Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 531 del 20/10/2004
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(Esame degli ordini del giorno - A.C. 5302)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 5302 sezione 7).
L'onorevole Bonito ha facoltà di illustrare l'ordine del giorno Finocchiaro n. 9/5302/1 (Nuova formulazione), di cui è cofirmatario.

FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, il presente ordine del giorno, che - come mi è stato preannunciato dal sottosegretario - sarà accettato dal Governo, è particolarmente importante nell'ambito


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della discussione svolta a margine del decreto-legge che ha ampliato, e non poco, la platea dei soggetti che potranno accedere al concorso in magistratura senza sopportare le forche caudine della prova preselettiva.
La questione si ricollega all'illustrazione della disciplina della legge Fassino, dalla quale avevo cominciato il mio primo intervento.
Sono stati banditi i tre concorsi straordinari in relazione ai quali era stata mantenuta in via transitoria la disciplina relativa alla prova preselettiva. Il prossimo concorso in magistratura tornerà ad essere un concorso ordinario, non più un concorso straordinario.
Questo significa che il concorso dovrà svilupparsi su tre prove scritte, in luogo delle due previste per i concorsi straordinari, e soprattutto che tornerà ad essere presa in considerazione l'eliminazione della prova preselettiva, decisa dal Parlamento con l'approvazione della legge Fassino. In altri termini, i concorsi ordinari devono avvenire seguendo la disciplina profondamente innovativa approvata sul finire della scorsa legislatura. Giova ora ricordare brevemente tale disciplina.
I concorsi ordinari devono soggiacere ad una procedura selettiva caratterizzata dal fatto che le commissioni di concorso risultano implementate per quanto riguarda la loro composizione. In pratica, sono raddoppiate e potranno lavorare articolandosi in sottocommissioni. La commissione, in presenza di un numero cospicuo di elaborati da correggere, potrà avvalersi di correttori esterni. Il sistema dei correttori esterni è stato mutuato dall'esperienza francese in cui, come è noto, le procedure di concorso hanno durata brevissima proprio grazie all'utilizzo di correttori esterni.
Peraltro, per dare concreta applicazione anche nel nostro paese alla disciplina ora sintetizzata, è necessario un intervento di regolamentazione secondaria, rispetto alla norma ordinaria, di competenza dell'Esecutivo e, in particolare, del ministro della giustizia. In altri termini, il ministro dovrà scrivere un regolamento sulle modalità di individuazione dei correttori esterni, sulla loro nomina, sulla loro retribuzione e - aspetto più importante della procedura di concorso - sulle modalità del loro lavoro. Infatti, l'elaborato del candidato dovrà essere corretto da due correttori esterni che non si conoscono tra di loro, con sedi, residenza e luogo di lavoro in una qualsiasi parte d'Italia.
Quindi, per ipotesi, i correttori esterni di Milano e Bari correggeranno lo stesso elaborato, daranno in merito una valutazione che sarà riversata alla commissione centrale. In caso di valutazioni diverse, la commissione centrale procederà a calcolare la media tra le due valutazioni. Il risultato mediato sarà poi quello conseguito dal candidato nella prova scritta.
Ritengo tale sistema profondamente giusto; il numero dei correttori esterni è modulato in relazione al numero delle prove da correggere e questo consente di determinare a priori tempi certi di conclusione della prova preselettiva. Tutto questo ha bisogno di un intervento regolamentare. Con l'ordine del giorno Finocchiaro n. 9/5302/1 (Nuova formulazione) in oggetto chiediamo al Governo proprio tale intervento.
Mi riservo di illustrare i restanti aspetti dell'ordine del giorno in sede di dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, invito il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati.

GIUSEPPE VALENTINO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Il Governo accoglie gli ordini del giorno Finocchiaro n. 9/5302/1 (Nuova formulazione) e Fragalà n. 9/5302/2.

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori degli ordini del giorno non insistono per la votazione.

FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, posso comunque prendere la parola per una breve dichiarazione?


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PRESIDENTE. Onorevole Bonito, se non si procede alla votazione, non possono esservi ulteriori dichiarazioni. Resterà agli atti il suo intervento precedente.
È così esaurita la trattazione degli ordini del giorno.

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