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PRESIDENTE. Ricordo che, nella parte antimeridiana della seduta, è stato votato, da ultimo, l'articolo aggiuntivo Pasetto 2.04.
Avverto che sono stati ritirati dai presentatori gli emendamenti Tidei 3.1 e Pasetto 3.2.
Passiamo all'emendamento 4.250, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento.
Ricordo che la Commissione ed il Governo hanno espresso parere favorevole.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.250 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento), accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 280
Maggioranza 141
Hanno votato sì 280
Sono in missione 82 deputati).
Prendo atto che gli onorevoli Pinto, Luigi Pepe e Zorzato non sono riusciti ad esprimere il proprio voto.
Passiamo all'emendamento De Luca 4.11.
Prendo atto che il presentatore non accede all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Indìco pertanto la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento De Luca 4.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 303
Votanti 302
Astenuti 1
Maggioranza 152
Hanno votato sì 1
Hanno votato no 301
Sono in missione 81 deputati).
Prendo atto che gli onorevoli Zorzato e Luigi Pepe non sono riusciti ad esprimere il proprio voto.
Prendo atto altresì che gli emendamenti De Luca 4.12, 4.30, 4.32 e 4.31 sono stati ritirati dal presentatore.
Passiamo all'emendamento Tidei 4.1.
Prendo atto che il presentatore non accede all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Indìco pertanto la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tidei 4.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 324
Maggioranza 163
Hanno votato sì 151
Hanno votato no 173).
Prendo atto che gli onorevoli Zorzato e Luigi Pepe non sono riusciti ad esprimere il proprio voto.
Passiamo all'emendamento Pasetto 4.6.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.
ETTORE ROSATO. Sì, Presidente, e vorrei richiamarne brevemente le ragioni.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, vorrei segnalare che abbiamo presentato l'emendamento in esame per cercare di comprendere meglio quale avrebbe potuto essere il rapporto tra l'ENAC, l'ENAV Spa ed il personale dell'ENAV. Esso, infatti, tendeva a riportare in una logica di utilizzo, in termini corretti, quelle professionalità che l'ENAV Spa ha oggi a disposizione.
Il disegno che informa l'intero decreto-legge ha un carattere diverso; tuttavia, riteniamo che tale formula possa comunque tener conto sia delle esigenze derivanti dalla distinzione dei ruoli, sia della professionalità del personale impiegato. Ciò anche perché, in sede di prima applicazione, vuol dire veramente molto poco.
Comunque, in una logica di discussione di questo testo - su cui abbiamo verificato anche una contrarietà profonda da parte della Commissione rispetto alle soluzioni proposte - ritiriamo l'emendamento Pasetto 4.6.
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Rosato.
Prendo atto che i presentatori degli emendamenti Tidei 4.2 e Pasetto 4.5 non accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Indìco pertanto la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tidei 4.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 346
Votanti 345
Astenuti 1
Maggioranza 173
Hanno votato sì 156
Hanno votato no 189).
Prendo atto che l'onorevole Luigi Pepe non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pasetto 4.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 350
Maggioranza 176
Hanno votato sì 155
Hanno votato no 195).
Prendo atto che l'onorevole Luigi Pepe non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Pasetto 4.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, quest'emendamento - come anche il successivo - affronta il tema della stabilizzazione del personale precario presso l'Ente nazionale per l'aviazione civile. In questo provvedimento si assegnano all'ENAC, giustamente, ulteriori competenze sul sistema dell'aviazione civile italiana. Purtroppo, però, allo stesso ENAC sono tagliati gli stanziamenti...
PRESIDENTE. Onorevole Duca, mi scusi. Onorevoli colleghi, se poteste trattenere i vostri conversari ai limiti dell'accettabilità...
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, siccome si parla dei problemi dei lavoratori, non è molto interessante... Solo se si parla dei problemi di Previti o di Berlusconi la Camera è impegnata: se parliamo della RAI, del padrone, allora è impegnata (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana)!
