Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 542 del 9/11/2004
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La seduta, sospesa alle 10,35, è ripresa alle 10,55.

Si riprende la discussione.

(Ripresa esame dell'articolo 2 - A.C. 5311)

PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 2 e delle proposte emendative ad esso presentate.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Mario Pepe Tab. 2.16.

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, sull'emendamento in esame il Governo si era rimesso all'Assemblea. Ritengo che tale emendamento andrebbe corretto, limitandone la portata finanziaria alla metà rispetto all'attuale stanziamento. Invito pertanto i presentatori a riformulare in tal senso l'emendamento in esame.

PRESIDENTE. Qual è il parere del relatore sulla riformulazione proposta dal rappresentante del Governo?

DANIELA GARNERO SANTANCHÈ, Relatore. Signor Presidente, il relatore concorda con la riformulazione proposta dal rappresentante del Governo.

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione proposta dal Governo.

FRANCESCO BONITO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, chiedo di sottoscrivere l'emendamento Mario Pepe Tab. 2.16 come riformulato.

PRESIDENTE. Sta bene.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lucidi. Ne ha facoltà.

MARCELLA LUCIDI. Signor Presidente, intervenendo ieri sull'emendamento Maura Cossutta Tab. 2.3 evidenziavo il fatto che tale emendamento ha il medesimo contenuto di quello che stiamo per votare, nonché la stessa previsione di stanziamento che oggi il sottosegretario chiede di indirizzare a determinate voci. Vorrei di nuovo sottolineare la mancanza di riconoscimento in ordine alla validità delle proposte che l'opposizione presenta all'Assemblea.
Anche io, come il collega Bonito, chiedo di sottoscrivere l'emendamento in esame.

PRESIDENTE. Ne prendo atto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duilio. Ne ha facoltà.

LINO DUILIO. Signor Presidente, innanzitutto mi piacerebbe capire le ragioni che hanno indotto i presentatori ad accettare la riformulazione proposta dal Governo circa la quantificazione dell'emendamento stesso. Infatti, vista la finalità della proposta emendativa, o prima vi era stata una certa superficialità nella quantificazione dell'importo ritenuto necessario per l'amministrazione penitenziaria, oppure si fa come a Napoli: facciamo a metà e troviamo la soluzione. Dunque, lamento la mancata argomentazione dell'accettazione della riformulazione dopo che il sottosegretario ieri si era rimesso all'Assemblea, e quindi non aveva espresso un parere contrario sull'emendamento.
Saremmo stati più soddisfatti se fosse stato accolto l'emendamento Maura Cossutta


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Tab. 2.3 per le considerazioni svolte ieri dagli onorevoli Lucidi e Boccia. Quest'ultimo nel suo intervento ha sottolineato come con tale emendamento si diano i soldi all'amministrazione penitenziaria ma li si tolgano al personale ed al capitolo dei servizi dell'amministrazione generale del Ministero dell'economia. Probabilmente, sarebbe stato più opportuno sottrarre tali soldi dagli stanziamenti per il Gabinetto del ministro. Si trattava di una questione di opportunità e ciò non avrebbe messo in conflitto ragioni legittime in termini di attesa da parte del personale che lavora al ministero ed esigenze dell'amministrazione penitenziaria.
Comunque, lamentando il fatto che non si è accolto il suddetto emendamento e nonostante sia stato dimezzato l'importo previsto, chiedo di sottoscrivere l'emendamento Mario Pepe Tab. 2.16.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, intervengo solo per chiederle il rispetto rigorosissimo delle norme e della prassi parlamentare nel prosieguo dei nostri lavori ed in relazione a quanto sta avvenendo in ordine all'emendamento ora in discussione. Signor Presidente, credo infatti che qualcuno debba formalizzare la presentazione della riformulazione...

ANTONIO LEONE. Onorevole Boccia, è stato fatto in seno al Comitato dei nove!

