Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 531 del 20/10/2004
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 5095)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariotti. Ne ha facoltà.


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ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, naturalmente, esprimeremo un voto contrario sul disegno di legge in esame, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato, e vorrei fornire le ragioni che non sono state espresse durante la discussione degli articoli e delle proposte emendative. Vi è innanzitutto una ragione politico-istituzionale. Approvando il disegno di legge di assestamento il 20 ottobre 2004, ossia in piena sessione di bilancio, perdiamo l'occasione di fare ciò che, da più parti, si ripete (ma sono solo chiacchiere). Perdiamo l'occasione di fare chiarezza rispetto ai conti pubblici e di stabilire una base su cui inserire, con il disegno di legge finanziaria per il 2005, gli articoli 2 e 3, ossia il famoso tetto del 2 per cento. Non abbiamo questa base oggettiva, perché il Governo in Commissione si è rifiutato di portarci un assestamento aggiornato anche rispetto ai tagli previsti dal decreto-legge n. 168 del 2004 che, come sappiamo, ha tagliato 7 miliardi e mezzo solo nei capitoli dove vi era ancora capienza di cassa. Quindi, se fosse stata fatta chiarezza in ordine al preconsuntivo (ormai siamo a questo livello), certamente avremmo dato un contributo alla trasparenza dei conti pubblici e messo il Parlamento in condizione di esaminare la legge finanziaria per il 2005 con cognizione di causa. Inoltre, avremmo saputo con precisione che cosa è successo alle mancate entrate (per esempio, agli oltre tre miliardi previsti per il condono edilizio di cui invece non si sa nulla) e tante altre cose utilissime. Per queste ragioni, esprimeremo un voto contrario sul provvedimento in esame.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duilio. Ne ha facoltà.

LINO DUILIO. Signor Presidente, intervengo brevemente. Anche noi votiamo contro questo provvedimento per le ragioni che ho espresso prima in dettaglio e che non ripeto. Rimane solo il rammarico per una manovra di assestamento che non assesta alcunché, per le ragioni che sono state richiamate. Per queste ragioni, ribadisco che il nostro voto è contrario.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, noi voteremo ovviamente contro, non solo perché siamo stati contrari alla manovra di bilancio e alla manovra finanziaria dell'anno scorso, ma anche perché questo assestamento di bilancio è una grande occasione perduta. Dopo il decreto «taglia-spese» avremmo potuto ricercare il perché dei mancati introiti derivanti da alcuni punti, come i condoni, che politicamente il Governo aveva posto al centro della sua manovra finanziaria, ed invece ci troviamo di fronte ad una nuova finanziaria, a cui manca il collegato, che probabilmente verrà presentato non prima di 15 giorni. Vergognosamente, anche il maxiemendamento fiscale, che con una manovra «politicista» il Governo presenterà al Senato, soltanto per l'aula, arriverà alla Camera blindato probabilmente il 22 o il 23 dicembre. Così vanno le cose. E ci ritroviamo con l'articolo 2 e 3 di questa «legge finanziaria» sui conti pubblici, che porta quella apodittica - apparentemente neutrale - misura taglia spese, che è il cosiddetto aumento del 2 per cento delle spese.
Per questi motivi, voteremo nettamente contro l'assestamento di bilancio, anche proiettando la nostra opposizione sui nuovi documenti della finanziaria che il Governo ha presentato.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA. Signor Presidente, intervengo brevemente per annunciare il voto contrario dei Verdi.
Abbiamo pochi minuti per motivare il voto negativo sul rendiconto generale dell'amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2003 e sulle disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato


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e dei bilanci delle amministrazioni autonome per l'anno finanziario 2004. Molto è stato detto, anche dalla collega Cima, rispetto ad uno dei temi che ai Verdi sono molto cari e centrali, in prospettiva di una politica estera di un Governo alternativo al vostro; io vorrei soltanto mettere in evidenza, seppure in maniera molto succinta, che la distanza tra l'incremento del PIL previsto dal Governo all'interno del DPEF per il 2003 e quello invece risultato dai dati reali è davvero enorme.
Nella relazione previsionale e programmatica, nell'aggiornamento del programma di stabilità, ci sono state delle rettifiche, ma ancora siamo estremamente lontani. Il PIL nel 2003 è cresciuto solo dello 0,3 per cento in termini reali, al di sotto nettamente della media dell'area euro, che come sappiamo è già piuttosto bassa (lo 0,4 per cento), e le misure adottate dal Governo - concludo, Presidente - nel corso di questi anni (basti pensare solo alla Tremonti bis) non hanno prodotto nessuno degli effetti sperati.
Siamo di fronte ad una situazione drammatica, ad una finanziaria di emergenza, che cerca disperatamente di nascondere un buco, questo sì reale e davvero preoccupante. Avremo tutto il tempo di discutere in modo approfondito, anche con proposte alternative, nel corso del dibattito sulla finanziaria e sulla nuova legge di bilancio (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Verdi-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Gioia. Ne ha facoltà.

LELLO DI GIOIA. Signor Presidente, intervengo brevemente per esprimere il voto contrario del gruppo Misto-Socialisti democratici italiani su questo rendiconto e sull'assestamento di bilancio per il 2004.
Noi abbiamo già visto, nell'arco di questo anno, i gravi problemi che questo Governo, con la sua politica economica e finanziaria, ha determinato per il nostro paese.
Basta vedere gli indicatori a livello internazionale e nazionale per capire che questo Governo non ha attuato una politica economica che vada nella direzione dello sviluppo e della occupazione nel nostro paese. Le stesse dichiarazioni rese qualche giorno fa dal Governatore della Banca d'Italia circa la finanza creativa seguita dall'ex ministro Tremonti dimostrano la grave inefficienza e instabilità di questa politica economica e finanziaria.
Per questo motivo, annuncio il nostro voto contrario all'approvazione del provvedimento.

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