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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. L'onorevole Emerenzio Barbieri ha facoltà di
EMERENZIO BARBIERI. Signor Presidente, la ringrazio per la cortesia che mi ha usato anticipando la trattazione di questa interpellanza urgente, con ciò dimostrando una grande sensibilità per il fatto che i deputati e anche il Governo evitano in tal modo di avere tempi morti.
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per le attività produttive, senatore Valducci, ha facoltà di
MARIO VALDUCCI, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Signor Presidente, vorrei aggiungere rispetto a quanto esposto dall'onorevole Emerenzio Barbieri che stiamo parlando di un grande gruppo internazionale. Tale gruppo è nato e radicato sul territorio emiliano - precisamente in provincia di Reggio Emilia - ma è anche situato in altre regioni italiane, nonché presente con proprie unità produttive in altre parti del mondo, quali Cina e Germania.
gravi alterazioni del mercato, non è possibile adottare alcuna misura di difesa, in quanto verrebbe violata la normativa del WTO sul commercio internazionale. Pertanto, è necessario che le imprese nazionali ed europee, produttrici di attrezzature portuali, si riuniscano, tramite il prezioso ruolo di coordinamento svolto dalle associazioni di categoria, per presentare la documentazione necessaria onde indurre i servizi della Commissione europea ad aprire un procedimento.
PRESIDENTE. L'onorevole Emerenzio Barbieri ha facoltà di
EMERENZIO BARBIERI. Signor Presidente, ritengo che la risposta del Governo sia molto seria. Mi fa piacere che siano presenti in aula i colleghi Lusetti e D'Antoni, che sono - come lei, Presidente Biondi, sa bene - miei amici di militanza nella Democrazia Cristiana nonché, per quanto riguarda il collega D'Antoni, seppure per un breve periodo, nell'UDC.
PRESIDENTE. Una grande famiglia...!
EMERENZIO BARBIERI. Una grande famiglia, signor Presidente! Se lei avesse un giorno il tempo di contare quanti sono i democristiani in quest'aula, si accorgerebbe che ve ne sono più ora di quando c'era la DC!
PRESIDENTE. L'avevamo notato!
EMERENZIO BARBIERI. La risposta del Governo è, dunque, molto seria. Ringrazio particolarmente il sottosegretario per la disponibilità, che peraltro neppure è richiesta nell'interpellanza, del Ministero delle attività produttive, che ha manifestato la volontà e l'intenzione di mettersi a disposizione per incontri tra azienda e organizzazioni sindacali, per valutare, nei limiti consentiti dalla legislazione vigente, la possibilità di rispondere alle finalità richiamate dall'interpellanza stessa.
PRESIDENTE. Come preannunciato, la trattazione dei restanti documenti di indirizzo all'ordine del giorno è rinviata al prosieguo della seduta, che sospendo fino alle 15,30.
Cosa sia storicamente la Reggiane in una realtà come quella di Reggio Emilia lo sanno un po' tutti, non solo i reggiani, ma anche coloro che hanno a che fare con l'attività che questa azienda riesce ancora a realizzare producendo carrelli, gru e attrezzature portuali.
Tale azienda era dell'EFIM ed è stata poi privatizzata. La Reggiane ha anche una lunga storia di resistenza al fascismo; infatti, durante i 45 giorni del Governo Badoglio l'esercito sparò contro gli operai della Reggiane, uccidendone parecchi.
La Reggiane nasce nel 1904, ha tuttora la sua sede e il suo centro operativo a Reggio Emilia ed occupa complessivamente circa duemila dipendenti, realizzando un volume di affari di 482 milioni di euro.
Il gruppo - come è accaduto anche ad altri, ad esempio a Parma - è recentemente entrato in una situazione di difficoltà sia economica sia finanziaria a causa, in primo luogo, dell'aumentata concorrenza della produzione cinese e delle forti rivalutazioni dell'euro sul dollaro e, in secondo luogo, a seguito di una operazione finanziaria (bond) a breve termine (tre anni) di 125 milioni di euro posta in essere dal proprietario Fantuzzi, mentre sarebbe stato opportuno che tale emissione fosse stata effettuata a lungo termine.
Ad avviso degli interpellanti - e il Governo avrà notato che appartengono a tutti i gruppi della Casa delle libertà - gli organi preposti dovrebbero controllare la correttezza delle operazioni finanziarie dell'istituto che ha curato, per conto della Fantuzzi Reggiane, l'emissione di bond a tre anni. Dunque, anche in questo caso si ripropone il problema serio di queste banche che svolgono operazioni che non sono certamente vantaggiose per i risparmiatori, ma per altri.
