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La seduta, sospesa alle 16,20, è ripresa alle 17,30.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-2007. Nota di variazioni al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-2007.
Ricordo che nella seduta del 9 novembre si è concluso l'esame degli articoli del disegno di legge di bilancio.
Ricordo altresì che, in data odierna, il Governo ha trasmesso la Nota di variazioni al bilancio a seguito delle modifiche introdotte dal disegno di legge finanziaria (vedi l'allegato A - A.C. 5311-bis. sezione 1).
Avverto che la Nota è stata distribuita ed è stata esaminata dalla V Commissione bilancio, ai sensi dell'articolo 120, comma 7, del regolamento.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Garnero Santanchè.
DANIELA GARNERO SANTANCHÈ, Relatore. Signor Presidente, la richiesta di un breve rinvio si è posta con riferimento al fatto che, in base ai dati risultanti dalla Nota di variazioni al bilancio, si verificherebbe un peggioramento dei saldi, con particolare riferimento a quello di parte corrente ed alla categoria dei consumi intermedi.
Il relatore ha ritenuto di dover acquisire ulteriori elementi informativi dal Governo, posto che il dato che risulterebbe dalla Nota sembrerebbe, contraddire le disposizioni di cui all'articolo 3 del disegno di legge finanziaria, che prevede una riduzione, nell'ordine del 2 per cento, delle spese per consumi intermedi. Ritengo, pertanto, che la questione rivesta un rilievo tale da richiedere un chiarimento da parte del Governo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, si tratta di una questione tecnica alquanto complessa, anche se cercherò, nei limiti del possibile, di renderla comprensibile.
Il bilancio dello Stato, come è noto, è costruito a legislazione vigente; pertanto, esso non sconta gli effetti del disegno di legge finanziaria. Vorrei precisare, tra l'altro, che, all'interno del disegno di legge finanziaria, l'articolo 37 rimanda alla cosiddetta tabella i-quater) (eccedenze di spesa), che serve per coprire alcune spese eccedenti rispetto all'originario stanziamento di bilancio. Ciò in applicazione del cosiddetto decreto-legge taglia spese n. 194 del 2002.
A differenza del passato, quando tale tipo di spese, che eccedevano rispetto alla clausola di copertura di bilancio, venivano direttamente iscritte in bilancio, ed il bilancio stesso seguiva il fabbisogno finanziario delle diverse funzioni di spesa senza bisogno di avere copertura finanziaria, in applicazione del citato decreto-legge si procede, invece, coprendo le eccedenze di spesa (ovviamente, essendo già previsto nella legge finanziaria, così avviene), conferendo così maggiore trasparenza e visibilità a tali spese, eccedenti rispetto al passato.
Cosa è accaduto, allora, per quanto riguarda le spese per consumi intermedi? Il disegno di legge finanziaria, agli articoli 2 e 3, ha provveduto alla diminuzione delle spese per consumi intermedi, come è noto a tutti, per oltre un miliardo di euro; viceversa, nella cosiddetta tabella i-quater), era previsto, a titolo di eccedenze, l'aumento di alcune spese per consumi intermedi; pertanto, nella nota di variazioni non si poteva far altro, ovviamente, che effettuare la somma algebrica tra la riduzione disposta dall'articolato del disegno di legge finanziaria e l'aumento disposto dalla cosiddetta tabella i-quater).
In tal modo si giustifica l'incremento della spesa per consumi intermedi, che può essere rapidamente compendiata con le seguenti addizioni, poiché riguarda principalmente i compensi per i concessionari (Ministero dell'economia e delle finanze, per circa 380 milioni di euro), le spese per la giustizia (Ministero della giustizia, per 373 milioni e 500 mila euro) e gli introiti delle contravvenzioni (Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per 30 milioni di euro), cui si aggiungono, sempre per il medesimo Ministero, 375 milioni di euro per i lavoratori socialmente utili e della scuola (articolo 16 del disegno di legge finanziaria).
Queste sono le eccedenze che vanno, come si suole dire, sopra la linea. Ad esse si sommano eccedenze che hanno caratteristiche di regolazione debitoria - e che, quindi, vanno sotto la linea -, valutabili in circa 473 milioni, come minore gettito IRAP, di cui alla tabella C, e 386 milioni dall'articolato. Ciò giustifica interamente l'aumento delle spese finali per un importo pari a 1970 milioni che, al lordo
degli interventi alla legge finanziaria - successivamente «nettizzato» alla legge finanziaria stessa - equivale a 48 milioni. Il che, tuttavia, non comporta un peggioramento dei saldi, perché, a seguito dell'approvazione del noto emendamento dell'onorevole Boccia e dell'approvazione dell'emendamento 6.600 della Commissione, le spese finali sono diminuite ed il saldo è complessivamente migliorato di 1.092 milioni, per la parte di competenza. Tale è, dunque, la spiegazione tecnica che riguarda lo scarto denunciato dalla relatrice. È stato, ovviamente, necessario un po' di tempo per chiarire tali aspetti tecnici che, in ogni caso, potranno ulteriormente essere compendiati nel dettaglio relativo a singoli capitoli in una tabella che il Governo si riserva di presentare.
Avverto inoltre che, a seguito della trasmissione della Nota di variazioni, sono stati diffusi e sono disponibili alcuni prospetti aggiornati, relativi ai quadri generali riassuntivi, e che, dunque, costituiscono parte integrante della Nota, per la parte in cui sono esposte le risultanze contabili delle categorie economiche. Sono altresì disponibili le modifiche al disegno di legge di bilancio relativamente alla disposizione che riporta i totali generali della spesa, in termini di competenze e di cassa, nonché gli allegati 5 e 6 allo stato di previsione del Ministero dell'economia e finanze.
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