Se si parla dei lavoratori, ovviamente, non vi interessa (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana)!
PRESIDENTE. Onorevole Duca, lei non deve trarre da un'interruzione, che ho fatto nel suo interesse, un argomento che esula totalmente...
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, una volta erano abituati a ragliare (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana), ora abbaiano; lo sente? Lo sente? (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana). Dal raglio all'abbaio: siete proprio bravi! State crescendo!
VINCENZO FASANO. Buffone!
PRESIDENTE. Onorevole Duca, lei ora sta usando parole sconvenienti, di cui i colleghi non sono degni. Lei non deve trattare male i colleghi, che, al massimo, stavano facendo una discussione. Questo non se lo può permettere!
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, non li tratto male. Li tratto come meritano (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana)!
Siccome stanno facendo il verso del cane, gli sto dicendo quel che stanno facendo. Non li tratto male, anzi li tratto bene, per quello che fanno (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana)!
PRESIDENTE. Onorevole Duca, no, lei li tratta...
NINO STRANO. Sei un coglione!
EUGENIO DUCA. Strano, se hai qualcosa da dirmi in privato, me la dici in privato. Altrimenti, ti dico subito che sei un imbecille. Sei un imbecille!
PRESIDENTE. Onorevole Duca, la richiamo all'argomento (Proteste dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana)!
EDMONDO CIRIELLI. Signor Presidente, non può permettergli di dire queste cose!
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ora basta! Ho richiamato io il collega (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana)!
Ho detto ciò che dovevo dire, come Presidente; vi prego di non aggiungere cose inutili a cose altrettanto inutili...
NINO STRANO. Duca, levati il riporto dai capelli! Levati il riporto! Stai meglio calvo!
È una vergogna!
EUGENIO DUCA. Sì, sei proprio una vergogna! Sei proprio una vergogna! Se uscissi, mi faresti una grande cortesia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di attenervi alle regole di un'Assemblea democratica e civile! Domando che ciò avvenga da tutte le parti.
EUGENIO DUCA. Strano, non gesticolare, perché non metti paura a nessuno!
PRESIDENTE. Onorevole Duca, lei ha la vocazione ad esorbitare dal tono nobiliare che il suo nome dovrebbe darle. Lei è un «duca»; si comporti come tale!
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, sto prendendo atto della situazione (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana).
Strano, ma continui ancora? Sei talmente stupido, allora? Non la smetti? Continua pure, allora!
Stavo dicendo, signor Presidente, che con questo emendamento si propone di stabilizzare una serie...
PRESIDENTE. Però, colleghi, non è nemmeno giusto che si continui così...
NINO STRANO. Togliti il riporto dai capelli!
EUGENIO DUCA. Non so cos'altro dirti (Commenti)! Dalle mie parti ti avrei detto qualcos'altro!
NINO STRANO. Di quali parti sei?
NITTO FRANCESCO PALMA. Duca, facci sognare!
PRESIDENTE. Onorevole Duca, continui il suo argomentare in maniera che possa essere da tutti rispettato.
EUGENIO DUCA. Se questi scalmanati la smettono, proseguo il mio intervento!
Le stavo dicendo che con questo emendamento si propone di rendere finalmente stabili per legge un certo gruppo di lavoratori che lavorano all'ENAC, per giudizio del consiglio di amministrazione dell'ENAC, che ha già provveduto, con propria delibera, alla proroga del contratto precario per 30 mesi.
Senonché, il testo pervenuto dal Senato è veramente curioso. Infatti, si sostiene che questi lavoratori non hanno diritto a divenire stabili; ma, sulla base di questa norma, hanno diritto di far causa all'ENAC e di ottenere una vittoria.