Chiediamo dunque al Governo se non ritenga opportuno definire una strategia di sostegno ad un settore che è sempre più esposto ad una competizione internazionale asimmetrica ed agevolare e concordare un processo di rilancio industriale della Reggiane attraverso un tavolo di confronto che veda l'intervento del sistema creditizio e produttivo locale, al fine, ovviamente, della salvaguardia occupazionale e del ruolo di questo importante gruppo industriale.
Si fa presto a dire che vi è la necessità di spostare tale azienda, perché in questo caso il trasferimento sarebbe in un comune assimilabile a quello dei film di Guareschi. Infatti, da Reggio Emilia a Brescello ci sono 30 chilometri da percorrere su una strada che non è certamente tra le più agevoli. Tra l'altro, una parte dell'azienda sarebbe ricollocata a Monfalcone, che è addirittura più distante di Brescello.
Riferendomi alle problematiche connesse a questo settore, ovvero quello degli equipaggiamenti e sistemi portuali, l'Unione europea possiede strumenti di difesa commerciale per contrastare fenomeni di concorrenza sleale nei vari settori dell'economia, ivi compreso quello delle attrezzature portuali. Qualora si configuri un comportamento sleale negli scambi commerciali tra l'Unione europea e un paese terzo, la Comunità europea ha la possibilità di adottare i seguenti strumenti di difesa commerciale: dazi anti-dumping; dazi anti-sovvenzione; misure di salvaguardia erga omnes.
Per quanto riguarda le misure di salvaguardia speciali contro la Cina, si fa presente che è possibile applicare dazi e/o quote alle importazioni di attrezzature portuali provenienti dalla sola Cina, qualora si riscontri un incremento improvviso, evidente e rilevante delle importazioni del prodotto in esame, e ciò cagioni una crisi materiale o una minaccia di potenziale crisi del settore europeo.
Senza la dimostrazione su scala europea di fenomeni di concorrenza sleale o di
Come accennato, questi strumenti di difesa possono essere utilizzati per contrastare la concorrenza sleale, non solo nel settore delle attrezzature portuali, ma in tutti i settori dell'economia. Tuttavia, a causa della tariffa doganale comune in vigore nella Comunità europea, questi dazi devono essere introdotti da tutti gli Stati membri dell'Unione e vengono pertanto votati a maggioranza dal Consiglio europeo di Bruxelles.
La forte coesione tra le imprese del settore e la loro piena collaborazione con i servizi della Commissione ha portato, il 29 aprile 2004, all'avvio di un'indagine sulle importazioni di carrelli e stivatori manuali dalla Cina. È prevista entro gennaio 2005 una discussione del comitato anti-dumping circa l'istituzione di un dazio provvisorio.
Comunque, anche da quanto emerge nell'interpellanza, il gruppo Fantuzzi non sta attraversando solamente una crisi legata all'andamento economico ed industriale del settore, ma anche una crisi finanziaria, legata all'emissione di un bond a breve termine rispetto alle esigenze del gruppo stesso. Il Ministero delle attività produttive offre la piena disponibilità per un confronto con l'azienda, con le organizzazioni sindacali e con le istituzioni locali per un approfondimento delle cause che hanno portato alle attuali difficoltà, nonché delle prospettive di soluzione della crisi.
Vorrei aggiungere che nel corso della presente legislatura sono state ampliate le possibilità di intervento del Governo nelle grandi crisi aziendali. Ricordo, infine, che è in fase di ultimazione l'iniziativa per intervenire prima della dichiarazione dello stato di insolvenza delle aziende, onde concordare masse debitorie con i creditori, senza arrivare al processo di gestione straordinaria delle aziende, che in molti casi avviene troppo tardi per le esigenze di un gruppo industriale e della nostra economia.
Infatti, stiamo parlando di un gruppo a rilevanza multinazionale che, viste le dimensioni aziendali normalmente riscontrabili nella nostra economia, è sicuramente importante per la produzione di ricchezza in Italia.
Dal momento che l'esigenza di salvaguardare i livelli occupazionali ed evitare che le aziende italiane vadano al macero è avvertita sia dalla maggioranza sia dall'opposizione, non vi è ombra di dubbio che si potrà valutare, d'intesa con le istituzioni locali e con le organizzazioni sindacali, come procedere per accogliere l'invito del Governo.


