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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantini. Ne ha facoltà.
PIERLUIGI MANTINI. Signor Presidente, l'onorevole Cola ha ricordato i fatti, sui quali pertanto non intendo soffermarmi. Mi limito a rilevare che, in virtù della giurisprudenza costituzionale, della legge n. 140 del 2003 e anche della prassi, siamo soliti ritenere sussistente l'insindacabilità laddove vi sia un riferimento, seppure non testuale ma almeno contestuale, alle opinioni espresse dal parlamentare nell'esercizio delle proprie funzioni.
A dire il vero, nel caso specifico si tratta di una critica serrata svolta dal collega Sgarbi nel corso della trasmissione televisiva Sgarbi quotidiani, che nel merito non apprezziamo. È anche possibile ipotizzare che, nel corso del giudizio, tali espressioni non siano ritenute diffamatorie e che dunque il collega Sgarbi possa essere assolto, ma ciò, come è noto, non ci riguarda. Ci riguarda, invece, il riferimento di queste espressioni ritenute ingiuriose e diffamatorie all'attività parlamentare. Al riguardo, il relatore esprime una posizione, a mio avviso, eccessivamente generica. Non basta dire che le inchieste giudiziarie degli anni Novanta e il finanziamento dei partiti e della politica erano temi oggetto dell'attenzione politico-parlamentare. In tal caso, si determinerebbe infatti una sorta di insindacabilità in re ipsa su qualunque fatto riferibile a materie come la giustizia, la politica economica, e via dicendo.
È necessario un maggiore equilibrio, accertando la sussistenza di un riferimento, seppure non necessariamente ad atti parlamentari tipici (interrogazioni, mozioni, interventi e via dicendo), quanto meno ad una documentata attività intra moenia. Altrimenti, si torna all'assioma per cui, dal momento che si è parlamentari, si ha diritto di parola e di critica su tutto, come ovviamente è, e si ha anche un'automatica prerogativa di insindacabilità. Si tratta di una visione eccessivamente generica, nonché inaccettabile.
Probabilmente, non vi sarebbe stata difficoltà a documentare l'esistenza di atti tipici dell'attività parlamentare da parte dell'onorevole Sgarbi su questi temi. Non mi riferisco necessariamente al tema specifico relativo all'inchiesta sul dottor Confalonieri e all'attività del pubblico ministero Ielo, ma quanto meno a tali processi. Non comprendo per quale motivo nella relazione della Giunta non vi sia alcun riferimento ad atti tipici. Si tratta di un limite che mi induce a ritenere non persuasiva la richiesta di dichiarare l'insindacabilità. Temo che si determinerà - come ha già osservato il collega Cola,
neanche a farlo apposta si tratta di un caso analogo al precedente - un nuovo conflitto di attribuzione. Ritengo pertanto di dover esprimere una posizione contraria rispetto a quella del relatore.
Infatti, nella relazione è assente il riferimento ad attività e funzioni tipiche parlamentari. Forse sarebbe stata opportuna una migliore documentazione; in ogni caso, vi è stata una sorta di apodittica affermazione circa la circostanza che quei temi erano oggetto dell'attenzione politico-parlamentare. Ciò è del tutto insufficiente. Tuttavia, com'è noto, esiste su tale materia un'ovvia libertà di coscienza e, quindi, credo che i colleghi - debitamente informati ed edotti - si regoleranno di conseguenza nell'espressione del loro voto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carboni. Ne ha facoltà.
FRANCESCO CARBONI. Signor Presidente, annuncio il voto contrario del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo alla proposta di insindacabilità avanzata dal relatore Cola. Già nel corso dei lavori della Giunta abbiamo espresso contrarietà alla proposta di insindacabilità in esame; oggi in quest'aula confermiamo la nostra posizione.
Come riferito dal relatore, la vicenda in esame riguarda uno dei tanti episodi che, sino a qualche tempo fa, videro protagonista il collega Sgarbi, soprattutto quando egli gestiva la trasmissione Sgarbi quotidiani. Nello specifico, come ricordato dal relatore, si tratta di accuse rivolte ad un sostituto procuratore della Repubblica di Milano in relazione ad un'indagine, ad un procedimento penale aperto nei confronti del dottor Confalonieri, presidente della società Mediaset, che gestiva il programma Sgarbi quotidiani (con particolare riferimento a finanziamenti erogati al Partito socialista italiano).
Si parla di «quasi un arresto» (non si comprende cosa voglia dire «quasi un arresto»); si afferma che per due anni il presidente di Mediaset è stato infamato, quasi a voler ritenere che qualsiasi indagine che si concluda positivamente per l'indagato, abbia, per ciò stesso, contenuti diffamatori da parte del pubblico ministero procedente. Ma si sostiene anche che quel pubblico ministero avrebbe perseguito il presidente Confalonieri per i finanziamenti erogati al Partito socialista, mentre non avrebbe fatto altrettanto per i finanziamenti erogati a favore del Partito comunista. Con ciò sostenendo - a mio avviso - che forse avrebbe correttamente agito per quanto riguarda il primo episodio mentre avrebbe omesso di agire per il secondo punto. Così interpreterei tale critica.
Affronto ora la questione, già richiamata dal collega Mantini, dell'applicabilità dell'articolo 68 della Costituzione. Abbiamo ritenuto e riteniamo che l'articolo 68 della Costituzione non sia applicabile al caso in esame; ciò in quanto è evidente che il dibattito, seppur diffuso, su quegli argomenti, cioè sul cosiddetto uso politico della giustizia, non può rappresentare la copertura per affermazioni rilasciate fuori dalla Camera. Nell'episodio specifico, inoltre, da parte dell'onorevole Sgarbi non vi è alcun riferimento, come sarebbe necessario, all'attività parlamentare.
Quindi, conformemente ad orientamenti da noi espressi in occasioni analoghe, riteniamo che non sia applicabile l'articolo 68 della Costituzione e che quindi non debba essere sostenuta l'insindacabilità per opinioni espresse all'esterno di quest'aula, tra l'altro estranee e senza alcun collegamento con le funzioni parlamentari, non essendovi alcun atto di sindacato ispettivo richiamabile per quanto l'onorevole Sgarbi ha dichiarato nella sua trasmissione.
Per tali motivazioni, confermiamo il nostro voto contrario.
SERGIO COLA, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
SERGIO COLA, Relatore. Desidero solo segnalare che nella relazione scritta sono indicati alcuni documenti; in particolare, si tratta dei doc. IV-quater nn. 155, 157, 161, 162, 168 e 170 della XIII legislatura e nn. 4 e 73 della XIV legislativa.
In questi documenti sono enunciate le attività di sindacato ispettivo e i richiami ai precedenti in aula. Mi permettevo semplicemente di segnalare all'onorevole Mantini, per ragioni di completezza, un aspetto che poteva indubbiamente sfuggirgli, il fatto cioè che egli non abbia posto mente a questa parte specifica della relazione.
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