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La seduta, sospesa alle 10,40, è ripresa alle 11.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 (vedi l'allegato A - A.C. 5094 sezione 1).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maurandi. Ne ha facoltà.
PIETRO MAURANDI. Signor Presidente, affrontiamo l'esame del rendiconto per il 2003 e dell'assestamento per il 2004 in un momento in cui è già aperta la discussione sul contenuto della prossima legge finanziaria.
Proprio perché si colloca a ridosso di quello sulla legge finanziaria, il dibattito odierno avrebbe potuto costituire un'occasione importante per fare il punto sulla situazione della finanza pubblica proprio in vista delle misure contenute nella legge finanziaria. E, in particolare, in questa legge finanziaria, nella quale il Governo ha previsto l'escamotage del tetto del 2 per cento riferito al preconsuntivo dell'anno precedente.
Il problema è che tale preconsuntivo è costituito dall'assestamento del bilancio del 2004 corretto naturalmente dagli effetti sulla spesa pubblica del decreto n. 168 varato questa estate. Il fatto è che nell'assestamento per il 2004 gli effetti del decreto n. 168 non ci sono, quindi discutiamo ed approveremo un assestamento per molta parte falso, in quanto non consente appunto di valutare gli effetti del suddetto decreto. Ciò è grave e diventa ancora più grave se teniamo conto del fatto che il preconsuntivo del 2004 dovrebbe
essere la base per applicare il famoso o famigerato tetto del 2 per cento alla spesa pubblica per il 2005.
I dati del rendiconto per il 2003, poi, si collocano in una situazione dell'economia italiana che appare peggiorata rispetto al 2002; infatti, si è passati da una misera crescita dello 0,4 del PIL nel 2002 alla ancora più misera crescita dello 0,3 nel 2003. Naturalmente, il peggioramento delle condizioni della finanza pubblica si fa spesso risalire alle situazioni di difficoltà generale dell'economia nazionale e ciò in qualche misura è vero, ma non bisogna trascurare o sottovalutare il peso che le scelte politiche del Governo in materia di finanza pubblica e di politica economica hanno avuto sull'andamento dei saldi.
L'indebitamento netto, il parametro che conta per il patto di stabilità, è aumentato dello 0,1 per cento rispetto al 2002, diventando nel 2003 il 2,4 per cento del prodotto interno lordo. L'avanzo primario è ulteriormente diminuito, passando dal 3,5 del PIL nel 2002 al 2,9 nel 2003. L'unico elemento positivo relativo ai saldi del bilancio della pubblica amministrazione è la riduzione della spesa per interessi che, sfortunatamente per il Governo, è un fenomeno di mercato e non dipende dalla politica dell'esecutivo.
È vero invece che la politica economica del Governo, anziché limitare e contrastare gli effetti delle difficoltà del sistema economico, li ha sostanzialmente amplificati.
Il risultato, infatti, è che il saldo corrente, nonostante la riduzione della spesa per interessi, è diventato negativo dopo cinque anni, attestandosi nel 2003 a meno 0,2 per cento del prodotto interno lordo. Si tratta di un risultato dovuto alla riduzione delle entrate dello 0,4 per cento del PIL e all'aumento delle spese dello 0,5 per cento del PIL.
È la prova evidente e chiara che il Governo non riesce a controllare la dinamica dei flussi delle entrate e delle spese. D'altra parte, proprio questa situazione - con la concreta prospettiva che, venute meno le una tantum contenute nelle ultime leggi finanziarie, fosse possibile sfondare il tetto del 3 per cento del rapporto tra deficit e PIL - ha indotto il Governo a varare nell'estate 2004 il decreto n. 168, che ha rastrellato risorse per 7,5 miliardi di euro. Si fa un gran vanto di quel provvedimento, che avrebbe evitato lo sfondamento del parametro del patto di stabilità. Ma quel decreto, se pure ha evitato lo sfondamento, è la conseguenza della politica fallimentare dell'esecutivo in materia di finanza pubblica.
PRESIDENTE. Onorevole Maurandi, dovrebbe concludere il suo intervento perché ha terminato il tempo a sua disposizione.
PIETRO MAURANDI. Signor Presidente, mi accingo a terminare.
Si tratta, quindi, di una politica fallimentare in materia di finanza pubblica, opera di questo Governo e non di un altro. Nel Rendiconto del 2003 sono evidenziati in modo plateale tali fallimentari risultati, così come l'assestamento per il 2004 non presenta grandi novità, come detto peraltro nella relazione.
