Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 549 del 22/11/2004
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(Repliche dei relatori e del Governo - A.C. 1798-D)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore di minoranza.

MICHELE VIANELLO, Relatore di minoranza. Signor Presidente, rinuncio alla replica

PRESIDENTE. Sta bene.
Ha facoltà di replicare il relatore per la maggioranza.

ADRIANO PAROLI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, la mia sarà una replica breve, ma le tante inesattezze che sono state dette mi faranno certamente rinviare l'approfondimento al momento dell'esame degli emendamenti. Credo però che alcune cose si debbano dire. Credo anch'io che non ci si possa lamentare in modo contraddittorio dell'ampiezza della delega; giustamente, il sottosegretario Tortoli ha ricordato poco fa che l'ultimo punto, che riguarda l'inquinamento dell'aria, è stato aggiunto accettando un emendamento dell'opposizione, che oggi si lamenta invece dell'ampiezza del testo. I tre anni di dibattito e la quinta lettura io credo che si debbano assolutamente interpretare come un grande rispetto da parte del Governo per il Parlamento e per l'iter parlamentare. Ricordo, essendo stato relatore in occasione della prima lettura di questo provvedimento, che all'inizio dell'iter si parlava di «scippo» e si sosteneva che in pochi giorni si sarebbe tolta la competenza alla Commissione e, quindi, al Parlamento in materia ambientale. Questo scippo non c'è stato: ci sono stati tre anni di dibattito che, perlomeno alla Camera, sono stati caratterizzati da un confronto serio, franco, anche forte in alcuni momenti, ma sempre di confronto si è trattato, con molti emendamenti


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delle minoranze approvati, sia in prima sia in terza lettura, e tutto questo è avvenuto in un clima di grande rispetto reciproco e costruttivo.
Al Senato è avvenuto qualcosa di diverso. Anche presso quel ramo del Parlamento le condizioni per un dibattito aperto c'erano, ma il diverso regolamento e il fatto che anche singoli parlamentari abbiano proposto migliaia di emendamenti hanno reso impossibile un vero confronto in Assemblea. A questo si deve poi la posizione della fiducia per due volte consecutive. Però credo che un iter così complesso e importante, che ha portato a tre anni di lavoro, lasciando oggi al Governo diciotto mesi di tempo per esercitare la delega, dimostri il grande rispetto del Governo nei confronti del Parlamento, delle Commissioni parlamentari, della Camera dei deputati, in questo caso. Credo che questo debba essere riconosciuto.
Per quanto attiene alle novità che ci vengono proposte, relativamente ai commi che riguardano Punta Perotti, io credo che vada assolutamente individuato un forte intento, una forte volontà di andare verso la demolizione. Credo che il Governo, con questi commi, dica chiaramente che deve finire l'era delle demolizioni che vengono continuamente rimandate. Il testo dei commi - certo se ne può parlare a lungo - poteva essere formulato in maniera diversa, ma l'intento chiaro al quale siamo giunti è evidente a tutti, ed è quello di procedere verso un atteggiamento drastico rispetto a queste situazioni. Altrettanto chiara è la modulazione che viene fatta successivamente del vecchio comma 32 che era stato ripristinato dalla Camera in terza lettura. Io credo che sia - come dicevo nella prima parte del mio intervento - un atto di giustizia sostanziale. Ho sentito parlare in quest'aula della possibilità di condonare in modo generalizzato e permanente, senza autorizzazione paesaggistica, sulle aree vincolate. Queste parole credo facciamo male al buonsenso e alla buona fede, perché o non si è capito ciò di cui si sta parlando oppure, in mala fede, si cerca di strumentalizzare una posizione, ripeto, di giustizia sostanziale. Infatti, è chiaro che le norme intervengono laddove l'autorizzazione paesaggistica esiste, seppure a posteriori.
Ciò che dobbiamo domandarci - e ci siamo interrogati in tal senso in Commissione - è molto chiaro; l'istituto del permesso di costruire in sanatoria - che, a differenza di quanto riferito dal collega Giachetti, è sempre esistito, per le aree vincolate come per le altre (sempre) - oggi sarebbe un istituto superato? A mio avviso, no.
Ritengo, infatti, che, laddove il privato, avendo il diritto ad edificare, abbia costruito senza chiedere l'autorizzazione, egli non abbia edificato laddove non poteva; se mai, ha agito senza la previa autorizzazione. Sicché questa, richiesta successivamente, viene rilasciata esclusivamente se persistano tutte le condizioni necessarie per il rilascio; a fronte, quindi, dell'intervento degli enti preposti. Anche le autorità competenti sono molto chiare, collega Giochetti; infatti, un permesso edilizio in sanatoria viene rilasciato dal comune con il benestare della soprintendenza ai beni ambientali e con l'esercizio della subdelega da parte del comune rispetto alla regione oppure con l'autorizzazione ed il parere favorevole da parte della regione, che deve esprimere, insieme con la soprintendenza, parere favorevole. A fronte di siffatto procedimento, viene rilasciata l'autorizzazione edilizia in sanatoria da cui risulta che quel manufatto poteva essere realizzato e che l'unico vizio era costituito dall'assenza della richiesta preventiva del permesso; ragione per la quale si paga il doppio degli oneri e noi prevediamo una sanzione ulteriore.
A fronte di ciò, è giusto mantenere la previsione di reato in una fattispecie di questo tipo? Noi riteniamo di no; voi, probabilmente, di sì e, per giunta, gridate allo scandalo.
A mio avviso, si tratta di motivi sufficienti per indurci ad asserire che il provvedimento è assolutamente condivisibile; un provvedimento che ritengo potrà portare, come dichiaravo dianzi, maggiore serietà e maggiore equità, anche rispetto a queste situazioni. In particolare, in quest'ultimo


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anno e mezzo abbondante di legislatura, verrebbe data al Governo la possibilità di legiferare su temi importanti quali quelli riguardanti l'ambiente, in modo che il paese possa disporre di una normativa organica ed efficace e quindi possa veramente rispondere ai problemi che si pongono giorno dopo giorno (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.

ROBERTO TORTOLI, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Rinuncio alla replica, signor Presidente.

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