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PRESIDENTE. L'onorevole Vernetti ha facoltà di
GIANNI VERNETTI. Signor Presidente, la mia interpellanza urgente prende le mosse dalla grave situazione venutasi a creare nella Repubblica ucraina in seguito allo svolgimento delle elezioni presidenziali del 21 novembre scorso, unanimemente riconosciute, dagli oltre mille osservatori internazionali e dai principali Governi democratici del mondo, come illegittime, in quanto sono state riscontrate troppe irregolarità e frodi.
PRESIDENTE. Onorevole Vernetti, riferirò al Presidente Casini la sua richiesta.
COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, occorre innanzitutto sottolineare che l'Italia condivide e sostiene la rapidità e la determinazione con cui l'Unione europea ha affrontato, negli ultimi giorni, la crisi ucraina. Tale azione non solo testimonia l'attenzione con cui l'Unione guarda al suo vicino orientale, ma ha anche contribuito a scongiurare il precipitare degli eventi. L'Italia auspica il mantenimento di una forte iniziativa politica dell'Unione europea, nonché un dialogo costruttivo con la Russia sulla questione ucraina.
congelarne l'applicazione per la parte relativa all'Ucraina, fino a quando la situazione politica non sarà chiarita.
PRESIDENTE. L'onorevole Vernetti ha facoltà di
GIANNI VERNETTI. Signor Presidente, sono parzialmente soddisfatto per la risposta del sottosegretario, perché quest'ultimo ha elencato le tante positive azioni intraprese coralmente dall'Unione europea. Tuttavia, attendiamo ancora una chiara presa di posizione da parte del Presidente del Consiglio, che finora non c'è stata. Non vi è stata nei primissimi giorni e, a quarantotto ore dalle elezioni in Ucraina, il Presidente del Consiglio ha sostenuto di non aver avuto ancora il tempo di consultarsi con il proprio ministro degli affari esteri da poco nominato.
europea e nella NATO ed anela ad un rapido processo di democratizzazione e di incremento sostanziale della democrazia e della libertà, non vi sia alcun motivo per adottare un comportamento omissivo.
L'Unione europea ha chiesto lo svolgimento di nuove elezioni, il Dipartimento di Stato del Governo statunitense si è allineato sulle stessa posizione, mentre numerosi paesi europei hanno richiamato i propri ambasciatori. L'opposizione democratica di quel paese anela a far entrare l'Ucraina nell'Unione europea e nella NATO, e ritengo che dovremmo essere più attenti allo sviluppo di un processo di forte democratizzazione che rischia, tuttavia, di essere impedito da nuove forme di «sovranità limitata» da parte della vicina Russia.
Siamo preoccupati per tale situazione, e vorremmo pertanto conoscere la posizione del Governo, che abbiamo visto, nei primi giorni di questa crisi, oggettivamente assente. Credo che in quel paese si svolgeranno nuove elezioni presidenziali, e vorrei segnalare che numerosi Parlamenti del mondo hanno inviato i loro rappresentanti.
Ritengo che sarebbe un grande segnale di attenzione e di democrazia se fosse presente una delegazione anche del nostro Parlamento; al riguardo, mi rivolgo al Presidente di turno dell'Assemblea, onorevole Mastella, affinché riferisca al Presidente Casini la mia richiesta di attivarsi per inviare una delegazione di osservatori nel momento in cui dovessero essere indette nuove elezioni presidenziali, poiché si tratta di uno di quei casi in cui le missioni parlamentari servono sul serio e non costituiscono solo una perdita di tempo.
Il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento, senatore Ventucci, ha facoltà di
L'attuale situazione, infatti, ha formato oggetto di costante e viva attenzione da parte delle istituzioni europee. Vorrei ricordare, al riguardo, che, subito dopo la tornata elettorale del 21 novembre, i ministri degli esteri dell'Unione europea hanno emesso una dichiarazione di condanna per il mancato rispetto degli standard internazionali - come da lei accennato - registrati dalla missione di monitoraggio inviata dall'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e dall'Ufficio delle istituzioni democratiche e dei diritti umani, nonché per la condotta tenuta nell'occasione dalla commissione elettorale centrale.
