Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 529 del 15/10/2004
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Seguito della discussione del disegno di legge: S. 3097 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 agosto 2004, n. 220, recante disposizioni urgenti in materia di personale del Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA), di applicazione delle imposte sui mutui e di agevolazioni per imprese danneggiate da eventi alluvionali (Approvato dal Senato) (5303) (ore 14,10).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 agosto 2004, n. 220, recante disposizioni urgenti in materia di personale del Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA), di applicazione delle imposte sui mutui e di agevolazioni per imprese danneggiate da eventi alluvionali.
Ricordo che nella seduta del 13 ottobre si è conclusa la discussione sulle linee generali.

(Esame dell'articolo unico - A.C. 5303)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione (vedi l'allegato A - A.C. 5303 sezione 3), nel testo della Commissione, identico a quello recante le modifiche apportate dal Senato (vedi l'allegato A - A.C. 5303 sezione 4).
Avverto che le proposte emendative presentate sono riferite agli articoli del decreto-legge, nel testo della Commissione, identico a quello recante le modifiche apportate dal Senato (vedi l'allegato A - A.C. 5303 sezione 5).
Avverto, altresì, che è stato presentato un emendamento riferito all'articolo unico del disegno di legge di conversione (vedi l'allegato A - A.C. 5303 sezione 6).
Ricordo che la I Commissione (Affari costituzionali) ha espresso il prescritto parere (vedi l'allegato A - A.C. 5303 sezione 2).
Comunico che l'emendamento Duilio 3-ter.2 deve intendersi sottoscritto anche dagli onorevoli Mariotti, Maurandi, Michele Ventura e Labate e che l'emendamento Mariotti 3-ter.5 deve intendersi sottoscritto anche dall'onorevole Labate.
Avverto, inoltre, che sono stati ritirati dai presentatori le seguenti proposte emendative: Burtone 3.1, Rosato Dis. 1.01, Pagliarini 1-quinquies.4 e Sergio Rossi 3-ter.4.
Avverto che il Governo ha presentato l'emendamento 3-ter.10 che è distribuito in fotocopia.
Avverto, altresì, che la Presidenza non ritiene ammissibili, ai sensi dell'articolo 96 -bis, comma 7, in quanto non strettamente attinenti alla materia oggetto del decreto-legge, le seguenti proposte emendative: l'articolo aggiuntivo Gallo 1-ter.01;


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l'articolo aggiuntivo Meroi 3-sexies.01 e, sulla stessa materia, l'emendamento Savo 3-sexies.04; l'articolo aggiuntivo Ranieli 3-sexies.02 e l'articolo aggiuntivo Peretti 3-sexies.03 (vedi l'allegato A - A.C. 5303 sezione 1).
Passiamo agli interventi sul complesso delle proposte emendative riferite agli articoli del decreto-legge.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci troviamo di fronte all'ennesimo decreto omnibus, che affronta materie molto diverse tra di loro, alcune discutibili, altre anche condivisibili, perché potrebbero introdurre correttivi nella non perfetta applicazione di alcune leggi. Tuttavia, ciò che più preoccupa è che, con riferimento a questo decreto-legge, ritroviamo alcuni limiti di informazione, e mi riferisco anche all'attendibilità delle relazioni tecnico-finanziarie.
Il riferimento specifico è all'articolo 3-ter. Sappiamo che il Governo ha presentato un emendamento; comunque, vogliamo dire con grande franchezza che l'articolo 3-ter, introdotto dal Senato, è da noi fortemente contestato, perché, con esso, si vuole autorizzare il commissario straordinario della Croce rossa a ratificare o modificare provvedimenti dallo stesso adottati, a partire dal 1o gennaio 2003.
Voglio ricordare che l'opposizione in Commissione affari sociali ha richiesto una documentazione precisa, senza margini di ambiguità, per individuare le eventuali parti di ordinanze passibili di cambiamenti. Questa documentazione, purtroppo, non ci è stata fornita in Commissione, anzi, in maniera molto parziale e in ritardo abbiamo ricevuto alcune ordinanze.
Pur tuttavia, la maggioranza, in quella sede, ha voluto approvare un articolo che fortemente contestiamo, anche perché il riferimento è ad atti su cui si vuole dare, con una legge, al commissario straordinario un potere di modifica retroattiva; insomma, si attribuisce ad un commissario il potere di predisporre una vera e propria sanatoria.
Per quanto riguarda lo specifico della questione, quali sono i problemi posti dall'attività dal commissario straordinario? Mi vorrei riferire ad alcune ordinanze emesse dal commissario straordinario della Croce rossa con una certa disinvoltura, al di fuori delle procedure regolamentari, incidenti sulla struttura organizzativa (la riorganizzazione dell'ente, l'istituzione di un gabinetto del commissario, l'aumento del numero di dirigenti da 18 a 40, la riduzione dell'organico da 3.300 a 3.233 unità).
Ci siamo allora posti alcune domande. Il commissario aveva i poteri per adottare questi provvedimenti?
Le ordinanze, essendo state emesse da un ente pubblico non economico ai sensi delle leggi n. 70 e n. 75, hanno ricevuto l'approvazione degli organi di vigilanza, specificamente del Ministero della salute e del Ministero dell'economia? E, se sono state ratificate, perché a posteriori si vuole riconoscere al commissario il potere di modifica? Inoltre, considerati gli oneri finanziari, era necessario operare questi cambiamenti sovraccaricando il bilancio dell'ente?
Il Governo ci appare in una posizione contraddittoria, soprattutto con riferimento alle questioni sociali. Infatti, le proposte presentate dall'Esecutivo nella finanziaria prevedono tagli in un settore delicato.
I provvedimenti citati possono essere considerati delle priorità? Le priorità non sono quelle legate alle attività di precariato presenti nella Croce rossa italiana? Si vuole approvare una norma che potrebbe determinare una riforma dell'ente senza passare dal Parlamento.
Abbiamo dunque richiesto un'inversione di tendenza da parte del Governo. Sull'articolo in esame siamo pronti a svolgere una battaglia parlamentare. Sappiamo che è stata presentata una modifica, ma riteniamo che ciò non possa soddisfare totalmente la nostra posizione, anche se


