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PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore.
GIACOMO de GHISLANZONI CARDOLI, Relatore. Signor Presidente, vista l'ora tarda, non penso che sia il caso di dilungarsi. Vorrei soltanto rassegnare all'Assemblea due brevissime riflessioni, che non vanno sicuramente ad inficiare il mio parere positivo nei confronti del decreto al nostro esame.
Noi ci troviamo in questo momento di fronte ad un processo di globalizzazione dei mercati e di liberalizzazione degli scambi; ci troviamo di fronte ad una situazione di incremento esponenziale della popolazione mondiale e, di contro, di diminuzione della superficie coltivabile. Ci sono altri problemi, legati, ad esempio, in Cina, alla nascita di migliaia di bambini ciechi per carenza di vitamina A, alla necessità di soddisfare le esigenze alimentari di circa 800 milioni di persone, che in Africa e in altre parti del Terzo e del Quarto mondo non hanno di che mangiare.
Mi auguro che la scienza sia in grado di affrontare questi problemi, ad esempio con il progetto golden rice, che mira a creare un riso ricco di vitamina A, e che la stessa sia capace di affrontare queste calamità naturali, questi flagelli che attanagliano l'umanità. Deve essere la scienza a darci delle risposte, a seguire un percorso serio e corretto; non devono esserci fughe in avanti, ma deve essere tutelata la
nostra tipicità. Però, dobbiamo riflettere anche su queste calamità: 500 mila bambini nati ciechi ogni anno, in Cina, sono un problema enorme, che riguarda la coscienza collettiva di tutti noi (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentate del Governo.
TERESIO DELFINO, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Signor Presidente, onorevole relatore, onorevole colleghi, sarò molto breve nel mio intervento, partendo dalla puntuale relazione del relatore, che ha esaurientemente illustrato le ragioni e i contenuti del provvedimento in esame.
Un provvedimento di indirizzo e di coordinamento a livello nazionale delle normative regionali ormai adottate, le quali, pur esprimendo una visione certamente convergente, hanno però bisogno di un intervento statuale che possa aprire una prospettiva di larga condivisione e di equilibrio, capace di coniugare gli interessi in gioco delle filiere agricole ed agroalimentari (quelle transgeniche, quella convenzionale e quella biologica) su un tema dai risvolti importantissimi e fondamentali per la ricerca in materia di ambiente e di alimentazione.
Si tratta, quindi, di un ambito di grande delicatezza per affrontare il quale - come si è giustamente rilevato nel corso del dibattito - non servono tanto posizioni strumentali ed ideologiche quanto, piuttosto, uno sforzo coeso e comune di tutti per dare al paese una legislazione coerente con la disciplina comunitaria e che tuteli la forte immagine, il forte ruolo, la forte caratterizzazione del nostro sistema agricolo ed agroalimentare. Ho rilevato nel dibattito alcuni accenti generali che definirei poco generosi rispetto all'azione condotta dal Governo in quanto quest'ultimo, specificamente il Ministero delle politiche agricole e forestali, ha sostenuto, insieme alla sua maggioranza ed alle Commissioni parlamentari, un progetto di sistema agricolo ed agroalimentare che largamente ha visto coesa in Parlamento la maggioranza in uno sforzo che desse una prospettiva ad una agricoltura basata, come è già stato ribadito (ed io confermo), sulla qualità, sulla tipicità, sul collegamento con il territorio e sulla sicurezza alimentare.
Altro elemento, in questa politica ed in questa strategia agricola ed agroalimentare, è stato il grande sforzo condotto dal Governo e dal Parlamento per tutta l'azione di ammodernamento del settore nel campo fiscale, previdenziale, della legge di orientamento.
Un altro punto forte di riferimento è stato rappresentato dall'azione condotta con la riforma di medio termine della politica agricola comunitaria per la quale, certamente, i risultati acquisiti dal Governo italiano nell'ambito dell'accordo europeo corrispondono, senza timore di smentita, agli interessi che dobbiamo salvaguardare per mantenere forti le ragioni dell'impegno dei nostri agricoltori nel settore.
Quindi, ritengo che il provvedimento in esame abbia saputo cogliere un'esigenza, ormai ineludibile, postasi con riferimento all'azione legislativa condotta da tante regioni ed abbia altresì affrontato il pericolo ormai incombente della proliferazione di coltivazioni con organismi geneticamente modificati. Ciò è stato fatto trovando una soluzione che, se certamente è stata discussa nell'ambito del Governo e della maggioranza, riflette però una posizione sulla quale - voglio dirlo con forza - è intervenuto un confronto largo ed approfondito con le regioni; regioni che hanno condiviso la soluzione prospettata trovando un'intesa su questo testo. A quest'ultimo, come è stato rilevato anche dal relatore e dai colleghi intervenuti, sono già stati apportati emendamenti migliorativi nel corso del dibattito svoltosi in Commissione agricoltura. Altri miglioramenti, come ha confermato il ministro Alemanno, potranno essere introdotti nel corso della discussione in Assemblea; è evidente, però, e concludo signor Presidente, come si ravvisasse la necessità e l'urgenza di adottare una normativa nazionale capace di fissare gli elementi portanti della disciplina: da un lato, regolare la coesistenza
tra coltivazioni transgeniche, convenzionali e biologiche; dall'altro, salvaguardare i fattori competitivi della nostra agricoltura, basata, come è stato da tutti affermato, sulla qualità, sul legame con il territorio e sulla sicurezza alimentare e dare, quindi, ai nostri consumatori la possibilità di scelta efficace, concreta, chiara, trasparente.
Infatti, sappiamo che non riusciremmo ad individuare il nostro segmento di mercato se dovessimo competere solo sul piano dei costi dei prodotti, in ordine al quale le agricolture di altri paesi sono maggiormente avvantaggiate. Con questa politica, invece, che credo sia il Governo, sia la maggioranza parlamentare possano rivendicare con forza, abbiamo sostenuto, negli ultimi anni, una linea largamente condivisa anche dalle organizzazioni professionali rappresentative di tutte le filiere del mondo agricolo, nell'ambito di uno sforzo comune con le istituzioni regionali, che ha prodotto risultati perfino in una fase economica che vorrei ricordare essere caratterizzata da notevoli difficoltà.
Pertanto, se è vero che, come è stato affermato dall'onorevole Marcora, il comparto agroalimentare rappresenta il secondo settore produttivo della ricchezza del paese, vorrei rappresentare che il Governo e la maggioranza non sono certamente indifferenti al riguardo ed intendono fare tutto ciò che è possibile per consentire che esso dilati le proprie prospettive, cogliendo tutte le potenzialità di sviluppo che ancora ha davanti a sé, sia per offrire un'alimentazione sempre più sana ai nostri concittadini, sia, soprattutto, per creare opportunità occupazionali per i nostri giovani.
PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
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