ANTONIO BOCCIA. ...che l'Assemblea debba poter vedere e conoscere tale riformulazione e che il relatore ed il Comitato dei nove possano e debbano avere la possibilità di esaminarla. Solo dopo tutto questo si potrà passare alla votazione. Non credo che il tutto possa avvenire nella maniera «innovativa» - rispetto alla prassi ed alle regole della vita parlamentare - che si sta ora verificando.

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, si tratta di una riformulazione molto semplice, per cui non credo che l'Assemblea abbia bisogno della distribuzione del relativo testo; il rappresentante del Governo ha semplicemente proposto una riformulazione che comporta la riduzione del 50 per cento degli stanziamenti, riformulazione peraltro accettata dal relatore e dai proponenti. Non credo pertanto che l'Assemblea abbia bisogno di un documento scritto, trattandosi solo di una riduzione degli stanziamenti.
Onorevole Boccia, lei ha ragione dal punto di vista formale, però migliaia di volte sono state accettate riformulazioni di proposte emendative presentate dal Comitato dei nove, dalla Commissione e dal Governo che, accettate dai proponenti, sono poi state poste in votazione. Passando ai voti, mi attengo pertanto ad una prassi consolidata.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, non discuto sul merito, ma chiedo solamente di poter avere cognizione della riformulazione. Ho chiesto il testo della riformulazione: non esiste! Devo andarlo a trovare nel resoconto stenografico o qualcuno deve informare esattamente l'Assemblea del suo contenuto? Stiamo per votare una riformulazione presentata a voce!

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, a questo punto vorrei pregare il rappresentante del Governo di ripetere la riformulazione proposta, in modo che tutti i colleghi abbiano piena contezza del contenuto della medesima. Ricordo peraltro che tale riformulazione è già stata accettata dai presentatori dell'emendamento in questione.

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, si tratta semplicemente di portare lo stanziamento a 5 milioni, sia per quanto concerne l'unità previsionale 2.1.1.0 (tanto per la competenza quanto per la cassa) sia per quanto attiene all'unità previsionale 4.1.2.1 (anche in questo caso sia per le previsioni di competenza che di cassa).


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MARCO STRADIOTTO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, volevo solo porre una questione di principio in relazione a tale argomento: abbiamo molte proposte emendative che sono viste favorevolmente sia dal relatore sia dal Governo e che però devono essere presentate dal relatore perché diversamente non può essere proposta una riformulazione della copertura. Il fatto di fare ora questa eccezione comporta che, in riferimento alla votazione di ogni altro emendamento, noi potremmo riformulare le coperture relative alle proposte emendative da noi presentate.

PRESIDENTE. Onorevole Stradiotto, non capisco quale sia la sua proposta.

MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, volevo solamente dire che se il Governo può cambiare la formulazione del testo per quanto riguarda le coperture degli emendamenti...

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Non si tratta della copertura!

MARCO STRADIOTTO. ...ciò deve valere anche per gli emendamenti da noi presentati, i quali sono stati respinti in Commissione proprio perché non avevano coperture condivise dal Governo.

PRESIDENTE. Onorevole Stradiotto, il regolamento prevede che il Comitato dei nove ed il Governo possano presentare modifiche alle proposte emendative fino alla loro votazione, cosa che non è consentita agli altri parlamentari. Quella che stiamo applicando in questo caso è pertanto una norma di regolamento.

ANTONIO LEONE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO LEONE. Signor Presidente, intervengo solo per fare alcuni chiarimenti; innanzitutto non stiamo parlando di una copertura, bensì di una modifica di tabella, il che è cosa diversa rispetto al ragionamento condotto dal collega Stradiotto.
Per riprendere l'iter di quello che si è verificato, il Governo ha proposto stamani in Comitato dei nove la riformulazione dell'emendamento in oggetto, sulla quale io ho concordato. Tale riformulazione è stata poi ripetuta qui in aula, soltanto per conoscenza da parte degli altri sottoscrittori. Infine, per quanto riguarda la preoccupazione del collega Stradiotto, va detto che non si tratta di un mutamento di copertura, ma soltanto di un mutamento di tabella.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mario Pepe Tab. 2.16, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 340
Maggioranza 171
Hanno votato
339
Hanno votato
no 1).