Il dato che intendo sottolineare ancora è che l'assestamento del 2004 risulta sostanzialmente falsato dalla mancata comprensione degli effetti introdotti con il decreto n.168 del 2004, risalente alla scorsa estate.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alberto Giorgetti. Ne ha facoltà.
ALBERTO GIORGETTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i due documenti che stiamo esaminando costituiscono la premessa del lavoro che dovremo svolgere - e che peraltro stiamo già svolgendo in sede di Commissione bilancio in questi giorni - insieme all'opposizione sul confronto
delle dinamiche complessive legate ai conti pubblici e alle aspettative di crescita dell'economia.
Riteniamo particolarmente azzardata la posizione così negativa espressa dall'opposizione, su un quadro complessivo, legato al rendiconto e all'assestamento, che dimostrerebbe con grande concretezza una condotta inadeguata da parte del Governo e della maggioranza in merito alla tenuta dei conti pubblici e, più in generale, sulle risorse e sui meccanismi attivati per sostenere l'economia nazionale.
Al contrario, credo che i dati parlino chiaro: è indubbio che negli scorsi mesi abbiamo dovuto affrontare il peggioramento di alcuni dati, ma vorremmo sottolineare come tale situazione sia stata soprattutto legata alla riduzione della crescita del prodotto interno lordo, dato peraltro che ha coinvolto in modo significativo non solo l'Italia, ma complessivamente tutti i paesi dell'area dell'euro.
Stiamo vivendo una fase di bassa crescita, come denunciato da noi stessi più volte, e bisogna tentare di uscirvi, ma è chiaro che la riduzione dell'incremento del prodotto interno lordo ha determinato complessivamente il peggioramento del saldo deficit-PIL, rispetto a quanto predisposto e approvato in sede europea. Il grande merito del Governo e della maggioranza è di essere comunque riusciti a mantenere tale rapporto all'interno del fatidico 3 per cento, impresa che invece non è riuscita ad altri paesi in sede euro.
Ricordo, ad esempio, la Francia, il cui rapporto deficit-PIL è pari al 4,1 per cento, e la Germania, che ha sforato largamente il limite del 3 per cento, con un rapporto che oggi si attesta al 3,9 per cento.
L'Italia, grazie alle iniziative assunte dal Governo e dalla maggioranza, è riuscita a rimanere all'interno dei parametri prefissati. Si tratta di un grande merito, che emerge anche dai disegni di legge in esame e che intendiamo sottolineare per sfatare alcuni luoghi comuni artatamente costruiti dall'opposizione, relativi, ad esempio, ad un peggioramento dei saldi complessivi, che non riscontriamo e che oggettivamente non sussiste.
Esaminando i dati del rendiconto per il 2003 rispetto ai risultati del 2002, si registra un generale miglioramento dei saldi del bilancio dello Stato relativi alla gestione della competenza. In particolare, il saldo netto da finanziare, vale a dire il saldo più significativo, si attesta su 32 miliardi di euro ed evidenzia un miglioramento pari a quasi 12 miliardi di euro rispetto al 2002. Si tratta di un dato certamente significativo, al pari dei dati relativi al saldo corrente, che registra un incremento di 5,6 miliardi di euro, e al saldo primario, che evidenzia un incremento di 6,5 miliardi di euro.
Tutto ciò è avvenuto in un quadro macroeconomico internazionale di assoluta debolezza, in cui la crescita si è sostanzialmente ridotta nel tempo, avvicinandosi quasi allo zero. Oggi vi sono alcuni segnali complessivi di ripresa che ci fanno sperare, in linea con le previsioni e del Governo e dei più autorevoli osservatori economici internazionali, in un percorso di ripresa che ci consenta di incrementare il prodotto interno lordo.
Va inoltre smentito che vi sia un innalzamento complessivo della pressione fiscale, come spesso sostenuto dall'opposizione. Infatti, a fronte di un intervento previsto dalla prossima legge finanziaria e volto ad effettuare un percorso di verifica su alcuni meccanismi di entrata al fine di produrre nuovi introiti, la pressione fiscale non aumenta, bensì si riduce progressivamente, al di là delle iniziative in materia che potrebbero essere adottate dal Governo nei prossimi giorni.
