire come si intende procedere. Infatti, se lei accoglie la tesi della collega Finocchiaro per cui non si tratta di una riformulazione, ma di una vera e propria riscrittura dell'articolo aggiuntivo, è evidente che la sua scelta, se non prevede anche un tempo minimo per la presentazione di eventuali subemendamenti, può costituire un precedente.

PRESIDENTE. Onorevole Finocchiaro, le debbo una risposta. Dal punto di vista formale si tratta comunque di una riformulazione, subordinata all'accettazione da parte del Governo.

GIOVANNI KESSLER. Il Governo non l'ha riformulato. Lo ha fatto il relatore!

PRESIDENTE. Onorevole Kessler, il Governo ha accettato la riformulazione. Comunque, se ancora persiste qualche dubbio, il Governo è presente. Sottosegretario Valentino?

GIUSEPPE VALENTINO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il Governo ha accettato la riformulazione e la condivide in pieno.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Avverto che la successiva votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 3.015 del Governo, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 467
Maggioranza 234
Voti favorevoli 258
Voti contrari 209).

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente!

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, non vi erano contestazioni. Tengo aperta la votazione quando vi sono contestazioni.
Onorevole Vitali, dovrebbe esprimere il parere sulle altre proposte emendative.

LUIGI VITALI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione raccomanda l'approvazione dei suoi subemendamenti 0.3.010.150 (Nuova formulazione) e 0.3.010.151 (Nuova formulazione). Inoltre, esprime parere favorevole sugli identici subemendamenti Bonito 0.3.010.33, Buemi 0.3.010.58 e Fanfani 0.3.010.69 identici al subemendamento 0.3.010.152 della Commissione, del quale raccomanda l'approvazione. Infine, raccomanda l'approvazione del suo articolo aggiuntivo 3.010.
La Commissione esprime, invece, parere contrario sulle restanti proposte emendative.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIUSEPPE VALENTINO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.

GIOVANNI KESSLER. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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GIOVANNI KESSLER. Signor Presidente, nel nostro incedere piuttosto accidentato e confuso di questa giornata abbiamo lasciato in sospeso l'articolo 2 nonché un emendamento ad esso riferito, sul quale oggi pomeriggio si è svolta una riunione del Comitato dei nove. Pertanto, chiedo che prima di affrontare l'articolo aggiuntivo della Commissione 3.010, che ci occuperà molto a lungo, si passi all'unico voto che resta sull'articolo 2. Avanzo tale richiesta per mantenere un ordine sistematico ed anche perché l'esito della disciplina finale dell'articolo 2 non è indifferente rispetto all'articolo aggiuntivo ora all'esame.

PRESIDENTE. Onorevole Kessler, in proposito chiedo il parere del relatore. Comunque, faccio presente che non è ancora scaduto il termine per la presentazione dei subemendamenti.

GIOVANNI KESSLER. Signor Presidente, il termine è scaduto alle 18.

LUIGI VITALI, Relatore Signor Presidente, vorrei sapere se sono stati presentati subemendamenti. Comunque, ritengo che non vi sia alcuna connessione con l'articolo aggiuntivo 3.010 della Commissione

PRESIDENTE. Onorevole Vitali, ne è stato presentato uno. Comunque, non mi pare che esista alcun problema. Ripeto che è stato presentato un subemendamento che il Comitato dei nove deve ancora valutare. Pertanto, ritengo si possa procedere fin quando è possibile nell'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 3.
Passiamo alla votazione degli identici subemendamenti Bonito 0.3.010.1 e Fanfani 0.3.010.64 .
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bonito. Ne ha facoltà.

FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, non deve trarre in inganno la polemica contrapposizione che ha animato i nostri lavori sin qui, giacché il vero cuore di questa manovra normativa, l'anima vera della decisione assunta dalla maggioranza di portare il provvedimento all'esame dell'Assemblea sta nell'articolo aggiuntivo 3.010 della Commissione. Con tale articolo aggiuntivo la Commissione propone una riscrittura radicale e fortemente innovativa della disciplina della prescrizione dei reati.
Con il subemendamento a mia firma, identico a quelli dei colleghi Buemi e Fanfani, si propone la soppressione del primo comma dell'articolo aggiuntivo della Commissione. Tale comma stabilisce il principio generale sulle modalità attraverso le quali si deve conteggiare il termine di prescrizione dei reati. Riteniamo che la nuova disciplina sia sbagliata, in quanto determina dall'oggi al domani una generalizzata riduzione dei termini prescrizionali. Il Governo non ha voluto fornire dati, né si è preoccupato di approfondire l'impatto che una normativa di questo genere avrà sui processi pendenti nel nostro paese. Ciò è gravissimo, in quanto il ministro della giustizia dovrebbe nutrire tale preoccupazione. Viceversa, tramite il sottosegretario Valentino abbiamo appreso che il Governo è favorevole alla nuova disciplina.
Ricordo dunque ai colleghi che con il primo comma dell'articolo aggiuntivo della Commissione si riducono i termini delle prescrizioni: in particolare, si riducono per i reati gravi e si incrementano leggermente per i reati meno gravi. Si introduce un nuovo principio in virtù del quale la prescrizione base non si conteggia più con i criteri stabiliti dal vigente articolo 157 del codice penale, che indica tempi prescrizionali adeguati alla gravità dei reati. Viceversa, si afferma il principio per cui il termine prescrizionale base sarà conteggiato facendo riferimento al massimo della pena edittale prevista per i singoli reati. Ciò significa che per la corruzione in atti giudiziari si parte da una prescrizione base di otto anni; oggi si parte da una prescrizione base di dieci anni. Si prevede inoltre che su tale prescrizione base, ad esempio di otto anni (dunque inferiore a quella attuale), l'aumento sarà pari a un quarto, arrivando a dieci anni (otto anni più un quarto).


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PRESIDENTE. Onorevole Bonito, la prego di concludere.

FRANCESCO BONITO. Concludo, signor Presidente, completando l'esempio. Attualmente, la prescrizione base è di dieci anni e l'aumento è fino alla metà. Si passa, dunque, da quindici anni a otto anni. Naturalmente il collega Previti ringrazierà tutta l'Assemblea e ringrazierà soprattutto il ministro della giustizia, che più che il ministro della giustizia è il cavalier servente dell'onorevole Previti (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Bonito 0.3.010.1 e Fanfani 0.3.010.64, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 474
Votanti 473
Astenuti 1
Maggioranza 237
Hanno votato
205
Hanno votato
no 268).

Prendo atto che l'onorevole Montecuollo non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Fanfani 0.3.010.77, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 465
Votanti 464
Astenuti 1
Maggioranza 233
Hanno votato
206
Hanno votato
no 258).

Prendo atto che l'onorevole Gastaldi non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Finocchiaro 0.3.010.3 e Buemi 0.3.010.60, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 478
Votanti 476
Astenuti 2
Maggioranza 239
Hanno votato
209
Hanno votato
no 267).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Fanfani 0.3.010.73, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 462
Votanti 461
Astenuti 1
Maggioranza 231
Hanno votato
198
Hanno votato
no 263).

Prendo atto che l'onorevole Gastaldi non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione degli identici subemendamenti Bonito 0.3.010.9 e Buemi 0.3.010.41.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Kessler. Ne ha facoltà.

GIOVANNI KESSLER. Mi rivolgo ai colleghi della maggioranza, che sino ad ora si sono dimostrati così preoccupati della sicurezza e del recidivo che, come si è detto, sarebbe un cittadino diverso che si


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deve «bastonare» più degli altri; inoltre si sosterrebbe che i giudici non devono avere discrezionalità. Non so se tutti avete chiaro cosa state votando. Ci accingiamo a votare una proposta, un emendamento inserito surrettiziamente in questa legge, che in molti casi dimezza i termini di prescrizione; ossia consente all'imputato di evitare la sentenza e di sottrarsi alla condanna (se dovesse essere colpevole) in alcuni casi in termini rapidissimi.
Vorrei citare alcuni esempi. Attualmente, nel caso di furto aggravato il tempo a disposizione, dal momento della commissione del reato, per emettere una sentenza di condanna definitiva è al massimo di 15 anni, con tutte le proroghe possibili. Con la norma che stiamo per approvare, si può condannare un ladro di appartamenti solo se tra il tempo della commissione del reato, il tempo in cui tale reato viene scoperto e il tempo per compiere le indagini e i processi di primo, secondo e terzo grado, sono passati al massimo 7 anni e mezzo. Non si verificherà quasi mai!
Lo stesso accadrà per i reati di associazione a delinquere! Oggi vi sono 15 anni di tempo, da domani, grazie alla vostra legge, ci vorranno 7 anni e mezzo per prescrivere tali reati! I delinquenti avranno un incentivo enorme per sfuggire alla loro giusta condanna, quando vi dovesse essere!

SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Lavora!

GIOVANNI KESSLER. Basterà che allunghino i tempi del processo, con qualche certificato medico e con gli impedimenti invocati dall'avvocato, e otterranno facilmente l'estinzione della pena! Ma non solo, colleghi; con la norma che state per approvare voi realizzate un'amnistia!

SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Vai a lavorare!

GIOVANNI KESSLER. Si tratta di una amnistia permanente! I reati oggetto di metà dei processi oggi in corso per corruzione, per corruzione in atti giudiziari, per furti in appartamento, per lesioni gravi, per associazione a delinquere avranno i tempi di prescrizione dimezzati. Quindi i processi già in corso (avviati quando il termine di prescrizione era lungo il doppio), non appena entrerà in vigore questa legge, si concluderanno con sentenza di non doversi procedere essendo il reato estinto per prescrizione! È questo che volete colleghi (Dai banchi dei deputati di Alleanza Nazionale si grida: «Sì!»)?
È questo che volete, colleghi che vi dichiarate preoccupati dai problemi della sicurezza? Per liberarne uno... volete chiudere centinaia di processi, consentendo che i reati si estinguano per prescrizione? Se è ciò che auspicate, allora votate sì a tali proposte!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Finocchiaro. Ne ha facoltà.

ANNA FINOCCHIARO. Si configura una vistosa contraddizione, non soltanto nei confronti del dibattito di stamane, in cui tanti colleghi - certamente con piena buona fede - sono intervenuti; mi riferisco all'onorevole Cirielli, ma non solo. La grande contraddizione interviene ad esempio se pensate ad un argomento sul quale tante volte ci siamo scontrati, anche nel corso di trasmissioni televisive; mi riferisco all'introduzione di una nuova disciplina per la legittima difesa. Attualmente al Senato si sta lavorando per concedere la facoltà, a chi veda scavalcare il muro di recinzione della propria casa, temendo un attentato alla propria libertà, di sparare senza che poi il giudice debba fare nessuna comparazione delle circostanze, presumendo che in quel caso sia intervenuta la legittima difesa.
Qui si accorciano i tempi di prescrizione di reati già commessi e per i quali sono già intervenute doppie sentenze di condanna.
Nessuno di noi vuole allungare indefinitivamente i tempi della prescrizione: voglio che questo sia chiaro! Ma se questo


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provvedimento fosse intervenuto nel momento in cui si fossero adottati seri ed efficaci interventi per ridurre i tempi dei processi, io avrei capito la logica, ma nel momento in cui da tutte le parti, compresa la vostra, si denuncia la lentezza estrema del processo penale, voi introducete dall'altra parte il sistema per cui sentenze di condanna di primo e di secondo grado potranno essere poste nel nulla, perché, laddove i giudici hanno scritto «prescrizione quindici anni», quella prescrizione diventerà di sette!
Io, colleghi, non capisco quale sia la logica, o, meglio, la capisco: la logica è una soltanto, e cioè che per un reato si possa giungere in tempi i più brevi possibili alla conclamazione del fatto che quel reato è prescritto! Io mi chiedo come voi vi assumiate davanti al paese questa responsabilità (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gironda Veraldi. Ne ha facoltà.

AURELIO GIRONDA VERALDI. Signor Presidente, dobbiamo avere le idee chiare prima di votare! Noi stiamo votando una legge nuova, che prevede termini nuovi per il futuro, non per il passato; questa norma intanto trova la mia adesione in quanto la ritengo ottima e vi spiego il perché.
Con questa nuova normativa noi diamo al giudice, fin dal primo momento, un fascicolo sul quale scriviamo «la prescrizione per questo reato si realizzerà il tale giorno» e gli trasmettiamo questo fascicolo affinché egli si assuma la responsabilità di esaurire il processo...

ENZO RAISI. Bravo!

AURELIO GIRONDA VERALDI. ...in un certo tempo (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale e di Forza Italia); per cui se questo processo si concluderà con una prescrizione, noi sapremo chi è il responsabile e quali sanzioni dovranno essere applicate nei confronti del responsabile tempo (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale e di Forza Italia).
Io, che vivo dalla mattina alla sera nei tribunali, vi dico che questa diligenza, in funzione della conclusione del processo, non la registro sempre, poiché il giudice, o per pigrizia o per impossibilità di altro genere, si affida, ai fini della conclusione del processo, al termine massimo che è stato lui assegnato, così come la norma è stata contestata.
Noi assistiamo a questo fenomeno, signori miei, e vi prego di considerare tutto ciò! Arriviamo alla fase conclusiva della prescrizione con i giudici che diventano allora solerti e diligenti, perché non vogliono che si realizzi la prescrizione; negli altri processi, nei quali invece c'è da lavorare per decidere nel merito, allora veniamo sollecitati a chiedere le «generiche» per la prescrizione: questo non può essere! Ci deve essere un criterio oggettivo, per la sicurezza di tutti e per la tranquillità del cittadino: questo è il criterio!
Io sono d'accordo sulle conseguenze che questa legge determinerà sui procedimenti penali pendenti, ma non è questa una motivazione per non approvare questa legge innovativa ed ottima, altrimenti la dovremmo approvare quando saranno celebrati tutti i processi attualmente pendenti.
Ecco la ragione per la quale non ho esitazione a dare la mia adesione all'approvazione di questa legge, per le ragioni che mi sembra di recepire da parte di tutti (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale e di Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantini. Ne ha facoltà.

PIERLUIGI MANTINI. Signor Presidente, è con molta amarezza che intervengo su questo punto e non ho neppure voglia di fare polemiche, perché l'amarezza è più forte di qualunque altra ragione.
Mi dispiace che l'onorevole Gironda Veraldi abbia fatto le affermazioni che


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abbiamo testé ascoltato, probabilmente, per tacitare la sua rispettabilissima coscienza o anche per convincere qualcuno.
Purtroppo, le cose non stanno come il collega le vede, ma come si rileva da un'intervista di cui mi permetto di citare un brano: «Non è la prima volta che Forza Italia ci costringe a scontri ruvidi in Parlamento per inseguire i processi di Milano. Lo ha fatto con le rogatorie, il falso in bilancio, il Lodo Schifani e con la Cirami. E ora ci risiamo con le operazioni che non hanno come obiettivo l'interesse generale ma servono solo ad inseguire interessi particolari: ci risiamo anche ora che c'è stata l'assoluzione di Berlusconi».
Si tratta di un passo di una rispettabilissima intervista rilasciata al Corriere della Sera dall'onorevole Tabacci, al quale do atto di essere stato chiaro e di avere dimostrato coraggio, che non vi ho letto a scopo di strumentalizzazione (Dai banchi di Forza Italia si grida: «Nooo!»), ma perché il tema di cui ci stiamo occupando è esattamente quello che abbiamo indicato.
La norma in esame facilita la prescrizione per moltissimi reati, anche nei casi di reati di associazione mafiosa che stanno a cuore al collega Gironda Veraldi ed a tutto il paese. Per moltissimi processi in corso, in relazione ai quali si produrrà l'effetto del raddoppio del termine di prescrizione, questa maturerà dopo 12 anni anziché dopo 15: questi sono gli effetti per i processi in corso (e potrei continuare facendo riferimento anche ad altri reati)!
Do atto, per onestà - e spero che l'onorevole Gironda Veraldi ed i colleghi della maggioranza che sono spiriti democratici vogliano fare altrettanto -, che le predette conseguenze non si produrranno a regime, in futuro, dal momento che vengono aumentate le pene per i reati di cui ho detto; ma per i processi in corso avremo ...

