Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 531 del 20/10/2004
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(Esame dell'articolo 1 - A.C. 5095)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1, con le annesse tabelle, e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 5095 sezione 2).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti riferiti all'articolo 1 e alle annesse tabelle.

VINCENZO CANELLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Michele Ventura Tab. 2.6 e Tab. 2.2, Morgando Tab. 2.3 e Tab. 2.7 e sugli identici emendamenti Michele Ventura Tab. 2.1 e Cima Tab. 2.13.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michele Ventura Tab. 2.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 356
Votanti 354
Astenuti 2
Maggioranza 178
Hanno votato
36
Hanno votato
no 318).

Prendo atto che l'onorevole Leo non è riuscito a votare e che avrebbe voluto esprimere un voto contrario.
Prendo atto, altresì, che il gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo ha erroneamente espresso un voto contrario, mentre avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Michele Ventura Tab. 2.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariotti. Ne ha facoltà.

ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, con questo emendamento intendiamo correggere alcuni tagli praticati con il decreto-legge n. 168 del 2004 nei confronti degli enti locali, in modo particolare per quanto riguarda i fondi per la spesa corrente, che sono stati, ancora una volta, falcidiati.
Vorrei ricordare, onorevoli colleghi, che nel 2001, con l'ultima legge finanziaria del centrosinistra, i trasferimenti agli enti locali erano pari a 12 miliardi e 400 milioni; oggi siamo scesi a 12 miliardi e 300 milioni, senza considerare l'inflazione che nel frattempo, in questi anni, si è accumulata.
Mi pare, quindi, evidente che, da parte di questo Governo e di questa maggioranza, vi sia stato un costante intervento volto a penalizzare i bilanci degli enti territoriali, mettendo in discussione i servizi essenziali. Allora, con questo emendamento intendiamo in qualche modo apportare una correzione (per quanto si possa fare con una legge di assestamento a metà anno), incrementando i fondi ordinari di 130 milioni di euro per quanto


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riguarda la competenza e la cassa. Certamente, con ciò non possiamo soddisfare le reali esigenze delle autonomie locali, ma ci proviamo.
Vorrei, ancora, ricordare che con il decreto-legge n. 168 del 2004 furono tagliati del 50 per cento i fondi della cosiddetta legge sulla montagna e sulle comunità montane. In qualche modo, vorremmo riparare a questo danno procurato agli enti e alle comunità montane ed ai piccoli comuni da parte del Governo. Per questo motivo, mi appello a tutto il Parlamento e, soprattutto, alle sensibilità che provengono dalle autonomie locali (considerato che molti colleghi hanno maturato esperienze a livello di amministrazioni locali), invitandoli ad esprimere un voto favorevole su questo emendamento, al fine di sostenere, ancora una volta, la spesa ordinaria e, quindi, il soddisfacimento dei bisogni primari e dei servizi essenziali per quanto riguarda i comuni e, soprattutto, i piccoli e piccolissimi comuni montani.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michele Ventura Tab. 2.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 389
Maggioranza 195
Hanno votato
187
Hanno votato
no 202).

Prendo atto che l'onorevole Brusco non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Morgando Tab. 2.3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maurandi. Ne ha facoltà.

PIETRO MAURANDI. Poco fa, la maggioranza ha respinto un emendamento che riguardava il Fondo ordinario del finanziamento agli enti locali. Questo emendamento, che è analogo a quello precedente, ma che ovviamente non è uguale, riguarda, invece, il Fondo in conto capitale per gli enti locali e, quindi, la capacità degli enti locali di effettuare investimenti.
Questo nostro emendamento riduce il danno agli enti locali, ai quali il disegno di legge di assestamento riduce il finanziamento su questa unità previsionale di base di circa 150 milioni di euro. Noi proponiamo un parziale ripristino della UPB di 130 milioni. Siccome si tratta di una voce che riguarda gli investimenti degli enti locali, mi appello alla sensibilità del Parlamento e del Governo affinché questo emendamento venga approvato, a differenza dell'altro che poco fa è stato respinto (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Morgando Tab. 2.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 385
Maggioranza 193
Hanno votato
183
Hanno votato
no 202).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Morgando Tab. 2.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 387
Votanti 386
Astenuti 1
Maggioranza 194
Hanno votato
183
Hanno votato
no 203).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Michele Ventura Tab. 2.1 e Cima Tab. 2.13.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzolaio. Ne ha facoltà.