Prendo atto che gli onorevoli Campa e Falanga non sono riusciti ad esprimere il proprio voto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Fanfani Tab. 2.17.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lucidi. Ne ha facoltà.

MARCELLA LUCIDI. Questo emendamento intende rafforzare le previsioni di bilancio, con riferimento ad un capitolo che noi giudichiamo molto importante, quello della giustizia minorile. Ai colleghi della maggioranza dico che, per una politica di prevenzione e di attenzione nei


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confronti della nostra infanzia, per quanto riguarda la possibilità che essa sia vittima di un reato o che ne sia autrice - ritengo infatti che si tratti di due facce della stessa medaglia -, dobbiamo ritenere essenziale un'impostazione politica seria del sistema giudiziario e degli interventi che lo Stato può porre in essere nei confronti dei minori, che sia sostanziata anche da risorse economiche.
Nella scorsa legislatura, si ritenne importante trasformare l'ufficio per la giustizia minorile, esistente presso il Ministero della giustizia, in dipartimento; ciò al fine di consentire che le politiche giudiziarie rivolte ai minori avessero un'autonomia di spesa. È chiaro che il passo successivo, che deve essere sempre mantenuto, è quello di finanziare l'attività di tale dipartimento. Noi riteniamo che il nostro emendamento vada proprio in questa direzione. Con interventi seri da parte dello Stato, cesserebbe anche di diffondersi una concezione sbagliata della considerazione che la giustizia deve avere nei confronti dei minori devianti. Si pensa spesso - è un pensiero che noi respingiamo - che il minore, nel momento in cui commette un reato, cessi di essere minore, perda la sua età e diventi improvvisamente adulto; conseguentemente, si immagina la risposta giudiziaria con le lenti dell'adulto. Tutto ciò è sbagliato, perché dobbiamo continuare a pensare, per il nostro paese, ad una giustizia a misura del minore, così come lo chiedono gli atti e le convenzioni internazionali, che il nostro paese ha ratificato.
È sbagliato ragionare sulla riduzione dell'età di imputabilità del minore, come sta accadendo oggi, a partire da alcuni fatti e da alcune emergenze. Si tratta infatti di una risposta sbrigativa, che soprattutto non darebbe sostegno effettivo a quei minori che rischiano di venire coinvolti nelle associazioni criminali o nella criminalità straniera internazionale. Occorre prima di tutto ripensare l'ordinamento del sistema penale, perché la risposta penale non può essere soltanto il carcere o comunque una pena, che è stata pensata per gli adulti ma che con un leggero sconto viene applicata ai minori. Tutto ciò merita anche strutture apposite - ed è in tale ottica che si giustifica il nostro emendamento -, nelle quali ai minori sia dato un percorso di rieducazione, o di educazione vera e propria, idoneo alla loro età. Dagli istituti penitenziari minorili del nostro paese, ci giungono, ahimè, informazioni che vanno in tutt'altra direzione.
Vorrei dire ai colleghi, con riferimento all'istituto penitenziario minorile di Casal del Marmo, che associazioni di volontariato hanno dovuto offrire le coperte per i ragazzi ospiti della struttura, che l'istituto si è dovuto organizzare per fornire ai ragazzi i pasti, indebitandosi, che manca la possibilità di realizzare una comunità di transito per i ragazzi che passano dal centro di prima accoglienza al carcere e che non si sta assolutamente perseguendo e sostenendo l'istituto della messa alla prova.
Colleghi, attraverso le risorse e la nostra intelligenza dovremo, in primo luogo, affrontare questi argomenti. In questo modo, potremo anche aiutare la cultura del paese a comprendere meglio cosa sia la giustizia minorile.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fanfani Tab. 2.17, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 375
Votanti 374
Astenuti 1
Maggioranza 188
Hanno votato
171
Hanno votato
no 203).