Il Parlamento, quindi, legifera per dare a 55 lavoratori, anziché la stabilità, il diritto a vedersi riconosciuta la stabilità dopo una causa all'ENAC e, quindi, allo Stato, e ritengo che questa sia una norma curiosa e sbagliata.
L'emendamento Pasetto 4.7 ed il mio successivo emendamento 4.10 si propongono di risolvere la questione del precariato in un modo limpido, non consentendo ai lavoratori di far causa all'azienda di Stato per vedersi riconoscere tali diritti.
La Commissione ha espresso un invito a ritirare questi emendamenti per trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno. Ci è stato anche anticipato che vi sarebbe la possibilità e, anzi, l'impegno del Governo nell'ambito della legge finanziaria ad approvare una norma che raggiunga questo scopo. Ora, vorrei chiedere al rappresentante del Governo - a tal fine richiamo impropriamente l'emendamento del collega Pasetto 4.7 ed il mio successivo - non tramite un ordine del giorno, bensì attraverso un intervento diretto in Assemblea, se si prefiguri davvero questa possibilità per risolvere il problema di questi lavoratori. In tal caso, poi vi sarà un nostro conseguente atteggiamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, questo è un tema delicato sotto due aspetti. In primo luogo, è sempre complesso discutere in Assemblea sulla regolarizzazione di persone assunte, seppur con selezione pubblica, con un contratto a tempo determinato e sulla trasformazione dello stesso a tempo indeterminato.
In secondo luogo, la regolarizzazione di questi dipendenti è un'esigenza manifestata dall'ENAC stesso, prima che dai dipendenti. Al riguardo, sono state avanzate richieste e proposte dall'ENAC e credo anche dal Ministero: ritengo vada riconosciuto al viceministro Tassone di aver cercato, nell'ambito della discussione al Senato oltre che nella discussione svolta in sede di Commissione e di Comitato dei nove, di trovare una soluzione che cercasse di mettere insieme le esigenze del bilancio dello Stato con quelle di una
normativa corretta. Si tratta, quindi, di un'esigenza dell'amministrazione dello Stato, perché queste persone svolgono funzioni non facilmente sostituibili: essi svolgono funzioni complesse in un ente particolare.
Quindi, quello che chiediamo alla fine, invece di utilizzare la prassi, che purtroppo è italiana, di prorogare e rimandare i problemi e di cercare la loro soluzione nelle aule dei tribunali, seppur amministrativi, è di tentare di trovare una via di uscita che consenta una regolarizzazione di tali lavoratori nel contesto di una normativa organica che dia sicurezza a loro ma anche all'ente. Tale ente affida funzioni importanti e delicate in una materia che richiede anche continuità di lavoro a persone che ormai hanno acquisito una professionalità e che, in cuor loro, leggi alla mano, probabilmente con questo decreto-legge avranno qualche elemento in più per credere nella trasformazione di questo posto di lavoro in posto fisso.
Quindi, mi ricollego alla richiesta del collega Duca per avere da parte del Governo una rassicurazione sul percorso che il Governo intende compiere per affrontare questo problema. Mi sembra che anche i colleghi, il relatore e il presidente Romani hanno dimostrato una certa sensibilità rispetto alla volontà di uscire definitivamente da questa problematica. Si tratta di capire quale vuole essere l'atteggiamento del Governo e il percorso da intraprendere.
MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Vorrei dare una risposta al quesito posto dall'onorevole Duca e dall'onorevole Rosato.
Il Governo si è adoperato nell'altro ramo del Parlamento al fine di trovare una soluzione per i precari, del cui problema stiamo discutendo. Vi è stata qualche difficoltà - uso un eufemismo - da parte della Commissione bilancio perché il Governo aveva anche proposto una soluzione definitiva. La decisione finale del Senato è stata quella che in quel momento era accoglibile il riferimento alle difficoltà poste dalla Commissione bilancio.
Vi posso assicurare, tuttavia, che ci siamo posti il problema dei precari e che, con la soluzione cui siamo pervenuti al Senato, abbiamo evitato l'interruzione di un rapporto di lavoro.