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limita fortemente i propositi dell'articolo 3-ter che conteneva elementi estremamente gravi.
Riconosciamo comunque che il decreto-legge in esame su alcune norme prevede soluzioni rispetto a problematiche avvertite dalle nostre comunità. Ci riferiamo in modo particolare al risarcimento dei soggetti e delle imprese danneggiate dall'alluvione in Piemonte del novembre 1994. Siamo pronti a votare le modifiche proposte, in quanto siamo convinti che gli sforzi per la ricostruzione di quel territorio debbano essere sostenuti. Anzi, avevamo presentato alcuni emendamenti che responsabilmente poi abbiamo ritirato, perché ci sembrava giusto ribadire la necessità di aiuti per quelle aree. Nel contempo, con i nostri emendamenti, avevamo posto un tema che riprenderemo in sede di discussione della legge finanziaria; mi riferisco ai terremoti del Molise e della Sicilia. Da due anni quelle aree non godono di alcun intervento serio volto non solo alla ricostruzione, ma anche allo sviluppo economico. Eppure, il Presidente del Consiglio aveva fatto tante promesse, si era parlato di una legge di solidarietà, della quale non c'è neppure l'ombra.
Dunque, avevamo presentato emendamenti in quanto ritenevamo necessario ribadire un impegno da promuoversi per quelle aree che oggi soffrono anche a causa di gravi problemi legati allo sviluppo economico.
Abbiamo svolto una battaglia giusta al fine di bloccare alcuni indirizzi del Governo sul tema dell'organizzazione della Croce rossa italiana. L'emendamento proposto dal Governo non ci soddisfa, anche se vengono rimosse alcune questioni che ritenevamo offensive per l'organizzazione di questo ente (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

AUGUSTO BATTAGLIA. Signor Presidente, a nostro avviso, non sono state fugate le perplessità espresse nel corso del dibattito svoltosi sia in sede di Commissione affari sociali che in Commissione bilancio sull'articolo 3-ter. Vorrei invitare i colleghi, compresi quelli della maggioranza, ad una riflessione su quanto viene prescritto in questo articolo. Infatti, si autorizza il commissario straordinario della Croce rossa a ratificare o modificare i provvedimenti dallo stesso adottati in data successiva al 1o gennaio 2003. Quindi, il commissario, che già di per sé, come figura, ha una certa discrezionalità nell'assumere decisioni che riguardano il personale, gli acquisti, gli appalti - la Croce rossa è un'organizzazione abbastanza corposa e significativa dal punto di vista finanziario - con questo decreto può addirittura modificare le delibere. Tali modifiche magari possono essere state sollecitate dai richiami e dalle richieste di spiegazioni provenienti dal revisore dei conti, oppure motivate dalle critiche mosse su talune spese. Inoltre, fornite al commissario la facoltà di intervenire in senso retroattivo, ora per allora. Aggiungo che probabilmente le delibere erano state assunte dal commissario in difformità alle norme, altrimenti non si comprende la necessità di ratificarle tramite decreto.
La prima domanda che vi poniamo è la seguente: dove erano i ministeri che avrebbero dovuto vigilare? Ad esempio, il Ministero dell'economia e delle finanze non ha nulla da dire su questo articolo, sulle deliberazioni assunte e su quanto richiesto dal commissario della Croce rossa? Queste operazioni sono state autorizzate? E da chi? Dal Governo? Dal Ministero dell'economia e delle finanze? Dal Ministero della salute? Cosa ha da dire in proposito il ministro della salute?
Devo aggiungere che sia in Commissione affari sociali che in Commissione bilancio non sono state fornite spiegazioni. Come è stato possibile che il commissario abbia assunto determinazioni che comportano modificazioni di pianta organica, acquisti, appalti e così via, al di fuori delle norme di legge e, quindi, senza i necessari e dovuti controlli e autorizzazioni che, invece, dovrebbero essere assicurate tanto dal ministro della salute quanto da quello dell'economia e delle finanze? Evidentemente,