Prendo atto che gli onorevoli Mazzoni, Campa e Giuseppe Gianni non sono riusciti a votare.


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Passiamo alla votazione dell'emendamento Siniscalchi Tab. 2.18.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bonito. Ne ha facoltà.

FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, con questo emendamento chiediamo maggiori risorse per le esigenze della giustizia, in modo particolare per gli investimenti in conto capitale, ai fini di acquistare i beni mobili necessari per l'amministrazione giudiziaria.
Giova ricordare ai colleghi che, a pagina 85 della tabella n. 5 sullo stato di previsione del Ministero della giustizia per l'anno finanziario 2005, si legge che, per questa voce, risultano stanziate risorse pari a 598 mila euro, vale a dire un miliardo di vecchie lire. Questa cifra rende evidente l'assoluta inadeguatezza dell'impegno ministeriale rispetto ad un comparto di assoluta necessità, nonché per la buona quotidianità della vita giudiziaria del nostro paese.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO MUSSI (ore 11,15)

FRANCESCO BONITO. È chiaro che la cosa non ci può francamente stupire, se è vero come è vero che, a pagina 9, leggendo le note preliminari redatte dagli uffici del ministero per motivare, giustificare e sostenere la tabella dello stato previsionale del ministero stesso, vengono indicati tra gli obiettivi gli interventi volti al contenimento della spesa. Credo che tutto ciò dia il segno di un'impostazione, di una visione programmatica del futuro della vita giudiziaria del nostro paese che non può non allarmarci vivamente.
Vorrei informare i colleghi circa una nota, assai significativa, che il Ministero della giustizia (Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi) ha inviato a tutte le corti d'appello del nostro paese ed ai massimi dirigenti della Corte suprema di Cassazione.
In questa nota il direttore generale del ministero informa gli uffici destinatari che le risorse che sono state messe a disposizione degli uffici, quelle per il secondo semestre, sono state preannunziate e poi revocate. Accade anche questo in un paese come il nostro, con un ministro della giustizia come quello che, in questo momento, regge le sorti del palazzo di via Arenula.
Sono state assegnate determinate somme che non hanno trovato adeguata copertura finanziaria sul capitolo competente. Vorremmo evitare tutto ciò, vale a dire che siano assegnate determinate risorse, le quali, sulla base dell'affidamento di un'assegnazione ministeriale, siano poi spese e che poi queste spese non possano essere onorate.
Questo è successo e questo vogliamo evitare, ma come si può evitare una siffatta circostanza se nello stato previsionale, ad esempio, per gli investimenti e per l'acquisto di beni mobili, prevediamo meno di un miliardo di vecchie lire?
Ecco dunque la giustificazione profonda del nostro emendamento, che tende a portare a 5 milioni di euro, cioè 10 miliardi di lire, uno stanziamento che riteniamo assolutamente necessario per corrispondere alle esigenze minime di vitalità di un ufficio giudiziario degno di questo nome.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Siniscalchi Tab. 2.18, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 365
Votanti 364
Astenuti 1
Maggioranza 183
Hanno votato
167
Hanno votato
no 197).

Prendo atto che gli onorevoli Naro, Romano e Boato non sono riusciti ad


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esprimere il proprio voto e che quest'ultimo avrebbe voluto esprimerne uno favorevole.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2, con l'annessa tabella n. 2, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 377
Votanti 376
Astenuti 1
Maggioranza 189
Hanno votato
207
Hanno votato
no 169).

Prendo atto che l'onorevole Boato non è riuscito ad esprimere il proprio voto e che avrebbe voluto esprimerne uno contrario.

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