PRESIDENTE. Onorevole Mantini...

PIERLUIGI MANTINI. ... un effetto «ammazzaprocessi» anche per i reati più gravi: gli usurai, i mafiosi, i delinquenti di ogni tipo vi ringraziano, noi no (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cento. Ne ha facoltà.

PIER PAOLO CENTO. Signor Presidente, nei due minuti di cui dispongo, vorrei richiamare l'attenzione sulla serietà con la quale meriterebbe di essere affrontata la riduzione o, comunque, la fissazione in termini rigidi e non discrezionali della prescrizione, argomento su cui i Verdi hanno più volte manifestato la loro condivisione.
D'altro canto, mi corre l'obbligo di denunciare con vigore la truffa che si intende consumare approvando un provvedimento che non riguarderà i procedimenti penali futuri: si interviene, infatti, sui procedimenti penali in corso, in relazione ai quali l'attività della magistratura è stata commisurata ai tempi di prescrizione previsti dalle norme vigenti.
È evidente, allora, che la normativa al nostro esame ed il dibattito sereno che essa meriterebbe, in un clima di confronto sereno sulla giustizia nel nostro paese, vengono distorti per fini strumentali.
Mi piacerebbe che fosse presente il ministro dell'ambiente, Matteoli, per richiamare la sua attenzione su ciò che accadrà alle centinaia e centinaia di processi in materia di tutela dell'ambiente che sono in corso nel nostro paese: saranno cancellati ed i reati ambientali saranno la prima vittima di questa manovra strumentale posta in essere per salvare qualche potente, qualche colletto bianco che siede in questo Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Verdi-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Fanfani. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FANFANI. Signor Presidente, desidero dire all'onorevole Gironda Veraldi che lo rispetto profondamente perché so che è un galantuomo. Sotto


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questo profilo, non posso che esprimergli i miei sentimenti personali di rispetto.
Il collega avrebbe ragione - e voterei subito la riforma - se essa riguardasse soltanto il futuro. Vogliamo scriverlo in una norma transitoria, nell'ultima norma transitoria? Ci proviamo?
Affrontiamo il problema della costituzionalità e proviamo a scrivere che questa riforma riguarda solo i processi che si terranno da oggi in poi! Collega Gironda Veraldi, tu hai ragione per quanto riguarda il futuro, ma se lasciamo questa riforma così com'è, l'effetto immediato sui processi sarà di fare estinguere per prescrizione una marea di delitti attualmente pendenti in fase ultimativa dinanzi alla Corte di cassazione. State attenti, perché l'effetto è devastante!
Il ministro, al quale questa mattina ho chiesto alcuni dati, mi ha risposto in maniera imbarazzata ed elusiva. Oggi pomeriggio, in una mia dichiarazione diffusa dalle agenzie, ho sfidato il ministro a fornirmi i dati. Avrete molto tempo, perché questo provvedimento passerà al Senato...

PRESIDENTE. Onorevole Fanfani...

GIUSEPPE FANFANI. Ne discuteremo, ma questi dati sono necessari, perché, nel caso in cui emergesse che, attraverso questa modifica, si favorisce la chiusura, in maniera negativa, di qualche decina di migliaia di processi, la responsabilità sarebbe molto grande.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, rilevo, ma con grande rispetto, che alcuni degli interventi mi sembrano un po' lontani delle reali esigenze di questo paese. Non mi esprimo sui motivi che sono alla base di questo provvedimento (sono tutt'altro che legati agli interessi generali); intervengo solo per esprimere una forte preoccupazione.
Con il provvedimento in esame creiamo una grande distinzione di censo. I ricchi, i potenti, coloro che hanno una maggiore disponibilità economica utilizzeranno i processi con la sola finalità della prescrizione, non della assoluzione. Infatti, chi potrà contare sui migliori avvocati tenterà la strada, non della assoluzione, ma della prescrizione del reato. Il provvedimento in oggetto, se non è accompagnato da una riforma del patrocinio gratuito né da un provvedimento che pensi anche a chi non ha la possibilità di ricorrere alla tutela di grandi avvocati, resta un provvedimento monco e determinerà un doppio danno per il paese (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Siniscalchi. Ne ha facoltà.

VINCENZO SINISCALCHI. Signor Presidente, francamente, sono sorpreso dell'interpretazione «buonista» di questa norma da parte dell'onorevole Gironda Veraldi. Innanzitutto, se fosse vero che occorre tranquillizzare sugli effetti di questa norma perché non è contestuale, non capisco per quale motivo non si possa esaltarla anche come norma per il futuro. Purtroppo, si tratta di una norma non processuale, ma che incide sull'articolo 157 e seguenti del codice penale. Non si è mai visto nel corso di qualsiasi legislatura o in qualsiasi legislazione che una norma di diritto penale sia a futura memoria, per principi notissimi a tutti coloro i quali seguono questa materia (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).
Tuttavia, anche in relazione ad altri interventi, invito, con molta passione e con molto rispetto, soprattutto i deputati che si sono riconosciuti nella possibilità di un tavolo comune sui problemi riguardanti le nuove leggi per Napoli, a diffidare dall'autentica impostura che si sta consumando in quest'aula (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)! Si è continuato a parlare, non si sa perché, del «pacchetto Napoli»...


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PRESIDENTE. Onorevole Siniscalchi...

VINCENZO SINISCALCHI. Sfido chiunque a trovare cosa ci sia di serio per Napoli e per i problemi di Napoli (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo)...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Siniscalchi.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bonito. Ne ha facoltà.

FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, intervengo per dire anch'io qualcosa all'onorevole Gironda Veraldi. Lei parla di prescrizione certa, ma non c'è nulla di più incerto della prescrizione, così com'è disciplinata in questo provvedimento. Il giudice avrà il fascicolo su cui scrivere la data? Si, tuttavia, dovrà registrare tutte le recidive! Dovrà cambiare in continuazione quella data, perché, ad ogni tipologia di recidiva, cambia il tempo della prescrizione.
E poi, onorevole Gironda, parliamoci chiaro: l'usura è bene che si prescriva in 15 anni o in 7 anni e mezzo? È giusto che il giudice, su quella cartellina di cui lei parla, scriva 7 anni e mezzo oppure 15 anni? Lei che viene da Bari, che è una terra infestata dall'usura, vuole dare questo regalo agli usurai? Io no!

AURELIO GIRONDA VERALDI. È 12 anni il termine di prescrizione per l'usura!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Cola. Ne ha facoltà.

SERGIO COLA. Signor Presidente, leggo su un quotidiano di oggi un articolo di fondo: i padri del diritto dicevano che il processo è una pena inflitta in modo preventivo e destinata a perseguitare coloro che hanno la sfortuna di incapparvi; non è giusto che questa pena non abbia un termine misurabile con le stagioni della vita di un uomo. È Carnelutti, il padre del diritto, che diceva queste cose, e mi sembra che questo sia un argomento estremamente importante. Non è concepibile che una persona possa stare sotto processo per 15, 20 anni, e poi magari...

FRANCESCO BONITO. Parla del processo!

SERGIO COLA. ...e poi magari essere...

FRANCESCO BONITO. Parla del processo!

PRESIDENTE. Onorevole Bonito...

SERGIO COLA. ...e poi magari essere assolto. Ma vi è un'altra ragione che a mio modo di vedere non può sottacersi. Questa scelta noi dovremmo farla...

FRANCESCO BONITO. Difendetevi (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale)!

PRESIDENTE. Onorevole Bonito, la richiamo all'ordine...

SERGIO COLA. ...e quando avremo fatto questa scelta, come supererete il principio dell'ostacolo del giudicato? Se il processo è ancora pendente, per il principio del favor rei, non si può non applicare questa norma ai processi pendenti. È una norma elementare del diritto, che voi non potete calpestare sulla scorta di considerazioni che hanno una valenza politica, ma che contrastano, cozzano contro principi giuridici a mio modo di vedere ineliminabili.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Palma. Ne ha facoltà.