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erano in altre faccende affaccendati, quando sono state assunte tali deliberazioni!
Non si è inoltre mai vista nella nostra legislazione una normativa che non interviene per il futuro, modificando - ove ve ne fosse il bisogno - la natura o il modello di funzionamento dei criteri decisionali all'interno della Croce rossa. Niente affatto, perché questa norma pretende oggi di sanare qualcosa di presumibilmente illegittimo - così almeno devo pensare, altrimenti non vi sarebbe stato bisogno di una legge - assunto dal commissario della Croce rossa.
Allora dovete spiegarci almeno due questioni: le decisioni adottate dal commissario della Croce rossa erano legittime o illegittime? Infatti, se fossero state legittime, non si capisce perché sia stato emanato il decreto in fretta e furia per sanarle. Tra l'altro, vorrei ricordare ai colleghi che questo è il secondo tentativo, visto che il primo fu fatto tra il giugno e il luglio scorsi, in occasione di un altro decreto.
Se invece erano illegittime, ritengo che le decisioni illegittime assunte da un commissario straordinario vadano rese nulle. Si deve accertare per quale motivo sono state assunte decisioni illegittime e si devono annullare, secondo quanto previsto dalla normativa, ed eventualmente, qualora necessario, la questione deve essere nuovamente affrontata dai ministri vigilanti - il ministro della salute e il ministro dell'economia e delle finanze - e dal commissario straordinario della Croce rossa.
Ci troviamo di fronte ad un fatto compiuto, che probabilmente determina maggiori spese. Il comma 2 dell'articolo 3-ter prevede che dall'attuazione dell'articolo stesso non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Tuttavia, se, ad esempio, il commissario straordinario, come è accaduto, aumenta il numero dei dirigenti dell'ente da 18 a 40 - non entro nel merito delle legittimità o dell'opportunità di tale decisione - si determina certamente una maggiore spesa: chiedo chiarimenti al riguardo al sottosegretario Armosino, in quanto vi sono 40 persone, anziché 18, che percepiscono lo stipendio da dirigente. Inoltre, a quanto mi consta, le decisioni assunte dal commissario Scelli hanno determinato un aumento del livello di tali retribuzioni, a partire da quella del commissario stesso, che mi risulta ammonti a circa 600 milioni annui di vecchie lire.
Non si tratta, dunque, di retribuzioni di poco conto o di provvedimenti di scarsa rilevanza nell'ambito della gestione dell'ente. Si tratta, al contrario, di decisioni che comportano oneri. Non è dunque sufficiente sanare le decisioni assunte, che hanno oggettivamente determinato un aumento dei costi, e poi inserire la formuletta per cui dall'attuazione dell'articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri.
Ritengo pertanto di avere il diritto di chiedere al presidente della Commissione bilancio, onorevole Giancarlo Giorgetti, di dire con chiarezza se le norme che ci chiede di approvare comportino o meno maggiori costi per la Croce rossa.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO MUSSI (ore 14,30)

AUGUSTO BATTAGLIA. Infatti, se comportano maggiori costi, il presidente della Commissione bilancio - che fino a qualche tempo fa parlava di «Roma ladrona» - deve indicare la copertura finanziaria dell'articolo e i capitoli da cui ricavare le risorse per coprire le decisioni assunte dal commissario straordinario della Croce rossa. Se ciò non viene chiarito, l'autorizzazione conferita al commissario a ratificare le decisioni assunte, anche a seguito della riduzione della portata dell'articolo a sole quattro deliberazioni prevista dall'emendamento da voi proposto, determina un aumento dei costi. Dunque, tale aspetto deve essere chiarito.
Siamo comunque contrari alla norma in esame, e ne abbiamo chiesto lo stralcio, al fine di trovare un'altra sede nella quale esaminarla ed approfondire il tema. Se le decisioni assunte sono corrette, è bene che


