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PRESIDENTE. Avverto che l'emendamento De Laurentiis 1.20 è stato ritirato.
Passiamo all'emendamento Tidei 1.1.
EUGENIO DUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preannunzio che si tratta del primo di una serie di interventi che intendo svolgere. Vorrei innanzitutto segnalare, signor Presidente, che la IX Commissione ha tentato di approfondire i temi posti alla base del decreto-legge in esame, benché in prima battuta siano state consentite, purtroppo, soltanto 13 ore di tempo (dalle 20,30 di mercoledì scorso alle 9,30 del giovedì successivo). Pertanto, in 13 ore - notte compresa! - sia la Commissione di merito, sia le Commissioni che dovevano esprimere i rispettivi pareri hanno dovuto esaminare il testo del provvedimento giunto dal Senato con il solo obiettivo di poterlo convertire in legge in tempo utile, senza avere a disposizione, tuttavia, il tempo necessario per il suo approfondimento.
Teniamo a ribadire, così come abbiamo fatto nella serata di mercoledì scorso, che si tratta di una decisione grave, che non condividiamo (e che non hanno condiviso tutti i gruppi di opposizione).
Si tratta, tra l'altro, di un decreto-legge in cui, nel corso dell'esame al Senato, è stata introdotta un'ulteriore delega al Governo sul riordino dell'aviazione civile, mentre, purtroppo, all'ENAC sono stati tolti anche con la legge finanziaria per l'anno 2005 - era avvenuto anche lo scorso anno - i fondi per pagare le rate dei mutui già accesi. Forse i colleghi non hanno ben capito, e dunque lo ripeto: nella finanziaria, all'Ente nazionale per l'aviazione civile sono stati tolti i fondi per pagare i mutui già accesi; altro che finanza
creativa o illusioni contabili! Dalla mie parti, quando qualcuno contrae un debito e non l'onora, non è definito uomo di «fantasia creativa», ma «buffarolo». Siamo, dunque, in mano a «buffaroli». Mentre si fa ciò, si attribuiscono all'ENAC ulteriori incombenze.
All'ENAV, lo scorso anno, sono stati tolti fondi per oltre 600 miliardi delle vecchie lire (o del «vecchio conio», come si dice in televisione). All'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo sono impediti i licenziamenti e le assunzioni. Alla stessa viene anche impedito di avere una propria dotazione finanziaria sufficiente; anzi, anno dopo anno, la si riduce. Riguardo a tali enti la politica del Governo è stata quella di ridurre, di tagliare.
Con questo provvedimento, si chiede di introdurre una delega. Debbo dire - e riconoscere anche al presidente della Commissione - che si è cercato, pur nelle ristrettezze temporali, di svolgere un approfondimento, che in parte ha portato anche a modifiche sostanziali del provvedimento, che comunque non ci convincono in ordine alla bontà del testo che si varerà, che consideriamo ancora troppo pasticciato e, in ogni caso, non rispondente agli obiettivi di sicurezza della navigazione aerea, che deve sempre essere lo scopo principale da perseguire, soprattutto a seguito dei gravi incidenti avvenuti, in particolare quello gravissimo di Linate risalente a poco più di due anni fa.
Queste sono pertanto le motivazioni che ci porteranno a discutere del decreto-legge, pur non manifestando alcun atteggiamento ostruzionistico. Con questa dichiarazione, anzi, annuncio il ritiro del mio emendamento 1.27.
PIETRO TIDEI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Tidei, lei è già intervenuto sul complesso degli emendamenti. Le do pertanto la parola solo se intende annunziare il ritiro del suo emendamento 1.1.
PIETRO TIDEI. Signor Presidente, intendo proprio annunziare il ritiro del mio emendamento 1.1.
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Tidei. Prendo atto che anche i presentatori dell'emendamento Duca 1.27 accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Saluto i colleghi deputati eletti a seguito delle recenti elezioni suppletive e do loro il benvenuto in quest'aula (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, Misto-Verdi-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani - Commenti).
Passiamo all'emendamento Duca 1.24.
Chiedo all'onorevole Duca se acceda all'invito al ritiro formulato dal relatore.
EUGENIO DUCA. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, durante la precedente seduta della Camera, alcuni colleghi, in modo un po' azzardato, hanno ripercorso i cinque anni della precedente legislatura sostenendo che, eccetto che nella fase iniziale, ben poco sarebbe stato fatto per gli aeroporti italiani e dimenticando, invece, che da tre anni e mezzo (ossia durante questa legislatura) non solo non si è fatto niente, ma - come ho annunciato nel precedente intervento - sono stati tolti una serie di finanziamenti.
In particolare, vorrei ricordare al collega Ferro, il quale ha sostenuto che nella scorsa legislatura non si è fatto nulla, che in quel periodo sono state introdotte le innovazioni più importanti, dalla trasformazione di ENAV in Spa a quelli che sono stati definiti come gli unici provvedimenti di potenziamento del sistema aeroportuale italiano. Mi riferisco alla legge n. 135 del 1997 ed alla legge n. 194 del 1998; con tali provvedimenti si sono stanziati oltre 1000 miliardi delle vecchie lire per il potenziamento di ben 23 aeroporti nazionali.
In questa legislatura, l'unico provvedimento assunto da parte della maggioranza e del Governo ha riguardato l'introduzione di un'addizionale comunale: mi riferisco alla cosiddetta addizionale di un euro per
ogni passeggero trasportato (ossia 100 milioni di euro all'anno) che, per l'84 per cento (quindi, per 84 milioni di euro), adottato da questo Governo va allo Stato centrale. Questo è l'unico provvedimento positivo: l'introduzione di una nuova tassa sui passeggeri.
Invece, i provvedimenti che ho richiamato prima hanno tagliato (ciò è avvenuto nella legge finanziaria dello scorso anno e in quella dell'anno corrente) i fondi per il pagamento delle rate dei mutui contratti proprio per realizzare quelle opere che poi il ministro inaugura. Lo stesso ministro, che non trova mai tempo per venire in Assemblea o in Commissione - mi riferisco al ministro Lunardi - va ad inaugurare quelle opere per le quali taglia i fondi destinati al pagamento delle rate dei mutui. Siamo all'assurdo! Non solo non si fa nulla per l'aviazione civile italiana, ma si introduce una nuova tassa e si tolgono persino le rate da pagare! Collega Ferro, questa è la grande novità introdotta dal Governo: in tre anni e mezzo, l'unico provvedimento che è stato approvato è quello riguardante l'introduzione di una nuova tassa, mascherata come addizionale comunale, che per l'84 per cento va allo Stato centrale.
Per il resto, sono stati operati solo tagli alle risorse stanziate dai precedenti Governi, e non da uno solo! Mi riferisco ai Governi Prodi, D'Alema e Amato, che in pochi anni hanno consentito di rimettere in piedi il sistema aeroportuale nazionale stanziando oltre 1000 miliardi delle vecchie lire, che voi oggi, a distanza di cinque o sei anni, state tagliando. Voi state tagliando i fondi destinati al pagamento delle rate dei mutui già contratti, ossia rinviate il debito, perché non avete più risorse e non ne stanziate. Non mi riferisco solo al settore dell'aviazione civile: lo stesso discorso vale per le ferrovie, per le strade e per tutte le infrastrutture del nostro paese. Altro che programma delle grandi opere: qui siamo al programma dei grandi debiti! Non onorate nemmeno quelli che sono stati già contratti, benché vi fossero gli stanziamenti necessari!
Voi li state portando via! Bisogna che diciate al ministro Lunardi e al viceministro Baldassarri di raccontare meno bugie sulle grandi opere e di stanziare i fondi necessari per quelle come per altre opere indispensabili, come, ad esempio, per completare la ricostruzione delle zone terremotate d'Italia.