Vi è dunque un quadro complessivo che non intendiamo sottovalutare e della cui delicatezza, per quanto concerne la tenuta dei conti pubblici, siamo consapevoli. Vi è la possibilità di intervenire, possibilmente insieme all'opposizione, sul versante dei risparmi della pubblica amministrazione, e di riattivare percorsi virtuosi di controllo della spesa, che sono stati previsti finora ma che debbono essere proseguiti con maggiore rigore. La scelta
del tetto del 2 per cento compiuta con il disegno di legge finanziaria non è certamente risolutiva dei problemi del bilancio dello Stato, ma rappresenta comunque un passaggio importante al fine di porci nelle condizioni per lanciare un percorso di sviluppo legato al prossimo intervento sulla competitività e all'abbassamento della pressione fiscale.
Il dibattito in corso riveste notevole importanza, anche alla luce di un'ulteriore considerazione. Negli anni scorsi, si riteneva che la gestione del bilancio e il confronto su poste che venivano sostanzialmente considerate a legislazione vigente non riguardassero scelte di politica economica. Oggi ci stiamo accorgendo di quanto sia importante iniziare un nuovo percorso, intrapreso dal Governo ed avviato nella Commissione bilancio, che consiste nella valutazione attenta delle poste di bilancio. Occorre inoltre valutare le dinamiche storiche che hanno costruito i percorsi che determinano oggi i valori complessivi e dunque approfondire il tema del bilancio, a partire dal dibattito in corso, che riguarda situazioni che hanno già prodotto i propri effetti, ma che deve essere ripreso nell'ambito di un confronto che non si concluda oggi in quest'aula ma che prosegua anche nel corso dell'esame della legge finanziaria. Durante tale esame riteniamo, con la consapevolezza di aver intrapreso un percorso di rigore sui conti pubblici, di poterci confrontare utilmente con l'opposizione, per addivenire a soluzioni che possano migliorare la nostra contabilità e quindi determinare effetti positivi nei confronti dei cittadini (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Leo. Ne ha facoltà.
MAURIZIO LEO. Come già chiarito dal collega Alberto Giorgetti, con riferimento ai conti pubblici del 2003 abbiamo potuto riscontrare un saldo netto da finanziare attestatosi a 32 miliardi di euro. Si è quindi verificato un miglioramento rispetto al 2002 di circa 12 miliardi di euro.
Per quanto attiene all'assestamento per il 2004, gli effetti positivi e migliorativi del trend dei conti pubblici sono ascrivibili all'intervento realizzato con il decreto legge n.168 del 2004. Si è così ottenuta una riduzione del saldo netto da finanziare, passato da 62 a 56 miliardi di euro. Tale quadro interessa in particolare gli anni 2003 e 2004.
Effetti migliorativi, però, si potranno rilevare grazie al disegno di legge finanziaria e ai provvedimenti di bilancio per il 2005. Basti ricordare la correzione dei conti pubblici per un totale di 24 miliardi di euro, che si riconnette a tre particolari filoni: la dismissione dei cespiti, le misure in materia di accertamento fiscale e di revisione delle basi imponibili. Tali interventi sicuramente apporteranno benefici effetti al bilancio dello Stato.
In particolare, per quanto attiene all'andamento delle entrate, a fronte delle misure di razionalizzazione e stabilizzazione delle basi imponibili, va ricordato che proprio nel 2005 verranno avviate alcune iniziative a cura dell'amministrazione finanziaria, e segnatamente delle agenzie delle entrate e del territorio, volte ad intervenire in quelle sacche, quelle aree in cui maggiormente si annida l'evasione.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Leo.
MAURIZIO LEO. Ritengo quindi che grazie ai provvedimenti adottati nel 2003, alle misure correttive per il 2004 e agli interventi introdotti per l'anno 2005, si verificherà una situazione di finanza pubblica certamente in linea con le aspettative.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 356
Votanti 355
Astenuti 1
Maggioranza 178
Hanno votato sì 186
Hanno votato no 169).
Prendo atto che gli onorevoli Amato, Camo e Milanato non sono riusciti ad esprimere il proprio voto; prendo atto, altresì, che l'onorevole Bova non è riuscito a votare e che avrebbe voluto esprimere voto contrario.
Passiamo all'esame dell'articolo 2 (vedi l'allegato A - A.C. 5094 sezione 2).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariotti. Ne ha facoltà.
ARNALDO MARIOTTI. Il rendiconto al nostro esame evidenzia una problematica generale che intendo sottolineare. Con la nuova impostazione del disegno di legge finanziaria per il 2005, il rendiconto ed il controllo di gestione assumono un valore importante.
