Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 542 del 9/11/2004
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(Esame dell'articolo 19 - A.C. 5311)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 19 (vedi l'allegato A - A.C. 5311 sezione 18).
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo state presentate proposte emendative, passiamo alla votazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duilio. Ne ha facoltà.

LINO DUILIO. L'articolo ora al nostro esame è l'ultimo che dovremo votare. Mi permetto quindi di svolgere alcune brevissime considerazioni.
Già in precedenza (come sottolineato negli interventi degli onorevoli Boccia e Pennacchi) si è detto che il bilancio sconta, peraltro nella solennità dei lavori di quest'aula, la carenza di informazioni relative ad alcune richieste avanzate ma non soddisfatte. Siamo in presenza, potremmo dire così, di una fictio; infatti, si presume che i dati di bilancio sui quali insisterà poi la discussione relativa alla legge finanziaria non siano del tutto corretti o quanto meno non siano adeguatamente spiegati.
Cito alcuni episodi concreti; li richiamerò brevemente in quanto sono stati già ampiamente illustrati. Mi riferisco a quanto previsto nella Relazione previsionale e programmatica e nella relativa documentazione di accompagnamento, laddove si parla di un provvedimento amministrativo che completa il cosiddetto decreto tagliaspese per circa due miliardi di euro. Però, di tale provvedimento non si sa nulla! Penso alla composizione dell'ammontare di 9,5 miliardi di euro di riduzione delle spese (che in parte è già stato commentato; mi riferisco alle voci relative ai ministeri, alla sanità, agli enti locali) dove si registra anche in questo caso un vuoto di circa due miliardi di euro, che non si sa bene da cosa derivi.
Faccio riferimento più complessivamente all'entità della manovra: 24 miliardi di euro. Se si sommano le cifre indicate, si nota una differenza di 1,4 miliardi di euro, che, come ricordato negli interventi citati in precedenza, riguarda forse minori costi per interessi. Anche in questo caso, però, non si sa se ciò sia vero o meno. Mi riferisco al famigerato emendamento Leone in materia di revisione delle aliquote fiscali; al riguardo, avevamo chiesto già in Commissione bilancio la relazione tecnica, che però non è a nostra disposizione.
Vorrei, anzitutto, sottolineare che stiamo votando un documento, il bilancio, che non è spiegato negli elementi che dovrebbero qualificare una delle prime regole della contabilità: la trasparenza dei dati del bilancio.
Quanto al merito, Presidente - mi avvio alla conclusione -, leggo testualmente dalla relazione della Commissione che «rispetto alle previsioni del 2004, sia quelle iniziali che quelle aggiornate, il bilancio a legislazione vigente per il 2005 evidenzia un peggioramento del saldo netto da finanziare, vale a dire del saldo più significativo del bilancio dello Stato, corrispondente alla differenza tra le entrate finali e le spese finali, con l'esclusione delle entrate e delle spese connesse alle emissioni dei titoli del debito». Cosa vuol dire questo? Vuol dire che in questi anni abbiamo speso più di quanto era possibile spendere; detto in altre parole, abbiamo dilapidato i risparmi del nostro paese. Di questo ne è riprova, peraltro, il fatto che tutti gli indici relativi alla gestione del governo della finanza pubblica in questi tre anni sono negativi rispetto al passato. Cito semplicemente il dato sull'avanzo primario, il più significativo ed emblematico, che peraltro non ci aiuta a ridurre il debito, che è la montagna che grava sui conti pubblici del nostro paese e che condiziona come un macigno il suo futuro.


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Se poi guardiamo alle entrate e alle spese, in merito alle prime si dice che in passato hanno avuto un certo andamento; ricordo anch'io - in quanto ne ha fatto cenno anche il collega Alberto Giorgetti - il tema dei condoni. Abbiamo acquisito le entrate in un certo modo con l'una tantum, come sappiamo, con i condoni che hanno lasciato una eco di sé in termini di cultura diffusa, che non è certamente da additare ad encomio riguardo al comportamento virtuoso dei cittadini nei confronti della amministrazione.
A parte il passato, se guardiamo al futuro, visto che non si fa più ricorso a questi mezzi, noi troviamo - l'abbiamo detto ormai in tutti i modi - indeterminatezza e aleatorietà in queste previsioni; peraltro, troviamo misure che credo in qualche modo violentino anche la correttezza dei comportamenti: mi riferisco a tutte le piccole e medie imprese che hanno la contabilità ordinaria e che oggi sono soggette alla revisione degli studi di settore.
Concludo con un riferimento alle spese. Al riguardo, osservo che il tema dei residui, anch'esso richiamato dal collega Alberto Giorgetti, è da approfondire. Vi è poi quello delle eccedenze di spesa e delle regolazioni debitorie, oltre alla questione della crescita della spesa dell'1, 5 per cento in termini di prodotto interno lordo in questi tre anni. Cosa si è fatto rispetto a tutto questo? Si è posto il limite del 2 per cento in termini generici, evocando miticamente il metodo di Gordon Brown, io direi in salsa italiana, perché, come abbiamo sottolineato più volte...

PRESIDENTE. Onorevole Duilio, si avvii a concludere.

LINO DUILIO. Concludo, Presidente. Quella regola, quel metodo va ad analizzare un periodo di tempo più lungo e a vedere esattamente cosa è successo, per poi intervenire in modo mirato. Invece, abbiamo una metodo Gordon Brown in salsa italiana!
Noi pensavamo, di fronte a questa maggioranza, di avere un Governo di destra nel senso migliore del termine, quasi thatcheriano, che avremmo combattuto e contrastato; forse non abbiamo nemmeno un Governo alla Thatcher in salsa italiana! Questo ce lo dicono i dati che troviamo nel bilancio e per questo motivo, evidentemente, noi voteremo contro il bilancio che ci viene presentato (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 19.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 416
Votanti 415
Astenuti 1
Maggioranza 208
Hanno votato
233
Hanno votato
no 182).

Prendo atto che l'onorevole Buontempo non è riuscito a votare.
Come di consueto, a questo punto, onorevoli colleghi, sospendiamo l'esame del disegno di legge di bilancio per passare all'esame del disegno di legge finanziaria.
L'esame degli ordini del giorno ed il voto finale sul disegno di legge di bilancio avranno luogo dopo la conclusione dell'esame del disegno di legge finanziaria.

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