VALERIO CALZOLAIO. Questo emendamento ha un valore simbolico ma costituisce anche l'occasione per chiedere un chiarimento al sottosegretario Vegas.
Sottosegretario Vegas, lei sa che sulla base dell'assestamento e del combinato disposto del decreto-legge n. 168 c'è stato un taglio dei fondi destinati alla cooperazione allo sviluppo - così risulta - di 49 milioni di euro in conto competenza e di 240 milioni di euro in conto cassa.
Abbiamo già rivolto varie interrogazioni e alcune sono state presentate anche dai colleghi della maggioranza.
Se non vado errato, nelle settimane scorse lei, intervenendo in Parlamento, ha rassicurato i parlamentari che le segnalavano il dramma di questo taglio drastico dicendo che sarebbe stato possibile recuperare almeno in parte quei fondi, in particolare quelli legati all'impegno che l'Italia ha assunto sul Fondo multilaterale per la lotta all'AIDS.
Abbiamo voluto presentare questo emendamento, che ovviamente non risolve il problema. Si tratta soltanto di due milioni di euro, a fronte di una riduzione, a consuntivo 2004, di quasi 300 milioni di euro e questo problema si riproporrà questo pomeriggio in Commissione affari esteri e anche nella discussione sulla manovra finanziaria per il 2005. Infatti, a detta della stessa direzione per la cooperazione allo sviluppo, gli impegni dell'Italia per il 2005 sono di 1.400 milioni di euro e i fondi stanziati sono 616 milioni di euro. Ci sarebbe quindi un taglio di 800 milioni di euro per la cooperazione allo sviluppo rispetto agli impegni assunti dall'Italia. Ciò porterebbe l'Italia ad essere l'ultimo paese tra i paesi OCSE per quanto riguarda la percentuale sul PIL di aiuto allo sviluppo, perché siamo arrivati allo 0,11 per cento a fronte di un impegno preso dal Presidente del Consiglio nel Vertice di Barcellona del marzo 2002 di giungere, entro la finanziaria del 2006, cioè entro un anno, allo 0,33 per cento del PIL.
Allora, le chiedevo - al di là degli identici emendamenti in esame: approvarli non sarebbe un dramma, visto che si tratta di 2 milioni di euro - di rassicurare ufficialmente il Parlamento. Si tratta di un taglio ad un fondo decisivo per quanto riguarda la cooperazione e lo sviluppo e l'aiuto alla lotta alla povertà ed alla malattia nel mondo, un impegno preso nelle sedi internazionali dall'Italia. Le chiedo, dunque, se sia possibile in altra sede garantire che l'Italia non violi quegli accordi internazionali (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cima. Ne ha facoltà.

LAURA CIMA. Signor Presidente, chiedo anch'io alcuni chiarimenti al sottosegretario Vegas utilizzando l'emendamento simbolico che abbiamo presentato. Più volte siamo intervenuti in Commissione affari esteri ed abbiamo avuto risposte incoraggianti dal sottosegretario Mantica, meno dal sottosegretario Boniver, che poi è comunque intervenuta sull'opportunità di non tagliare i fondi per la lotta all'AIDS con un comunicato stampa. Abbiamo ricevuto la giusta richiesta di intervenire su tale tema durante l'esame di questo provvedimento dall'osservatorio italiano sull'azione globale contro l'AIDS che si occupa direttamente della questione. Ormai l'Italia ha bypassato la data, il 30 settembre, in cui avrebbe dovuto versare i fondi al Global Fund e ci risulta


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che ciò determini una riduzione anche da parte di altri paesi, come gli Stati Uniti. Dunque, si tratta di una situazione grave da tale punto di vista, tanto più grave quando a lanciare l'idea del fondo è stato proprio il nostro Presidente del Consiglio al G8 di Genova.
Si tratta di un taglio drammatico poiché oltre ai fondi per il Global Fund contro l'AIDS sono stati tagliati più di 100 milioni di euro anche alla cooperazione all'ONU ed alle agenzie dell'ONU. Gli obiettivi del millennio, a cui siamo tenuti a dare il nostro contributo, si stanno allontanando anziché avvicinarsi. Ad esempio, la povertà aumenta nel mondo: il numero di coloro che vivono con meno di 1-2 dollari al giorno cresce anziché ridursi come dovrebbe entro il 2015. Pertanto, la situazione diventa veramente grave. Potremmo dire che si tratta di un campanello di allarme per quanto riguarda la prossima manovra finanziaria, in cui temo assisteremo ad un'ulteriore riduzione drastica dei fondi per la cooperazione e lo sviluppo.
Sottosegretario Vegas, ci dica almeno come e con quali fondi stiamo mantenendo gli impegni che abbiamo promosso noi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Realacci. Ne ha facoltà.

ERMETE REALACCI. Signor Presidente, credo che su tale tema vi sia una sensibilità trasversale in Parlamento e ciò deve tradursi anche in atti effettivi da parte del Governo. Condivido quanto detto dai colleghi Calzolaio e Cima. Gli identici emendamenti in esame sono simbolici ma riguardano, come un ordine del giorno presentato in materia, un tema di grandissima importanza. Il taglio di 250 milioni di euro effettuato ad un insieme di iniziative che riguardano la cooperazione internazionale dell'Italia e, in particolare, l'azione in Afghanistan ed in Iraq per la ricostruzione e quello di 100 milioni di euro destinati alla lotta contro l'AIDS, la malaria e la tubercolosi rappresentano un atto molto grave.
Sappiamo tutti che il nostro paese è molto al di sotto degli impegni internazionali presi per la cooperazione ai paesi in via di sviluppo. Il Presidente del Consiglio, a più riprese, ci aveva illuso parlando, addirittura, di un obiettivo dell'1 per cento dell'Italia per quanto riguarda la cooperazione internazionale: siamo molto distanti da tale obiettivo. In particolar modo, i suddetti 100 milioni di euro sono l'unico positivo effetto del G8 di Genova e ad essi si è arrivati dopo una forte pressione da parte dell'ONU.
Si tratta di un'azione che mobilita nel mondo, negli anni in cui tale programma sarà attivo, complessivamente 3 miliardi di euro. Essa dovrebbe servire a curare 1,6 milioni di persone che soffrono di AIDS (con 52 milioni di persone che vengono testate), 3,5 milioni di persone affette dalla tubercolosi e 145 milioni di persone colpite dalla malaria.
Non si tratta quindi soltanto di un fatto assolutamente negativo dal punto di vista umanitario, ma anche di un'azione di politica internazionale del nostro paese profondamente sbagliata. Ai colleghi sensibili su questo tema - come ve ne sono nella maggioranza ed anche tra i sottoscrittori di un'apposita interpellanza urgente che verrà discussa nei prossimi giorni, oltre che tra i sottoscrittori di un ordine del giorno che discuteremo fra poco - vorrei far presente che, a parte ogni considerazione sugli impegni assunti in sede internazionale e a parte l'urgenza di un'azione in questo campo (anche per ridurre la disperazione, che spesso costituisce il retroterra del terrorismo), in questo momento l'Italia è impegnata, mi pare giustamente, in un'azione volta ad evitare che la modifica del Consiglio di sicurezza dell'ONU penalizzi il nostro paese e faccia scomparire l'Europa. Ebbene, colleghi, secondo voi il fatto che l'Italia in questo momento venga meno ai suoi impegni, non versando i 100 milioni di euro per un'azione peraltro assolutamente importante e sentita come tale da tanti paesi nel mondo, rafforza o indebolisce