Alla luce della crisi politica innescata dal ballottaggio presidenziale, la Presidenza olandese di turno dell'Unione europea ha deciso di mandare nel paese un inviato speciale, l'ambasciatore Biegman. Anche l'Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza comune, Solana, si è recato a Kiev, dove, assieme ad altri mediatori internazionali, come il Presidente polacco e quello lituano, ha preso parte alla tavola rotonda che ha consentito l'avvio, lo scorso 26 novembre, di un negoziato a quattro tra il Presidente della Repubblica ucraina uscente, Leonid Kuchma, il Presidente del Parlamento, Lytvyn, il candidato filorusso, Yanukovich, ed il candidato filoccidentale, Yushenko.
Nella successiva dichiarazione del 29 novembre, la Presidenza dell'Unione ha invitato le parti ad incontrarsi nella stessa formazione che aveva già caratterizzato l'incontro del 26 novembre e, alla luce delle rivendicazioni autonomistiche manifestate dalle regioni orientali del paese, ha ribadito che il rispetto dell'integrità territoriale dell'Ucraina costituisce una condizione fondamentale ai fini di una soluzione pacifica dell'attuale crisi.
Tale posizione è stata illustrata dal primo ministro Balkenende al presidente Kuchma, nel corso di un colloquio telefonico. Il ministro degli esteri, Bot, si è espresso negli stessi termini, con il suo omologo ucraino. Il 30 novembre, il Comitato politico e di sicurezza dell'Unione, ha affrontato il tema della situazione in Ucraina e delle possibili ulteriori iniziative politiche dell'Unione stessa. Il Segretario generale dell'Unione europea ha fatto stato dell'orientamento a favore di una soluzione politica che preveda la ripetizione delle elezioni ed ha invitato la Commissione dei paesi membri a prepararsi a predisporre quanto necessario, in termini di ordinativi e di numerosi osservatori, mentre il Parlamento ucraino ha approvato ieri una mozione di sfiducia contro il Governo di Yanucovich ed ha invitato il Presidente Kuchma a indire nuove elezioni. Nel frattempo, Solana, accompagnato dai ministri degli esteri polacco e lituano è tornato a Kiev, per poi recarsi a Mosca.
Come noto, le relazioni tra Unione europea e Ucraina sono basate su un accordo di partenariato e cooperazione, entrato in vigore nel 1998, e su una strategia comune adottata nel 1999, la cui durata è stata recentemente estesa fino alla fine del 2004. L'accordo di partenariato e di cooperazione attualmente in vigore, che costituisce la cornice istituzionale per lo sviluppo del dialogo politico con Kiev, considera il rispetto di una serie di standard democratici e di valori fondamentali condivisi come elemento essenziale delle relazioni tra Unione europea e Ucraina. L'Ucraina figura, inoltre, tra i paesi partner considerati prioritari nel contesto della cosiddetta politica europea di vicinato.
