Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 535 del 27/10/2004
Back Index Forward

Pag. 105


...
Sull'ordine dei lavori (ore 20,39).

EUGENIO DUCA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


Pag. 106

EUGENIO DUCA. Signor Presidente, dalla lettura veloce che lei ha fatto dell'ordine dei lavori della seduta di domani, emerge che in 13 ore di tempo, vale a dire dalle 20,30 di questa sera fino alle 9,30 di domani mattina -, c'è tutta la notte per poter approfondire la materia e lavorare! -, la conversione in legge di un decreto-legge dovrebbe esaurire il suo iter alla Camera dei deputati.
Ciò significa che, in tale arco di tempo, dovrebbe essere concluso l'esame del provvedimento da parte sia della Commissione di merito sia delle Commissioni che saranno chiamate ad esprimere il prescritto parere, tanto è vero che il termine per la presentazione di eventuali proposte emendative è stato fissato, appunto, alle 9,30 di domani mattina, per poi avviare la discussione sulle linee generali quando ve ne sarà l'occasione.
Si tratta di una decisione grave, signor Presidente, che noi non condividiamo, come hanno già avuto modo di chiarire tutti i gruppi di opposizione nel corso della riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo testé svoltasi: una decisione non condivisa, quindi, ed anche un pericoloso precedente.
È un provvedimento, signor Presidente, che introduce una delega, un'ulteriore delega al Governo, all'ineffabile ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Lunardi, sul riordino dell'aviazione civile. Tutto ciò, mentre, con la finanziaria per il 2005, si tolgono all'ENAC perfino i fondi per il pagamento delle rate annuali dei mutui già accesi per lavori di potenziamento degli aeroporti, già effettuati, ed in un momento nel quale si assegnano ulteriori competenze all'ente, senza nel contempo risolvere le questioni del personale. Al Senato sono stati presentati emendamenti, tutti respinti, con il parere contrario del Governo, salvo poi ad affidare all'ENAC stesso ulteriori incombenze.
Sono tolti soldi all'ENAV per la sicurezza degli aeroporti nazionali, mentre l'Italia è colpita da numerosi incidenti aerei, come mai nella storia. Ciò avviene, in particolare, da quando vi è questo ministro della Repubblica, che da tre anni e mezzo deve ancora venire in Commissione ad illustrare gli orientamenti di politica dei trasporti che vuole perseguire. Si tratta di un atteggiamento incredibile!
Signor Presidente, le ricordo, affinché se ne faccia portavoce nei confronti del Presidente Casini, due dati che riguardano il ministro delle infrastrutture ed i rapporti con la Camera dei deputati. Nel corso dell'ultimo anno, sono stati approvati da quest'Assemblea 18 ordini del giorno su altrettanti provvedimenti; sa, signor Presidente, a quanti adempimenti ha dato corso, su tali 18 ordini del giorno, il ministro dei trasporti? Neanche uno! Non ha nemmeno attivato le procedure per ottemperare a quanto la Camera dei deputati lo ha impegnato a fare! Così tiene in considerazione il lavoro di quest'Assemblea il ministro, al quale si dà la possibilità di avere una delega in 12 ore su un decreto-legge!
L'ultimo episodio è avvenuto il 27 luglio 2004, quando, alla Camera, è stato approvato un ordine del giorno sulla nomina delle autorità portuali, con il parere favorevole del Governo, in cui s'impegnava lo stesso ministro a procedere alle nomine delle autorità portuali ancora commissariate, rivolgendo una precisa istanza al presidente della regione Toscana ed al presidente della regione Marche. Ad oggi, 27 ottobre 2004, per quanto riguarda l'ottemperanza di tale ordine del giorno, non vi è ancora traccia. Penso che un tale modo di offendere le istituzioni da parte dell'ineffabile ministro Lunardi non debba essere permesso, né agevolato.
Nel protestare, pertanto, contro quest'organizzazione dei lavori, che impedisce alla Camera dei deputati di poter approfondire un argomento delicato e pericoloso per le sue conseguenze sulla sicurezza del trasporto aereo - e, quindi, dei cittadini e del personale che opera a bordo degli aerei -, chiedo che la Presidenza della Camera riconsideri tale decisione ed assegni il tempo necessario per approfondire il provvedimento. Qui non siamo al «baretto» sotto casa, in cui si decide la sera cosa fare! Qui si varano leggi che hanno conseguenze


Pag. 107

importantissime per i cittadini, per gli enti pubblici e per tutti coloro che operano nel settore.
Non è questo il modo di fare! Non è questo il modo di fare, anche in considerazione dell'atteggiamento di un ministro che, tra l'altro, disdegna l'applicazione delle norme che si approvano in questa sede!

PRESIDENTE. Onorevole Duca, lei sa che l'organizzazione dei lavori è stata decisa dalla Conferenza dei presidenti di gruppo, pochi minuti fa. Lei sa anche che il quinto comma dell'articolo 96-bis del regolamento consente al Presidente, in casi particolari, ed anche in relazione alle modalità di trasmissione del provvedimento dal Senato, di modificare i termini di cui al terzo e quarto comma dello stesso articolo 96-bis.
Lei sa altresì - perché l'ho appena letto - che è previsto, nelle indicazioni della Conferenza dei presidenti di gruppo, che, ove non si concluda domani, per qualsiasi motivo, l'esame del decreto-legge in questione, si procederà alla sua discussione nella giornata di martedì 2 novembre 2004.
Pertanto, credo vi siano tutte le condizioni perché le sue preoccupazioni siano in qualche modo fugate.

