La Camera,
esaminata la relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2003;
tenuto conto che l'esame della relazione costituisce uno dei principali strumenti a disposizione del Parlamento sia per intervenire nella cosiddetta fase ascendente del processo decisionale comunitario sia per acquisire «a consuntivo» elementi di informazione e valutazione sulle posizioni assunte e gli obiettivi conseguiti dal Governo nelle competenti sedi europee;
rilevato che il testo assume pertanto una particolare importanza in quanto consente di realizzare un raccordo tra Parlamento e Governo nella definizione degli orientamenti e delle posizioni che il nostro Paese dovrà assumere per partecipare in modo efficace e coerente alle varie fasi di elaborazione delle decisioni comunitarie;
preso atto che la relazione per il 2003 illustra in modo puntuale e articolato le posizioni assunte e gli obiettivi raggiunti dal nostro Paese nei vari settori di azione dell'Unione, e fornisce inoltre ulteriori e più approfondite informazioni su alcune tematiche di cruciale rilevanza con le quali l'Italia si è confrontata nel corso del semestre di Presidenza;
tenuto conto che il documento è stato sottoposto alla Camera dei deputati a lunga distanza dalla sua iniziale e tempestiva presentazione al Parlamento, il 30 gennaio 2004, per cui molte delle indicazioni e degli orientamenti suggeriti sono legati a situazioni in parte già superate;
rilevato che il ritardo è stato determinato dal fatto che la relazione è stata esaminata, unitamente al disegno di legge comunitaria 2004, in prima lettura dal Senato ed è stato quindi trasmesso alla Camera soltanto nel corso del mese di luglio;
tenuto conto che il documento contiene il rendiconto dettagliato delle attività svolte dal Governo nel corso della Presidenza italiana dell'Unione, secondo semestre 2003, ma soltanto rispetto ad alcune delle tematiche affrontate indica orientamenti per l'anno in corso;
rilevato che la relazione appare, soprattutto in alcune sezioni, predisposta secondo criteri di redazione non omogenei ed organici;
considerato che la rapida ratifica da parte degli Stati membri del nuovo Trattato costituzionale - in riferimento alla quale molti Stati membri dell'Unione europea stanno valutando la possibilità di arrivare ad una consultazione referendaria - riveste un carattere di assoluta priorità per il futuro dell'Europa allargata;
preso atto dell'impegno da parte dell'Italia a sostegno delle candidature di Romania e Bulgaria, con l'obiettivo di giungere alla chiusura dei negoziati entro il più breve tempo possibile e considerata invece la necessità di un più approfondito dibattito sull'eventuale ingresso della Turchia,
ad assicurare che le prossime relazioni annuali rechino indicazione, in conformità al dettato dell'articolo 7, comma 2, della legge n. 86 del 1989 (Legge La Pergola) degli orientamenti che il Governo intende assumere con riferimento agli specifici settori di attività dell'Unione europea nell'anno in corso;
a garantire la costante e tempestiva informazione del Parlamento sulle iniziative adottate dal Governo nella cosiddetta fase ascendente del processo decisionale europeo, con particolare riferimento ai temi segnalati nelle risoluzioni approvate annualmente dal Parlamento in merito alla relazione nonché al programma legislativo della Commissione europea e agli altri strumenti di programmazione delle istituzioni europee;
a tenere il Parlamento costantemente informato sullo stato delle procedure di infrazione avviate dalla Commissione europea nei confronti dell'Italia;
a promuovere una rapida ratifica da parte degli Stati membri del nuovo Trattato costituzionale, la cui firma solenne è prevista a Roma per il prossimo 29 ottobre;
a sostenere il rafforzamento del ruolo dell'Unione europea in seno all'Organizzazione delle Nazioni Unite, anche con riferimento alla riforma del Consiglio di sicurezza;
ad adoperarsi affinché nell'ambito delle priorità dell'Unione relative allo spa- zio di libertà, sicurezza e giustizia per i prossimi cinque o sette anni che saranno adottate dal Consiglio europeo del 5 novembre prossimo siano inseriti i seguenti obiettivi:
la gestione dell'immigrazione regolare e l'impegno nella lotta all'immigrazione clandestina ed irregolare ed ai traffici criminali ad essa sottesi;
la gestione condivisa delle frontiere esterne europee;
l'incremento della collaborazione con i paesi terzi di origine e di transito dei flussi migratori, anche favorendo in quei Paesi condizioni di sviluppo e di crescita autonome delle popolazioni;
la lotta alle organizzazioni criminali transnazionali e al terrorismo in ogni sua forma;
il rilancio del ruolo di Europol anche sotto il profilo operativo;
