Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 531 del 20/10/2004
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(Materiale didattico utilizzato dai carabinieri di stanza a Nassiriya per l'addestramento della polizia irachena - n. 3-03841)

PRESIDENTE. L'onorevole Deiana ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-03841 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 7).

ELETTRA DEIANA. Signor Presidente, abbiamo appreso da notizie di stampa che i carabinieri di stanza a Nassiriya, impegnati nell'addestramento di un gruppo che andrà a costituire un'unità specializzata antisommossa della polizia irachena, utilizzerebbero come materiale didattico del corso le videoregistrazioni effettuate dalle stesse forze dell'ordine durante la violenta - a nostro avviso violentissima - repressione dei giorni del G8 di Genova, nel luglio del 2001. Cito: «per evidenziare le strategie e le tattiche da impiegare in situazione di grave emergenza pubblica»...!
Chiedo pertanto al ministro se questa notizia corrisponda al vero, in quale sede sia stata presa la decisione di adottare una simile strumentazione didattico-formativa e se il Governo, nel caso tutto ciò risultasse vero, non intenda porre fine immediatamente ad un'iniziativa che lede fortemente la dignità e l'immagine del nostro paese...

PRESIDENTE. Onorevole Deiana, ha terminato il tempo a sua disposizione
Il ministro della difesa, onorevole Martino, ha facoltà di rispondere.

ANTONIO MARTINO, Ministro della difesa. Signor Presidente, le notizie stampa indicate dagli onorevoli interroganti, relative al presunto uso da parte dei carabinieri di stanza a Nassiriya di videoregistrazioni effettuate nei giorni del G8 di Genova, come materiale didattico, non rispondono al vero.
Ciò premesso, come l'onorevole Deiana sa bene, l'azione italiana in Iraq è di carattere multidimensionale e coinvolge diversi settori dell'amministrazione, in un contesto integrato e coordinato di mutuo sostegno, sia per assicurare alla popolazione di quella regione gli aiuti necessari, sia per realizzare le opere immediate ed urgenti di ripristino della funzionalità delle infrastrutture e di quei servizi che servono a garantire agli iracheni le migliori condizioni di vita possibili.
Ricordo che la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU n. 1546, dell'8 giugno 2004, ha esortato la comunità internazionale a sostenere l'attuale fase di transizione politica verso la democrazia costituzionale, che prevede le consultazioni elettorali all'inizio del 2005.
In tale contesto, la forza multinazionale rende disponibile al governo iracheno il necessario supporto tecnico e professionale, nel cui ambito l'Arma dei carabinieri contribuisce con elementi di polizia militare e con un'unità specializzata multinazionale, che opera principalmente nel settore


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italiano, ma che su esplicita richiesta ed approvazione dell'autorità nazionale può intervenire su tutto il territorio del settore assegnato al comando divisionale britannico.
In particolare, il reggimento dei carabinieri della MSU svolge una vasta gamma di compiti di sicurezza che vanno dalla prevenzione criminale all'antisommossa, dall'antiterrorismo alla raccolta delle informazioni sulla malavita e sui gruppi estremisti, dal mantenimento dell'ordine pubblico alla selezione, all'addestramento e all'affiancamento del personale della polizia irachena presente nella provincia di Dhi Qar. Quest'ultima è un'attività di grande rilievo, per una progressiva ed efficace assunzione di responsabilità da parte degli iracheni stessi. In tale ambito, si esclude che ai fini della citata attività didattica i nostri carabinieri utilizzino videoregistrazioni effettuate dalle forze dell'ordine durante i disordini verificatisi in occasione dei lavori del G8 di Genova del 2001.

PRESIDENTE. L'onorevole Deiana ha facoltà di replicare.

ELETTRA DEIANA. Signor Presidente, mi auguro che le parole del ministro corrispondano a verità. Mi sarei peraltro aspettata, se le cose stanno come il ministro ha riferito, che di fronte alla notizia riportata da un importante quotidiano nazionale vi fosse, da parte del Ministero della difesa o comunque delle autorità competenti, un'immediata smentita. Una notizia di questo genere, infatti, è gravissima, e ritengo altrettanto grave che non vi sia stata un'immediata smentita.
Resta il fatto che a Genova la repressione fu micidiale e indiscriminata: furono colpite centinaia di donne e uomini innocenti ed inermi; la ferita allo Stato di diritto e alla legalità fu enorme e la responsabilità delle forze dell'ordine gigantesca, come anche l'inchiesta della magistratura ha attestato.
Pertanto, di fronte alla notizia pubblicata dal quotidiano la Repubblica relativa a tale scelta compiuta dal nostro contingente militare, e in particolare dai carabinieri, sarebbe stato legittimo attendersi una smentita immediata, analoga a quella contenuta nella risposta del ministro.
Mi auguro, signor ministro, che quanto da lei dichiarato sia vero. Ricordo infatti che uno degli ufficiali dei carabinieri responsabili dell'addestramento della polizia irachena, che ha rilasciato numerose interviste alla stampa nei mesi scorsi senza fare cenno al materiale didattico citato, è il maggiore Claudio Cappello, che era - e non so se lo sia tuttora - di stanza a Nassirya e che nel luglio 2001 era al comando di una delle compagnie di intervento rapido e risolutivo (le famigerate CIRR) create dall'Arma per il G8 e guidate quasi tutte da ufficiali del Tuscania.

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