NITTO FRANCESCO PALMA. Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione gli interventi dei vari colleghi e, senza toccare in via generale il problema della prescrizione, un problema che per certi versi si rapporta al tempo ragionevole del processo e che mi pare essere stato anche


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all'attenzione dell'opposizione, che ha presentato proposte di legge relative alla modifica della prescrizione, mi limiterei per adesso a rispondere a taluni argomenti, invero suggestivi, ma fondati su presupposti di fatto assolutamente non corrispondenti al vero, che sono stati elencati ed esposti dai colleghi dell'opposizione.
Si afferma che secondo la nuova normativa, in molteplici casi, il tempo di durata della prescrizione sarebbe inferiore rispetto a quello attualmente previsto. In particolare, si sono fatti due esempi: il furto in appartamento e l'usura. Si è detto che in entrambi questi casi vi sarebbe un abbassamento del tempo di prescrizione, con ineluttabile danno per la sicurezza dei cittadini, in quanto, per esempio (così diceva l'onorevole Kessler), per il furto in appartamento si passerebbe da un tempo prescrizionale complessivo di 15 anni a un tempo prescrizionale di 7 anni e mezzo. Onorevole Kessler, lei sa meglio di me che questo è falso, perché lei dovrebbe ricordare che, ai sensi degli articoli 624 e 625, numero 1 e 2, il reato di furto in appartamento è punito con la pena da 3 a 10 anni, per cui è vero che attualmente si prescrive in anni 15, ma con il concorso delle attenuanti generiche equivalenti, si prescrive in anni 7 mezzo. Con l'attuale normativa, invece, il tempo prescrizionale sarebbe fissato, comunque, indipendentemente dal concorso delle circostanze attenuanti, in anni 12 e mezzo circa. Quindi, come vede, un tempo superiore a quello attualmente prescritto, un tempo certo sul quale non può incidere il potere discrezionale del giudice, che è corretto che venga esercitato con riferimento alla quantificazione della pena.
Lo stesso, onorevole Bonito - mi consenta di dirlo -, con riferimento al reato di usura aggravata, che, come lei sa, l'articolo 644 prevede aggravato da un terzo alla metà (quindi circostanza ad effetto speciale); il che comporterebbe un tempo di prescrizione in questo caso di anni 11 e non di anni 7 e mezzo.
Ciò premesso per quello che riguarda la durata dei termini prescrizionali, rilevo che l'onorevole Fanfani ha lamentato l'assenza di una disposizione transitoria. Questo, evidentemente, comporterebbe dei problemi con riferimento ai procedimenti in corso.
Onorevole Fanfani, comprendo perfettamente che lei, in questo momento, svolge il ruolo di parlamentare e non quello di illustre giurista, ma sa meglio di me che la prescrizione è istituto di diritto sostanziale, non di diritto processuale; sa, altresì, che, essendo un istituto di diritto sostanziale, l'applicabilità nel tempo è regolamentata dall'articolo 2 del codice penale, articolo che disciplina la successione delle leggi nel tempo. Il che equivale a dire - come correttamente è stato indicato dall'ultimo comma dell'articolo aggiuntivo 3.010 - che si applica la legge precedente, ove più favorevole e, in caso diverso, si applica questa.
Per essere chiari, vi sono casi in cui, con riferimento ai procedimenti in corso, se questa disposizione si è intesa legiferare, evidentemente questa disciplina prevede in molteplici casi un aggravamento dei tempi prescrizionali (Commenti).
Onorevole Bonito, lei sostiene che i tempi della prescrizione verrebbero, come dire, a modificarsi a seconda degli accertamenti. È vero, onorevole Bonito ma, a differenza di quanto accade adesso quando, per l'incidenza delle circostanze attenuanti, i tempi vengono a restringersi, per l'incidenza, come lei ha giustamente detto, della recidiva, i tempi verrebbero ad allungarsi del doppio. Ciò, evidentemente, consentirebbe di celebrare i processi nei confronti dei soggetti che hanno nel delinquere la loro abitudine di vita e così giungere a sentenze di condanna in tempi seri e certi. Tempi che non sono, certo, quelli oggi previsti, i quali consentono a moltissimi delinquenti di evitare il carcere perché i relativi procedimenti vengono estinti per prescrizione.
Infine, signor Presidente, onorevoli colleghi, un'ultima considerazione; non è possibile che la prescrizione del reato - e badate bene che a me non interessa l'esercizio del potere discrezionale del giudice in ordine alla quantificazione della pena -, ebbene, non è possibile che la prescrizione del


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reato possa dipendere dalla discrezionalità del giudice. Voi sostenete sia un escamotage ma ritengo che siate, per così dire, distolti da forme di dietrologie maniacali.
Se aveste la bontà di considerare attentamente l'articolo 278 del codice di procedura penale che disciplina la determinazione dei tempi per la emissione delle misure di custodie cautelari, trovereste un sistema di computo dei termini per l'emissione delle dette misure assolutamente speculare a quello qui previsto.

PRESIDENTE. Onorevole...

NITTO FRANCESCO PALMA. Questo è tutto. Ritengo che voi, nella, per così dire, fissazione di portare a casa lo scalpo di qualche vostro nemico, non rendiate un favore alla modernizzazione ed alla razionalizzazione del sistema giustizia (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e della Lega Nord Federazione Padana).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maura Cossutta. Ne ha facoltà.

MAURA COSSUTTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei brevemente intervenire sul tema che ritengo molto importante. Ho ascoltato con attenzione l'intervento dotto, dottissimo del collega Palma, percependo nel suo discorso una grande competenza, una intelligenza sottile... Ma quanta furbizia, colleghi, quanta furbizia (Commenti di deputati del gruppo di Forza Italia)!
Stiamo ragionando su due binari paralleli, che purtroppo non si incontreranno mai perché voi siete degli ipocriti!

STEFANO STEFANI. Lei è esperta!

MAURA COSSUTTA. Onorevole Nitto Palma, a lei, che è garantista, dico che la sfido; infatti, ha ragione: il tema che lei pone, del termine della prescrizione, è un tema vero, che la sinistra deve porsi. Ma le rivolgo una domanda, onorevole Palma, date questa coerenza, questo rigore, questo anelito rispetto al sistema delle garanzie...

PRESIDENTE. Onorevole...

MAURA COSSUTTA. ..., perché non avete difeso gli immigrati che non possono difendersi?

CAROLINA LUSSANA. Sempre dalla parte degli immigrati!

MAURA COSSUTTA. Quando vengono espulsi, nonostante facciano ricorso, non vi è la sospensione della espulsione. Dove è il sistema delle garanzie? È a senso unico? Evidentemente, il sistema delle garanzie si scrive sotto dettatura nello studio dell'onorevole Previti.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che i tempi a disposizione dei gruppi sono praticamente esauriti, per cui vi chiederò di essere più sintetici.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ciani. Ne ha facoltà.

FABIO CIANI. Signor Presidente, intervengo molto rapidamente. In questa discussione ho un handicap, poiché non sono né un avvocato, né un magistrato e neppure un imputato; quindi, parlerò un po' così, da uomo della strada!
Ascoltando il dotto intervento dell'onorevole Palma, non ho capito se il provvedimento al nostro esame serva a far cadere in prescrizione i reati per cui è stato condannato l'onorevole Previti. Vorrei, allora, che ce lo dicesse in due parole, brevemente. Dopo l'approvazione del provvedimento in esame, i reati per cui è stato condannato l'onorevole Previti cadranno in prescrizione (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)? Sì o no? Perché è questo ciò che si chiede la maggioranza del paese...

BENITO PAOLONE. Basta!


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FABIO CIANI ... visto che avete portato questo...

PRESIDENTE. Onorevole Paolone, la richiamo all'ordine!

FABIO CIANI. ... provvedimento in aula, visto che su questo argomento fate decadere cinque decreti-legge (Commenti del deputato Strano)...

PRESIDENTE. Onorevole Strano, la richiamo all'ordine!