Si era detto nel 2001 durante la campagna elettorale - concludo, signor Presidente - che, ad esempio, le città terremotate delle regioni Marche ed Umbria in un anno avrebbero avuto i soldi per completare la ricostruzione. Questa è la quarta finanziaria e ancora una volta non c'è un euro, ma solo bugie! Sono stati presentati da tutti i parlamentari del centrodestra e del centrosinistra degli emendamenti finalizzati a stanziare risorse per non far fermare la ricostruzione. Vedremo se il Governo li accetterà e come voterà l'Assemblea o se, invece, anche questa è un'ulteriore pia illusione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Intervengo anch'io su questo emendamento facendo un'osservazione di carattere generale e preliminare che mi auguro possa essere costruttiva per definire regole il più possibile adeguate alle problematiche del nostro trasporto aereo.
Ricordo come la procedura con la quale siamo arrivati a questa discussione sia stata assolutamente forzata nei tempi a disposizione di questo ramo del Parlamento per l'approfondimento del decreto-legge, che, come hanno detto lo stesso relatore e il rappresentante del Governo nella presentazione del provvedimento stesso, rappresenta un atto importante ai fini della regolamentazione di un settore delicato come quella della sicurezza.
Quindi, i tempi sono stati forzati, ma accanto a quello evidenziato dall'opposizione, all'interno del decreto-legge stesso vi sono forti elementi di incostituzionalità evidenziati da tutti i gruppi, come riferiva
il collega Duca quando faceva riferimento alla delega che si è voluta introdurre forzatamente nel corso del dibattito al Senato, utilizzando il regolamento del Senato come un cavallo di Troia per aggirare l'articolo 76 della Costituzione. Ci sono anche molti altri aspetti negativi, tuttavia, alcuni dei quali siamo riusciti a correggere, come quelli distorsivi del rapporto con le regioni, in contrasto con l'articolo 117 della Costituzione, in cui questa risulta essere materia concorrente.
Rispetto al merito dell'emendamento, rilevo come si faccia confusione all'interno di questo provvedimento. Si tratta di un aspetto non chiaro sul quale torneremo con un emendamento della Commissione, dove non si riesce ancora bene a distinguere le competenze dell'ENAC e dell'ENAV da quelle del Ministero. È evidente, seppur non necessario nella dizione del decreto-legge, che la normazione generale spetta al Ministero e non potrebbe spettare ad altri. Con questa connotazione, così com'è stato formulato questo testo, si vanno a sommare le competenze dell'ENAC con quelle del Ministero e la competenza nella programmazione degli interventi appare sfumata su uno e sull'altro soggetto.
Quindi, risulta necessario intervenire nel merito e l'emendamento Duca 1.24 individua un problema reale all'interno del provvedimento che riguarda proprio la mancanza di chiarezza dei rapporti tra i diversi soggetti.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Duca 1.24, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 377
Votanti 376
Astenuti 1
Maggioranza 189
Hanno votato sì 160
Hanno votato no 216).
Prendo atto che gli onorevoli Dorina Bianchi e Cento non sono riusciti a votare.
Prendo atto altresì che l'onorevole Zanella non è riuscita a votare e che avrebbe voluto esprimere voto favorevole.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Ferro 1.3 e 1.100 della Commissione, accettati dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 376
Votanti 322
Astenuti 54
Maggioranza 162
Hanno votato sì 317
Hanno votato no 5).
Prendo atto che gli onorevoli Papini, Cardinale, Fanfani, Carbonella, Carra e Ranieli non sono riusciti ad esprimere il loro voto.
Prendo atto altresì che l'onorevole Angioni non è riuscito a votare e che avrebbe voluto astenersi.
Avverto che l'emendamento Susini 1.28 è precluso dall'approvazione degli identici emendamenti Ferro 1.3 e 1.100 della Commissione.
Passiamo all'emendamento Duca 1.25.
Onorevole Duca, accede all'invito al ritiro formulato dal relatore?
EUGENIO DUCA. Sì, signor Presidente, e ritiro anche i miei emendamenti 1.26 e 1.23.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Luigi Martini 1.4, 1.101 della Commissione e Ferro 1.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, con gli identici emendamenti in esame si vuole sopprimere un comma introdotto durante l'esame del Senato secondo cui tutta la fornitura dei servizi di navigazione aerea doveva avvenire in garanzia di qualità. In tal modo si obbligavano gli istituti appositi ad una certificazione di qualità con evidenti esborsi di risorse pubbliche assolutamente inutili.
Gli emendamenti volti a sopprimere tale comma sono, dunque, da noi condivisi.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Luigi Martini 1.4, 1.101 della Commissione e Ferro 1.5, accettati dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 394
Maggioranza 198
Hanno votato sì 392
Hanno votato no 2).
Prendo atto che l'onorevole Ranieli non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Avverto che gli emendamenti Rosato 1.10, Tidei 1.19, Raffaldini 1.18, Duca 1.17, Tidei 1.21 e Duca 1.11 sono preclusi dall'approvazione degli identici emendamenti Luigi Martini 1.4, 1.101 della Commissione e Ferro 1.5.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Ferro 1.6 e 1.102 della Commissione, accettati dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 401
Votanti 400
Astenuti 1
Maggioranza 201
Hanno votato sì 400).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Pasetto 1.9.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, con questo emendamento intendiamo segnalare un problema relativo al personale dell'ENAV. Si tratta di un personale qualificato che svolge da anni la propria funzione. Con il provvedimento in esame - questo lo riconosciamo - si vuole dare una maggiore razionalità alle diverse funzioni. Tuttavia, vogliamo sottolineare che l'ENAV può abilitare il personale addetto ai servizi di assistenza al volo tramite proprio personale appositamente certificato dall'ENAC. Le funzioni di ente certificatore devono, dunque, essere distinte da quelle di ente gestore o dalle funzioni dell'ENAV.
Riteniamo che si tratti di un emendamento migliorativo in merito alle diverse problematiche evidenziate, dunque invitiamo l'Assemblea a votare a favore.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pasetto 1.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 390
Maggioranza 196
Hanno votato sì 176
Hanno votato no 214).
Prendo atto che l'onorevole Elio Vito non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo all'emendamento Duca 1.12.
Onorevole Duca, accede all'invito al ritiro del suo emendamento formulato dal relatore?
EUGENIO DUCA. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene.
Prendo atto che gli emendamenti Susini 1.13, 1.14 e 1.15 sono stati ritirati.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Tidei 1.16. Prendo atto che il presentatore insiste per la votazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi stiamo ritirando una serie di emendamenti che non sono di sostanza. Spesso veniamo invitati a ritirare i nostri emendamenti ed a trasformarli in ordini del giorno. Poco prima dell'inizio della riunione del Comitato dei nove, abbiamo avuto un incontro con il ministro, per segnalare alcune questioni riferite al decreto in esame. Anche in questa occasione, ci è stato chiesto di ritirare alcuni emendamenti e di trasformarli in ordini del giorno.
Vorrei però segnalarle, signor Presidente, che lo scorso 8 ottobre il Servizio per il controllo parlamentare della Camera dei deputati ha pubblicato l'Osservatorio sugli adempimenti governativi, che è un monitoraggio circa l'attuazione degli impegni nelle materie di competenza, in questo caso della V Commissione, con riferimento agli ordini del giorno relativi alla manovra finanziaria per il 2004, quindi a quasi un anno di distanza dall'approvazione della legge finanziaria per il 2004. Da tale rapporto risulta che gli ordini del giorno approvati o accettati sono in totale 194, mentre quelli attuati dal Governo sono 24, pari al 12,37 per cento. Dunque, 170 di tali ordini del giorno non sono stati attuati e, tra questi, ve ne sono 18 riguardanti il ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Ebbene, di questi 18 ordini del giorno, neanche uno è stato attuato dal ministro delle infrastrutture e dei trasporti, e questo ad oltre dieci mesi di distanza! È questo il livello di considerazione che il ministro ha nei confronti del Parlamento, in particolare nei confronti della Camera dei deputati (Dai banchi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana si leva una voce: Sì)?
