Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 542 del 9/11/2004
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(Esame dell'articolo 7 - A.C. 5311)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7, con l'annessa tabella n. 7, e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 5311 sezione 6).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

DANIELA GARNERO SANTANCHÈ, Relatore. Signor Presidente, il parere della Commissione è contrario su tutte le proposte emendative presentate all'articolo 7.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Bimbi 7.900.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bimbi. Ne ha facoltà.

FRANCA BIMBI. Signor Presidente, con questo mio emendamento cerchiamo


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di correggere uno dei piccoli, ma non trascurabili, elementi che danno vita ad una sorta di gioco delle tre carte.
Il Governo toglie al CNR una parte cospicua di finanziamenti, inserendo nel bilancio di previsione per l'anno finanziario 2005, come se fossero nuovi, i fondi per i progetti finalizzati del CNR che, forse, sono i programmi più cospicui ed importanti. Con quest'artificio contabile si rende inoperante il CNR per la ricerca di possibili nuovi finanziamenti che sono quasi tutti cofinanziamenti e finanziamenti aggiuntivi. È una delle spie non secondarie di come il Governo e la maggioranza trattano l'università e la ricerca. A parole ci si siede ai tavoli dell'Europa per sostenere gli obiettivi europei concordati, ma nei fatti si lasciano i giovani ricercatori al di sotto dei livelli di sussistenza e si toglie alla ricerca la possibilità di essere competitiva in Europa e a livello parlamentare. Quindi, sosteniamo questa modifica puramente tecnica che stabilisce che i progetti finalizzati del CNR non possano coprire tutto il finanziamento; ciò che è stato stanziato è aggiuntivo per nuovi progetti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tocci. Ne ha facoltà.

WALTER TOCCI. Signor Presidente, vorrei sottoscrivere l'emendamento dell'onorevole Bimbi e sviluppare alcune brevi considerazioni.
Il Governo sta dando colpi molto seri alla struttura del Consiglio nazionale delle ricerche. Ormai, quest'ente è costretto ad operare con finanziamenti inferiori alle spese fisse e, quindi, agli stipendi. Ciò significa che i laboratori non hanno i finanziamenti per svolgere le ricerche, anche quelle più elementari. Tutto ciò produce danni seri, come il blocco delle attività più prestigiose quali i progetti europei che, com'è noto, richiedono un cofinanziamento. In una situazione così grave, il CNR non riesce neppure ad avere le risorse per cofinanziare. In molti casi, deve rinunciare a queste attività internazionali. Da molto tempo, i laboratori non riescono a rinnovare la strumentazione. Si sta determinando una paralisi totale dell'attività, o almeno dei settori più innovativi, della ricerca più avanzata.
Una recente indagine svolta dalla rivista americana Nature, una delle riviste più prestigiose nel campo della ricerca scientifica internazionale, esaminando la situazione italiana e, in modo particolare, quella degli enti di ricerca (CNR, NFM) è giunta alla conclusione che anche una buona tradizione, e quell'italiana è una buona tradizione, può collassare se viene trascurata troppo a lungo. È ciò che rischiamo di fare. I continui tagli possono determinare guasti irreversibili. Vi chiedo di approvare l'emendamento in oggetto, perché limiterebbe i danni per la nostra ricerca (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bimbi 7.900, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 414
Astenuti 3
Maggioranza 208
Hanno votato
185
Hanno votato
no 229).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Titti de Simone Tab. 7.901.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Titti De Simone. Ne ha facoltà.

TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, questa manovra finanziaria di guerra (Commenti)... C'è poco da blaterare, è così.
Questa manovra finanziaria sottrae risorse cospicue alla scuola, in piena sintonia