FABIO CIANI. ...visto che, su questo provvedimento, avete piegato il Parlamento ad un vostro volere!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciani...

FABIO CIANI. Allora, visto che...

NITTO FRANCESCO PALMA. Adesso ti rispondo!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Bonito 0.3.010.9 e Buemi 0.3.010.41, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 464
Maggioranza 233
Hanno votato
201
Hanno votato
no 263).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Cirielli 0.3.010.98, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 473
Votanti 438
Astenuti 35
Maggioranza 220
Hanno votato
168
Hanno votato
no 270).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Cirielli 0.3.010.99, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 478
Votanti 315
Astenuti 163
Maggioranza 158
Hanno votato
40
Hanno votato
no 275).

Passiamo alla votazione del subemendamento Cirielli 0.3.010.97.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Kessler. Ne ha facoltà.

GIOVANNI KESSLER. Signor Presidente, intanto constato che l'onorevole Cirielli ha votato contro una sua proposta emendativa; tuttavia, volevo capire. Noi ci asteniamo su questi (Dai banchi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale si grida: «Non c'era!»)...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non mi sembra...

GIOVANNI KESSLER. Molto bene: come ha fatto prima, allora...!
Vorrei dirvi, colleghi, che se tutte le argomentazioni formulate dagli onorevoli Gironda Veraldi e Palma sono vere, perché, allora, si modifica il codice penale per prevedere che per alcuni reati, compresi, onorevole Palma - e mi smentisca -, la corruzione e la corruzione in atti giudiziari, la prescrizione passi da 15 anni a 7 anni e mezzo, facendo così estinguere, per legge,


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centinaia di processi e centinaia di reati, compresi quelli che riguardano membri del Parlamento? Perché, invece, per altri reati, come vuole il subemendamento in esame, si segue il sistema ordinario?
Perché, colleghi? È coerenza questa? Certo: l'unica coerenza che si vede è quella di eliminare dai tavoli dei giudici e dei tribunali i processi per corruzione, per corruzione in atti giudiziari e per gli altri reati che abbiamo indicato; poi, per i delinquenti veri, la prescrizione addirittura aumenta, come prevede il subemendamento in esame!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Cirielli 0.3.010.97, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 478
Votanti 365
Astenuti 113
Maggioranza 183
Hanno votato
88
Hanno votato
no 277).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Fanfani 0.3.010.70, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 486
Votanti 485
Astenuti 1
Maggioranza 243
Hanno votato
211
Hanno votato
no 274).

Passiamo alla votazione degli identici subemendamenti Finocchiaro 0.3.010.8 e Fanfani 0.3.010.72.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bonito. Ne ha facoltà.

FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, con i subemendamenti in esame chiediamo ancora una volta, con grande tenacia e determinazione, l'aumento dei tempi prescrizionali dei reati, poiché quanto ha testé riferito il collega Palma è completamente destituito di ogni fondamento!
Infatti, non si può fare la valutazione causidica sul terzo comma, sul quarto comma e sul terzo rigo: l'usura vede dimezzati i tempi prescrizionali, piaccia o non piaccia all'onorevole Palma. È così, e questa verità non si può cancellare (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo - Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale), così come vennero dimezzati i tempi prescrizionali della ricettazione - sì, della ricettazione! -, dei furti aggravati e dei furti di appartamento! E voi state facendo questa porcheria per servire una persona: Cesare Previti (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo - Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi... Onorevole Bonito...

FRANCESCO BONITO. Ve ne dovete vergognare (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo - Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)!

PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi...

NINO STRANO. Adesso basta!

PRESIDENTE. Ci sono ancora numerose proposte emendative da esaminare: chiedo a tutti la cortesia di aiutare la Presidenza.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Palma. Ne ha facoltà.

NITTO FRANCESCO PALMA. Signor Presidente, mi spiace che il mio intervento abbia in qualche modo (Commenti)...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, fate silenzio! Mi rivolgo soprattutto a destra. Onorevole La Russa...

NITTO FRANCESCO PALMA. Come dicevo, mi dispiace che il mio intervento abbia, in qualche modo, scaldato gli animi. Ho ascoltato un appassionato intervento dell'onorevole Bonito. Onorevole Bonito, senza soffermarci sui singoli casi (alcuni porteranno acqua al mulino della propria tesi ed altri a quello della mia), il problema è uno solo: colleghi dell'Assemblea, secondo voi è giusto che per un reato punito con la reclusione fino ad anni cinque il termine di prescrizione sia assolutamente identico a quello per un reato punito con la pena di nove anni e undici mesi? O sarebbe più corretto che il termine di prescrizione fosse rapportato alla specifica gravità dei reati e che sulla base dei singoli massimi di pena venisse determinato il relativo tempo prescrizionale? È tutta qua la differenza fra i due sistemi (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

FRANCESCO BONITO. Non è vero (Commenti dei deputati del gruppo di Forza Italia)!

NITTO FRANCESCO PALMA. In secondo luogo, onorevole Ciani, ho troppo rispetto per la sua conoscenza della matematica e dell'aritmetica per fare un calcolo che lei potrebbe svolgere molto meglio di me. Onorevole Ciani, vorrei rivolgerle io una domanda: lei mi chiede se con questo provvedimento i processi a carico dell'onorevole Previti sarebbero o meno prescritti: non lo so (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani - Applausi polemici dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).

EUGENIO DUCA. Ma che dici?

NITTO FRANCESCO PALMA. Non lo so! Mettiti seduto!

PRESIDENTE. Onorevole Duca, la prego... Onorevole Panattoni.

NITTO FRANCESCO PALMA. Onorevole Ciani... Scusate, voi ridete tanto, mostrando anche scarsa cortesia; ma io non presto ai processi dell'onorevole Previti la stessa attenzione che mi sembra voi prestiate (Si ride).
Onorevole Ciani, vorrei rivolgerle una domanda, se la signora Bindi me lo consente...

GIOVANNI KESSLER. Devi dire «onorevole» Bindi! Maleducato!

NITTO FRANCESCO PALMA. Come volete: signorina (Commenti)... Onorevole Ciani, la domanda che voglio rivolgerle è la seguente, se me lo permettono (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo). Non ho problemi: voi fate chiasso ed io rimango in silenzio. Ho imparato dall'onorevole Violante, che chiede aiuto al Presidente ogni qual volta vi è un sussurro (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale).
Onorevole Ciani, lei mi ha chiesto se questa nuova disciplina toccherebbe la prescrizione dei processi riguardanti l'onorevole Previti. Ma io le chiedo: se così fosse o se così non fosse, il suo atteggiamento di voto cambierebbe? Quindi, il suo atteggiamento di voto è ancorato allo scalpo di Previti e non ai principi! Si vergogni (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e della Lega Nord Federazione Padana)!


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Finocchiaro. Ne ha facoltà.

ANNA FINOCCHIARO. Signor Presidente, per una questione di pari opportunità mi rivolgo al signor Palma (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani - Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega Nord Federazione Padana)...

MAURA COSSUTTA. Brava!

ANNA FINOCCHIARO. Lei dice di non sapere se questo provvedimento gioverà all'onorevole Previti. Se fossi stata in lei, avrei ritenuto meglio informarmi, se non altro per lucrare qualche risultato.
Dopodiché, vi è una domanda alla quale continuate a sfuggire e che, invece, ha affrontato con una piena assunzione di responsabilità, come sempre, l'onorevole Gironda Veraldi, che è una persona veramente seria e perbene. Egli ha detto: io lo so (Commenti del deputato La Russa)... Onorevole La Russa, ci girano intorno! Io conosco l'onorevole Gironda Veraldi, lavoro con lui e so che è una persona seria e perbene e non gira intorno alle cose. Egli dice chiaramente (ma questa argomentazione è in contrasto con il resto della proposta di legge): secondo me, oggi i tempi di prescrizione sono troppo lunghi e fanno sì che i magistrati si nascondano dietro ad essi per non esitare celermente i processi. Al riguardo, ritengo che vi siano anche altre ragioni e ne vorrei discutere compiutamente. Ma egli dice anche, rivolgendosi a tutti voi colleghi: so benissimo che molti processi, magari già conclusi con una sentenza di condanna, di primo e di secondo grado, per reati gravi, vedranno la prescrizione; ma penso che questo sia un prezzo che occorra pagare per una riforma che, in prospettiva, condivido.
Evidentemente, non siete del tutto disposti a condividerla, perché, mentre abbassate i tempi di prescrizione per reati molto gravi (l'usura, l'incendio doloso - non voglio fare degli esempi -, lo stupro, lo sfruttamento della prostituzione minorile, eccetera)...