Di pure «sì», collega! Tieni conto che buona parte di questi ordini del giorno sono stati presentati da deputati della maggioranza come te, che adesso hai detto «sì»! Il ministro ha preso in giro te e tutti noi! Vedo dunque che sei contento del modo con cui il Governo tiene conto delle segnalazioni provenienti dalla Camera dei deputati, sia dalla Commissione, sia dall'Assemblea! Questo è il livello di considerazione del ministro Lunardi per gli impegni che assume!
Le chiedo pertanto, signor Presidente, di farsi interprete della mia segnalazione, affinché vi sia una netta censura nei confronti del ministro e affinché venga immediatamente chiesto al ministro stesso di dare conto, in Commissione o in Assemblea, del motivo per cui non ottempera ad ordini del giorno da lui accettati. Non è consentito a nessuno prendere in giro il Parlamento, e con esso i cittadini, perché quegli ordini del giorno si riferiscono a problemi che riguardano le infrastrutture del paese, l'economia marittima e portuale e il sistema dell'aviazione civile!
Capita dunque che i parlamentari, di maggioranza o di opposizione, ritirino un emendamento perché vi è un impegno del Governo ad accettare l'ordine del giorno nel quale viene trasfuso il contenuto dell'emendamento ritirato, salvo poi, a distanza di dieci mesi, prendere atto che il Governo non ha adempiuto a tali impegni. Peraltro, il Governo non ha provveduto neanche ad informare il Parlamento sulle difficoltà eventualmente incontrate, dato che a volte può capitare che non si riesca ad attuare un ordine del giorno perché sono sopravvenuti fatti nuovi. Dunque, chiedo che ci sia almeno una risposta,
oltre che l'impegno a far sì che quanto viene qui approvato o accettato sia poi attuato.
È per questo che, se vogliamo proseguire nei prossimi giorni e nei prossimi mesi in un rapporto di lealtà, pur nella distinzione dei ruoli, negli atteggiamenti, è necessario che vi sia un'inversione di rotta da parte del ministro, con la conseguente attuazione di ciò che viene approvato.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tidei 1.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 401
Votanti 400
Astenuti 1
Maggioranza 201
Hanno votato sì 177
Hanno votato no 223).
Passiamo all'articolo aggiuntivo Pasetto 1.01.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro.
ETTORE ROSATO. No, Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, con questo articolo aggiuntivo abbiamo previsto una distinzione chiara nelle competenze tra i diversi soggetti che sono chiamati a collaborare nella materia complessa del trasporto aereo. In particolare, sono state definite le competenze del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ENAC, dell'ENAV e del direttore dell'aeroporto, quale struttura periferica dell'ENAC stessa.
Al ministero sono riservati compiti di carattere ordinatorio, nonché la gestione di rapporti internazionali e comunitari, che oggi più che mai comportano che il nostro paese debba imparare a dialogare con l'Unione europea, a fronte di regole sempre più comuni (l'ultima direttiva sul cielo unico europeo ne è una dimostrazione); compete al ministero anche l'adozione di quei provvedimenti che fino ad oggi non poteva assumere, come il piano aeroportuale per definire, in collaborazione con le regioni, le funzioni loro attribuite dalla Costituzione in materia concorrente, nonché l'allocazione migliore delle risorse economiche statali onde arrivare ad un sistema aeroportuale che, da una parte, garantisca un'economicità di gestione e, dall'altra, sia capillarmente diffuso sul territorio nazionale per rispondere alle esigenze di sempre maggiore mobilità del nostro paese.
Peraltro, vi sono altre questioni assolutamente rilevanti che riguardano, in particolare, la destinazione delle risorse statali. Vi è un certo deficit nel nostro sistema aeroportuale italiano, anche perché non siamo ancora attrezzati adeguatamente per affrontare le esigenze del nostro paese. Mi riferisco, ad esempio, al black-out di Linate, ma anche agli aerei fermi a terra che devono tornare nel luogo di partenza per la nebbia a Fiumicino, che sono una chiarissima dimostrazione di come, ancora oggi, le attrezzature, le dotazioni strumentali dei nostri aeroporti nazionali siano insufficienti per un paese, come il nostro, a grande vocazione turistica, dove ormai la mobilità richiede assolutamente una professionalità anche nella logistica.
Tornando alle funzioni del ministero, si prevede l'attribuzione al medesimo dell'indirizzo politico, che non può essere delegato ad alcuna agenzia, nonché della verifica del rispetto dell'applicazione dei contratti collettivi nazionali nei settori di sua competenza.
Per quanto riguarda l'ENAC, invece, si è prevista l'attribuzione di compiti che spettano ad un'agenzia, ad un'autorità nazionale di regolamentazione, e soprattutto
di controllo e di vigilanza del sistema dell'aviazione civile italiana. Si tratta di compiti che riguardano la regolamentazione, la certificazione degli apparati, la progettazione e la manutenzione degli stessi apparati negli aeroporti, la formazione e l'abilitazione del personale di navigazione aerea, il servizio di radiomisure e tutti gli altri aspetti tecnici, su cui non mi soffermo.
Con riferimento al direttore di aeroporto, mi preme precisare che si tratta di una struttura periferica dell'ENAC e che le critiche secondo le quali non sempre il personale oggi chiamato a dirigere gli aeroporti nazionali ha caratteristiche professionali adeguate per lo svolgimento di un compito così importante non ci convincono.
PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori degli articoli aggiuntivi Pasetto 1.01, 1.03 e 1.02 insistono per la votazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Pasetto 1.01, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 409
Maggioranza 205
Hanno votato sì 180
Hanno votato no 229).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Pasetto 1.03, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 409
Maggioranza 205
Hanno votato sì 181
Hanno votato no 228).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Pasetto 1.02, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 402
Maggioranza 202
Hanno votato sì 181
Hanno votato no 221).
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Luigi Martini 1-bis.1, Ferro 1-bis.2 e Pasetto 1-bis.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tidei. Ne ha facoltà.
PIETRO TIDEI. Signor Presidente, le proposte emendative in esame affrontano le questioni delle gestioni aeroportuali. Si tratta di un tema sul quale ci siamo confrontati in Commissione per oltre tre anni e al quale riteniamo sia strettamente legata la questione della sicurezza all'interno dell'aeroporto.
Nel provvedimento in esame prevale la tendenza ad affidare totalmente alle società di gestione tutte le operazioni da svolgersi all'interno dell'aeroporto, depotenziando la funzione di controllo, vigilanza e coordinamento del direttore dell'aeroporto. Dunque, affidando prevalentemente compiti di gestione e di coordinamento al gestore dell'aeroporto, non solo si abbassano i livelli di sicurezza, ma si creano anche inefficienze e confusioni, peraltro slegate da qualsiasi tipo di controllo da parte dello Stato.
Avevamo insistito affinché fosse attribuita dignità al direttore dell'aeroporto che, in quanto emanazione dello Stato e quindi dell'ENAC, avrebbe potuto garantire quel livello di sicurezza e di controllo e vigilanza che sicuramente la gestione aeroportuale così organizzata non potrà mai garantire.
D'altra parte, la stessa linea del Governo è molto confusa ed altalenante; infatti, non solo abbassa i livelli di sicurezza tentando di far scomparire l'intervento pubblico all'interno dell'aeroporto, ma addirittura finisce per sottrarre risorse alla stessa sicurezza.