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con lo scempio già prodotto dalla riforma Moratti (la legge n. 53 del 2003).
La furia dei tagli degli ultimi anni si è abbattuta sul personale scolastico, riducendo e precarizzando tutto quello che si poteva. Inoltre, in questa legge finanziaria, con i tagli apportati ai bilanci degli enti locali, la situazione non potrà che aggravarsi e ricadere pesantemente sui servizi scolastici, sulle politiche del diritto allo studio.
Questo Governo ha gridato nei mesi scorsi ai quattro venti che la finanziaria non avrebbe apportato tagli alla scuola, però non è così, perché sugli organici pesano gli effetti della legge n. 53, la legge Moratti, quella che ha ridotto di decine di migliaia i posti per gli insegnanti e il personale tecnico e amministrativo, in una mera logica di risparmio che ha dequalificato e sta dequalificando l'intero sistema scolastico pubblico. Ma a questi effetti già prodotti dalla legge n. 53 si aggiunge l'ulteriore riduzione, con questa finanziaria, di 6.500 posti nella scuola elementare per gli effetti della norma restrittiva sull'insegnamento della lingua straniera, che voi introducete. Anche la conferma di 375 milioni di euro, che è l'unico stanziamento previsto per i servizi scolastici, è finalizzata alla espansione del sistema degli appalti di pulizia, cioè quella esternalizzazione che è costata negli ultimi anni migliaia di posti di collaboratori scolastici, alimentando ovviamente la precarietà tanto cara a questo Governo e al ministro Moratti. Inoltre, del più volte annunciato piano pluriennale delle immissioni in ruolo non vi è traccia e sono fortemente ridotte le risorse destinate all'aggiornamento professionale, in base alla legge n. 440 del 1997, all'offerta formativa e all'acquisto di beni e servizi. I tagli alle direzioni regionali, infine, ricadranno pesantemente sui territori. Insomma, il quadro è devastante. Mi sembra di poter dire con chiarezza che la scuola pubblica è la vera e propria Cenerentola del bilancio dello Stato.
Allora, noi naturalmente pensiamo che bisogna creare una inversione di tendenza radicale, ed è ciò che tra l'altro il mondo della scuola pubblica chiede e per questo ha indetto uno sciopero generale per il 15 novembre prossimo. Cosa significa inversione di tendenza? Significa più risorse, significa restituire centralità all'investimento pubblico per la scuola statale, che è quello che proponiamo con questi emendamenti, sollevando, però, anche la questione dei finanziamenti alle scuole private, che è un problema. Infatti, mentre vengono qui ridotte continuativamente le risorse destinate alla scuola pubblica statale, vediamo che vengono non solo confermati, ma anche aumentati in alcuni punti di percentuale i finanziamenti alle scuole e alle università private. Allora, è evidente che il moltiplicarsi dei buoni scuola a favore delle scuole non statali - ce lo dicono tutte le indagini condotte negli ultimi anni - ha finito per favorire il mercato privato (guardate i dati della regione Lombardia), ha finito per favorire le fasce più ricche della popolazione, che non hanno certo la necessità di un contributo per mandare i propri figli nelle scuole private.
A fronte del fatto che non vi è uno straccio di investimento per il diritto allo studio in questa finanziaria, noi pensiamo che bisogna canalizzare le risorse pubbliche dello Stato verso i finanziamenti alla scuola pubblica. Si tratta di quello che proponiamo con questi emendamenti, lì dove sostanzialmente «decanalizziamo» i finanziamenti previsti per le scuole private destinandoli alla risoluzione di questioni fondamentali, come quella degli oneri per il personale, cioè i contratti del comparto del mondo della scuola, che sono dei contratti da miseria; oneri per il personale che riguardano la possibilità di fare queste sacrosante immissioni in ruolo a fronte di oltre 100 mila posti vacanti; finanziamenti che servirebbero per la messa a norma di oltre il 60 per cento degli edifici scolastici che ancora non lo è e che servirebbero per intervenire sulla dispersione scolastica e, infine, per la realizzazione delle biblioteche nelle scuole. Ci sembra che tutto ciò rappresenterebbe una inversione di tendenza importante e un rilancio della scuola pubblica di cui abbiamo bisogno.


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Volpini. Ne ha facoltà.

DOMENICO VOLPINI. Signor Presidente, intervengo soltanto per precisare che 1 milione 8 mila euro sono i fondi stanziati sin dalla scorsa legislatura; si tratta di risorse che, dal 1929, vengono assegnate alle scuole materne ed elementari parificate (e paritarie adesso) - scuole che sono parte integrante del sistema pubblico - e che non hanno nulla a che vedere con i buoni scuola.
Perciò, votiamo contro l'emendamento; non siamo d'accordo sul fatto che si voglia togliere a tali istituti quanto già il centrosinistra ha assegnato loro nella scorsa legislatura, e come d'altronde avveniva da decenni. Tali enti fanno infatti parte integrante del sistema pubblico nazionale ai sensi della legge n. 62 del 2000, votata da tutto il centrosinistra.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Titti De Simone Tab. 7.901, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 412
Votanti 260
Astenuti 152
Maggioranza 131
Hanno votato
19
Hanno votato
no 241).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Titti De Simone Tab. 7.902, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 416
Votanti 255
Astenuti 161
Maggioranza 128
Hanno votato
18
Hanno votato
no 237).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Titti De Simone Tab. 7.903, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 418
Votanti 284
Astenuti 134
Maggioranza 143
Hanno votato
12
Hanno votato
no 272).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7, con l'annessa tabella 7.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 419
Votanti 418
Astenuti 1
Maggioranza 210
Hanno votato
222
Hanno votato
no 196).

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