PRESIDENTE. Onorevole Finocchiaro...

ANNA FINOCCHIARO. ...nello stesso tempo li allungate per gente che è stata già condannata in primo e in secondo grado e che vede il reato prescritto.

IGNAZIO LA RUSSA. Non abbassiamo niente!

ANNA FINOCCHIARO. Onorevole La Russa... Però, dall'altra parte, allungate straordinariamente i tempi di prescrizione per coloro che dovrebbero essere più celermente giudicati, perché più pericolosi, e andrebbero levati subito di mezzo, cioè i recidivi.
Colleghi, francamente, da qualunque parte la prendiate, questa cosa non sta in piedi. Sapete perché contesto il signor Palma sull'ultimo punto? Il problema non è che non avrei affrontato una riforma sulla prescrizione se avessi saputo che giovava a qualcuno. Non è questo il punto. Il problema è che avete costruito tutto questo castello di contraddizioni e di iniquità soltanto per sorreggere l'unica cosa che vi interessa, la stella polare, come lo definisce l'onorevole Vitali, ossia il salvataggio dell'onorevole Previti (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo - Congratulazioni)!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi stanno facendo notare che i tempi sono terminati... Come voi sapete, sono tollerante perché ritengo che il Presidente debba esserlo, soprattutto in condizioni di grande tensione come quella che stiamo vivendo in queste ore. Per cui, è vero che stanno per esaurirsi i tempi...

IGNAZIO LA RUSSA. No, sono esauriti!


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PRESIDENTE. ... ed è vero che chiederò ai gruppi di opposizione di limitare i loro interventi, sollecitandoli anche con lo scampanellio. Che questo si possa tradurre nel fatto che, finiti i tempi, burocraticamente il Presidente non consenta loro di parlare, è un discorso che non esiste per quanto mi riguarda come Presidente della Camera, soprattutto in presenza di provvedimenti che sono fortemente contestati.
Se poi avessi l'attenzione da parte vostra... Onorevole Bruno, mi dispiace: io faccio così, un altro Presidente farà in un altro modo. Se poi, invece di complicare le cose, si volessero semplificare, ciascuno di noi ha una sufficiente intelligenza per capire come si potrebbe farlo, perché è chiaro che una continua rissa dialettica non consente all'esame del provvedimento di procedere speditamente.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantini. Ne ha facoltà.

PIERLUIGI MANTINI. Noi ci siamo posti il problema di ridisegnare l'istituto della prescrizione. Lo dico perché ci sono varie proposte, una anche a mia firma, e non solo la mia. Siamo certi che la prescrizione debba rispondere a due fini: quello della prontezza della pena, come sosteneva Beccaria, che assolve anche ad una funzione utilitaristica, cioè una pena pronta e più vicina possibile alla data della commissione del delitto, e quello di garanzia dell'imputato, per evitare l'incertezza della sorte di un cittadino.
Una cosa è affrontare questo tema nell'ambito di un disegno volto all'efficienza del processo penale, altra cosa è fare una norma ammazza-processi, come quella che si sta approvando.

ENZO RAISI. Tempo!

IGNAZIO LA RUSSA. Tempo!

PIERLUIGI MANTINI. Non so - devo dire la verità - se il collega Nitto Palma sia signore o signorino. Non ne so abbastanza. So però che è ignorante nel senso proprio del termine, perché non può ignorare che l'effetto di questa disciplina sul reato di corruzione in atti giudiziari determina una diminuzione della...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Mantini.
Non mi dite: «tempo», per cortesia. Se mi dite: «tempo», li faccio parlare. Fatemi la cortesia! Non ho bisogno di consigli, né da destra né da sinistra! Né da destra...

MASSIMO POLLEDRI. Segui il centro...!

MARIO LANDOLFI. Dal centro...!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ciani. Ne ha facoltà.

FABIO CIANI. Signor Presidente, la ringrazio per la sua cortesia. Sono stato brevissimo prima e cercherò di esserlo anche ora.
Non voglio rispondere direttamente all'onorevole Nitto Palma, che recita a soggetto. Il problema è che ci costringete dall'inizio della legislatura a votare leggi ad personam, invece di affrontare i problemi reali.
Finalmente il dibattito si è concentrato sul vero scopo di questo provvedimento, che ha costretto il Governo a cedere su cinque decreti-legge ed il presentatore della proposta di legge a ritirare la sua firma. Questa legge è stata utilizzata unicamente per uno scopo: salvare quei processi. Questo lo sappiamo tutti...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciani.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Finocchiaro 0.3.010.8 e Fanfani 0.3.010.72, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 480
Votanti 478
Astenuti 2
Maggioranza 240
Hanno votato
208
Hanno votato
no 270).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Fanfani 0.3.010.71, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 477
Votanti 475
Astenuti 2
Maggioranza 238
Hanno votato
204
Hanno votato
no 271).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Bonito 0.3.010.7, Fanfani 0.3.010.74 e Cirielli 0.3.010.96, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 480
Votanti 478
Astenuti 2
Maggioranza 240
Hanno votato
209
Hanno votato
no 269).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Cirielli 0.3.010.100, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 481
Votanti 460
Astenuti 21
Maggioranza 231
Hanno votato
181
Hanno votato
no 279).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Fanfani 0.3.010.75, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 480
Votanti 475
Astenuti 5
Maggioranza 238
Hanno votato
202
Hanno votato
no 273).

Il subemendamento Siniscalchi 0.3.010.34 è ritirato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Finocchiaro 0.3.010.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 480
Votanti 477
Astenuti 3
Maggioranza 239
Hanno votato
203
Hanno votato
no 274).

Il subemendamento Fanfani 0.3.010.78 è ritirato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti


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Bonito 0.3.010.11 e Buemi 0.3.010.43, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 480
Votanti 476
Astenuti 4
Maggioranza 239
Hanno votato
207
Hanno votato
no 269).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Finocchiaro 0.3.010.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 479
Votanti 473
Astenuti 6
Maggioranza 237
Hanno votato
203
Hanno votato
no 270).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Fanfani 0.3.010.83, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 485
Votanti 479
Astenuti 6
Maggioranza 240
Hanno votato
206
Hanno votato
no 273).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Fanfani 0.3.010.84, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 488
Votanti 484
Astenuti 4
Maggioranza 243
Hanno votato
210
Hanno votato
no 274).

Passiamo alla votazione del subemendamento Fanfani 0.3.010.85.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Kessler. Ne ha facoltà.

GIOVANNI KESSLER. Tiriamo il fiato un secondo, dato che stiamo votando velocemente. La capisco, signor Presidente, ma si tratta di norme davvero importanti.
Il subemendamento in esame vuole sopprimere un punto, che riteniamo gravissimo, sul quale richiamo l'attenzione dei colleghi. Si tratta di abrogare una norma secondo cui la sospensione della prescrizione ha un limite massimo. Con la norma che state per approvare si introdurrebbe, cioè, un limite massimo anche alla sospensione della prescrizione, che oggi non c'è. Oggi succede che quando vi è la sospensione della prescrizione di un reato, finita la sospensione si continua a contare il termine di prescrizione senza limiti massimi. Con la norma che state per introdurre, invece, in caso di sospensione per iniziativa dell'imputato o del suo difensore il tempo di sospensione del processo a cui ha dato causa lo stesso imputato va ad influire sulla prescrizione. In concreto, ciò significa fornire un formidabile ed efficace strumento agli imputati che vogliono sottrarsi al processo per farlo: basta che riescano a dire che sono impegnati loro o i loro avvocati a far rinviare il processo e tutti questi rinvii


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aiuteranno a lucrare la prescrizione. Dunque, alla fine, lucreranno il premio dell'estinzione del processo.
Se così si farà, sarà sempre più difficile, in certi casi impossibile, dato che avete dimezzato i tempi della prescrizione, arrivare a concludere i processi. Dando questo incentivo alle parti per allungarli, queste riescono a sfuggire al processo. Qui non si tratta di colpa dello Stato o del magistrato che non lavora, ma si tratta di dare un premio a chi vuole sfuggire ai processi. Se pensate che così si possa garantire sicurezza ed andare incontro ad esigenze di giustizia, proprio non ci siamo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Fanfani 0.3.010.85, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 464
Votanti 460
Astenuti 4
Maggioranza 231
Hanno votato
197
Hanno votato
no 263).