Inoltre, si sottraggono risorse - lo affermava già in precedenza il collega Duca - anche laddove precedenti Governi avevano stanziato fondi per la realizzazione di infrastrutture. Si tagliano fondi anche dove per anni avevamo previsto interventi sostitutivi dello Stato a causa della crisi del trasporto aereo, sia per le condizioni derivanti dall'11 settembre sia per l'assenza nel Governo di una strategia chiara in ordine alla riforma dell'aviazione civile.
Dunque, questo Governo alle dichiarazioni non fa seguire i fatti, in quanto sottrae fondi, effettua tagli soprattutto sui disoccupati e sulla cassa integrazione, ed infine abbassa i livelli di qualità e di sicurezza all'interno degli aeroporti.
Peraltro, dobbiamo constatare ancora una volta come il Governo, per quanto riguarda gli investimenti per le infrastrutture - faccio riferimento all'hub di Malpensa -, da una parte dichiara di voler recuperare la funzione strategica di tale scalo, mentre dall'altra non stanzia una sola lira per completare il processo infrastrutturale di cui Malpensa avrebbe bisogno per essere effettivamente competitivo rispetto agli altri concorrenti europei.
Si tratta, quindi, di un pastrocchio tutt'altro che buono. In un giorno si cancella quanto di positivo è stato fatto con il lavoro di tre anni e mezzo, e sicuramente né il Governo né la maggioranza potranno andare fieri di un provvedimento che non tutela né la sicurezza né il sistema dell'aviazione civile in Italia nel suo complesso.
PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori degli identici emendamenti Luigi Martini 1-bis.1, Ferro 1-bis.2 e Pasetto 1-bis.4 accettano la riformulazione proposta dal relatore. Pertanto, tali emendamenti verranno posti in votazione dopo la votazione dell'emendamento Mazzarello 1-bis.13.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Duca 1-bis.81. Chiedo all'onorevole Duca se acceda all'invito al ritiro.
EUGENIO DUCA. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, l'emendamento in oggetto assume carattere di merito e riprende un'analoga disposizione che la Commissione aveva cercato di introdurre, sia durante i lavori svolti per il riordino dell'aviazione civile, sia in occasione dell'esame degli emendamenti alla legge finanziaria per il 2004, riguardanti la gestione aeroportuale. Infatti, su tale gestione esisteva grande confusione, almeno fino al 1997. Facendo alcuni esempi a caso, poteva succedere che l'aeroporto di Olbia pagasse per la concessione un canone di 2.300 milioni di lire e che gli scali di Verona o Bologna pagassero un milione di lire all'anno, mentre a qualche altro aeroporto erano chieste soltanto 450 mila lire, a seconda di come tirava il vento o di quando era arrivata l'autorizzazione, magari proprio al momento giusto.
Allora, nel 1997 è stata introdotta una norma, valida per tutti gli aeroporti, con la quale si è stabilito che il pagamento sarebbe stato corrisposto al 10 per cento. Quindi, l'aeroporto con un milione di passeggeri paga una cifra, quello con tre milioni ne paga un'altra, mentre quello con 25 milioni ne paga un'altra ancora, al di fuori di ogni discrezionalità ministeriale. In precedenza, se in base alla discrezione del ministro un aeroporto poteva pagare un milione di lire, un altro scalo, anche con meno passeggeri, poteva
pagare 3 milioni, 30 milioni o tre miliardi. Questa disparità è stata eliminata, ma negli anni si sono accavallate diverse normative. Quindi, ci sono aeroporti con concessioni a 15, 30, 40 o 44 anni, mentre altri vanno avanti con convenzioni annuali o triennali, prorogate di volta in volta.
Con la norma in oggetto - che già in precedenza ha consentito all'ENAC di approvare l'estensione delle concessioni in essere - si è cercato di giungere ad una razionalizzazione complessiva, magari eccessiva come limite temporale, ma che fa riferimento ad alcuni precedenti, stabiliti per legge.
Con l'emendamento 1-bis.81 in oggetto, inoltre, si va incontro all'esigenza di esercitare qualche controllo durante il periodo della concessione. Quindi, l'ENAC può verificare se il concessionario rispetta gli impegni assunti all'atto della concessione, dando la facoltà all'ente di comminare sanzioni in caso di mancato rispetto degli stessi, anche se disattesi in parte.
Si tratta di sanzioni che possono essere pecuniarie o arrivare fino alla sospensione o alla decadenza della concessione.
Infine, si prevede la definizione per legge del canone annuo, oggi in vigore in base alle convenzioni con l'ENAC, nella misura del 10 per cento dell'importo complessivo degli introiti derivanti dalla concessione per l'esercizio della gestione aeroportuale, vale a dire i diritti e le tasse di imbarco e sbarco delle merci dei singoli aeroporti.
Tali proposte erano state condivise all'unanimità e riteniamo pertanto opportuna l'approvazione dell'emendamento in esame. Non ci sfugge tuttavia che le modifiche proposte dalla Commissione recepiscono parzialmente il contenuto dell'emendamento stesso, e dunque, nel caso di approvazione, sarebbe necessaria una sospensione dei lavori per il necessario coordinamento. Considerato comunque che si tratta di un emendamento condiviso unitariamente, chiediamo che venga posto in votazione.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Duca 1-bis.81, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 381
Maggioranza 191
Hanno votato sì 169
Hanno votato no 212).
Prendo atto che gli onorevoli Bielli, Crucianelli e Testoni non sono riusciti a votare.
Passiamo all'emendamento Pasetto 1-bis.5.
Chiedo all'onorevole Rosato, che ne è cofirmatario, se acceda all'invito al ritiro formulato dal relatore.
ETTORE ROSATO. Sì, Presidente, e chiedo di parlare per precisarne brevemente le motivazioni.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, l'articolo 1-bis, introdotto dal Senato, presenta alcuni problemi. In particolare, il comma 2 nel testo licenziato dal Senato, come abbiamo già ripetutamente sottolineato, metterebbe in discussione in modo inopportuno, inutile e pericoloso un sistema di garanzie e un sistema economico che si sono venuti a creare nel nostro paese e su cui un intervento di questo tipo non recherebbe alcun miglioramento. Al contrario, verrebbero messi in discussione investimenti importanti compiuti dai comuni, dalle province e dalle camere di commercio.
Su tale aspetto, è stata tuttavia raggiunta un'intesa unanime nell'ambito della Commissione. L'emendamento da noi presentato, volto a cancellare il comma 1 dell'articolo, non deriva dalla contrarietà
alla definizione da parte del ministero del piano degli aeroporti nel termine di centoventi giorni. La nostra contrarietà era relativa alla disposizione in virtù della quale doveva essere semplicemente sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome. Tale previsione, come sottolineato anche nel parere della Commissione affari costituzionali, andava a ledere i principi di autonomia per quanto concerne la competenza legislativa concorrente fra regioni e Stato.
La nostra proposta al riguardo, contenuta nell'emendamento 1-bis.7, è stata recepita dalla Commissione, e pertanto ritiriamo l'emendamento in esame.
PRESIDENTE. Avverto che della serie di emendamenti a scalare da Panattoni 1-bis.15 a Mazzarello 1-bis.13 saranno posti in votazione il primo e l'ultimo.
Passiamo dunque all'emendamento Panattoni 1-bis.15.
Prendo atto che i presentatori non accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Panattoni 1-bis.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 375
Votanti 374
Astenuti 1
Maggioranza 188
Hanno votato sì 165
Hanno votato no 209).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mazzarello 1-bis.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 407
Votanti 406
Astenuti 1
Maggioranza 204
Hanno votato sì 183
Hanno votato no 223).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Luigi Martini 1-bis.1, Ferro 1-bis.2 e Pasetto 1-bis.4, nel testo riformulato, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 404
Votanti 248
Astenuti 156
Maggioranza 125
Hanno votato sì 243
Hanno votato no 5).