Sulla base delle sollecitazioni intervenute, il Governo ovviamente si adopererà con tutti i mezzi affinché questo rapporto di lavoro, da precario, diventi stabile, sfruttando tutti gli strumenti a disposizione, non ultimo, ovviamente, la prossima finanziaria.
Pertanto, ribadisco l'invito al ritiro dell'emendamento Pasetto 4.7.
EUGENIO DUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA. Il viceministro ha ribadito l'invito al ritiro dell'emendamento in oggetto. Io mi riferisco ovviamente al mio emendamento 4.10. Prendo atto delle dichiarazioni del viceministro, ma resto sorpreso della soluzione che si è trovata al Senato e che, purtroppo, non riesce a fare un passo avanti alla Camera.
PRESIDENTE. Onorevole Duca, ora stiamo esaminando l'emendamento Pasetto 4.7. Il 4.10 è successivo...
EUGENIO DUCA. Ho chiesto di parlare con riferimento non all'invito al ritiro rivolto al collega Pasetto, ma a quello formulato sul mio emendamento 4.10; in tal modo, facciamo risparmiare un po' di tempo all'Assemblea...
Dicevo che sono sorpreso dalla soluzione che è stata individuata, secondo la quale, in sostanza, una legge assegna ad alcune decine di lavoratori il compito di proporre un ricorso per vincerlo e, quindi, di risolvere in tribunale ciò che, invece, potrebbe essere risolto dalla legge stessa, perché vi sono tutte le condizioni.
Tuttavia, considerato l'impegno assunto dal viceministro, secondo cui proprio nella finanziaria si dovrebbe adottare una norma che risolva la questione intervenendo prima dell'eventuale contenzioso, accolgo l'invito a ritirare il mio emendamento 4.10.
PRESIDENTE. Sta bene.
Prendo atto che gli emendamenti Pasetto 4.7 e De Luca 4.25 sono ritirati.
Prendo atto altresì che i presentatori insistono per la votazione degli identici emendamenti Rosato 4.8 e De Luca 4.26, sui quali il relatore aveva formulato un invito al ritiro.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Rosato 4.8 e De Luca 4.26, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 380
Maggioranza 191
Hanno votato sì 165
Hanno votato no 215).
Prendo atto che l'onorevole Luigi Pepe non è riuscito a votare ed avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento De Luca 4.27, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 390
Votanti 389
Astenuti 1
Maggioranza 195
Hanno votato sì 172
Hanno votato no 217).
Prendo atto che l'onorevole Luigi Pepe non è riuscito a votare ed avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.
Avverto che della serie di emendamenti a scalare dall'emendamento De Luca 4.23 all'emendamento De Luca 4.29 porrò in votazione il primo e l'ultimo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento De Luca 4.23, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 394
Votanti 393
Astenuti 1
Maggioranza 197
Hanno votato sì 173
Hanno votato no 220).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento De Luca 4.29, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 404
Maggioranza 203
Hanno votato sì 182
Hanno votato no 222).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento De Luca 4.28, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 402
Votanti 401
Astenuti 1
Maggioranza 201
Hanno votato sì 176
Hanno votato no 225).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 4.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 406
Maggioranza 204
Hanno votato sì 181
Hanno votato no 225).
Prendo atto che i successivi emendamenti sono ritirati.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Albonetti 4.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 383
Maggioranza 192
Hanno votato sì 173
Hanno votato no 210).
Passiamo alla votazione dell'articolo 1 del disegno di legge di conversione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.
FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, sempre più spesso ormai le nostre discussioni sembrano far parte di un mondo finto, surreale, quasi da videogame. Tutto gira e va in un certo senso, poi ti volti, ti guardi intorno e vedi che il mondo reale va in un altro senso e che tra l'un mondo e l'altro rischia di non esservi comunicazione.