In questo anno si è verificato ciò che era, in effetti, prevedibile. Infatti, intervenendo a valle del programma di spesa con il cosiddetto decreto tagliaspese, abbiamo fatto venir meno quel principio fondamentale rappresentato dell'annualità del bilancio. Abbiamo così ottenuto ciò che negli enti territoriali viene definito debito fuori bilancio e che, invece, qui chiamiamo eccedenze. Voglio ricordare che per la prossima finanziaria abbiamo eccedenze accumulate che ammontano ad oltre tre miliardi e 200 milioni di euro. In pratica il 23 per cento del fabbisogno, per quanto riguarda la spesa corrente, è composto da eccedenze prodotte nell'anno precedente.
Quindi, mi pare chiaro che il rendiconto, di fatto, al di là delle cifre che sul piano formale si registrano nel testo ufficiale, presenti problemi di sostanza, per cui risulta evidente il peggioramento deisaldi e della finanza pubblica (peggioramento che, tra l'altro, ci stiamo trascinando, creando buchi su buchi): il fatto di trovarci di fronte ad una manovra finanziaria di 24 miliardi solo per chiudere i buchi provocati dalle gestioni di questo Governo nei tre anni precedenti ne costituisce la dimostrazione.
Per questi motivi, esprimeremo un voto contrario su questo articolo, ritenendo che il rendiconto dello Stato per l'anno 2003 abbia evidenziato ciò che avevamo denunciato strada facendo, e cioè che, intervenendo con il princìpio del «taglia-spese», avremmo solo spostato la spesa negli anni successivi con le eccedenze che aumentano sempre di più.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.
(Segue la votazione).
PIERO RUZZANTE. Ciascuno voti per sé, Presidente!
RENZO INNOCENTI. Non vi allargate troppo!
PRESIDENTE. Ognuno voti per sé!
Prego i colleghi di attenersi a questa regola elementare!
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 368
Maggioranza 185
Hanno votato sì 192
Hanno votato no 176).
Passiamo all'esame dell'articolo 3 (vedi l'allegato A - A.C. 5094 sezione 3).
Nessuno chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.
(Segue la votazione).
PIERO RUZZANTE. Presidente, guardi lì, il settore...!
SERGIO COLA. Guardi di là, Presidente!
PRESIDENTE. Prego, mi dica qual è il settore (Commenti del deputato Cola)....
Ho capito, ma non è che la par condicio migliori il rapporto di credibilità di chi deve votare per sé e non per gli altri!
PIERO RUZZANTE. Quarto settore!
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 363
Maggioranza 182
Hanno votato sì 194
Hanno votato no 169).
Passiamo all'esame dell'articolo 4 (vedi l'allegato A - A.C. 5094 sezione 4).
Nessuno chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 370
Maggioranza 186
Hanno votato sì 196
Hanno votato no 174).
PIERGIORGIO MASSIDDA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERGIORGIO MASSIDDA. Signor Presidente, vorrei segnalarle che, pur presente in aula, non sono riuscito a votare nelle due precedenti votazioni.
PRESIDENTE. Ne prendo atto, onorevole Massidda.
Passiamo all'esame dell'articolo 5 (vedi l'allegato A - A.C. 5094 sezione 5).
PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, le chiediamo, anche ai sensi dell'articolo 8 del regolamento, di disporre il controllo delle tessere di votazione, perché vi sono decine di voti doppi nel terzo, quarto e quinto settore. La ringrazio.
PRESIDENTE. Invito i deputati segretari a procedere al controllo delle tessere di votazione (I deputati segretari ottemperano all'invito del Presidente).
DANIELE FRANZ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DANIELE FRANZ. Pur comprendendo la ratio della richiesta dell'onorevole Ruzzante, credo che, prima di iniziare il controllo, dovrebbe esserci anche il segretario di maggioranza, perché altrimenti si tratterebbe di una verifica monca. Per questo motivo, la prego di sospendere il controllo delle tessere di votazione fino a quando il segretario di Presidenza della maggioranza non dovesse essere così cortese da comparire...
PRESIDENTE. Chi può prestarsi a questo compito? Accanto a me, al momento della lettura del processo verbale era il collega Deodato, che è molto attento... Il collega Luciano Dussin lo potrebbe sostituire ai fini del controllo delle tessere di votazione disposto dalla Presidenza?
Chiedo ai colleghi di facilitare l'opera dei segretari di Presidenza: se qualcuno si
accorgesse che vicino alla propria postazione è stata lasciata una tessera di votazione inserita, è pregato di consegnarla ai deputati segretari.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 365
Maggioranza 183
Hanno votato sì 192
Hanno votato no 173).
Passiamo all'esame dell'articolo 6, con il relativo allegato 1 (vedi l'allegato A - A.C. 5094 sezione 6).
