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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 16 (vedi l'allegato A - A.C. 5311 sezione 15).
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo state presentate proposte emendative, passiamo alla votazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariotti. Ne ha facoltà.
ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, intervengo su questo articolo, che definisce la quantità della spesa per l'anno 2005, per svolgere qualche riflessione sull'operazione-verità promessa dal ministro Siniscalco dopo la nota non trasparenza nella gestione del bilancio dello Stato del predecessore ministro Tremonti. Nel corso dei lavori, ci siamo accorti che nemmeno il ministro Siniscalco è molto predisposto alla trasparenza ed a fare una operazione-verità.
Colleghi - e mi rivolgo soprattutto ai colleghi della Commissione bilancio, con i quali in questi giorni ci siamo arrovellati, con molta sofferenza, intorno al problema di trovare qualche milione di euro da spostare sul capitolo relativo agli enti locali o su un altro capitolo di spesa -, vi assicuro che il dibattito è stato proprio di questa entità, di pochi milioni di euro. Ebbene, durante i lavori ci siamo accorti - proprio quando il collega Bondi ha presentato l'emendamento 2.16 - che era possibile togliere 10 milioni di euro dallo stanziamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze senza creare nessun danno al funzionamento di questo ministero. Poi, come ricordate tutti, si è chiusa la questione togliendo solo 5 milioni di euro.
La riflessione da fare è che quanto abbiamo posto all'inizio della discussione e anche nella discussione del Documento di programmazione economico-finanziaria è tutto sul tappeto. In altre parole, non vi è un'operazione-trasparenza perché non sappiamo come sia oggi il bilancio a legislazione
corrente dopo il cosiddetto decreto taglia-spese, ossia dopo la manovra aggiuntiva del decreto-legge n. 168 del 2004. Questo significa che i parlamentari di maggioranza e di minoranza, e non solo questi ultimi, viaggiano con le bende agli occhi, e io mi auguro che almeno qualcuno nel Governo non porti queste bende, perché altrimenti non so veramente come potrebbe evolvere la situazione.
Non intendo dilungarmi; anticipo però in qualche modo il dibattito che svolgeremo sugli articoli 2 e 3 del disegno di legge finanziaria. Vi è un nuovo metodo, definito in tanti modi in questi giorni e, tra essi, golden rule; in realtà, senza una base di partenza oggettiva, tutti i ragionamenti svolti sono viziati. Vi è chi ha il potere della conoscenza; ciò in democrazia è molto, molto pericoloso: guai a chi in materia di conti pubblici da solo possiede il potere della conoscenza! Mi pare che siano queste le condizioni attuali, sia in quest'aula sia, credo, in gran parte del Ministero dell'economia e delle finanze e delle stanze del Governo per i settori di merito.
Al riguardo (come ricordava la relatrice), credo che l'approvazione del bilancio per il 2005 a legislazione corrente non solo non debba rappresentare un episodio di routine, ma debba essere assunta come promemoria. Infatti, in sede di esame della legge finanziaria dovremo approfondire con maggior dettaglio alcune questioni. Vorremmo conoscere la realtà dei conti pubblici, soprattutto a partire dal bilancio dello Stato. Solo se conosceremo tali dati, potremo credibilmente imporre agli enti locali e territoriali tagli come quelli che la legge finanziaria si prepara ad apportare.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 16.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 407
Votanti 405
Astenuti 2
Maggioranza 203
Hanno votato sì 224
Hanno votato no 181).
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