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la posizione del nostro paese nell'ottica di questa discussione in corso in sede ONU?
A parte ogni altra considerazione, penso che già questa, da sola, dovrebbe spingere il Governo a tornare rapidamente indietro sulle decisioni prese. Pertanto, il voto favorevole su questi emendamenti, che rappresentano soltanto un segnale in questa direzione, sarebbe già un atto utile per ottenere tale risultato (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Duilio. Ne ha facoltà.

LINO DUILIO. Sarò brevissimo, Presidente, perché le considerazioni che volevo svolgere sono già state anticipate dai colleghi. Vorrei anch'io rivolgermi al sottosegretario Vegas, il quale non solo qui in aula - come ha detto il collega Calzolaio -, ma anche sulla stampa (dove ci si fa un po' di pubblicità), ha fatto quelle affermazioni, che portavano sostanzialmente a rivedere le intenzioni del Governo con riferimento al sostegno alla cooperazione allo sviluppo.
Dato che considero sinceramente il sottosegretario Vegas un galantuomo e poiché l'importo del quale stiamo parlando è assolutamente risibile - assumendo quindi più che altro un valore simbolico -, chiederei al sottosegretario Vegas di esprimere un parere favorevole sugli emendamenti in esame, perché ciò sarebbe la dimostrazione tangibile della veridicità delle dichiarazioni che egli ha fatto. Peraltro, nelle proposte emendative in esame, si fa riferimento ad una quantità di danaro che è così risibile, che potremmo assumerla come segno dell'intenzione governativa, che speriamo possa essere confermata l'anno prossimo, per un sostegno più cospicuo a questo filone così importante, sia sul piano concreto, sia sul piano simbolico (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Valpiana. Ne ha facoltà.

TIZIANA VALPIANA. Dato che i colleghi hanno già ampiamente detto di cosa si tratta, molto brevemente, Presidente, credo che vada ancora una volta stigmatizzata - invito pertanto i colleghi ad approvare questi emendamenti, che come abbiamo ricordato hanno un valore poco più che simbolico - la metodologia spesso adottata dal nostro Presidente del Consiglio, che è quella di fare grandi annunci sul piano umanitario, ai quali però non segue alcun tipo di attuazione.
Questo fondo, nello specifico, è stato di sana pianta inventato nei giorni, ahimè, tristemente famosi del G8 di Genova dal Presidente del Consiglio, per dimostrare la sensibilità di questo Governo nei confronti dei problemi dei paesi poveri. Ora ci siamo resi conto che la sensibilità è stata annunciata, ma dal punto di vista economico non ha avuto alcun riscontro. Noi pretendiamo che venga almeno tenuto fede alla parola data e agli impegni presi; per questo vi invitiamo ad approvare questi emendamenti. Ricordiamoci, peraltro, che a fronte del famoso 0,7 del PIL che i paesi dell'OSCE si erano impegnati a versare nel fondo per i paesi in via di sviluppo, oggi l'Italia è vergognosamente ad uno 0,13 del PIL. Credo dunque che un minimo di reazione su questo tema e un minimo di riscontro concreto, quindi economico, rispetto a quello che troppo spesso questo Governo e questa maggioranza dicono di voler dare ai paesi in via di sviluppo, per la risoluzione dei problemi della povertà nel mondo, siano quanto meno dovuti da parte di tutti i colleghi (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Landi di Chiavenna. Ne ha facoltà.

GIAN PAOLO LANDI di CHIAVENNA. Signor Presidente, al di là del merito degli emendamenti che mi pare siano stati utili