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siano ratificate; se comportano oneri, la questione può essere affrontata in sede di discussione della legge finanziaria, al fine di porre la Croce rossa, ente di grande rilevanza che tutti sosteniamo, nelle condizioni di funzionare al meglio e di fare fronte ai compiti previsti dallo statuto e agli obblighi e agli impegni assunti, sia in campo nazionale sia in campo internazionale.
Ma senza questi chiarimenti e se pensate di proseguire sulla strada fin qui percorsa approvando le disposizioni in questo decreto, allora deve essere chiaro che con questi provvedimenti aumenterà ulteriormente la già grande confusione nella gestione della Croce rossa italiana.
Nel comma 1 sostenete che sono autorizzate una serie di operazioni che hanno portato all'aumento delle spese della Croce rossa italiana mentre al comma 2 sostenete che queste decisioni (che oggettivamente portano ad un aumento dei costi) non devono comportare un aumento delle spese! Assolutamente non vi è chiarezza, anzitutto sulle ragioni vere che hanno portato alla approvazione di questo articolo 3-ter; ma anche sulla responsabilità dei ministri vigilanti. Dovete chiarire chi doveva vigilare e per quale motivo non lo ha fatto. Ancora, non vi è chiarezza su come il commissario abbia potuto adottare dei provvedimenti al di fuori delle norme in vigore e quindi sulla legittimità o meno dei provvedimenti assunti.
Da ultimo, non vi è chiarezza sulla copertura finanziaria di questo articolo. Vi è un bel dire che non ci devono essere maggiori oneri per la finanza pubblica quando gli oneri già esistono nei fatti. La modifica di una pianta organica, l'aumento del numero dei dirigenti e una serie di altre decisioni necessariamente portano ad un aumento dei costi che deve essere coperto.
La saggezza suggerirebbe di stralciare l'articolo 3-ter e di riesaminarlo anche in concomitanza con la legge finanziaria, magari ascoltando il commissario straordinario e concordando con lui quanto necessario per il funzionamento della Croce rossa. Credo vi sarebbe l'impegno comune, quindi anche dell'opposizione, di affrontare concretamente tale tema nel corso dell'esame del disegno di legge finanziaria.
Se, invece, continuerete su questo terreno, anche nella versione limitata dell'emendamento che avete presentato (che comunque mantiene profili di illegittimità) non potremo che esprimere il nostro disappunto, la nostra opposizione e certamente votare contro gli emendamenti, l'articolo ed il decreto (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare sul complesso degli emendamenti, al fine di consentire al Comitato dei nove di riunirsi, sospendo brevemente la seduta, che riprenderà con immediate votazioni.

La seduta, sospesa alle 14,35, è ripresa alle 14,50.

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il Governo ad esprimere il parere sulle proposte emendative presentate.

GIANFRANCO BLASI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario su tutte le proposte emendative presentate, tranne che sull'emendamento 3-ter.10 del Governo, che invece accetta.

PRESIDENTE. Il Governo?

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Russo Spena 1.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, noi abbiamo presentato due emendamenti all'articolo 1 - ve ne sono alcuni dello stesso tenore presentati anche


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dal gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo - perché ci sembra assurdo che non vengano prorogati i contratti di lavoro presso il CNIPA a lavoratori e lavoratrici che hanno portato avanti l'ente su cui il giudizio è molto positivo.
Vogliamo eliminare appunto la locuzione «nell'ambito di ordinari stanziamenti di bilancio e senza maggior oneri per la finanza pubblica», perché ovviamente questa locuzione rende ancora più precario, sul piano dell'erogazione della forza lavoro e, soprattutto di fatto (ponendo un limite temporale da qui a pochissime settimane), la continuità del rapporto di lavoro medesimo.
Noi pensiamo, quindi, che, proprio per salvaguardare il patrimonio di risorse umane e la continuità del lavoro del Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione, vadano accolti questi emendamenti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maura Cossutta. Ne ha facoltà.

MAURA COSSUTTA. Signor Presidente, noi voteremo a favore di questo emendamento e, anzi, chiedo di sottoscriverlo, perché riteniamo che si tratti di una questione di fondo.
Voi state adottando un decreto-legge, come al solito, «papocchio»: altro che discussione che avete fatto sulle riforme costituzionali! Ancora una volta, riproponete decreti-legge con una accozzaglia di materie diverse, con grandissima confusione; in questo caso si affronta il problema della continuità di questi rapporti a tempo determinato del CNIPA in una logica assolutamente minimalista.
Noi riteniamo che, visto e considerato che persino nella legge finanziaria si presuppone che questi contratti debbano essere successivamente prorogati, qui si sveli tutta la ipocrisia della legislazione in materia di mercato del lavoro.
Qui vi è una continuità di servizi: si tratta di rapporti di lavoro indispensabili al mantenimento di alcune funzioni di istituti importanti. Quindi, non comprendiamo, francamente, perché questi rapporti di lavoro non debbano essere quello che sono nella realtà, cioè continuativi.
Se vi è un'emergenza da affrontare, è esattamente questo il momento e noi chiediamo la trasformazione del contratto di lavoro a tempo determinato in contratto di lavoro a tempo indeterminato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 1.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

MAURA COSSUTTA. Presidente!