Oggi stiamo parlando di interventi urgenti nel settore dell'aviazione civile. È un tema importante ed impegnativo che ha come punto essenziale il problema della sicurezza nel trasporto aereo. Il testo originario del decreto-legge era ben lontano dal corrispondere a tale impegno. È stato fatto un lavoro di correzione, sia al Senato sia alla Camera, ma si sarebbe potuto fare molto di più se la fretta e la chiusura della maggioranza e del Governo non lo avessero impedito.
Ebbene, siamo ancora nel mondo sospeso. Infatti, se torniamo con i piedi per terra vediamo che la realtà è diversa. Tornare con i piedi per terra e guardare in faccia la realtà vuol dire sfogliare pagina per pagina la legge finanziaria per il 2005 e leggere con puntiglio le tabelle allegate. Tutti, allora, potranno vedere la crudezza delle scelte, delle cifre e dei tagli.
Si tratta di scelte, cifre e tagli che riguardano proprio il cuore del nostro provvedimento, cioè la sicurezza del trasporto aereo. Tutti gli enti preposti alla sicurezza del trasporto aereo vengono «tosati»: vengono tagliate loro le risorse necessarie per svolgere la propria attività, cioè per operare sulla nostra sicurezza. Parlo dell'ENAC, che è l'Ente nazionale per l'aviazione civile, parlo dell'ENAV, che è l'Ente nazionale di assistenza al volo (per intenderci, quello delle torri di controllo); parlo dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo: ebbene, tutti questi enti hanno visto un taglio dei fondi a loro disposizione. Addirittura, per l'ENAC, non solo sono state tagliate le risorse, ma è stata bloccata la possibilità di pagare le rate dei mutui accesi per opere già compiute e inaugurate. Si tratta - lo ricordo a semplice scopo statistico - di opere già compiute, con le risorse messe a disposizione dal Governo di centrosinistra. Ciò vale anche per l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, per la quale oltre alle risorse sono state bloccate anche le assunzioni. Questo, peraltro, si somma ai tagli della cosiddetta manovrina di luglio.
È evidente che questo quadro fa veramente cadere le braccia e fa vedere come ci sia, da parte del Governo, molte volte
una distanza infinita tra il proporre e il fare. Questo è il punto politico che voglio denunciare in questa Assemblea; peraltro non è il solo punto (se ne parlerà infatti quando esamineremo la manovra finanziaria). Qui stiamo parlando ad esempio della riforma del trasporto aereo, che vede due mondi diversi (un mondo fatto di parole e un mondo reale di tagli). Potrei però parlare del mondo del trasporto pubblico locale, cioè del diritto alla mobilità dei cittadini nella città. Anche in questo caso, tra le tante parole e le tante proposte che si fanno, quando si torna con i piedi per terra, per constatare la realtà, vediamo solo tagli di risorse e confusioni normative. Potrei citare anche la riforma della portualità, che viene continuamente propagandata dal Governo e in particolare dal ministro Lunardi, utilizzando anche il grande slogan delle «autostrade del mare». Poi, però, quando si sfogliano le pagine del disegno di legge finanziaria e delle relative tabelle, si vede che soldi non ce ne sono, oppure che quelli che ci sono non sono attribuiti o che comunque non possono in ogni caso essere messi in cantiere. C'è qualcosa di fondo che non va nel sistema dei trasporti.
La mia opinione, che ho già sostenuto e che viene oggi riconfermata, è che l'obiettivo programmatico del contratto con gli italiani - il terzo punto che prevedeva le grandi opere, l'infrastrutturazione del paese e il sistema dei trasporti -, oltre ad essere stato finora un fallimento, in questi giorni è stato completamente abbandonato come priorità. Magari per cercare di riprendersi, con qualche capriola, con altri temi, come quello fiscale o altri ancora! Su questo obiettivo, però, ormai è stato buttato il ferro a fondo!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, intervengo su questo articolo in linea con quanto affermato dal collega Raffaldini.