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per aprire il dibattito in questione ed esprimere diverse valutazioni - alcune critiche da parte dell'opposizione - sento il dovere, come esponente della maggioranza del gruppo di Alleanza nazionale, di appellarmi alla sensibilità del Governo e del sottosegretario Vegas per rappresentare l'importanza della cooperazione allo sviluppo non solo per quanto riguarda gli impegni già assunti, i progetti già finanziati (adesso con le decurtazioni previste saranno fortemente ridimensionamenti) ma anche con riferimento al ruolo che l'Italia può e deve svolgere nell'ambito della cooperazione allo sviluppo per la solidarietà, il prestigio e la credibilità del nostro paese attraverso questo tipo di iniziative.
Pertanto, mi appello alla sensibilità del Governo perché trovi, come peraltro già preannunziato dal sottosegretario Vegas (è già stato ricordato in precedenti audizioni e dichiarazioni), il modo per consentire che le decurtazioni, le sottrazioni di cassa previste trovino risposte adeguate anche in sede di legge finanziaria.
Abbiamo il bisogno di credere - questa è una battaglia che condividiamo con molti esponenti anche dell'opposizione - che il Governo voglia svolgere un ruolo importante e mantenere gli impegni assunti, soprattutto, quelli che il Presidente del Consiglio ha assunto in molte occasioni ufficiali istituzionali.
La cooperazione allo sviluppo è un modo importante per dare credibilità e prestigio al nostro paese; pertanto, confido che il sottosegretario Vegas possa raccogliere, anche da parte di esponenti della maggioranza, questo appello. Il mio intervento non vuole ovviamente essere critico, ma semplicemente di stimolo, perché da parte dei parlamentari della maggioranza vi è il bisogno che si forniscano risposte importanti e ciò può accadere attraverso l'implementazione delle attività e l'azione di cooperazione allo sviluppo del nostro paese.

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, con riferimento ai due identici emendamenti in esame si è aperto un dibattito incidentale che pensavo si aprisse con l'esame dell'ordine del giorno Realacci n. 1 (Nuova formulazione). Approfitto dell'occasione per chiarire le intenzioni del Governo in merito, nonché per preannunziare il parere sull'ordine del giorno, perché penso che la discussione sullo stesso si sia già svolta con l'illustrazione degli emendamenti in questione.
È ovvio che sugli emendamenti Michele Ventura Tab. 2.1 e Cima Tab. 2.13 il Governo non può che esprimere un parere contrario, sia per il modesto stanziamento previsto che non risolve i problemi, come è stato già affermato nel corso del dibattito, sia, soprattutto, perché si tratta di emendamenti a partita doppia per la parte in cui si prevede la decurtazione di risorse con riferimento al funzionamento del Poligrafico dello Stato e, quindi, in questa fase non sarebbero assentibili. Esiste un problema di rifinanziamento della cooperazione allo sviluppo e faccio presente che, per le questioni più urgenti, è stata individuata una soluzione in via amministrativa con l'utilizzo del fondo cassa per una somma, per ora, di 50 milioni che, allo stato attuale, è sufficiente.
Come ricordato precedentemente, esiste il problema della discrasia tra la parte di competenza e la parte di cassa. Probabilmente, la cassa non è in grado, per i meccanismi di spesa, di seguire la competenza, perché, forse, non sono ancora attuali tutti gli impegni che sono solo presenti in via programmatica.
Detto ciò, il Governo preannunzia di accettare l'ordine del giorno Realacci n. 1 (Nuova formulazione), che invita il Governo a valutare l'opportunità di reperire nuove e più adeguate risorse per questa finalità, tenendo conto dell'enorme importanza della cooperazione allo sviluppo. Quindi, sicuramente nell'ambito del


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l'esame della legge finanziaria sarà uno dei problemi sul quale verrà posta maggiore attenzione.
Ovviamente, il Governo intende rispettare gli impegni assunti a livello internazionale, tra i quali non bisogna trascurare anche il Patto di stabilità europeo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, l'argomento è di una tale delicatezza ed importanza che ha trovato giustamente consensi, almeno sul piano teorico, nonostante tutti si siano richiamati all'ordine del giorno presentato. Credo, invece, che anche il sottosegretario Vegas dovrebbe rispettare la condizione apposta dalla Commissione affari esteri in sede di parere sul provvedimento, con la quale si raccomanda che i 250 milioni di euro siano tagliati su voci di spesa non riconducibili agli impegni assunti nell'ambito degli stanziamenti del Ministero degli affari esteri relativi alla cooperazione allo sviluppo, ma ad altri capitoli ed in particolare a quelli relativi agli organismi internazionali di credito.
Non è cosa da poco guardare al mondo creditizio e finanziario, cioè speculativo, per togliere qualche risorsa e destinarla alla cooperazione allo sviluppo. Approvando gli emendamenti in esame adempiamo al dovere di fornire un segnale concreto, senza rinviare all'ordine del giorno.

VALERIO CALZOLAIO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VALERIO CALZOLAIO. Ringrazio il sottosegretario Vegas per la cortesia e per la precisione della sua risposta. Tuttavia, è utile che questa discussione sia chiara sulle cose già realizzate, ma anche sulle cose ancora da realizzare.
Lei, signor sottosegretario, ha affermato che 50 milioni di euro - che consentono perciò di recuperare soltanto 50 dei 240 milioni di euro in conto cassa, ridotti tra la previsione 2004 e il consuntivo 2004 - sono intanto sufficienti per coprire gli impegni assunti. Ciò non è esattamente vero; certo tale somma costituisce un segnale positivo, ma non consente di coprire gli impegni presi, in particolare con riferimento al fondo multilaterale per la lotta all'AIDS e ad altre malattie.
Comunque, si tratta di 50 milioni di euro. Il consuntivo dell'aiuto allo sviluppo, rispetto al PIL dell'Italia nel 2004, è tra lo 0,11 e lo 0,12 per cento del PIL. Siamo il paese che ha la percentuale più bassa tra tutti i paesi industrializzati.
Signor sottosegretario, mi auguro che quanto da lei affermato consenta al rappresentante del Governo, oggi pomeriggio in Commissione affari esteri, di valutare con particolare attenzione gli emendamenti della maggioranza e dell'opposizione volti a far sì che nel 2005 vi sia una reale inversione di tendenza. Lei, infatti, ha affermato che non vale la pena di approvare i nostri emendamenti che propongono due milioni di euro, ma poi occorrerà approvare la finanziaria.
Allora, oggi in Commissione, riusciremo a dare un messaggio dal quale si evinca che è volontà del Parlamento aumentare nettamente la percentuale di PIL destinata all'aiuto allo sviluppo?
Signor sottosegretario, tenga presente che, nella stessa relazione del Governo, si dice che le prospettive per il 2005 sono quelle di stabilizzare la quota destinata nel 2004. Ma la quota destinata nel 2004 è quella decurtata dei 190 milioni di euro o è quella prevista all'inizio del 2004?
La stessa relazione del Governo afferma che vi sarà una riduzione rispetto alla percentuale del PIL; infatti, il PIL è in parte destinato ad aumentare, la legge relativa alla cancellazione del debito sta terminando i suoi effetti e il fondo rotativo ormai non consente più di mantenere stabile tale percentuale.
Dunque, è in atto una riduzione, mentre esiste un impegno italiano in sede europea che rappresenta un vincolo, parimenti al patto di stabilità. L'Europa non