Alla luce dell'attuale situazione critica, il comitato competente, il 29 novembre, ha esaminato la questione del piano d'azione con l'Ucraina, i cui negoziati si erano conclusi nel mese di luglio del 2004. Nei programmi della Commissione, l'intero pacchetto dei piani d'azione avrebbe, infatti, dovuto essere approvato dal collegio dei commissari l'8 dicembre 2004, ma la Commissione europea mantiene un atteggiamento riservato circa l'inclusione del piano di azione con l'Ucraina. Nel corso della riunione del comitato competente alcune delegazioni sono intervenute per attirare l'attenzione sul rischio che l'approvazione del piano d'azione possa essere percepita come un segnale politico ambiguo da parte dell'Unione. Le stesse delegazioni temono, infatti, che in caso di perdurante incertezza sulla situazione in Ucraina, il piano debba essere momentaneamente congelato. Da parte nostra, condividendo l'esigenza di un approccio prudente, abbiamo ventilato l'ipotesi alternativa che, se il collegio dei commissari dovesse approvare l'intero pacchetto - come sembra emergere dalla riunione di ieri del comitato dei rappresentanti permanenti -, il consiglio decida, poi, di
Desidero inoltre precisare, in relazione a quanto dichiarato nella parte preambolare dell'interpellanza a prima firma dell'onorevole Vernetti, che gli ambasciatori di paesi membri dell'Unione europea non sono stati richiamati per consultazioni, ma sono stati invece convocati dai rispettivi ministeri degli esteri assieme ai capi missione dell'Ucraina accreditati nelle capitali dell'Unione ed è stata loro espressa la preoccupazione dei venticinque in relazione alle irregolarità riscontrate nel corso delle elezioni del 21 novembre scorso, unitamente all'esortazione a procedere ad un nuovo, più accurato, conteggio dei voti. Tale passo era stato deciso dal Consiglio affari generali e relazioni esterne del 22 novembre. L'Italia è stata tra i primi paesi membri ad attuarlo, provvedendo a convocare alla Farnesina l'ambasciatore ucraino Orel già nella mattinata del successivo 23 novembre.
L'Italia è fermamente convinta che l'obiettivo della piena affermazione dei principi di libertà e democrazia possa e debba applicarsi anche nei confronti dell'Ucraina. Per questo l'Italia ha sostenuto con convinzione - e continua a sostenere, in ambito sia bilaterale sia comunitario - la necessità di incoraggiare il cammino intrapreso da quel paese in direzione dell'Europa e dell'occidente, così come da lei, onorevole Vernetti, auspicato.
In proposito, occorre rilevare che tale obiettivo, fortemente sostenuto dalle forze dell'opposizione democratica, trova una propria collocazione anche nelle linee programmatiche di politica estera dell'attuale Governo ucraino. L'Italia, all'unisono con gli altri paesi europei e con gli Stati Uniti, ha evidenziato, senza ambiguità, che le elezioni del 21 novembre non hanno rispettato la volontà del popolo ucraino ed ha chiesto alle autorità di Kiev di far luce sulle irregolarità denunciate degli osservatori internazionali, facendo prevalere la libera scelta della maggioranza della popolazione.
Esattamente questo è stato il messaggio trasmesso all'ambasciatore Orel nel colloquio sopra ricordato. L'Italia intende continuare a seguire con grande e costante attenzione il corso degli eventi, impegnandosi affinché la moderazione ed il senso di responsabilità possano caratterizzare anche in futuro il comportamento di tutte le parti in causa.
Risolvere in modo legale e non conflittuale la delicata crisi istituzionale in atto è nell'interesse non solo del popolo ucraino, ma di tutta la comunità internazionale, che in questi giorni ha più volte ribadito il proprio determinato sostegno all'unità ed integrità del territorio del paese.
Tale atteggiamento induce il nostro paese, che continua a mantenersi in stretto contatto con i membri dell'Unione europea e con gli altri principali attori della comunità internazionale, ad appoggiare attivamente le iniziative di mediazione che vedono impegnati l'Alto rappresentante dell'Unione europea ed altri esponenti europei finalizzati al superamento della crisi in atto secondo formule che siano rispettose della Costituzione e delle leggi dell'Ucraina e della libera volontà e determinazione della maggioranza della sua popolazione.
Riteniamo che, poiché alle nostre frontiere vi è un popolo che si prefigge, come sua massima aspirazione, l'ingresso nell'Unione
Ritengo, però, che si possa recuperare e che nelle prossime settimane il Governo del nostro paese possa svolgere una funzione attiva, anche a cominciare da un attento monitoraggio delle prossime elezioni presidenziali quando le stesse verranno riconvocate.