GIOVANNI RUSSO SPENA. Adesso però controlliamo le tessere!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 378
Votanti 376
Astenuti 2
Maggioranza 189
Hanno votato
sì 165
Hanno votato
no 211).

Naturalmente c'è una quantità smisurata di doppi voti che...

GIOVANNI RUSSO SPENA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, vorrei dire ai colleghi e alle colleghe della maggioranza che, come sanno i membri della Commissione bilancio, in effetti è stato difficile partorire la decisione di discutere oggi questo decreto-legge.
È un provvedimento che riteniamo importante con aspetti di grandi sofferenza per l'opposizione. Io credo non sia ammissibile -


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e d'ora in poi controlleremo seriamente lo scarto dei voti, che mi sembra essere di dieci o quindici - che vi siano doppi voti. Se dovesse persistere tale situazione, non potremmo più consentire il proseguimento dell'esame del decreto-legge, come peraltro il Presidente Casini ed i membri della maggioranza ben sanno!

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI (ore 14,53)

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 1.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 356
Votanti 353
Astenuti 3
Maggioranza 177
Hanno votato
sì 158
Hanno votato
no 195).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Mariotti 1.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariotti. Ne ha facoltà.

ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, con questo emendamento vogliamo rendere trasparente ciò che, di fatto, il Governo e la maggioranza pensano di fare senza dirlo: intendiamo trasformare i contratti di lavoro a tempo determinato dei lavoratori CNIPA, che vengono prorogati fino al 31 dicembre 2004, in contratti a tempo indeterminato.
La promessa che il Governo fa a questi lavoratori va proprio in tal senso perché all'articolo 5, comma 4, del disegno di legge finanziaria per il 2005, già all'esame del Parlamento, i contratti in parola vengono prorogati fino al 31 dicembre 2005. Evidentemente, il Governo vuole tenere questi lavoratori legati con il cappio per condizionare, diciamo così, la loro affezione fino a quando lo riterrà.
Noi, invece, vogliamo sciogliere questi lavoratori da ogni vincolo e rendere trasparente, mediante un contratto definitivo a tempo indeterminato, il loro rapporto di lavoro. Per questo motivo, chiediamo di approvare l'emendamento 1.4 a mia prima firma.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mariotti 1.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, i doppi voti!

PRESIDENTE. Non ho chiuso la votazione proprio per verificare se vengono espressi doppi voti.

RENZO INNOCENTI. A volontà!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 362
Votanti 361
Astenuti 1
Maggioranza 181
Hanno votato
sì 159
Hanno votato
no 202).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mariotti 1.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Onorevole Tanzilli, aspetto che prenda posto: non c'è bisogno che si precipiti!

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 360
Votanti 358
Astenuti 2
Maggioranza 180
Hanno votato
sì 161
Hanno votato
no 197).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 1.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Onorevoli colleghi!

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 376
Votanti 374
Astenuti 2
Maggioranza 188
Hanno votato
sì 166
Hanno votato
no 208).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Mariotti 1-bis.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rava. Ne ha facoltà.

LINO RAVA. Signor Presidente, credo che i nostri tre emendamenti all'articolo 1-bis spazzino via le ragioni della polemica che, nella scorsa settimana, è nata in provincia di Alessandria proprio in relazione al tema in esame.
Voglio dire con chiarezza che i Democratici di sinistra sono d'accordo sul riconoscimento anche agli alluvionati del Piemonte delle provvidenze che, successivamente al 1994, sono state riconosciute ad altri alluvionati. Credo che la collaborazione in tal senso sia stata, in questi anni, proficua. Anche i colleghi del Senato hanno lavorato per costruire insieme questo nuovo modo di impostare il rapporto con gli alluvionati del 1994.
Semmai, siamo preoccupati per un'altra questione, al di là delle motivazioni della pregiudiziale relative all'eterogeneità del provvedimento ed alla non urgenza di alcune disposizioni. Siamo preoccupati, in particolare, per il fatto che, nell'attuale stesura, non è prevista la possibilità di riconoscere a tutti i soggetti colpiti da alluvione nel 1994 le stesse provvidenze. D'altro canto, ci preoccupa - per questo i colleghi della Commissione bilancio hanno costruito il «pacchetto» di proposte emendative all'articolo 1-bis - che le risorse non siano sufficienti per riconoscere i benefici a tutti i soggetti colpiti.
Queste sono le ragioni per cui abbiamo sollevato perplessità, non certo sull'asse portante del provvedimento, ovvero il riconoscimento dei giusti diritti agli alluvionati.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mariotti 1-bis.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 395
Votanti 392
Astenuti 3
Maggioranza 197
Hanno votato
sì 179
Hanno votato
no 213).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 1-bis.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 396
Astenuti 0
Maggioranza 199
Hanno votato
sì 181
Hanno votato
no 215).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mariotti 1-bis.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 400
Votanti 399
Astenuti 1
Maggioranza 200
Hanno votato
sì 185
Hanno votato
no 214).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Russo Spena 1-ter.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Titti De Simone. Ne ha facoltà.

