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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 12, con l'annessa tabella n. 12, e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 5311 sezione 11).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
DANIELA GARNERO SANTANCHÈ, Relatore. La Commissione esprime parere contrario su tutte le proposte emendative presentate.
PRESIDENTE. Il Governo?
GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Pisa Tab. 12.901.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pisa. Ne ha facoltà.
SILVANA PISA. Signor Presidente, noi proponiamo di ridurre del 10 per cento una parte degli stanziamenti previsti per il gabinetto del Ministro della difesa, visto che già nel 2003 e nel 2004 tali stanziamenti sono progressivamente aumentati. Nel 2003 erano stati stanziati 15,3 milioni di euro, nel 2004 17,5 milioni di euro e ora, nel 2005, sono diventati 20,3 milioni euro.
In particolare, proponiamo di impiegare la differenza in programmi di edilizia
abitativa a favore dei militari. Si tratta dell'annoso problema degli alloggi di servizio caratterizzato da una cronica insufficienza. Ricordo che in passato si è ingaggiata una sorta di lotta artificiale tra poveri: tra chi era titolare del diritto all'alloggio di servizio e quegli inquilini del Ministero della difesa a cui la legge n. 537 del 1993 riconosceva la natura sociale dell'assegnazione dell'alloggio. Mi auguro che ciò faccia parte di un'epoca passata - sono state adottate risoluzioni in questo senso - perché il diritto alla casa tutela un bisogno primario e la certezza dell'alloggio a costo equo corrisponde al passaggio da una situazione dignitosa ad una situazione di povertà e di disagio.
Ma c'è un altro problema. Questa cronica mancanza di alloggi per i militari è resa più grave dalla soppressione della leva obbligatoria e dall'istituzione dell'esercito professionale. È evidente che chi fa una scelta di vita nelle Forze armate ha esigenze diverse rispetto ai ragazzi che prestano il servizio di leva. Oggi questi volontari soffrono di situazioni di disagio: o alloggiano in camerate, in caserma, oppure sono sottoposti a pendolarità molto gravose che hanno ricadute sulla vita familiare, sulla salute e sul rendimento lavorativo. Credo che dobbiamo farci carico anche di questo problema.
Spesso, in quest'aula, enfatizziamo il ruolo dei nostri militari salvo sottovalutare poi i loro bisogni concreti. Noi pretendiamo molto, moltissimo dai nostri militari: questa maggioranza li ha mandati in contesti bellici ad altissimo rischio. Oggi operano in Iraq dove è stato decretato lo stato di emergenza con la legge marziale, in contraddizione non solo col fine sostanziale della missione Antica Babilonia ma anche con la risoluzione dell'ONU e con il diritto internazionale, in un contesto materiale di guerra guerreggiata. Con riferimento alla situazione che, proprio in queste ore, si sta delineando a Falluja, abbiamo chiesto più volte al Governo di adoperarsi nei confronti dell'alleato statunitense per un «cessate il fuoco»; abbiamo visto, invece, che il ministro Martino applaude e afferma che siamo in dirittura di arrivo.
Allora, credo che non possiamo soltanto pretendere dai nostri militari che affrontino tanti rischi e tanti disagi senza farci carico dei loro bisogni materiali: l'alloggio è uno di questi (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pisa Tab. 12.901, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 426
Votanti 425
Astenuti 1
Maggioranza 213
Hanno votato sì 198
Hanno votato no 227).
Prendo atto che l'onorevole Volontè non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Deiana Tab. 12.902.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pisa. Ne ha facoltà.
SILVANA PISA. Signor Presidente, con l'emendamento in esame si propone di ridurre parzialmente i finanziamenti alla NATO per impiegare tali risorse sia nella costruzione degli alloggi, come ha detto prima, sia nelle spese di rinnovamento ed ammodernamento delle infrastrutture militari. Mi riferisco, ad esempio, al problema degli arsenali e dei poli di mantenimento. La riduzione dei finanziamenti non è scandalosa, ma in linea con quella degli altri paesi europei.
Vorrei ricordare un documento del dipartimento della difesa statunitense del luglio 2003 in cui si dichiara che l'Italia
contribuisce per 324 milioni di dollari al costo di mantenimento delle basi USA nel nostro paese. Si tratta di un contributo pari al 34 per cento del costo complessivo di tutte le basi. Lo stesso documento rileva come la media degli altri paesi NATO si aggiri non al 34 ma al 22 per cento di contributi. Se l'Italia contribuisse in proporzione coerente con la media degli altri paesi NATO, tale somma si ridurrebbe di 115 milioni di dollari, cioè 95 milioni di euro, cifra non indifferente. Si tratta di un ragionamento non ideologico, ma politico, materiale, concreto.
Il nostro paese è gravato, per una serie di accordi secretati, da un numero di servitù militari più elevato di qualsiasi altro paese in Europa - sono più o meno 113 - pur trovandosi in un contesto storico, come ha ricordato anche il presidente Andreotti pochi giorni fa, molto diverso da quello che determinò la nascita dell'alleanza. Quindi, non è fuori luogo pensare ad una rinegoziazione tra alleati. Ricordo che in alcune di tali basi è custodito materiale nucleare: l'Italia sul nucleare ha fatto un referendum, a seguito del quale non lo possiamo usare. Mi sembra assolutamente illogico subire il fatto che in tali basi esista materiale nucleare.
Ricordiamo che la regione più gravata di tutte da questo punto di vista è la Sardegna, in particolare l'isola de La Maddalena, dove attraccano sommergibili nucleari, che non sono peraltro intercettabili. Quest'isola, da approdo si sta trasformando in isola di base, dunque l'escalation continua.
Proponiamo, dunque, di ridurre l'importo degli stanziamenti dovuti ad accordi internazionali, destinandolo alle abitazioni, come ho ricordato prima, ma anche agli arsenali. Gli stanziamenti della finanziaria per gli arsenali e per i poli di mantenimento sono largamente insufficienti. Sappiamo che il personale è sotto organico. Manca, nonostante l'impegno, la riqualificazione necessaria per il personale civile che abbiamo chiesto più volte. Aumenta l'outsourcing con relativa «anemizzazione» degli operai che lavorano all'interno delle strutture degli arsenali. Quindi, si tratta di affrontare con più risorse tale problema.
Per tale motivo, abbiamo presentato l'emendamento in esame (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Deiana Tab. 12.902, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 419
Votanti 417
Astenuti 2
Maggioranza 209
Hanno votato sì 191
Hanno votato no 226).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 12, con l'annessa tabella n. 12.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 414
Astenuti 3
Maggioranza 208
Hanno votato sì 220
Hanno votato no 194).
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