Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 531 del 20/10/2004
Back Index Forward

Pag. 40


...
(Iniziative ai fini di un referendum sull'eventuale ingresso della Turchia nell'Unione europea - n. 3-03843)

PRESIDENTE. L'onorevole Guido Giuseppe Rossi ha facoltà di illustrare l'interrogazione Cè n. 3-03843 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 5), di cui è cofirmatario.

GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Signor Presidente, il contenuto dell'interrogazione presentata dal nostro gruppo è molto chiaro: il 17 dicembre il Governo italiano, insieme ad altri 24 Governi dell'Unione europea, dovrà esprimere la propria opinione sull'opportunità di avviare o meno con la Turchia negoziati che potrebbero portare all'adesione della stessa all'Unione europea. Si tratta di un tema assolutamente importante, che pone dubbi di tipo demografico, economico ed identitario totalmente nuovi.
Ebbene, il gruppo della Lega chiede al Governo se, prima del 17 dicembre 2004, abbia intenzione di ottenere un mandato parlamentare in ordine alla posizione che intende esprimere al Consiglio europeo del 17 dicembre 2004, e se intenda attivarsi per indire una consultazione referendaria, ovviamente dopo aver modificato la Costituzione italiana.
A tale proposito, esistono già progetti di legge presentati dal gruppo della Lega Nord per dare la possibilità a tutti i cittadini di esprimersi su tale tema.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, è opportuno ed utile su un argomento così complesso e delicato puntualizzare la posizione del Governo, come è già stato recentemente ricordato in quest'aula, in materia di adesione della Turchia all'Unione europea. In particolare, il Governo italiano intende continuare nell'azione di stimolo al rigoroso rispetto da parte di Ankara dei criteri di Copenaghen, in un'ottica che confermi l'irreversibilità del processo riformatore intrapreso da quel paese.
Per questa ragione, appoggiamo alcune recenti proposte della Commissione volte ad inserire in tutti i futuri negoziati di adesione la possibilità di sospendere in qualsiasi momento i negoziati nell'ipotesi di violazione dei criteri di Copenaghen e di procedere alla chiusura dei singoli capitoli negoziali solo dopo aver verificato l'effettiva attuazione da parte del paese candidato degli impegni assunti.


Pag. 41


Desidero ricordare che, in diverse circostanze, a partire dal dicembre 2002, quando venne finalizzata dal Consiglio europeo di Copenaghen la procedura cui attenersi in merito ad una decisione sulla via dei negoziati di adesione della Turchia, il Governo, da allora ad oggi, ha costantemente informato il Parlamento dei progressi fatti registrare da Ankara nel suo percorso di avvicinamento all'Europa, riferendo puntualmente sulle conclusioni dei Consigli europei che si sono succeduti.
Quindi, senz'altro, per quanto riguarda una delle due richieste avanzate dall'interrogante, prima del 17 dicembre, come ha sempre fatto, il Governo investirà il Parlamento in ordine alla posizione che assumerà nel Consiglio europeo del 17 dicembre. Viceversa, il Governo non ritiene allo stato attuale che sia una prospettiva tecnicamente possibile la consultazione referendaria in materia di allargamento, anche perché la decisione che il Consiglio europeo dovrà assumere il 17 dicembre riguarda unicamente l'avvio del negoziato di adesione, l'inizio cioè di un lungo processo di cui oggi non si possono anticipare né i tempi né l'esito finale. Quindi, sarebbe un referendum attinente ad una materia in evoluzione, sulla quale la decisione dei cittadini non sarebbe chiara rispetto al suo esito.

PRESIDENTE. L'onorevole Guido Giuseppe Rossi ha facoltà di replicare.

GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Signor Presidente, siamo parzialmente soddisfatti della risposta fornita dal ministro.
Ci dichiariamo, in particolare, soddisfatti per la volontà del Governo di recarsi in Parlamento per esprimere la propria posizione, ma, soprattutto, per ottenere indirizzi dallo stesso. La funzione fondamentale del Parlamento, infatti, è indirizzare l'azione del Governo sui temi che, a nostro avviso, interesseranno il futuro delle prossime generazioni in Italia, ma anche negli altri paesi dell'Unione europea.
Si tratta di un tema politico - con la «P» maiuscola - sul quale il Parlamento di questo paese, in cui siedono i rappresentanti del popolo, deve manifestare la propria posizione.
Per quanto concerne la questione relativa al referendum, non ci riferiamo all'inizio delle trattative in ordine all'ingresso o meno della Turchia nell'Unione europea, ma iniziamo a porre la questione perché sappiamo che vi è la necessità di modificare la Costituzione italiana che, all'epoca in cui fu elaborata, non poteva prevedere questo tipo di casistiche, non potendosi neanche prevedere lo sviluppo della CEE e la sua trasformazione in Unione europea.
Dunque, poniamo un problema di prospettiva, in quanto riteniamo che i cittadini debbano esprimere la propria posizione su un tema così importante e che, per fare ciò, sia necessario modificare la Costituzione. La Lega ha già presentato proposte in tal senso; tuttavia, credo che, oltre all'iniziativa parlamentare, vi debba anche essere una presa di posizione da parte del Governo italiano, come sta avvenendo in altri paesi dell'Unione europea.
Ovviamente, la Lega è contraria all'ingresso della Turchia nell'Unione europea e, come la CDU tedesca e come alcune forze politiche francesi, propende per un partenariato speciale con la Turchia.

Back Index Forward