TITTI DE SIMONE. Signor presidente, si tratta di un punto estremamente importante di questo decreto che ha, tra l'altro, a che fare con una materia che è alla ribalta delle cronache.
Sappiamo cosa sta succedendo negli atenei italiani in questi giorni: vi è una grande e importante mobilitazione che attraversa il paese e coinvolge tutto il mondo accademico, in nome della difesa dell'università e della ricerca pubblica.
L'università è attaccata dalle politiche di tagli, di riduzione delle risorse, di blocco delle assunzioni, e anche di smantellamento dei diritti acquisiti. L'attacco ai diritti acquisiti è fra l'altro il cuore delle politiche di questo Governo, ma è purtroppo anche il frutto di un processo di lunga durata. Negli ultimi 15 anni di politiche liberiste, tali politiche si sono impiantate anche sul terreno dell'istruzione e della ricerca, creando una vera e propria torsione dei valori, dei principi e del ruolo dell'università e della ricerca pubblica, piegandoli al modello della competizione.
Noi abbiamo una situazione molto grave, e per questo può essere estremamente importante approvare l'emendamento che qui noi proponiamo, che tale situazione tenta di risolvere.
In rapporto alla media europea, la spesa del nostro paese per l'università e la ricerca è la metà di quella degli altri paesi europei. La spesa pro capite per studente in Italia è poi la metà di quella degli altri paesi europei. L'età media di un ricercatore in Italia è tra i 50 e i 55 anni, mentre è di otto anni la durata media del precariato. Questo quadro ci consegna una situazione per cui noi abbiamo oggi a che fare con due generazioni di ricercatori (cioè quello che dovrebbe essere il cuore pulsante di una prospettiva di sviluppo economico e sociale per un paese che non vuole essere votato al declino), che sono costrette alla precarizzazione, ad una precarizzazione senza fine, che ovviamente si traduce anche in una subalternità della ricerca agli interessi di parte, oppure in una fuga all'estero. Noi pensiamo che bisogna cambiare nettamente politica, e che questa precarizzazione vada spezzata, investendo risorse sull'università e la ricerca, sbloccando le assunzioni, investendo sui giovani ricercatori, stabilizzando coloro che ne hanno diritto.
Non è una battaglia categoriale, colleghi, anche se è giusto, naturalmente, riconoscere i diritti e la carriera a chi l'ha acquisita all'interno dell'Università. Qui tuttavia c'è in ballo il declino dell'università e della ricerca pubblica italiana. La stabilizzazione di tanti giovani ricercatori che sono una parte del futuro del nostro paese è un punto importante, e per questo noi vi invitiamo a votare a favore del nostro emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maura Cossutta. Ne ha facoltà.

MAURA COSSUTTA. Signor Presidente, lei sa che questo decreto è un provvedimento delicato su cui l'opposizione ha posto dei problemi di merito assolutamente seri, a tal punto che anche il Comitato per la legislazione ha sottolineato serie perplessità.


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Noi interverremo su tutti gli emendamenti per capire, perché qui ci vuole calma e intelligenza da parte di tutti. Siamo disponibili ad assumerci la responsabilità di far passare un decreto che riguarda - e non siamo d'accordo - materie tra loro disomogenee, ma certamente importanti, però chiediamo la stessa responsabilità alla maggioranza. Infatti, so già che su questi emendamenti, ma soprattutto su quello successivo (un subemendamento all'emendamento della Commissione, che è assolutamente logico - a proposito di regole delle riforme costituzionali - ), vi è un parere contrario. Allora io chiedo a lei, Presidente, grande calma e intelligenza nella gestione dell'Assemblea. Poiché questo decreto deve comunque tornare al Senato, io chiedo alla maggioranza una particolare attenzione. In mancanza, ovviamente, gli unici strumenti che abbiamo consistono nell'andare avanti nel parlare, non per dare fastidio, ma per esercitare il diritto di opporci.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 1-ter.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 405
Votanti 404
Astenuti 1
Maggioranza 203
Hanno votato
sì 188
Hanno votato
no 216).

Passiamo alla votazione l'emendamento Russo Spena 1-ter.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maura Cossutta. Ne ha facoltà.