Avverto che della serie di emendamenti a scalare da Duca 1-bis.56 a Panattoni 1-bis.54 porrò in votazione soltanto il primo e l'ultimo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Duca 1-bis.56, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 401
Votanti 397
Astenuti 4
Maggioranza 199
Hanno votato sì 177
Hanno votato no 220).
Prendo atto che l'onorevole Tabacci non è riuscito a votare.
Prendo atto inoltre che l'onorevole Mereu non è riuscito a votare e che avrebbe voluto esprimere voto contrario.
Prendo atto, altresì, che i presentatori dell'emendamento Panattoni 1-bis.54 accedono all'invito al ritiro.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Susini 1-bis.53, ultimo della serie a scalare, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 416
Votanti 414
Astenuti 2
Maggioranza 208
Hanno votato sì 189
Hanno votato no 225).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Duca 1-bis.32, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 414
Astenuti 1
Maggioranza 208
Hanno votato sì 185
Hanno votato no 229).
Avverto che le successive proposte emendative, fino all'emendamento Duca 1-bis.25 risultano precluse dall'approvazione degli identici emendamenti Luigi Martini 1-bis.1, Ferro 1-bis.2 e Pasetto 1-bis.4, nel testo riformulato.
Indìco pertanto la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento De Luca 1-bis.40, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 411
Votanti 410
Astenuti 1
Maggioranza 206
Hanno votato sì 182
Hanno votato no 228).
Avverto che della serie di emendamenti a scalare da Mazzarello 1-bis.20 a Mazzarello 1-bis.22 porrò in votazione soltanto il primo e l'ultimo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mazzarello 1-bis.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 416
Astenuti 1
Maggioranza 209
Hanno votato sì 187
Hanno votato no 229).
Prendo atto che i presentatori degli emendamenti Mazzarello 1-bis.22, 1-bis.21, Tidei 1-bis.81-bis, Susini 1-bis.82 e Panattoni 1-bis.19 accedono all'invito al ritiro.
Avverto che le successive proposte emendative Susini 1-bis.66, Rosato 1-bis.8 e Susini 1-bis.67 risultano precluse.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pasetto 1-bis.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 418
Maggioranza 210
Hanno votato sì 187
Hanno votato no 231).
Prendo atto che i presentatori degli emendamenti da Mazzarello 1-bis.77 a Susini 1-bis.78 accettano l'invito al ritiro.
Prendo atto, altresì, che i presentatori degli emendamenti Duca 1-bis.37, De Luca 1-bis.39 e Mazzarello 1-bis.38, e Rosato 1-bis.9 accettano l'invito al ritiro.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Rosato 1-bis.10.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, con questo emendamento si è tentato di inserire al comma 4, nel rispetto delle attribuzioni dell'ENAC, che adegua le convenzioni, quindi anche rapporti economici importanti, temi inerenti la sicurezza e relazioni attinenti all'utenza. Attribuendo questa funzione a tale ente (come è giusto che sia all'interno di tutto il percorso così come definito) abbiamo previsto però l'acquisizione del parere del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti da esprimere, al fine di evitare che ciò crei un aggravio nel procedimento amministrativo, nel termine perentorio di trenta giorni.
Riteniamo che questo emendamento sia migliorativo del testo, attribuendo al Ministero il ruolo, che gli è proprio, del controllo rispetto a questioni di carattere generale e, pertanto, chiediamo all'aula una valutazione positiva del testo medesimo.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 1-bis.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 402
Maggioranza 202
Hanno votato sì 180
Hanno votato no 222).
Prendo atto che l'onorevole Cardinale non è riuscito a votare.
Avverto che i successivi emendamenti, fino all'emendamento Mazzarelo 1-bis.44, sono stati ritirati dai presentatori o risultano preclusi da precedenti votazioni.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Mazzarello 1-bis.01.
Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione proposta dal relatore.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, noi voteremo a favore di questo articolo aggiuntivo, accolto dalla Commissione con una opportuna riformulazione.
Con questo testo cerchiamo di venire incontro a numerose segnalazioni, emerse nel corso delle audizioni svolte sia in Commissione nell'ambito dell'indagine conoscitiva nel settore civile, sia in altre specifiche occasioni, ad esempio negli incontri con amministratori e con vertici dell'Alitalia o con rappresentanti dell'Ente nazionale dell'aviazione civile; mi riferisco alla possibilità di prevedere l'obbligo da parte dei concessionari di fornire all'ENAC, su richiesta, informazioni e documenti relativi anche ai rapporti di natura commerciale, informazioni ovviamente coperte dal segreto d'ufficio; questo perché, come è stato più volte segnalato, emergono anche comportamenti non del tutto corretti da parte di alcune società di gestione, le quali, magari, riducendo al minimo determinate tariffe per un vettore e non per un altro, si prestano ad operazioni di dumping commerciale vero e proprio.
Con questa misura si intende coprire la lacuna che oggi è stata evidenziata: l'ENAC
avanza richieste, ma i concessionari si rifiutano di ottemperarle, venendo così di fatto precluso all'ENAC stesso il diritto di esercitare il controllo e di provvedere ad eventuali sanzioni nei confronti di quei comportamenti difformi rispetto a quanto previsto dalla concessione, quindi dagli atti per i quali la società ha in mano la gestione dell'aeroporto.
Riteniamo che si tratti di un passo in avanti verso quella operazione di trasparenza alla quale la procedura di liberalizzazione deve portare e quindi, tutto sommato, che si è di fronte alla possibilità di offrire un servizio a questo delicato settore.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, l'articolo aggiuntivo Mazzarello 1-bis.01, del quale la Commissione ha proposto una riformulazione assolutamente condivisibile, non si pone in una logica di conflittualità nei confronti delle gestioni aeroportuali, le quali mirano a massimizzare i risultati di gestione a fine anno, ma è volto a creare, attraverso la promozione ed il potenziamento dei servizi in funzione di garanzia della sicurezza, a vantaggio di tutti i vettori, le condizioni ottimali per operare nel settore del trasporto aereo. Ciò potrà avvenire soltanto se dalle gestioni aeroportuali verrà garantita parità di condizioni a tutti i vettori che vogliono operare all'interno degli aeroporti.
In tale ambito, ricordo che una delle questioni sulle quali abbiamo più volte insistito è quella relativa al costo del carburante (ne parlo perché si tratta di un problema molto significativo che è stato sottolineato anche dal viceministro Tassone nel documento che ha chiuso la nota vicenda Alitalia). Il cartello realizzato da tutti i fornitori di servizi in tale campo ha fatto lievitare notevolmente i costi per i vettori che, in precedenza, utilizzavano i nostri aeroporti per fare rifornimento. Le gestioni aeroportuali, evidentemente intente a massimizzare con royalties e con incentivi vari i loro risultati di gestione, hanno dimostrato poca attenzione al riguardo. Anche Alitalia, il nostro vettore principale (un tempo si chiamava compagnia di bandiera, ma si tratta pur sempre del nostro vettore principale per quanto riguarda i voli domestici), si è trovata a dover sopportare un aggravio dei costi.
Nell'ottica di una regola di trasparenza di carattere generale, l'articolo aggiuntivo Mazzarello 1-bis.01 vuole contribuire a fare in modo che il trasporto aereo diventi più competitivo dal punto di vista economico. Aggiungerei, anzi, che il nostro problema non è tanto quello dei vettori, ma quello di cercare di garantire che agli utenti finali vengano praticati prezzi più competitivi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Tidei. Ne ha facoltà.