Con riferimento a tale provvedimento, abbiamo approfittato dell'occasione (sono scarse) per cercare di ragionare con il ministro sulle questioni che attengono alla logistica, al trasporto aereo, ma, più in generale, alle politiche dei trasporti che questo Governo è chiamato a predisporre per soddisfare la priorità del miglioramento della mobilità nel nostro territorio.
Le esigenze, infatti, della società si evolvono e richiedono una risposta sempre più adeguata ai bisogni di velocità ed all'aumento di richieste di mobilità, anche con riferimento alle questioni importanti relative alla sicurezza.
Vorremmo che questo Governo non proponesse solo norme. A volte riusciamo a convenire su utili modifiche da apportare alle normative vigenti, sui miglioramenti da prevedere per rendere più snello, più efficace e rispondente alle esigenze della società moderna l'ordinamento attuale, apportando il nostro contributo (in sede di Commissione trasporti lo abbiamo dimostrato in diverse occasioni). Ci aspettiamo anche politiche di investimento serie rispetto a queste tematiche, le quali, in relazione ai temi della sicurezza dell'aviazione civile, richiedono risposte immediate anche in sede di legge finanziaria.
Noi queste risposte non le abbiamo trovate nel testo presentato dal Governo alla Camera, né con riferimento alla valutazione degli emendamenti operata in sede di Commissione bilancio durante l'esame del testo. Ci auguriamo di trovarle nelle proposte emendative che il Governo e la maggioranza vorranno predisporre (stanno pervenendo in Commissione bilancio e ci auguriamo che perverranno anche in aula su questo tema).
Sono certo che il viceministro Tassone conviene su un ragionamento di carattere generale: non possiamo fornire soltanto un quadro ordinamentale, seppure migliore di quello precedente (abbiamo criticato molti contenuti di questo decreto-legge e continueremo a farlo in relazione all'esame degli ultimi emendamenti; critichiamo, ad esempio, l'inserimento della delega ed altri aspetti).
Oltre al quadro ordinamentale, vi è bisogno di un quadro finanziario, in cui i soggetti preposti possano muoversi. Oggi
l'ENAC, l'ENAV, l'Agenzia per la sicurezza del volo, gli stessi gestori aeroportuali, ma in particolare i primi tre soggetti hanno detto tutti la stessa cosa quando sono stati auditi, vale a dire che con le risorse finanziarie loro destinate nelle ultime leggi finanziarie non sono in grado di far fronte nemmeno alle esigenze di gestione corrente.
Se la priorità della sicurezza è reale e sentita dal Governo, ci aspettiamo atti concreti a dimostrazione del fatto che, come è possibile reperire e prevedere in finanziaria le risorse per i decoder, così è possibile farlo per la sicurezza del volo. Si tratta di priorità che spetta al Governo stabilire; noi abbiamo portato avanti le nostre richieste attraverso la presentazione di opportuni emendamenti, anche prevedendo tagli in altri settori.
Riteniamo che vi debba essere un'assunzione di responsabilità da parte del ministro su tale materia, nonché la collegialità necessaria all'interno del Consiglio dei ministri per fornire una risposta oggettiva non solo ad un settore, ma all'intera economia italiana (quindi, non mi riferisco solo alla sicurezza del volo), perché sia messa in condizione di funzionare in termini oggettivamente adeguati.
Pertanto, preannuncio l'espressione di un voto contrario sull'articolo 1 del disegno di legge di conversione non solo per gli aspetti normativi che non condividiamo, ma anche per il fatto che i suddetti sono inseriti in un contesto di carattere generale sottofinanziato. Si, tratta, quindi, di una priorità solo sulla carta e ci attendiamo che questa priorità diventi reale negli atti del Governo.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1 del disegno di legge di conversione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 400
Maggioranza 201
Hanno votato sì 216
Hanno votato no 184).
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