il proseguimento della cooperazione in materia giudiziaria;
ad adottare, nel negoziato relativo alla definizione del nuovo quadro finanziario dell'Unione per il periodo 2007-2013 iniziative idonee:
ad evitare che la determinazione delle risorse di cui potrà disporre il bilancio comunitario si traduca in un aggravio a carico del bilancio dello Stato italiano, a tal fine sostenendo le proposte miranti ad introdurre sistemi generalizzati di correzione a vantaggio dei maggiori contributori netti, come l'Italia;
a promuovere una equilibrata distribuzione delle risorse disponibili tra le diverse voci del bilancio comunitario, in modo da assicurare alle politiche di coesione finanziamenti di entità adeguata;
a favorire, nell'ambito del negoziato sulle proposte di riforma della politica di coesione, una individuazione dell'ambito di applicazione del sostegno transitorio previsto dal nuovo obiettivo di convergenza tale da comprendere, nella misura più ampia possibile, le aree sottoutilizzate del Paese, incluse quelle «ad effetto statistico»;
ad adoperarsi affinché la nuova disciplina dei fondi strutturali contempli misure appropriate volte ad assicurare il riconoscimento delle esigenze di territori caratterizzati da situazioni di svantaggio naturale, quali le zone di montagna e le isole, e a garantire, con riferimento alla introduzione di un nuovo obiettivo concernente la cooperazione territoriale, adeguati
finanziamenti a vantaggio delle iniziative di cooperazione nell'area del Mediterraneo e dei Balcani;
a contribuire al pieno ed effettivo conseguimento degli obiettivi della Strategia di Lisbona, sia adottando nell'ordinamento interno tutte le misure necessarie, sia attraverso un contributo attivo all'elaborazione di appropriati interventi a livello europeo;
a promuovere nelle competenti sedi comunitarie, tutte le iniziative volte a consentire l'applicazione delle regole del Patto di stabilità e crescita in termini tali da creare uno stretto raccordo con gli obiettivi dell'Agenda di Lisbona e a favorire gli interventi a sostegno della crescita, con particolare riferimento alla spesa per infrastrutture e a quella per ricerca e sviluppo;
a sostenere a livello europeo, ai fini dello sviluppo del mercato interno, le proposte volte:
a semplificare l'ambiente regolamentare in cui operano le imprese, per ridurre costi e oneri che pregiudicano la competitività del sistema produttivo europeo rispetto a quelli dei principali competitori;
alla liberalizzazione delle professioni e dei servizi, in particolare dei settori del gas e dell'energia elettrica, al fine di pervenire in tempi brevi alla completa apertura dei mercati, garantendo piena trasparenza e condizioni di reciprocità nei diversi paesi;
a promuovere le iniziative volte a realizzare una maggiore armonizzazione dei sistemi fiscali, in particolare al fine di facilitare quantomeno il raggiungimento di un coordinamento delle basi imponibili della tassazione sul reddito d'impresa;
ad adoperarsi per favorire una rapida adozione delle misure previste dal Piano di azione per l'ammodernamento del diritto societario, con specifica attenzione alla proposta di direttiva sulla revisione legale dei conti;
a favorire una rapida approvazione della proposta di terza direttiva sul riciclaggio e della proposta di direttiva relativa alla prevenzione del riciclaggio mediante la cooperazione doganale;
a sostenere tutte le iniziative intese a promuovere un incremento del volume degli investimenti in ricerca e innovazione, tenendo conto della specificità del sistema delle piccole e medie imprese;
ad adoperarsi per dare piena attuazione ai contenuti del Protocollo di Kyoto e a favorirne in tempi brevi l'applicazione effettiva;
ad adoperarsi per definire una normativa comunitaria in materia nucleare che individui, tra l'altro, un sito unico europeo dei rifiuti radioattivi;
a favorire una rapida approvazione di tutte le iniziative volte al raggiungimento degli obiettivi fissati nel Programma di azione sulla sicurezza stradale per il periodo 2003-2010, che attribuisce ai singoli Stati membri un forte ruolo propulsivo nell'attuazione di misure finalizzate all'effettiva riduzione del numero delle vittime;
ad adoperarsi affinché la discussione delle proposte legislative sui nuovi strumenti finanziari per l'agricoltura e per la pesca presentate dalla Commissione in relazione al nuovo quadro finanziario 2007-2013 si svolga in sinergia con il negoziato relativo alla più ampia riforma della politica di coesione, soprattutto per quanto attiene alla definizione dei relativi stanziamenti.
(6-00099) Riccardo Conti, Stucchi, Airaghi, Bellillo, Bova, Brugger, Cossa, Di Teodoro, Frigato, Nan, Guido Giuseppe Rossi, Strano, Paola Mariani.