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in Italia il sangue placentare è conservato in apposite «banche» pubbliche, con la finalità di essere utilizzato per fini solidaristici per malati affetti da patologie curabili attraverso il trapianto di cellule staminali. Molte coppie, invece, chiedono di poter conservare ad uso autologo il sangue placentare donato;
l'evidenza scientifica ha dimostrato che le cellule staminali possono essere replicate in vitro e utilizzate per uso clinico anche negli adulti: ciò ha generato aspettative da parte di molte coppie riguardo la possibilità di uso autologo del sangue placentare donato;
in riferimento alla problematica relativa al trapianto di cellule staminali ematopoietiche (cse) per i pazienti che non abbiano disponibilità di un donatore familiare compatibile, attualmente per reperire un potenziale donatore ci sono due procedure: o rivolgersi presso i registri internazionali dei donatori volontari di midollo osseo o utilizzare le banche di sangue di cordone ombelicale;
nel primo caso il paziente usufruisce del servizio in modo quasi gratuito, dovendo versare solo una quota di attivazione della procedura di 165,27 euro; nel secondo caso, invece, il paziente è costretto ad anticipare tutte le spese e chiedere il rimborso all'azienda sanitaria locale dell'80 per cento dei costi sostenuti solo a fine procedura -:
se le possibilità concrete che possano trovarsi in futuro nelle condizioni di dover beneficiare dell'utilizzo di tale sangue siano tali da giustificare, allo stato attuale delle conoscenze, la conservazione del sangue placentare ad esclusivo uso autologo, privando così altri cittadini già ammalati della possibilità di curarsi, quale sia la valutazione del Ministro interrogato sull'opportunità di utilizzo a fine autologo di sangue placentare da cordone ombelicale e sull'attività della rete delle banche di sangue placentare italiane, se la possibilità di conservare per uso autologo il sangue placentare donato dalle coppie offrirebbe loro, allo stato attuale delle conoscenze, possibilità concrete di tutelare maggiormente la loro salute o quella dei futuri nascituri e se intenda adottare iniziative volte a far sì che tutte le regioni adottino la forma diretta con effetto retroattivo, in modo da coprire tutte le procedure in corso, al fine di eliminare ogni disparità di trattamento economico per l'utente-paziente, nel caso di non disponibilità di un donatore familiare compatibile che renda necessario il ricorso alle banche di sangue di cordone ombelicale esistenti in Italia.
(3-03882)
(2 novembre 2004)