ETTORE ROSATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, il suo richiamo al regolamento è quanto mai opportuno. Tuttavia, farei un distinguo tra i casi da lei citati previsti dal regolamento ed i fatti cui oggi siamo di fronte. In questo caso, non vi è alcuna urgenza: è possibile esaminare tale decreto-legge nei tempi regolari poiché esso scade l'8 novembre. Quindi, non è un caso in cui la Camera è costretta ad una conversione in via di urgenza per evitare che il decreto-legge scada; siamo in una situazione di tipo diverso.
Inoltre, ciò che lei ha richiamato rispetto alla programmazione dei lavori, che mi sembra assolutamente comprensibile, non tiene conto del fatto che noi, questa notte, dovremo predisporre gli emendamenti su un testo che non conosciamo, perché ancora ufficialmente non è stato notificato, così come di consueto accade, ai membri della Commissione (che, come vede, non sono nemmeno presenti in aula).
Questo atteggiamento non è comprensibile per una serie di motivi. Il primo è che su questo tema noi, come gruppi di opposizione, avevamo dichiarato da subito la nostra disponibilità a lavorare seriamente insieme. Ne abbiamo dato una dimostrazione molto concreta quando si è discusso il provvedimento riguardante il prestito ponte all'Alitalia: i gruppi di opposizione hanno consentito l'esame di quel provvedimento in tempi rapidissimi, però, con le modalità corrette, per risolvere una situazione che riteniamo di interesse generale del nostro paese; allo stesso modo, da subito, avevamo dato la nostra disponibilità nel merito di questo provvedimento.
Invece, per scelta del Governo e della maggioranza, questo provvedimento è stato 50 giorni giacente al Senato, con una scelta che non può essere addebitata a questa Camera e neanche ai membri dell'opposizione.
Inoltre, si tratta di un provvedimento complicato e complesso, che riveste aspetti relativi alla sicurezza, a risvolti economici per i gestori degli aeroporti ed ai rapporti tra ENAC ed ENAV (ente per l'assistenza al volo), tutte questioni che richiedono un'attenta valutazione.
Le questioni in campo sono complicate. Noi presenteremo una questione pregiudiziale di costituzionalità - lo annuncio subito - perché, peraltro, siamo di fronte all'ennesimo decreto-legge...

PRESIDENTE. Onorevole Rosato, la vorrei pregare di non entrare nel merito.

ETTORE ROSATO. Ha ragione, signor Presidente.
Si tratta di un decreto-legge che parte in un modo ed arriva ad una delega al Governo...! E lei sa che nei decreti-legge


Pag. 108

non possono essere previste deleghe al Governo!
Quindi, di fronte a questa situazione assolutamente inaccettabile, chiediamo che vi sia da parte della Presidenza un atteggiamento attento a questioni che non sono volutamente provocatorie. Tutt'altro: sono questioni che poniamo in forma collaborativa rispetto ad un provvedimento sul quale vogliamo collaborare perché sia portato a compimento, con contenuti corretti (e non entro nel merito), ma con procedure che ci consentano di esaminare tali contenuti corretti.

GIORGIO PASETTO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIO PASETTO. Signor Presidente, il mio intervento sarà molto breve perché i colleghi che mi hanno preceduto hanno già fatto emergere la questione sostanziale.
Mi rendo conto delle indicazioni emerse dalla Conferenza dei capigruppo, però faccio appello alla sua sensibilità istituzionale affinché lei, Presidente, abbia presente sostanzialmente il problema.
Al di là delle questioni di merito, perché mi rendo perfettamente conto che non è questo il momento per affrontarle, voglio sottolineare che stiamo parlando della sicurezza del trasporto aereo e di questioni che attengono alla disciplina che riguarda l'ente di vigilanza e di indirizzo e l'ente di controllo del trasporto aereo (l'ENAC e l'ENAV) e le gestioni aeroportuali e le loro funzioni.
Come si può immaginare che dopo cinquanta giorni di discussione al Senato, la Camera sia chiamata ad affrontare questa questione in 12 ore? Il decreto è arrivato adesso, credo un'ora fa.
Non so se gli uffici abbiano approfondito una questione relativa ai problemi di carattere costituzionale. Infatti, all'interno del decreto-legge - e sapete che vi è una disciplina diversa tra Camera e Senato - è contenuta una delega e non so fino a che punto ciò possa essere previsto all'interno di un decreto-legge.
Vi è anche un altro aspetto, lo anticipiamo con grande correttezza, che intendiamo sollevare fin da domattina se si dovesse procedere in tale direzione. Si tratta di rimodulare una questione considerata centrale a partire dall'incidente di Linate: il riordino del sistema della sicurezza aerea nel nostro paese. In coda al decreto-legge è inserita anche una delega e credo che ciò non possa assolutamente essere accettato. Inoltre, vi è il problema della verifica da parte della Commissione affari costituzionali. Rimango veramente stupito di tale procedura.

PRESIDENTE. Onorevole Pasetto, ho già detto qual è la situazione dal punto di vista regolamentare. Però, mi rendo conto che sollevate un problema non di tipo formale, ma di tipo sostanziale. Pertanto, mi riservo di riferire le vostre considerazioni al Presidente della Camera perché, ove lo ritenga, riesamini la questione anche con riguardo alla fissazione dei termini.

Back Index Forward