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fa una media degli impegni presi nei vertici multilaterali e ci comminerà sanzioni e multe, se non rispetteremo quanto promesso. Dobbiamo triplicare il nostro impegno nel corso di un anno e mezzo. Il Governo assumerà un impegno coerente? Già da oggi, in sede di Commissione affari esteri, ci aspettiamo una netta indicazione in tal senso e mi auguro che tutti i colleghi intervenuti nella stessa direzione, anche di maggioranza, contribuiscano a far sì che stavolta nella legge finanziaria per il 2005 ci sia un netto aumento del finanziamento complessivo italiano a fondi essenziali per la lotta alla povertà, alla malattia, al degrado ambientale, alla siccità e contro situazioni di povertà e degrado che in tante parti del mondo comportano sete e fame per milioni di cittadini.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lupi. Ne ha facoltà.

MAURIZIO ENZO LUPI. Signor Presidente, vorrei ringraziare il sottosegretario Vegas per la sensibilità e per i contenuti della sua risposta. Condivido l'opinione che questo dibattito si sarebbe dovuto tenere in occasione dell'ordine del giorno firmato da molti colleghi. Non credo però che tale questione, cui tutto il Parlamento è sensibile, non si risolva. Devo ricordare al Governo che non è un caso che, grazie anche alla volontà e all'interessamento di alcuni colleghi, in particolare dell'onorevole Paoletti Tangheroni, è nato un intergruppo parlamentare per il sostegno alla cooperazione internazionale.
Il problema, quindi, non viene risolto con l'approvazione dell'emendamento in oggetto, relativo a due milioni di euro, cifra simbolica che pertanto forse la rende inopportuna. Tuttavia, il Parlamento rivolge un forte invito al Governo affinché consideri - come d'altronde sempre è stato ed è evidente nelle parole e nella volontà del Presidente Berlusconi - la cooperazione internazionale un elemento importante della presenza italiana nello scenario mondiale e della risoluzione dei tanti problemi che impegnano la nostra azione nel mondo.
Credo che questa sia la questione di fondo: la cooperazione internazionale non è la sorella povera della nostra politica internazionale di intervento all'estero. Quindi, occorre onorare l'impegno preso dal sottosegretario, a nome del Governo, di individuare nelle pieghe della finanziaria fondi congrui da destinare alla cooperazione internazionale. Inoltre, è necessario accertare l'impiego dei soldi già stanziati - i famosi 250 milioni di euro - per progetti concreti e importanti, che testimonino la forza della nostra presenza su alcuni scenari internazionali.
L'impegno deve andare in questa direzione ed è questo l'intendimento del gruppo di Forza Italia. Come ha ricordato l'onorevole Landi di Chiavenna, non è un problema di maggioranza o opposizione, perché in proposito esiste la sensibilità di tutto il paese, rappresentata anche dai numerosi interventi del Presidente del Consiglio nel procedere in una determinata direzione. Tale cammino può però essere fatto se alla volontà seguono effettivamente le azioni concrete.

LINO DUILIO. Allora vota a favore!

LAURA CIMA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LAURA CIMA. Signor Presidente, sull'emendamento in oggetto l'Assemblea non si dividerà tra maggioranza e opposizione, perché sono convinta che gli onorevoli Landi di Chiavenna, Paoletti Tangheroni e gli altri che mi hanno preceduto concordino sulla necessità di aumentare i fondi per la cooperazione allo sviluppo.
Esistono però un Governo e un'opposizione; in particolare, l'opposizione chiede almeno di mantenere fede alle iniziative e ai patti che il Governo invece trascura, sottosegretario Vegas. Infatti, quando lei afferma che attraverso un fondo di cassa sono stati reperiti 50 milioni di euro, vuol dire che abbiamo ridotto del 50 per cento e paghiamo in ritardo gli stanziamenti al global fund, che avremmo dovuto pagare entro il 30 settembre. Inoltre, così facendo


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abbiamo causato un'ulteriore riduzione, visto che alcuni paesi, tra cui gli Stati Uniti, misurano il loro contributo in misura di una percentuale sul totale.
Siamo quindi responsabili anche di questo, peraltro su una nostra iniziativa. Signor sottosegretario, ritengo che ciò sia gravissimo. Possiamo discutere sull'ordine del giorno, tuttavia sulla base dei chiarimenti che lei ha fornito non sussiste la possibilità di recuperare la somma di 250 milioni di euro, su cui il Governo si è impegnato negli scorsi mesi, affermando che la questione sarebbe stata affrontata in sede di assestamento.
In questo modo, non teniamo fede ai nostri impegni. Mi chiedo, sulla base di tali premesse, cosa accadrà in occasione dell'esame della legge finanziaria. Possiamo costituire in questo Parlamento tutte le associazioni benemerite possibili, ma il Governo assume decisioni che vanno contro il buonsenso e contro la volontà del Parlamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Paoletti Tangheroni. Ne ha facoltà.

PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONI. Signor Presidente, intervengo brevemente per sottolineare che l'Italia è stata recentemente fatta oggetto di una valutazione non negativa da parte dell'OCSE, per quanto riguarda la cooperazione allo sviluppo. In tale ambito, pertanto, l'immagine dell'Italia non è negativa. Se a tale lavoro non consegue il mantenimento degli impegni, tale credibilità rischia indubbiamente di venire meno.
Ritengo sia importante tenere sempre alti l'interesse e l'attenzione su questo tema, senza ridursi, come sempre accade, in prossimità della legge finanziaria. Vi sono numerose altre occasioni nelle quali richiamare l'attenzione del Governo (sono convinta che tale attenzione vi sia, come confermano le dichiarazioni del sottosegretario Vegas). Non si tratta soltanto di aiuti di emergenza e di sostegno allo sviluppo, ma anche di interventi volti a rimuovere le cause di un malcontento generale nel quale poi affonda quanto meno una parte delle proprie radici il fenomeno che oggi ci funesta, vale a dire il terrorismo. Ritengo pertanto che occorra prestare molta attenzione a tali temi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Burani Procaccini.

MARIA BURANI PROCACCINI. Signor Presidente, intervengo molto rapidamente per ricordare che la delegazione, costituita da chi vi parla e della collega Bolognesi, che ha rappresentato a Città del Capo la Camera dei deputati nel convegno internazionale sui bambini orfani a causa dell'AIDS, ha assunto il preciso impegno di mantenere le quote di cooperazione a favore dei bambini africani che a causa di tale malattia restano orfani e sono quindi incapaci di provvedere alla propria sopravvivenza. Vi è stato al riguardo anche un impegno preciso del Presidente Berlusconi, e Forza Italia chiede che tale impegno sia mantenuto.

LINO DUILIO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LINO DUILIO. Signor Presidente, la discussione in corso inizia a presentare aspetti paradossali. Stiamo esaminando gli identici emendamenti Michele Ventura Tab. 2.1 e Cima Tab. 2.13, e siamo concordi nel ritenere che il prossimo anno debba essere devoluta ai paesi in via di sviluppo una cifra di notevole entità (anche se riteniamo che tale entità sia leggermente inferiore rispetto a quella prospettata dal sottosegretario): mi chiedo dunque per quale motivo gli emendamenti non siano approvati. Ciò, onorevole Lupi, a maggior ragione in quanto essi hanno un valore simbolico, considerato l'importo: le decisioni simboliche rivestono notevole importanza.
Dal momento, dunque, che tali emendamenti hanno un valore simbolico e non


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comportano un notevole onere per la finanza pubblica, invito tutti i colleghi ad approvarli, coerentemente con quanto è stato detto sia da parte dell'opposizione sia da parte della maggioranza. Sappiamo tutti, infatti, che l'approvazione di un mero ordine del giorno costituisce una buona intenzione, da verificare nel futuro.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maura Cossutta. Ne ha facoltà.

MAURA COSSUTTA. Intervengo per evidenziare come questa discussione dimostri la schizofrenia e, scusate onorevoli della maggioranza, anche l'ipocrisia di tanti «splendidi» colleghi. Onorevole Tangheroni, sappiamo benissimo che stiamo costituendo un gruppo trasversale sulla cooperazione. Le chiacchiere, però, stanno a zero: da una parte vi rifiutate di votare un emendamento banale, direi minimale, e dall'altra vi appellate a impegni futuri. Onorevole Tangheroni, non si tratta di mantenere accesa l'attenzione, ma di assumersi concretamente e coerentemente delle responsabilità, anzitutto nei confronti di impegni già assunti dal nostro paese, ma anche nei confronti delle proposte che insieme avevamo formulato.
Signor Presidente, domani in aula discuteremo una mozione sull'Africa, presentata ormai da mesi non soltanto da noi ma anche da colleghi della maggioranza. Vorrei capire, dopo questa discussione ma soprattutto dopo le decisioni assunte in merito al provvedimento in esame, cosa il Governo ci verrà ad annunciare domani in ordine a tale mozione e alle iniziative per il continente africano! Non solo noi ma gli stessi paesi interessati sono stanchi di parole e impegni astratti. Questi Stati si aspettano un ruolo politico di rigore, di responsabilità politica dell'Europa e del nostro paese.
Colleghi, senza ipocrisia, se volete dimostrare che gli impegni sono obblighi e la responsabilità è comune credo che come primo impegno dovreste approvare questi emendamenti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Mantovani. Ne ha facoltà.