PIETRO TIDEI. Signor Presidente, con l'articolo aggiuntivo Mazzarello 1-bis.01 avevamo tentato di dare contenuti concreti alla funzione di vigilanza da parte dell'ENAC. Infatti, ci sembrava strano che la vigilanza sulla società di gestione potesse essere esercitata senza acquisire tutta la documentazione necessaria ai fini del controllo. Di conseguenza, abbiamo proposto che l'ENAC possa richiedere la predetta documentazione.
Credo che ciò sia sufficiente ad attribuire all'ENAC quella funzione di vigilanza concreta che noi riteniamo molto importante in questa fase.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Mazzarello 1-bis.01, nel testo riformulato.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 409
Votanti 407
Astenuti 2
Maggioranza 204
Hanno votato sì 407).
Passiamo agli identici articoli aggiuntivi Duca 1-bis.02 e Pasetto 1-bis.05.
EUGENIO DUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, con gli identici articoli aggiuntivi in esame i gruppi dei Democratici di sinistra e della Margherita chiedono di definire meglio per legge la questione relativa alle sanzioni, sia quelle di carattere pecuniario sia quelle riguardanti la sospensione e la revoca della concessione di gestione, mettendo in capo all'Ente nazionale dell'aviazione civile il potere di sanzionare. Mi riferisco alle violazioni accertate al regolamento e al mancato rispetto dei compiti affidati con la convenzione di affidamento della gestione e dei principi stabiliti dalla Carta dei servizi, di quella parte che rimane sempre in secondo piano - a volte, purtroppo, anche nel nostro dibattito -, ossia dei diritti dei passeggeri, che, molto spesso, quando si verificano disservizi o inefficienze per qualsiasi motivo all'interno dell'aeroporto, sono trattati più o meno come ostaggi, privi di assistenza e di informazioni veritiere. Credo che ad alcuni colleghi sia capitato di trovarsi in simili situazioni.
Con queste disposizioni, avremmo voluto definire le sanzioni, da un minimo di 10 mila euro ad un massimo di 100 mila euro, e i casi della revoca della convenzione, in caso di inadempienza di tipo più grave, che sarebbero affidati all'autorità politica, al ministro, su proposta dell'ENAC, che provvede all'accertamento. Crediamo sia importante la definizione di questa materia, anche se non ci nascondiamo che, al comma 3 dell'articolo 1-bis, la formulazione ci sembra ancora abbastanza generica tanto da farci preferire gli articoli aggiuntivi 1-bis.02 e 1-bis.05 del collega Pasetto. Riteniamo, infatti, che le sanzioni debbano avere una copertura da norma di rango primario, piuttosto che la definizione nell'ambito del regolamento del singolo scalo, che può portare ad un allungamento dei tempi o ad una non precisa determinazione delle sanzioni.
Vorrei che il Governo ci rassicurasse su ciò e ci dicesse, affinché rimanga agli atti, che la previsione delle sanzioni sarà comunque stabilita successivamente da parte dell'ENAC ed inserita in tutte le concessioni, sia in quelle ancora da attribuire sia in quelle già in vigore e che entro breve termine queste sanzioni possano essere previste per le società di gestione, includendo anche la parte relativa alla Carta dei servizi e la tutela dei passeggeri.
ETTORE ROSATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, il viceministro avrà notato che il collega Duca non ha proposto un ordine del giorno su questo tema, per motivi noti (per non passare da diciotto a diciannove atti disattesi dal Governo), affidandosi alle dichiarazioni del Viceministro stesso. Si tratta di un tema che credo sia condivisibile da tutti: la mancanza di sanzioni è oggi un difetto del sistema. Infatti, non si può considerare sanzione solo la revoca della concessione, per altro strumento mai utilizzato, che ha una ratio estrema e che deve essere la conseguenza di atti molto gravi. Invece, sanzioni economiche in merito al mancato rispetto della convenzione potrebbero garantire una migliore rispondenza delle gestioni aeroportuali ai dettati delle convenzioni e alle richieste stabilite all'interno del testo da parte dell'ENAC.
Anche io concordo sul fatto che il testo del decreto-legge contiene alcuni elementi che prevedono l'inserimento delle sanzioni. La nostra era una preoccupazione riferita ad un duplice aspetto. Uno è quello della tempistica, perché probabilmente non vi era nessun bisogno di scrivere all'interno di un decreto la previsione delle sanzioni, visto che questa avrebbe potuto essere promanazione di una iniziativa ministeriale. Il secondo elemento è
relativo alla previsione degli importi delle sanzioni, che devono riuscire a trovare una forma di equilibrio, sia per quanto riguarda l'importo minimo sia quello massimo, e, soprattutto, alla loro graduazione: le sanzioni devono essere accertate rispetto alle violazioni delle convenzioni.
Quindi, anch'io mi associo alla richiesta rivolta al ministro, perché si intervenga su questa materia con determinazione e prontezza, proprio per risolvere una questione che non riguarda solo i gruppi di opposizione, che l'hanno rilevata. Credo che anche il ministero debba avvertire tale necessità.
MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, intervengo per dare una risposta gli onorevoli Duca e Rosato. Tutto l'impianto del decreto-legge e del disegno di legge di conversione fa riferimento ai maggiori controlli per quanto riguarda le gestioni aeroportuali; tant'è vero che il testo, che è pervenuto dal Senato, fa riferimento anche a controlli periodici. Il Comitato dei nove ha inteso ridurre questi controlli da cinque anni a quattro anni, ovviamente con l'accordo del relatore e del Governo.
Comprendo che la proposta va verso il rafforzamento di questo intendimento; forse il decreto-legge - come giustamente dicevano gli onorevoli Duca e Rosato - non è la sede opportuna per quella specificazione. In altra sede, in tempi certamente solleciti, senza la necessità di presentare un ordine del giorno (ma se volete presentarlo, il Governo sarà ben felice di accettarlo), non c'è dubbio che la specificazione delle sanzioni va fatta; si tratta di un atto doveroso, perché la prescrizione senza la specificazione della sanzione sarebbe ovviamente inutile. Pertanto accolgo l'invito e l'osservazione dei colleghi.
EUGENIO DUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, prendiamo atto con favore delle risposte che ha fornito il rappresentante del Governo, il viceministro Tassone: ci fidiamo più delle parole che degli ordini del giorno (almeno fino a quando il ministro non dà conto dei diciotto riferiti solo alla finanziaria, anche se sono ben altri quelli approvati dalla Camera). Quindi, almeno fino a quel momento, è meglio evitare la presentazione di ulteriori ordini del giorno. Ci fidiamo in questo caso delle parole pronunciate in aula dal viceministro Tassone e, quindi, ritiriamo l'articolo aggiuntivo 1-bis.02 e credo che anche il collega Pasetto ritiri l'altro articolo aggiuntivo identico.
PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori dell'articolo aggiuntivo Pasetto 1-bis.05 lo ritirano.
Passiamo dunque alla votazione dell'articolo aggiuntivo Panattoni 1-bis.03.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Panattoni. Ne ha facoltà.
GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, anche in questo caso parliamo di sicurezza. In tutto questo decreto la parola sicurezza è la grande assente e noi riteniamo velleitario definire una serie di norme senza affrontare questo problema, che è largamente strutturale.
In questo articolo aggiuntivo proponiamo che l'ente normatore, cioè l'ENAC, abbia la possibilità di definire norme coerenti con la normativa internazionale e comunitaria sulla edificabilità delle zone contigue agli aeroporti. Questo per due motivi. In primo luogo, per una ovvia esigenza di sicurezza degli abitanti di queste zone; in secondo luogo, per contenere i problemi legati all'inquinamento acustico che tante difficoltà hanno comportato, soprattutto in questi ultimi periodi.