Prendo atto che l'onorevole Grillo non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Fanfani 0.3.010.76, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 471
Votanti 467
Astenuti 4
Maggioranza 234
Hanno votato
199
Hanno votato
no 268).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Finocchiaro 0.3.010.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 484
Votanti 480
Astenuti 4
Maggioranza 241
Hanno votato
198
Hanno votato
no 282).

Passiamo alla votazione del subemendamento Siniscalchi 0.3.010.35.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Siniscalchi. Ne ha facoltà.

VINCENZO SINISCALCHI. Signor Presidente, oltre che per invitare i colleghi ad approvare questo mio subemendamento correttivo, intervengo per esprimere una mia preoccupazione particolare, per la dichiarazione resa prima dal collega Nitto Palma, quando ha posto un punto interrogativo circa il vero destino, il vero scopo, di questo provvedimento. Vorrei al riguardo esprimere la mia preoccupazione, perché se l'onorevole Nitto Palma, che è uomo d'onore, esprime una perplessità del genere, mi domando (ma la domanda è puramente retorica): ma, allora, tutta questa macchina da guerra, è stata messa in campo per stravolgere il principio della discrezionalità nel processo penale, per stravolgere le attenuanti generiche e per stravolgere le prescrizioni?
Francamente mi auguro che almeno dentro di sé la maggioranza dia una risposta positiva; altrimenti, sarebbe veramente tragicomico dover assistere a questa continua ingegneria devastatrice di norme come la prescrizione, per arrivare ad un risultato così apparentemente amletico, in relazione al destino di qualche soldato Ryan (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!


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PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Siniscalchi 0.3.010.35, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 473
Votanti 471
Astenuti 2
Maggioranza 236
Hanno votato
202
Hanno votato
no 269).

Passiamo alla votazione degli identici subemendamenti Finocchiaro 0.3.010.5, Buemi 0.3.010.38 e Fanfani 0.3.010.65.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fanfani. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FANFANI. Colleghi, non è vero che si ha certezza, come veniva sostenuto prima, in ordine alla scadenza della prescrizione. Infatti, il termine di prescrizione è variabile. Esso varia, come vedremo nelle successive proposte emendative, in funzione della recidiva semplice, della recidiva reiterata, dell'abitualità a delinquere, dunque varia in funzione di tutta una serie di parametri, ma soprattutto in funzione della gravità del reato. L'impianto è sbagliato nelle sue fondamenta, perché più il reato è grave e più i soggetti da giudicare sono recidivi, più bisognerebbe giudicarli subito e più la certezza della pena e l'immediatezza del processo andrebbero realizzate. Un cittadino che ha sbagliato lo si può anche processare con un pizzico di ritardo, ma lo Stato ha una necessità di reazione soprattutto nei confronti dei reati più gravi e di coloro che sono abituati a delinquere. Quindi l'impianto non sta in piedi, è sbagliato e va complessivamente rivisto.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Finocchiaro 0.3.010.5, Buemi 0.3.010.38 e Fanfani 0.3.010.65, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 487
Votanti 484
Astenuti 3
Maggioranza 243
Hanno votato
210
Hanno votato
no 274).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Bonito 0.3.010.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 484
Votanti 483
Astenuti 1
Maggioranza 242
Hanno votato
206
Hanno votato
no 277).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Bonito 0.3.010.15 e Buemi 0.3.010.47, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 481
Votanti 478
Astenuti 3
Maggioranza 240
Hanno votato
202
Hanno votato
no 276).


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Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Bonito 0.3.010.30 e Fanfani 0.3.010.66, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 481
Votanti 479
Astenuti 2
Maggioranza 240
Hanno votato
206
Hanno votato
no 273).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Bonito 0.3.010.23, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 486
Votanti 485
Astenuti 1
Maggioranza 243
Hanno votato
210
Hanno votato
no 275).

Avverto che il subemendamento Gironda Veraldi 0.3.010.94 è stato ritirato.
Passiamo alla votazione del subemendamento Bonito 0.3.010.16.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Finocchiaro. Ne ha facoltà.

ANNA FINOCCHIARO. Colleghi, si tratta di una questione delicata, sulla quale vorrei che voi rifletteste. Con il meccanismo tecnico con il quale si è organizzata l'equiparazione del regime della sospensione o dell'interruzione e con termini di prescrizione più brevi può accadere questo.
Nei confronti di un imputato che possa giovarsi di un avvocato disponibile a prestarsi a questo tipo di difesa o che scelga questo tipo di difesa, basterà chiedere più volte la sospensione del procedimento per impegni, magari, contestuali. Si tratta di una richiesta d'obbligo: si può richiedere al presidente del tribunale di rinviare ad altra udienza il procedimento, perché il difensore è impegnato contestualmente - è un legittimo impedimento - in altro processo.
Finora accadeva che il tempo della sospensione (il sovraccarico dei ruoli di udienza può essere di quattro o sei mesi e, talvolta, di un tempo maggiore), il tempo intercorrente tra l'udienza sospesa e quella di nuova fissazione, poiché la sospensione era stata adottata in ragione di una richiesta proveniente dall'imputato, non veniva considerato per il decorso della prescrizione. Oggi, invece, questo tempo viene conteggiato.
Pertanto, basterà che il difensore, nel corso del giudizio di primo e di secondo grado, chieda più volte la sospensione per poter lucrare una decorrenza dei termini di prescrizione che non sono utilizzati per alcun adempimento processuale, poiché la richiesta proviene dall'imputato e dal suo difensore. In presenza di termini di prescrizione così brevi, si andrà rapidamente ad una dichiarazione di non doversi procedere, perché il reato si è prescritto.
Voi pensate che questa situazione sia tollerabile e ammissibile e costituisca una risposta giusta alla domanda di sicurezza e di certezza della pena che continuamente viene sollevata dal presidente Fini?

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pisapia. Ne ha facoltà.

GIULIANO PISAPIA. Signor Presidente, credo si debba riflettere sugli identici subemendamenti in esame e, più in generale, sull'articolo cui si riferiscono. In primo luogo, vi è da dire che le modifiche sul termine di prescrizione, al di là delle valutazioni


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che ciascuno di noi può esprimere, sarebbero state fondamentalmente utili se approvate quanto meno contestualmente a norme tese ad accelerare i tempi dei processi. Purtroppo, ciò non è avvenuto; il che dimostra (lo confermo ulteriormente) che al Governo e alla sua maggioranza manca un progetto organico di riforma della giustizia, tesa a conciliare il diritto alla ragionevole durata dei processi con il dovere di arrivare ad una sentenza definitiva prima della prescrizione.
In secondo luogo, cari colleghi, non si possono modificare le regole nel corso della partita. Vorrei citare un esempio calcistico. Stiamo compiendo un'operazione analoga a quella che potrebbe fare la Federazione calcio, qualora con riferimento ad una partita in cui, guarda caso, la Juventus sta vincendo 2 a 0 e vi è ancora il secondo tempo da giocare, si decide che la partita è terminata. Credo che sarebbe inaccettabile da parte di qualunque tifoso.
Quando si parla di giustizia, ciò dovrebbe essere ancora più inaccettabile (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

GIULIANO PISAPIA. Presidente...

PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è esaurito. È intervenuto per quattro minuti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Bonito 0.3.010.16 e Fanfani 0.3.010.79, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 481
Votanti 477
Astenuti 4
Maggioranza 239
Hanno votato
207
Hanno votato
no 270).

