Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 530 del 19/10/2004
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(Repliche del relatore e del Governo - A.C. 26 ed abbinate)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Bertolini.

ISABELLA BERTOLINI, Relatore. Credo che il dibattito in Assemblea abbia ricalcato alcuni degli argomenti che abbiamo approfondito in questi anni in Commissione.
Ho apprezzato molto il fatto che molti gruppi politici non abbiano presentato emendamenti. Quindi, c'è da parte di tutti la volontà di arrivare ad un'approvazione rapida di questo testo. Tutti i testi sono sempre migliorabili e credo che degli emendamenti presentati alcuni siano condivisibili e accoglibili, mentre altri siano da approfondire. Lo faremo nelle sedi opportune.


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Ritengo, tuttavia, che sia stato fatto un buon lavoro, che volutamente può apparire leggero rispetto agli interventi che introduciamo in questa legge, ma è stato in realtà un intervento pesante, perché ha comportato una discussione e una riflessione faticose e difficili da parte di tutti.
Volevo solo aggiungere un elemento rispetto alla norma transitoria, che non vorrei che diventasse l'oggetto della discussione rispetto a questa legge che, invece, introduce dei principi importanti, altrimenti, si finisce per dare un messaggio sbagliato all'esterno rispetto alla portata di una riforma che vogliamo introdurre nel nostro ordinamento e che va sicuramente nell'interesse di tutti, perché garantisce di più la libertà di stampa, ma, allo stesso tempo, vuole salvaguardare diritti fondamentali delle persone. Quindi, è solo su questo aspetto che vorrei fornire un chiarimento.
L'onorevole Bonito, rispetto alla contrarietà del gruppo dei Democratici di sinistra sulla questione della norma transitoria, prima ha evocato, forse anche giustamente, un principio di carattere giuridico. L'articolo 2 del codice penale, salvo il caso di depenalizzazione, cioè di abolitio criminis, non consente che una sentenza penale passata in giudicato rimanga intangibile. Con questa norma transitoria, quindi, deroghiamo ad un principio. Ho spiegato nella mia relazione, ma evidentemente in modo non chiaro, che lo abbiamo fatto perché evidentemente crediamo che ci sia una stretta connessione tra la ratio di questa norma, cioè il fatto che eliminiamo la pena detentiva, e il diritto di manifestazione del pensiero e la libertà di stampa che vogliamo tutelare.
Vorrei dire ancora all'onorevole Bonito di non sollevare una questione prettamente giuridica, ossia il rispetto dell'articolo 2 del codice penale, perché anche alcuni emendamenti che egli ha presentato delineano strane forme giuridiche. Mi riferisco ad un emendamento, di cui discuteremo, nel quale si introduce una responsabilità a carico del direttore o dell'editore che impedisce l'eventuale rettifica e che, quindi, concorre nel reato. Così si introduce un principio, che approfondiremo, che sembra quasi un concorso ex post, perché si può essere concorrenti nel reato nel momento in cui il reato viene commesso: prevedere il concorso successivo solo perché non si consente la rettifica costituisce un principio particolare. Anche con questo principio si vuole in qualche modo derogare al codice penale.
Dico ciò, perché, a mio avviso, ci si sta fissando su una questione che poco ha di giuridico e molto di politico: l'accusa alla maggioranza di strumentalizzare le norme per fini personali e di emanare norme ad hoc. Stiamo attenti a non assumere lo stesso atteggiamento ponendoci contro l'introduzione di determinate norme per lo stesso principio. L'onorevole Bonito ha detto che solo perché si tratta di un giornalista come Iannuzzi non merita un trattamento benevolo. Mi chiedo se il vostro atteggiamento sarebbe diverso se si trattasse di un altro anziché di Iannuzzi.
Naturalmente, il mio auspicio è che il provvedimento in esame diventi rapidamente legge e non venga fermato altri tre anni in discussione al Senato. Tuttavia, non sappiamo che iter avrà e, onorevole Bonito, non sappiamo se altri giornalisti potranno subire lo stesso trattamento che oggi subisce Iannuzzi. Quindi, chiedo una riflessione su tale punto per non svilire una discussione durata tanti anni che ha portato ad un testo che può essere davvero condiviso da tutto il Parlamento. Comunque, si tratta dell'interesse del paese e la diatriba è davvero inutile ed ultronea rispetto al lavoro svolto in questi anni.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.

GIANCARLO INNOCENZI, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Signor Presidente, rinuncio alla replica.

PRESIDENTE. Sta bene.
Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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