Noi che veniamo sovente da Torino sappiamo bene che questo è problema estremamente serio, tant'è vero che
l'ENAC ha dovuto emanare una norma, stabilendo che gli aerei di linea devono atterrare da metà pista in avanti.
Infatti, se dovessero atterrare, come è di norma, sulla pista sin dall'inizio della stessa, produrrebbero inquinamento acustico e la sicurezza delle case limitrofe all'aeroporto sarebbe fortemente compromessa.
Dunque, riteniamo estremamente importante che il Governo dia un segnale di attenzione riconoscendo l'esistenza del problema e convenendo sulla necessità di cominciare a porre statuizioni preventive, senza dovere continuamente accettare, ogni qual volta diventi operativo un aeroporto, costruzioni già esistenti, licenze edilizie già rilasciate, case ubicate in luoghi inconciliabili con l'esigenza della sicurezza del traffico aereo.
Si tratta, invero, di un problema di carattere generale; ritengo, perciò, che tutti i Governi, indipendentemente dal colore della maggioranza che li sostenga, dovrebbero avere il coraggio di affrontare in termini preventivi siffatte questioni senza dovere rincorrere, sistematicamente, la soluzione dei problemi quando ormai questi si sono già verificati.
Ci si riferisce ad ampliamenti degli aeroporti nel prossimo futuro, a cambiamenti di zone, a nuovi aeroscali; orbene, sarebbe veramente importante, questa volta, affrontare realmente e in termini sistematici il tema chiarendo come ciò sia necessario.
Avrete senz'altro tutti visto, sul Corriere della sera di oggi, l'incredibile immagine dell'aeroplano che, atterrando sulla pista di un aeroporto, passa - almeno, così sembra dalla fotografia - a non più di 20 metri dal tetto di una casa. Ben potete immaginare i problemi di sicurezza e di inquinamento acustico che un aereo, atterrando in queste condizioni, provoca per i cittadini che abitano lì vicino!
Mi piacerebbe, su tale aspetto, conoscere l'opinione del Governo e capire se vi sia una disponibilità ad affrontare il problema - che è strutturale - dal punto di vista della sicurezza del volo, ma anche della sicurezza e del comfort dei cittadini (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Solo poche parole, Presidente, per osservare come, a mio avviso, il tema introdotto nel dibattito dal collega Panettoni meriti l'attenzione sotto il profilo della sicurezza; ovviamente, in collegamento anche con le regioni ed i comuni per quanto riguarda i piani regolatori.
La materia va affrontata in una cornice molto più ampia e significativa, ma ritengo che l'argomento sia certamente di grande attualità ed interesse.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Panattoni 1.bis. 03, non accettato dalla Commissione né dal Governo, e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 405
Votanti 404
Astenuti 1
Maggioranza 203
Hanno votato sì 180
Hanno votato no 224).
Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Gibelli non ha funzionato.
Passiamo all'articolo aggiuntivo Albonetti 1.bis. 04.
Prendo atto che il presentatore non accede all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, anche questa proposta emendativa è simile, nelle intenzioni, a quella testé illustrata dal collega Panattoni; in sostanza, in caso di aeroporti con traffico significativo in aree ad alta urbanizzazione, si propone che l'ENAC provveda a compiere uno studio per valutare l'impatto delle attività aeronautiche sul territorio.
Ciò potrebbe servire anche ad evitare fenomeni spiacevoli - spesso, purtroppo, ne accadono - consistenti nel fatto che, costruito l'aeroporto, spese decine e decine di miliardi, con le strutture ormai in essere e con gli impianti di sicurezza e quant'altro, si levi una protesta dalle comunità in quanto, in ipotesi, si siano concesse, ad un tempo, licenze di costruzione edilizia a ridosso dell'area aeroportuale o vi siano, ad esempio dal punto di vista acustico, grossi inconvenienti per i cittadini residenti. Si determina, così, un conflitto tra una infrastruttura aeroportuale necessaria allo sviluppo dell'economia di quelle zone ed i residenti, appunto, delle aree limitrofe.
In sostanza, si propone un atto di prevenzione dal rischio acustico, che dovrebbe essere posto in essere dall'ENAC.
EUGENIO DUCA. Nel concludere, signor Presidente, ma dal momento che ho sentito, in due o tre occasioni, che è stato espresso parere contrario dalla Commissione bilancio, mi piacerebbe sapere come mai la stessa abbia espresso parere contrario su una proposta emendativa che garantisce ulteriori introiti allo Stato. Si tratta di una curiosità che mi piacerebbe venisse soddisfatta, poiché pensavo che, di solito, la V Commissione formulasse un parere contrario qualora una misura comporti ulteriori spese. Ho precedentemente ascoltato, invece, che è stato espresso parere contrario su una proposta emendativa che, come già detto, garantisce ulteriori entrate: ciò, allora, risulta abbastanza sorprendente!
PRESIDENTE. Si tratta di una domanda giusta, onorevole Duca, anche se retorica...
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Albonetti 1-bis.04, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 388
Maggioranza 195
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 214).
Ricordo che gli emendamenti Pasetto 2.6 e Ferro 2.1 sono stati ritirati.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 2.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
PAOLO ROMANI, Presidente della IX Commissione. Chiedo di parlare...
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 394
Votanti 393
Astenuti 1
Maggioranza 197
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 222).
PAOLO ROMANI, Presidente della IX Commissione. Signor Presidente, il parere della Commissione e del Governo era favorevole!
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Romani, ma ho erroneamente ricordato all'Assemblea un parere contrario. Dispongo, pertanto, l'annullamento della precedente votazione.
Indìco nuovamente la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 2.7, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 407
Votanti 406
Astenuti 1
Maggioranza 204
Hanno votato sì 402
Hanno votato no 4).
Passiamo all'emendamento Pasetto 2.5.
Prendo atto che i presentatori non accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Indìco pertanto la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pasetto 2.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 396
Votanti 394
Astenuti 2
Maggioranza 198
Hanno votato sì 175
Hanno votato no 219).
Passiamo all'emendamento Rosato 2.8.
Prendo atto che i presentatori non accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Indìco pertanto la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 2.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 399
Maggioranza 200
Hanno votato sì 178
Hanno votato no 221).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ferro 2.2, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 407
Votanti 321
Astenuti 86
Maggioranza 161
Hanno votato sì 318
Hanno votato no 3).
Avverto che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento Ferro 2.2, sono preclusi i successivi emendamenti da Albonetti 2.18 ad Albonetti 2.16.
Passiamo pertanto all'emendamento Tidei 2.3.
Prendo atto che il presentatore non accede all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tidei 2.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 408
Votanti 407
Astenuti 1
Maggioranza 204
Hanno votato sì 189
Hanno votato no 218).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Rosato 2.9.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, nell'intervenire sul mio emendamento 2.9, vorrei formulare una breve osservazione anche sul mio successivo emendamento 2.10, sul quale la IX Commissione, che ringrazio per questo, ha ritenuto di esprimere un parere favorevole.
Intervengo per segnalare che le mie proposte emendative mirano a garantire una maggiore informazione all'utenza. Infatti, è stata giustamente segnalata l'importanza che, qualora si verifichi qualsiasi problema all'interno del sistema aeroportuale, il gestore fornisca immediatamente una pronta informazione all'ENAC, all'ENAV e a tutti gli altri enti interessati. Con l'emendamento in esame, proponiamo di aggiungere a tali soggetti anche i vettori, al fine di garantire una corretta e tempestiva informazione degli utenti.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 2.9, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 391
Maggioranza 196
Hanno votato sì 388
Hanno votato no 3).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.100 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 399
Maggioranza 200
Hanno votato sì 396
Hanno votato no 3).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 2.10, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 396
Votanti 393
Astenuti 3
Maggioranza 197
Hanno votato sì 391
Hanno votato no 2).