Nessuno chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6, con il relativo allegato 1.
(Segue la votazione).
NICOLÒ CRISTALDI. Guardi là!
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 366
Votanti 365
Astenuti 1
Maggioranza 183
Hanno votato sì 196
Hanno votato no 169).
Prendo atto che gli onorevoli Camo e Carbonella non sono riusciti a votare.
Passiamo all'esame dell'articolo 7 (vedi l'allegato A - A.C. 5094 sezione 7).
Nessuno chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7.
(Segue la votazione - Commenti).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 380
Maggioranza 191
Hanno votato sì 202
Hanno votato no 178).
Onorevoli colleghi, credo che ormai, ai fini delle indicazioni di voto, la differenza tra rosso e verde sia stata compresa, per cui non c'è bisogno di fare ogni volta questi richiami di carattere cromatico...!
Prendo atto che l'onorevole Maura Cossutta ha erroneamente espresso un voto favorevole, mentre avrebbe voluto esprimerne uno contrario.
Passiamo all'esame dell'articolo 8 (vedi l'allegato A - A.C. 5094 sezione 8).
Nessuno chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 386
Maggioranza 194
Hanno votato sì 204
Hanno votato no 182).
Passiamo all'esame dell'articolo 9 (vedi l'allegato A - A.C. 5094 sezione 9).
Nessuno chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 9.
(Segue la votazione).
PIERO RUZZANTE. Presidente!
MAURA COSSUTTA. Presidente!
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 378
Votanti 377
Astenuti 1
Maggioranza 189
Hanno votato sì 202
Hanno votato no 175).
Passiamo all'esame dell'articolo 10 (vedi l'allegato A - A.C. 5094 sezione 10).
Nessuno chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 10.
(Segue la votazione).
Colleghi, anche nel quinto settore ciascuno voti per sé! Mi segnalano che c'è un «volontario» che persiste...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 385
Maggioranza 193
Hanno votato sì 203
Hanno votato no 182).
Passiamo all'esame dell'articolo 11 (vedi l'allegato A - A.C. 5094 sezione 11).
Nessuno chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 11.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 386
Votanti 385
Astenuti 1
Maggioranza 193
Hanno votato sì 202
Hanno votato no 183).
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, anche questo farà precedente per la prossima legislatura...?
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 12 (vedi l'allegato A - A.C. 5094 sezione 12).
Nessuno chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 12.
(Segue la votazione).
Pregherei tutti di votare soltanto per sé. L'ho già detto altre volte, ma è inutile.. È una cosa grave e non ve ne rendete conto! Io sono un vecchio deputato, ma non ho mai votato per altri. Quando si allontana dall'aula il collega Colucci, il quale siede accanto a me, io non voto per lui!
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 388
Maggioranza 195
Hanno votato sì 206
Hanno votato no 182).
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, dove è l'onorevole Alboni?
ANTONIO LEONE. Agostini e Visco, guardali!
PIERO RUZZANTE. Girati anche tu!
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 13 (vedi l'allegato A - A.C. 5094 sezione 13).
Nessuno chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 13.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 377
Maggioranza 189
Hanno votato sì 200
Hanno votato no 177).
Passiamo all'esame dell'articolo 14 (vedi l'allegato A - A.C. 5094 sezione 14).
Nessuno chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 14.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 379
Maggioranza 190
Hanno votato sì 200
Hanno votato no 179).
Passiamo all'esame dell'articolo 15 (vedi l'allegato A - A.C. 5094 sezione 15).
Nessuno chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 15.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 378
Votanti 377
Astenuti 1
Maggioranza 189
Hanno votato sì 196
Hanno votato no 181).
Passiamo all'esame dell'articolo 16 (vedi l'allegato A - A.C. 5094 sezione 16).
Nessuno chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 16.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 380
Maggioranza 191
Hanno votato sì 201
Hanno votato no 179).
Prendo atto che l'onorevole Cima avrebbe voluto esprimere un voto contrario.
Passiamo all'esame dell'articolo 17 (vedi l'allegato A - A.C. 5094 sezione 17).
Nessuno chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 17.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 393
Votanti 392
Astenuti 1
Maggioranza 197
Hanno votato sì 207
Hanno votato no 185).
Passiamo all'esame dell'articolo 18 (vedi l'allegato A - A.C. 5094 sezione 18).
Nessuno chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 18.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 387
Maggioranza 194
Hanno votato sì 203
Hanno votato no 184).
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