Prendo atto che l'onorevole Viespoli non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione del subemendamento Fanfani 0.3.010.86.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pisapia. Ne ha facoltà.

GIULIANO PISAPIA. Signor Presidente, il terzo problema riguarda la sospensione della prescrizione. Già è stato detto, ma occorre ribadirlo. Se vi è una richiesta di rinvio di un processo per legittimo impedimento, giustamente il codice prevede che quel processo sia rinviato.
Il problema è che oggi, se la richiesta proviene dall'imputato o dalla difesa, la sospensione della prescrizione perdura fino alla fissazione della nuova udienza.
È chiaro che dovremmo fare di tutto affinché la nuova udienza sia fissata in tempi brevissimi; invece, con questa norma, la sospensione della prescrizione si ha solo per il giorno in cui sussiste il legittimo impedimento e ciò non può non contrastare anche con l'articolo 111 della Costituzione.

PRESIDENTE. Onorevole Pisapia, mi ero sbagliato sui tempi che il suo gruppo ha ancora a disposizione; dunque, le chiedo scusa.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Fanfani 0.3.010.86, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 474
Votanti 469
Astenuti 5
Maggioranza 235
Hanno votato
199
Hanno votato
no 270).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Fanfani 0.3.010.87, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 477
Votanti 474
Astenuti 3
Maggioranza 238
Hanno votato
208
Hanno votato
no 266).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sullo subemendamento Fanfani 0.3.010.88, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 476
Votanti 472
Astenuti 4
Maggioranza 237
Hanno votato
203
Hanno votato
no 269).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Fanfani 0.3.010.89, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 445
Votanti 442
Astenuti 3
Maggioranza 222
Hanno votato
188
Hanno votato
no 254).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Fanfani 0.3.010.90, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 482
Votanti 478
Astenuti 4
Maggioranza 240
Hanno votato
206
Hanno votato
no 272).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Bonito 0.3.010.17 e Fanfani 0.3.010.91, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 477
Votanti 472
Astenuti 5
Maggioranza 237
Hanno votato
203
Hanno votato
no 269).

Passiamo alla votazione del subemendamento 0.3.010.150 (Nuova formulazione) della Commissione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Kessler. Ne ha facoltà.

GIOVANNI KESSLER. Con questo subemendamento state per affermare che non vi sono limiti alla sospensione della prescrizione, prevedendola solo in un caso, vale a dire quando la sospensione è stata causata dall'attesa di un provvedimento di una autorità straniera. È giusto che in questo caso si sospenda, tuttavia non è giusto, ma appare improprio e contraddittorio, che questo sia l'unico caso di sospensione.
Facciamo l'ipotesi che il processo sia sospeso non per colpa del giudice che non fa niente, ma per colpa ad esempio del Parlamento, che deve concedere l'autorizzazione per l'utilizzo di una intercettazione telefonica, o comunque di un'autorità


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diversa da quella giudiziaria o per iniziativa dell'imputato; dunque, in questi casi in cui la sospensione deriva dall'inerzia di altre autorità nazionali, la sospensione serve per far finire prima il processo? Colleghi, dov'è la coerenza?
Vi invito a prestare attenzione a quanto stiamo per approvare perché, in tal modo, qualsiasi ritardo di un'autorità nazionale non giudiziaria, ad esempio della Corte costituzionale, fa decorrere la prescrizione. O non si svolgeranno più tanti processi, o nessun giudice si sentirà di sollevare una questione di fronte alla Corte costituzionale perché l'effetto sarebbe quello di estinguere il processo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento 0.3.010.150 (Nuova formulazione) della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 489
Votanti 482
Astenuti 7
Maggioranza 242
Hanno votato
280
Hanno votato
no 202).

Prendo atto che l'onorevole Gerardo Bianco ha erroneamente espresso un voto favorevole mentre avrebbe voluto votare contro.
Avverto che il successivo subemendamento Kessler 0.3.010.102 risulta precluso dall'approvazione del subemendamento 0.3.010.150 (Nuova formulazione) della Commissione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Finocchiaro 0.3.010.24 e Buemi 0.3.010.63, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 470
Votanti 462
Astenuti 8
Maggioranza 232
Hanno votato
194
Hanno votato
no 268).

Prendo atto che l'onorevole Brusco non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Finocchiaro 0.3.010.31 e Fanfani 0.3.010.67, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 486
Votanti 483
Astenuti 3
Maggioranza 242
Hanno votato
212
Hanno votato
no 271).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Finocchiaro 0.3.010.25 e Buemi 0.3.010.59, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 490
Votanti 486
Astenuti 4
Maggioranza 244
Hanno votato
213
Hanno votato
no 273).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento


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Finocchiaro 0.3.010.18, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 483
Votanti 479
Astenuti 4
Maggioranza 240
Hanno votato
206
Hanno votato
no 273).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Finocchiaro 0.3.010.32 e Fanfani 0.3.010.68, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 492
Votanti 489
Astenuti 3
Maggioranza 245
Hanno votato
212
Hanno votato
no 277).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Finocchiaro 0.3.010.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 492
Votanti 488
Astenuti 4
Maggioranza 245
Hanno votato
216
Hanno votato
no 272).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Finocchiaro 0.3.010.103, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 502
Votanti 498
Astenuti 4
Maggioranza 250
Hanno votato
223
Hanno votato
no 275).

Passiamo alla votazione del subemendamento 0.3.010.151 (Nuova formulazione) della Commissione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bonito. Ne ha facoltà.

FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, vorrei rivolgermi a tutti anche perché ho recuperato un minimo di doverosa calma. Vorrei fare riferimento in modo particolare agli onorevoli Nitto Palma e Gironda Veraldi, nonché al ministro della giustizia Castelli e al sottosegretario Vietti, noto civilista.
Ebbene, con il subemendamento in oggetto si cancellano 2100 anni di storia del diritto romano. Esiste un istituto che proviene da lontano, il rapporto del termine prescrizionale - quindi la dimensione del tempo rispetto alla sussistenza di un diritto - con la sospensione e l'interruzione. Si tratta di una lezione risalente a 2100 anni fa. Ebbene, per salvare il signore seduto in quest'aula, l'onorevole Cesare Previti, e dargli un'ulteriore arma tra le mani, si cancella l'istituto della sospensione. Per cui il significato della parola sospensione - sospendere il termine prescrizionale che poi riprende - viene completamente annullato.
Ricordo che il 7 gennaio comincerà il processo di appello; da questa scadenza discende la nostra fretta. Quindi, da quella data l'onorevole Previti comincerà la sua lotta contro il tempo, fermandosi alla buvette. Allora, i giudici dovranno sospendere


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il processo perché l'onorevole Previti sta prendendo il caffè alla buvette di Montecitorio e quel tempo di sospensione....

ENZO RAISI. Basta!

PRESIDENTE. Onorevole Raisi, la richiamo all'ordine!

FRANCESCO BONITO. Questa, tra l'altro, è una «ciucciata» giuridica e non mi stupisco che sia proprio questo dicastero a metterla in atto, guidato dal cavalier servente, ministro Castelli.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento 0.3.010.151 (Nuova formulazione) della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 496
Votanti 480
Astenuti 16
Maggioranza 241
Hanno votato
283
Hanno votato
no 197).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Finocchiaro 0.3.010.20 e Buemi 0.3.010.52, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 487
Votanti 484
Astenuti 3
Maggioranza 243
Hanno votato
210
Hanno votato
no 274).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Bonito 0.3.010.33, Fanfani 0.3.010.69 e 0.3.010.152 della Commissione, accettati dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 498
Votanti 495
Astenuti 3
Maggioranza 248
Hanno votato
482
Hanno votato
no 13).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 3.010 della Commissione, nel testo subemendato, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 495
Votanti 494
Astenuti 1
Maggioranza 248
Hanno votato
294
Hanno votato
no 200).

Prendo atto che l'onorevole Motta ha espresso voto favorevole, mentre avrebbe voluto esprimere voto contrario.

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