RAMON MANTOVANI. Esistono due ordini di problemi. Il primo è aver spogliato la cooperazione dei fondi necessari. È un processo che purtroppo prosegue da moltissimi anni, ma certo una bastonata come quella che questo Governo ha inferto al bilancio della cooperazione non si era mai vista. Tutto ciò è ingiusto: i fondi per la cooperazione allo sviluppo sono fondamentali per costruire un mondo di pace, per costruire un mondo più giusto e costruire anche la credibilità di quello che voi definite Occidente, nei confronti dei paesi che per decenni hanno subito il colonialismo e la rapina delle loro materie prime.
Vi è però un altro aspetto, care colleghe e cari colleghi; mi riferisco all'intrinseca credibilità del nostro paese e della nostra politica estera. Si militarizza sempre di più la politica estera, sono sempre più numerose le spese militari e - com'è accaduto recentemente - si parla di un memorandum di intesa con il Kuwait (e credo presto giungerà in aula un provvedimento riguardo alla legge n.185 del 1990 sul commercio delle armi). Ebbene, nel mentre si fa tutto questo si tagliano i soldi alla cooperazione, si tagliano i fondi per la costruzione della pace e dello sviluppo del mondo.
In realtà, già si dovrebbe discutere sui fondi speciali istituiti dai paesi del G8. Alcuni Stati partecipanti al G8 sono morosi, non pagano le loro quote alle Nazioni Unite e all'Organizzazione mondiale della sanità. Gli stessi che poi, nell'ambito della riunione dei paesi più ricchi, si istituiscono un loro fondo per elargire un po' di carità! E perfino tali fondi non vengono rifinanziati! La situazione è quindi insostenibile. Non ci si può certo accontentare di generiche parole e degli impegni di cui abbiamo ascoltato tante volte.
Voteremo questi emendamenti anche se, come hanno ricordato le altre colleghe e gli altri colleghi, sono di natura simbolica. Non possiamo però non denunciare


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né la situazione in cui versa la cooperazione allo sviluppo né lo schiaffo inferto al mondo del volontariato, alle organizzazioni non governative né tantomeno lo schiaffo che si dà ai paesi del terzo mondo! Non bastano le parole, ci vorrebbero i fatti. Ma i fatti cui abbiamo assistito ci dimostrano che si pratica il passo del gambero. Addirittura si va indietro invece di andare avanti!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Spini. Ne ha facoltà.

VALDO SPINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, affinché la Camera possa votare con cognizione di causa devo aggiungere una notizia. Gli Stati Uniti, che sono il principale contribuente del Fondo globale, hanno affermato che qualora la loro quota ecceda il 33 per cento del fondo a causa del mancato versamento da parte degli altri paesi, essi si ritireranno da questo meccanismo.
Allora, io credo che non si possa rinviare la nostra decisione rimandando ad un ordine del giorno od una successiva decisione o ad altro, perché sono veramente in forse non soltanto la nostra quota, ma il funzionamento stesso del fondo globale per la lotta contro l'AIDS, la malaria, la tubercolosi: vite umane che oggi dipendono dal voto che stiamo per affrontare.
Perciò, agli argomenti già egregiamente svolti dall'onorevole Calzolaio e dagli altri colleghi, vorrei aggiungere questo: mi sembra un argomento dirimente, affinché questi emendamenti vengano approvati e passino con il voto della Camera (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Michele Ventura Tab. 2.1 e Cima Tab. 2.13, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 375
Votanti 372
Astenuti 3
Maggioranza 187
Hanno votato
177
Hanno votato
no 195).

Passiamo alla votazione dell'articolo 1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maurandi. Ne ha facoltà.

PIETRO MAURANDI. Intervengo per annunciare il nostro voto contrario sull'articolo 1, anche perché a questo articolo avevamo presentato tre gruppi di emendamenti: un primo gruppo sul fondo dei canoni di locazione, un altro gruppo sul finanziamento agli enti locali e l'ultimo, appena discusso, sui paesi in via di sviluppo: tutti questi emendamenti sono stati respinti.
Consideriamo grave il fatto di avere respinto l'ultimo emendamento discusso, quello sul fondo per i paesi in via di sviluppo (la cifra era simbolica ma costituiva un segnale importante). Dire che, siccome essa era simbolica, non si è ritenuto di approvarla, mi sembra alquanto strano! Semmai sarebbe una logica conseguenza il contrario: siccome è simbolico, non sconvolge le cifre del bilancio, lo si dovrebbe approvare!
Sul tema dei paesi in via di sviluppo ciò che ci lascia scandalizzati è il fatto che tutti si sono dichiarati a favore dell'intervento, sia pure simbolico, mentre poi la maggioranza ha votato contro di esso; ed è non solo questo che consideriamo grave! Consideriamo grave l'avere respinto l'emendamento sul fondo dei canoni di locazione, per il quale conosciamo l'entità del problema degli affitti in Italia; come anche consideriamo grave l'avere respinto gli emendamenti sui finanziamenti agli enti locali, i quali hanno già sopportato i tagli inseriti nella legge finanziaria dello scorso anno e dovranno sopportare anche


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i tagli previsti nella legge finanziaria di quest'anno. Il nostro emendamento aveva, invece, il senso di ridare un po' di respiro agli enti locali riguardo al fondo ordinario e a quello in conto capitale.
Per tutte queste ragioni voteremo contro l'articolo 1.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duilio. Ne ha facoltà.