Prendo atto che i presentatori dell'emendamento Susini 2.20 non accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Indìco pertanto la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Susini 2.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 398
Maggioranza 200
Hanno votato sì 184
Hanno votato no 214).
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Pasetto 2.03.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.
ETTORE ROSATO. No, signor Presidente, non lo ritiriamo e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, quest'articolo aggiuntivo e i due articoli aggiuntivi successivi sono volti ad inserire all'interno di questo provvedimento le attribuzioni precise delle competenze dell'ENAV, dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo e delle gestioni aeroportuali.
Noi riteniamo che una chiarificazione dei compiti, all'interno del testo, sarebbe utile, ai fini di una corretta interpretazione delle diverse funzioni, proprio per gli interessi e gli scopi che si prefigge questo provvedimento, ossia evitare la sovrapposizione delle competenze e delle funzioni e, soprattutto, l'attribuzione chiara in capo ai diversi soggetti delle responsabilità all'interno di qualsiasi fenomeno complesso che può verificarsi nell'organizzazione del trasporto aereo.
A garanzia delle competenze dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo vi è l'articolo aggiuntivo Pasetto 2.01, che tende ad attribuire a tale agenzia una funzione chiara rispetto alla sua attività giuridica - con autonomia amministrativa, finanziaria e regolamentare -, allo scopo di offrire alla stessa un'indipendenza di giudizio e di valutazione rispetto agli enti sottoposti al suo controllo in caso di incidente.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Pasetto 2.03, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 391
Maggioranza 196
Hanno votato sì 173
Hanno votato no 218).
Prendo atto che l'onorevole Luigi Pepe non è riuscito a votare.
Saluto gli studenti dell'istituto tecnico «Marconi» di Torre Annunziata, che assistono ai nostri lavori dalle tribune (Generali applausi). La Camera trova l'unanimità almeno nei saluti! È un dato che fa piacere riscontrare. Le scuole devono venire più spesso ad assistere ai nostri lavori!
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Pasetto 2.01, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 394
Maggioranza 198
Hanno votato sì 177
Hanno votato no 217).
Prendo atto che l'onorevole Luigi Pepe non è riuscito a votare.
Ricordo che l'articolo aggiuntivo Pasetto 2.02 è ritirato.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Pasetto 2.04.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.
ETTORE ROSATO. No, signor Presidente, non lo ritiriamo e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, abbiamo voluto identificare, all'interno di questo provvedimento, la figura del direttore di aeroporto. In sede di Comitato dei nove si è svolto un lungo dibattito su tali temi e sull'opportunità o meno di inserire tale figura all'interno del provvedimento stesso, sull'opportunità o meno di attribuirgli
la competenza sull'adozione del regolamento di scalo, sull'opportunità o meno di dare ad esso un'enfasi quale struttura periferica dell'ENAC all'interno del provvedimento, pur lasciando alle regolamentazioni interne all'ente stesso la sua definizione.
Noi riteniamo che, in questa sede - o all'interno del codice della navigazione -, la definizione delle funzioni del direttore dell'aeroporto andrebbero definite. Esse andrebbero definite a prescindere - lo dico con chiarezza - dai direttori di aeroporto che vi sono oggi e sui quali non dobbiamo dare un giudizio, né positivo né negativo. Anche chi volesse esprimere un tale giudizio non può negare la necessità di fare chiarezza rispetto a competenze che i direttori di aeroporto oggi assolvono e che sono di particolare importanza e rilevanza, soprattutto riguardo ai temi della sicurezza.
Crediamo che la decisione di non trattare questo tema e di escludere l'inserimento di tale definizione all'interno dell'articolato sia un errore che non condividiamo. Vi sono errori che comprendiamo, ma questo francamente non lo comprendiamo. Riteniamo che si sarebbe potuto svolgere un lavoro di precisione, definendo, con il consenso di tutti, le attribuzioni di tale figura, e questa mancanza ha un peso all'interno di un processo teso ad organizzare e definire con precisione le competenze di tutti.
Oggi il direttore di aeroporto è una struttura periferica dell'ENAC che ha comunque una sua autonomia e, soprattutto, un ruolo ben preciso all'interno dei processi decisionali. Ne abbiamo avuto una riprova anche nel corso delle audizioni in merito ai diversi incidenti che si sono verificati ed ai vari problemi che abbiamo riscontrato negli aeroporti italiani negli ultimi anni.
Richiamo l'attenzione sull'esigenza che l'Assemblea inserisca un passaggio di questo tipo, volto a proporre una maggiore chiarezza del testo e, soprattutto, invito a tornare al mandato originario di questo provvedimento: definire bene le competenze di tutti i soggetti interessati dalla definizione del sistema.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, esprimeremo un voto favorevole sull'articolo aggiuntivo Pasetto 2.04 e vorrei aggiungere alcune considerazioni a quanto affermato dal collega Rosato. Durante i lavori nel Comitato dei nove è già stato detto che quanto previsto in questa proposta emendativa, in effetti, è già stabilito dal codice della navigazione aerea e, quindi, è inopportuno ribadirlo di nuovo.
Tuttavia, se andiamo verso un processo di liberalizzazione delle gestioni aeroportuali, è necessario perché esso sia efficiente, che rispetto alla proprietà dell'aeroporto ed alla determinazione delle regole sia individuato chiaramente un potere forte; altrimenti, non saremmo di fronte ad una liberalizzazione, bensì ad un controllo totale in mano alle gestioni aeroportuali.
In altri termini, il regolatore, il controllore o il proprietario deve avere una figura forte e riconosciuta. Si fa un gran parlare della figura dei direttori di aeroporti, si esprimono giudizi, ma il problema è che oggi vi è una figura impari rispetto alla potenza della società di gestione aeroportuale o di un vettore. Pertanto, questa figura si trova spesso a fare da parafulmine, ma è sempre priva di reali poteri di intervento, che il più delle volte si possono sostanziare nella chiusura dell'aeroporto. E, ovviamente, prima di decidere la chiusura dello scalo, questa figura ci pensa non una, ma trenta volte, per le conseguenze che ciò può produrre.
Quindi, pensiamo sia più utile attribuire con chiarezza questo ruolo - piuttosto che definirlo struttura periferica dell'ENAC - alla figura del direttore di aeroporto. Prendendo come esempio la liberalizzazione effettuata nei porti italiani, in quel caso, vi è la liberalizzazione delle attività, ma vi è anche una figura pubblica dotata di forti poteri autoritativi,
organizzativi e di sanzione. Se non si arriva a ciò, corriamo il rischio che la liberalizzazione possa scivolare su un terreno rispetto al quale poi ci si potrebbe pentire.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Pasetto 2.04, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 377
Votanti 376
Astenuti 1
Maggioranza 189
Hanno votato sì 162
Hanno votato no 214).
Prendo atto che l'onorevole Luigi Pepe non è riuscito a votare.
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, vorrei ricordarle che alle 14 la Commissione bilancio riprende le votazioni sul disegno di legge finanziaria. Dovremmo avere perlomeno un quarto d'ora di tempo per esaminare gli emendamenti e i subemendamenti. Le chiedo, quindi se non ritenga sia il caso di sospendere i lavori.
PRESIDENTE. Vedo che le sue parole per qualcuno costituiscono un ordine, per me una sollecitazione...
Onorevole Boccia, ritengo di poter senz'altro accedere alla sua richiesta.
Rinvio pertanto il seguito del dibattito al prosieguo della seduta, che riprenderà alle 15, con lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.
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