Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 554 del 2/12/2004
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Sull'ordine dei lavori (ore 14, 55).

LUIGI PEPE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUIGI PEPE. Signor Presidente, intervengo brevemente ma con molta intensità per segnalare un nobile gesto che ha visto protagonista un nostro illustre collega. Durante la seduta di questa mattina il Presidente Casini ha avuto modo di salutare, anche se incidentalmente, il ritorno in aula di un parlamentare che per motivi di salute era assente da tempo.
Signor Presidente, svolgo la professione di medico di medicina generale e, nei giorni in cui faccio il medico, ho modo di rispettare più volte nella stessa giornata la legge sulla privacy. Oggi mi permetto di trasgredirla, ma a fin di bene. Vorrei segnalare - ripeto - un gesto nobile compiuto da un nostro collega che ha salvato la vita ad un altro collega del Parlamento. Mi riferisco all'onorevole Filippo Mancuso che, in procinto di ricevere un cuore da un donatore per un trapianto, ha preferito cederlo ad un collega che era praticamente in fin di vita. Ha detto che quel cuore avrebbe potuto battere presumibilmente più a lungo nel petto di un collega molto più giovane. Quindi, ha rinunciato all'intervento e ha consentito così ad un collega parlamentare - in questo caso rispetto la privacy e non dico il nome - di ricevere quel cuore e di salvarsi.
Signor Presidente, ritenevo doveroso da parte nostra sottolineare tale gesto nobile e, con l'applauso che credo la Camera vorrà tributare al nostro collega, augurargli di essere ancora a lungo in quest'aula (Generali applausi).

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Pepe, per averci segnalato questo episodio molto importante, di altruismo e di senso della propria soggettività, «trapiantata» in quella di altri, affinché costoro possano avere, nella staffetta della vita, altre opportunità.
Naturalmente auguriamo che la frazione di vita del collega da tutti amato, Filippo Mancuso, possa essere così lunga da consentirci di vederci spesso insieme.

DOMENICO TUCCILLO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO TUCCILLO. Signor Presidente, vorrei denunciare un fatto increscioso che si è verificato questa notte davanti ai cancelli della FIAT di Pomigliano d'Arco, presidiati dagli operai dello stabilimento Selca, che produce cablaggio per la FIAT. Gli operai, mentre presidiavano questo varco d'ingresso merci, sono stati caricati dalle forze dell'ordine; due di loro sono finiti in ospedale, dove sono stati «refertati». Si tratta di un episodio increscioso, perché siamo di fronte ad una condizione, quella di Napoli e provincia, che ormai è ben nota, sia dal punto di vista dell'ordine pubblico, sia dal punto di vista della crisi industriale e del lavoro.
Si tratta di 47 operai - tutti ex dipendenti della FIAT -, nei confronti quali è stata avviata una procedura di mobilità per il loro licenziamento. L'azienda in questione continua a conservare e a mantenere le commesse per conto della FIAT, ma nel frattempo avvia la procedura di mobilità e di licenziamento di tutti gli operai. Questi presidiavano il varco merci, ma il fatto più sconcertante è che nei giorni scorsi essi sono stati avvicinati da persone non ancora bene individuate, ma


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sicuramente di dubbia provenienza, che li hanno minacciati per farli allontanare dai varchi della fabbrica.
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto ed ottenuto, il giorno 29 novembre, quindi tre giorni fa, l'incontro con il questore, per denunciare la minaccia da parte di questi individui nei confronti degli operai e per chiedere l'intervento del questore per tutelare gli operai. Invece, in modo strano, paradossale e sconcertante, questa notte gli operai sono stati aggrediti, caricati e malmenati dalle forze dell'ordine, che sono intervenute senza preavviso, in modo molto pesante e molto duro nei confronti di questi lavoratori, che stanno per essere licenziati.
Siamo di fronte ad una situazione, quella del contesto dell'area del nord della provincia di Napoli, dove la crisi industriale ha già toccato punte estreme di un'acutezza straordinaria: dall'Alenia alla Montefibre, all'Exide Italia di Casalnuovo, così come tante altre realtà, che sono in una crisi profonda. Alla desertificazione industriale, si accompagna poi una crisi occupazionale senza precedenti.
Penso pertanto che la risposta del Governo debba essere ben altra che quella di far caricare gli operai. Penso che debba essere quella di inviare un sottosegretario di Stato per le attività produttive oppure un sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, per far sì che questa situazione possa essere in qualche modo affrontata e risolta. Ad ogni modo, la risposta del Governo deve essere quella di tutelare chi sta combattendo per mantenere il proprio posto di lavoro. Il fatto che si sia verificato questo episodio così increscioso lascia veramente sconcertati e richiede che il Governo adotti le dovute misure e che venga anche qui alla Camera a riferire su quanto si è verificato e su quanto intenda mettere in atto, per affrontare e fronteggiare adeguatamente la situazione.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Tuccillo. Quella che lei propone è una valutazione anche dell'Assemblea, rispetto al problema sorto, che è un problema grave, che riguarda la libertà dei cittadini e la loro integrità fisica. Il Governo in questo momento è rappresentato in aula. Ad ogni modo ritengo che la questione da lei sollevata possa formare oggetto di uno specifico atto di sindacato ispettivo, con il quale impegnare il governo a rispondere qui in aula su questo fatto.
La ringrazio comunque per averci informato su questa situazione.
Dovremmo ora sospendere la seduta prima di procedere allo svolgimento degli atti di sindacato ispettivo previsti all'ordine del giorno. Tuttavia, su richiesta dell'onorevole Emerenzio Barbieri ed acquisita la disponibilità del rappresentante del Governo, presente in aula, procederemo immediatamente allo svolgimento della prima interpellanza urgente.

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