LINO DUILIO. Intervengo anch'io, Presidente, brevemente per annunciare il voto contrario su questo articolo, in quanto avevamo cercato di renderlo un articolo dal volto più umano, se così si può dire, con emendamenti da noi presentati per aiutare gli enti locali.
Tutti affermiamo che gli enti locali sono nella condizione per cui tra poco non avranno neanche la possibilità di accendere la luce per lavorare; sottolineo peraltro che, andando avanti di questo passo, diventa un'ipocrisia il discorso fatto dal Governo sulla invarianza della pressione fiscale, perché gli enti locali saranno costretti inevitabilmente ad imporre dei tributi per poter continuare a funzionare. Qui sono stati respinti sia gli emendamenti che riguardano le spese ordinarie sia quelli sulle spese in conto capitale.
Dirò poche parole semplicissime per quanto riguarda l'incremento previsto nel nostro emendamento sul fondo di rotazione. Stiamo parlando della gente più povera, della gente che non ha i soldi per pagare l'affitto di casa! Forse ci stiamo dimenticando di cosa significhi vivere nella dimensione «micro» della vita quotidiana e ci interessano solo le questioni "macro". Questo emendamento tendeva a ricordare che nel nostro paese vi sono persone che non ce la fanno, e che, quando vanno presso i comuni a chiedere un sostegno per pagare l'affitto, si sentono rispondere che il fondo non è più finanziato, che i soldi non sono sufficienti e che quindi non possono ricevere alcun aiuto.
Da ultimo, bisognerebbe occuparsi del discorso relativo alla cooperazione, sulla quale mi sono già soffermato in precedenza. Si trattava di emendamenti simbolici, ma prendo atto che questa maggioranza non è intenzionata nemmeno ad approvare gli emendamenti che hanno valore simbolico.
Per tutto questo insieme di ragioni, noi voteremo convintamente contro l'articolo 1.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alberto Giorgetti. Ne ha facoltà.

ALBERTO GIORGETTI. Signor Presidente, ho l'impressione che, sul tema del rapporto con gli enti locali, la sinistra continui a seguire una linea in parte concreta ed in parte demagogica.
Premesso che nelle leggi finanziarie approvate negli anni scorsi e negli altri interventi che hanno interessato la questione dei trasferimenti agli enti locali abbiamo già dimostrato notevole senso di responsabilità, bisogna tenere conto di un dato che l'opposizione sembra voler dimenticare: il patto di stabilità non attribuisce la responsabilità della tenuta dei conti pubblici esclusivamente allo Stato centrale, ma chiede agli enti locali di maturare ulteriormente la consapevolezza di essere impegnati nel raggiungimento del medesimo obiettivo.
Noi sappiamo che le regole del patto di stabilità, in particolar modo di quello interno, hanno dato risultati efficaci, anche se, probabilmente, sono eccessivamente rigide. Comunque, resta il fatto che esse hanno cominciato a creare un percorso di - lasciatemi passare il termine - educazione nei confronti delle amministrazioni locali, presso le quali si registrano aspetti positivi anche in termini di razionalizzazione e di maggiore efficienza e, più in generale, di risparmi complessivi nell'interesse delle comunità.
È evidente che, in tale quadro, alcune risorse sono state sicuramente ridotte. Tuttavia, dobbiamo smetterla di sostenere che sono stati bloccati i trasferimenti per quanto riguarda i diritti delle persone. Non è così! Sapete molto bene, colleghi, che la salvaguardia dei predetti diritti


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soggettivi è stata da noi ribadita anche in occasione dell'esame del cosiddetto decreto «taglia-spese».
Ad ogni modo, vi è sicuramente la necessità, da parte degli enti locali, in particolar modo dei comuni, di adoperarsi sul versante dei risparmi, soprattutto in relazione a costi che hanno largamente superato i limiti che ne assicuravano la compatibilità con gli obiettivi generali. Basti pensare al richiamo che, anche quest'anno, è puntualmente venuto dalla Corte dei conti in occasione dell'esame del disegno di legge finanziaria ed all'indagine del Comitato sulla spesa pubblica: è stato posto in luce che gli enti locali hanno seguito un percorso di sostanziale aumento dei costi, fuori dai dati tradizionali anche in relazione al rinnovo dei contratti riguardanti il personale. Quindi, più generale, ci si deve attenere ad una condotta più attenta alla spesa complessiva.
In questo quadro, la proposta di attribuire un maggiore finanziamento di 130 milioni di euro agli enti locali risulta demagogica in quanto volta a negare, attraverso una contribuzione che non tiene conto degli effetti complessivi del patto di stabilità, il problema reale del rapporto tra enti locali e Stato centrale. Siamo disponibili ad affrontare il problema in sede di legge finanziaria: il relatore e tutta la maggioranza hanno mostrato piena apertura per quanto concerne l'esigenza di rafforzare il fronte degli interventi e di dare maggiore sostegno in particolar modo ai piccoli comuni, alle comunità montane ed alle unioni di comuni. Nel contempo, si riconosce la necessità di rivedere in modo più selettivo i criteri di funzionamento del patto di stabilità. Più specificamente, bisogna fare in modo che vi sia un effettivo meccanismo premiale nei confronti di quelle amministrazioni che, operando con coscienza del proprio ruolo, hanno seguito un percorso virtuoso nella gestione delle risorse pubbliche.
In tal senso, manifestiamo una piena disponibilità al confronto, ma rifiutiamo operazioni demagogiche che non credo abbiano attinenza con le disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1, con le annesse tabelle.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 392
Votanti 391
Astenuti 1
Maggioranza 196
Hanno votato
209
Hanno votato
no 182).

Prendo atto che l'onorevole Bielli non è riuscito votare e che avrebbe voluto esprimere voto contrario. Prendo atto, altresì, che l'onorevole Pinotti ha erroneamente espresso un voto favorevole, mentre avrebbe voluto esprimerne uno contrario.

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