mesi al consumo, corrisponde un incongruo crollo dei prezzi dei prodotti agricoli corrisposto agli agricoltori -:
la situazione dell'agricoltura italiana sta diventando sempre più tragica a seguito del devastante crollo dei prezzi corrisposti ai produttori agricoli. L'anno 2004, che pur non ha visto esplicare gli effetti negativi delle calamità naturali nel complesso contenute, sta subendo le conseguenze del crollo dei prezzi delle derrate agricole, al quale, peraltro, non fa riscontro apprezzabile la corrispondente riduzione dei prezzi alimentari per il consumatore. A solo titolo esemplificativo, si rende noto che nella presente campagna agricola 2004 il grano duro viene pagato ai produttori 13 euro, l'uva da vino 12 euro, le olive 25 euro e che i prezzi dei risi spuntati in questo periodo hanno subito una diminuzione superiore al 50 per cento, soprattutto per quanto riguarda il riso da interno, senza che al consumo siano rilevate diminuzioni di prezzo. Continuando nel tragico elenco, si arriva alla visione apocalittica di campi ove i pomodori marciscono e tutto il settore ortofrutticolo vive il dramma della massima lievitazione dei costi, specie previdenziali, e all'offerta di prezzi vili per prodotti agricoli, che poi vengono rivenduti a prezzi decuplicati. I carciofi vengono pagati ai produttori 0,40 euro al chilogrammo, mentre sui banchi dei mercati una confezione di tre carciofi viene offerta al consumatore alla somma abnorme di 4,50 euro;
dalla descrizione di cui sopra emerge chiaramente una stato di grave crisi dell'agricoltura, i cui prezzi risultano inferiori ben del 30 per cento rispetto alla media del triennio precedente, condizione che l'emanando decreto-legge, annunciato dal Ministro interrogato, conterrà nella dichiarazione, appunto, dello stato di crisi;
il Ministro interrogato ha già preannunziato alcuni incontri con i produttori agricoli per le misure di intervento, allo scopo di contenere l'emergenza del crollo dei prezzi dei prodotti agricoli, proponendo il ritiro ad 80 euro la tonnellata della sovrapproduzione di uva, che sarà utilizzata per beneficenza, e promuovendo, d'intesa con il Ministro Pisanu, una campagna di controllo contro l'importazione clandestina di ortofrutta;
il sopra descritto devastante crollo dei prezzi corrisposti ai produttori agricoli, che non è esagerato definire «prezzi da fame», sta creando nelle campagne, dal Nord al Sud (che, purtroppo, costituisce l'incredibile pendant delle scintillanti vetrine delle manifestazioni slow food), uno stato di agitazione rabbiosa, che corre il rischio di estendersi all'immensa platea dei consumatori, allorché questa sarà informata che all'aumento dei prezzi delle derrate agricole, che si è avuto negli ultimi
quali ulteriori misure il Ministro interrogato intenda adottare per affrontare la drammatica situazione in atto e per alleviare, quanto meno, le conseguenze dell'emergenza del crollo dei prezzi, adoprandosi per la sospensione, per l'intanto, dei pagamenti di tutti i contributi previdenziali e delle rate dei mutui agricoli, e se il Ministro interrogato non ritenga urgente ed indifferibile una forte ed organica iniziativa normativa a sostegno delle iniziative degli agricoltori, che vanno ad organizzarsi per abolire livelli di intermediazione puramente speculativi, per arrivare direttamente ai consumatori con il doppio beneficio di una maggiore dignità dei prezzi corrisposti ai produttori e di un contemporaneo contenimento dei prezzi pagati al consumo.
(3-03878)
(2 novembre 2004)