...
GHIGLIA, ALBERTO GIORGETTI, GIRONDA VERALDI, LA RUSSA, LA STARZA, LAMORTE, LANDI DI CHIAVENNA, LANDOLFI, LEO, LISI, LO PRESTI, LOSURDO, MACERATINI, MAGGI, MALGIERI, GIANNI MANCUSO, LUIGI MARTINI, MAZZOCCHI, MENIA, MEROI, MESSA, MIGLIORI, ANGELA NAPOLI, NESPOLI, ONNIS, PAOLONE, PATARINO, ANTONIO PEPE, PEZZELLA, PORCU, RAISI, RAMPONI, RICCIO, RONCHI, ROSITANI, SAGLIA, SAIA, GARNERO SANTANCHÈ, SCALIA, SELVA, STRANO, TAGLIALATELA, TRANTINO, VILLANI MIGLIETTA, ZACCHEO e ZACCHERA. - Al Ministro delle politiche agricole e forestali. - Per sapere - premesso che:
il settore dei prodotti ortofrutticoli coltivati sotto serra nella vasta zona costiera della Sicilia sud-orientale, compresa fra i comuni di Licata, in provincia di Agrigento, e di Pachino, in provincia di Siracusa, con epicentro a Vittoria, in provincia di Ragusa, sta vivendo un momento di gravissima crisi, come non accadeva da almeno venti anni;
la crisi in atto, determinata dai prezzi assolutamente irrisori e, quindi, non remunerativi che vengono corrisposti ai produttori agricoli, a fronte di prezzi al consumo particolarmente elevati, ha indotto i sindaci dei comuni del comprensorio, le organizzazioni professionali agricole, i sindacati e gli operatori economici a dare vita a delle manifestazioni di protesta e ad una vera e propria mobilitazione, che, fra l'altro, ha comportato la chiusura per due giorni di seguito dei principali mercati ortofrutticoli delle località particolarmente interessate al problema, come Vittoria, Santa Croce Camerina, Comiso, Donnalucata e Mazzarrone;
sino ad ora, le manifestazioni anzidette, grazie al senso di responsabilità dei produttori agricoli, non sono sfociate in episodi di intolleranza e di violenza, anche se nel mondo dell'ortofrutta sottoserra serpeggiano un forte malcontento e la rabbia di vedere vanificati i sacrifici economici e personali compiuti per l'allestimento degli impianti e per l'avvio della produzione;
le aziende agricole interessate dalla grave situazione di crisi sono oltre settemila, con una forza lavoro di circa centomila unità, a cui debbono aggiungersi gli addetti del vastissimo indotto, per cui, ove l'attuale situazione di crisi dovesse perdurare, certamente avrebbe effetti assolutamente deleteri per l'intera economia siciliana -:
se non ritenga di procedere all'urgente adozione di provvedimenti, anche di tipo legislativo, finalizzati a creare le premesse per il rilancio del settore agricolo e se non ritenga sussistenti i presupposti di legge perché sia dichiarato lo stato di crisi, con l'attivazione di tutte le misure consequenziali, comprese quelle dirette a proteggere il comparto dell'ortofrutta siciliana coltivata sotto serra dai prodotti dei Paesi terzi, che, ottenuti a bassi costi, creano turbativa nei mercati.(3-03845)
(19 ottobre 2004)