MAURA COSSUTTA. Signor Presidente, ripeto le cose sacrosante che ha detto la collega De Simone. Qui stiamo parlando di un articolo e di un emendamento che riguarda non solo il destino di persone, ma anche le funzioni di una istituzione fondamentale per lo sviluppo del nostro paese. Immagino quale sia lo sviluppo di un paese senza la qualità dell'università e della ricerca.
Il nostro paese è indietro anni luce, non dico rispetto ai paesi più avanzati, ma rispetto alla media dei paesi europei (voi che volete tanto essere in Europa). Noi spendiamo la metà rispetto ai paesi europei, la spesa pro capite per il nostro paese è la metà rispetto ai paesi europei e la durata media del precariato nelle nostre università - fa vergogna! - è di otto anni.
Allora noi chiediamo, anche con questi emendamenti, di fare dei piccoli, piccolissimi passettini, non soltanto per dare certezza e dignità al lavoro di questi operatori - essenziale - , ma anche per aiutare lo sviluppo dell'università e quindi del nostro paese.
Visto che presentiamo emendamenti seri, esigeremmo risposte serie.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 1.ter.1 , non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 392
Votanti 389
Astenuti 3
Maggioranza 195
Hanno votato
sì 177
Hanno votato
no 212).

Il successivo articolo aggiuntivo Gallo 1-ter.01 è inammissibile.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Benvenuto 1-quinquies.1
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariotti. Ne ha facoltà.


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ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, con l'articolo 1-quinquies, il Governo proroga ancora per un anno l'Alta commissione, che avrebbe dovuto studiare, già a partire da due anni fa - rimettendo una relazione al Parlamento - il federalismo fiscale. È stato prorogato di volta in volta e siamo arrivati all'ennesima proroga ancora per un anno.
Noi sappiamo che è il Governo che impedisce a questa commissione di lavorare. Ci sono poi emendamenti sostitutivi, ma è chiaro che l'emendamento sostitutivo viene preceduto da questo soppressivo, perché intendiamo sopprimere questo dilazionamento dei tempi. Per cui vorremmo che la commissione producesse una relazione definitiva da rimettere al Parlamento per attuare l'articolo 119 della Costituzione e quindi il federalismo fiscale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Frigato. Ne ha facoltà.

GABRIELE FRIGATO. Signor Presidente, chiedo innanzitutto di aggiungere la mia firma a questo emendamento. Vorrei ricordare che poco fa abbiamo votato un testo di riforma, rispetto al quale uno dei punti critici che noi abbiamo rilevato è stato proprio quello del silenzio rispetto al federalismo fiscale. Ebbene, in questo provvedimento, all'articolo 1-quinquies, vengono sostanzialmente prorogati i termini del lavoro dell'Alta commissione che dovrebbe formulare delle proposte equilibrate da avanzare poi alla Conferenza Stato-regioni, per l'assunzione dei provvedimenti del caso.
Mi chiedo, al di là del contenuto dell'emendamento successivo, come i colleghi del gruppo della Lega Nord possano accettare un articolo così formulato, che risulta obiettivamente in contraddizione con tutte le dichiarazioni rese in questa Assemblea, anche questa mattina, dall'onorevole Cè.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 1-quinquies.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 372
Votanti 371
Astenuti 1
Maggioranza 186
Hanno votato
sì 170
Hanno votato
no 201).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Benvenuto 1-quinquies.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maura Cossutta. Ne ha facoltà.

MAURA COSSUTTA. Signor Presidente, noi intendiamo insistere; d'altra parte, lo stesso relatore sul provvedimento, onorevole Blasi, ha espresso esattamente le nostre stesse preoccupazioni, poiché non si comprende l'introduzione dell'articolo 1-quinquies. Al riguardo, vorrei ricordare che la Commissione ha affermato che si è evidenziata la necessità della rapida definizione, in sede di Conferenza unificata, dell'accordo preliminare alle decisioni che si dovranno assumere nell'ambito dell'Alta commissione.
Voi state procedendo nel buio e nell'incertezza più assoluta: dovete decidervi! Prima avete compiuto una devastazione della Costituzione ed adesso prefigurate una proroga di tale commissione senza avere un percorso, senza fissare obiettivi e senza chiarezza, introducendo all'interno del decreto-legge in esame questo e quell'altro!
Dal momento che, come detto, lo stesso relatore ha sollevato alcuni problemi, ritengo che l'opposizione stia facendo il proprio lavoro. Ribadisco di non riscontrare nella maggioranza la stessa serietà, e pertanto insisteremo nel nostro atteggiamento fino alla votazione finale.


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PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 1-quinquies.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 398
Votanti 397
Astenuti 1
Maggioranza 199
Hanno votato
sì 176
Hanno votato
no 221).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Mariotti 1-quinquies.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariotti. Ne ha facoltà.

ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, l'emendamento in esame è simile ad un'altra proposta emendativa presentata dal collega Pagliarini, che egli tuttavia ha successivamente ritirato a causa di un atteggiamento per cui prima si fa propaganda sul federalismo, in particolare su quello fiscale, poi, quando si arriva al dunque, non si è conseguenti e non si procede fino in fondo.
Vorrei evidenziare che l'emendamento di cui sono primo firmatario intende sostitutire l'articolo 1-quinquies del decreto-legge in esame, nel testo licenziato dal Senato, il quale proroga di un ulteriore anno il mandato dell'Alta commissione per il federalismo fiscale. Vorrei segnalare, tuttavia, che abbiamo audito, in sede di V Commissione della Camera dei deputati, autorevoli componenti di detta commissione, i quali ci hanno riferito, con molta chiarezza, che il loro lavoro non procede, poiché si registra, nei fatti, un ostruzionismo da parte del Governo. Infatti, gli unici documenti presentati in tale commissione solo quelli delle associazioni delle autonomie locali (ANCI, UPI e Uncem), mentre ad oggi, dopo tre anni, la posizione del Governo è ancora sconosciuta.
È chiaro, allora, che così non è possibile procedere, e pertanto non comprendiamo il motivo di prorogare per un ulteriore anno l'incarico dell'Alta commissione, senza tuttavia fornirle gli indirizzi necessari per presentare la relazione finale e mettere dunque il Parlamento nelle condizioni di attuare finalmente l'articolo 119 della Costituzione. Con l'emendamento in esame, allora, proponiamo di stringere i tempi per giungere ad un risultato, prevedendo che, entro il 30 novembre 2004, il Governo, in sede di Conferenza unificata tra Stato, regioni ed enti locali, esprima la propria opinione ed i propri indirizzi, in modo tale che la Conferenza stessa presenti successivamente una proposta concertata all'Alta commissione, la quale, entro il 31 gennaio 2005, deve presentare una relazione definitiva al Parlamento. Ove ciò non avvenisse, si procederebbe allo scioglimento della commissione stessa entro il 28 febbraio 2005.
Onorevoli colleghi, mi sembra una proposta del tutto ragionevole.
Se vogliamo che il federalismo fiscale vada avanti e, quindi, che l'Alta commissione produca i risultati per cui è stata istituita, dobbiamo dare tempi di scadenza. Prorogare, infatti, questa commissione, che comunque presenta costi per la pubblica amministrazione e per il bilancio pubblico, in generale, e non metterla in condizione di operare e di produrre ciò per cui è stata istituita, non so a che serva.
Ecco perché noi insistiamo molto su quest'emendamento e ci piacerebbe ascoltare anche l'opinione del Governo in merito. Non si può, infatti, genericamente affermare di essere contrari agli emendamenti presentati dall'opposizione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Frigato. Ne ha facoltà.

GABRIELE FRIGATO. Signor Presidente, condivido il testo di quest'emendamento, che sottoscrivo, e vorrei rilevare, a proposito dei parlamentari che difendono il territorio in cui sono eletti, che - con quest'articolo - la Lega amplia i tempi di


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lavoro della commissione e, quindi, produce un ritardo nel possibile federalismo fiscale.
Poiché gli atti restano e qualcuno magari ci ascolta, credo sia giusto rilevare che del Governo fa parte anche il movimento della Lega, ossia quel soggetto che sta, sostanzialmente ed efficacemente, frenando ogni tentativo di dare a questo paese un fisco federale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maura Cossutta. Ne ha facoltà.

MAURA COSSUTTA. Signor Presidente, la maggioranza proroga i termini di quest'Alta commissione di studio per il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, ai fini della predisposizione della relazione sui principi generali del federalismo.
Che io sia contro un'idea accelerata del federalismo fiscale è noto, perché ne abbiamo discusso anche durante la controriforma della Costituzione. Ritengo, soprattutto, che vi debba essere una seria preoccupazione sugli effetti redistributivi di quest'ipotesi di federalismo fiscale, non solo rispetto alle diseguaglianze territoriali e sociali, ma anche rispetto al fatto che si porta avanti un'ipotesi di federalismo fiscale nel momento in cui non si aumentano le entrate e, anzi, avviene il contrario.
Non sono favorevole a questo emendamento - mi asterrò -, ma almeno i colleghi che lo hanno presentato introducono una logica: richiedono una maggiore chiarezza rispetto alle intenzioni del Governo. Qual è l'idea di fondo di tale Alta commissione? Perché dobbiamo spendere soldi? Ciò ancor più se si considera che, quando noi chiediamo i costi del federalismo, nessuno ci risponde. Si tiene in vita, onorevoli colleghi della Lega, questa commissione e noi non capiamo perché, da una parte, voi tagliate, tagliate, tagliate - la prossima, sarà una manovra di ulteriori tagli - e, dall'altra, imponete alle autonomie locali di aumentare i tributi, senza garantire alle predette autonomie locali l'autonomia fiscale, ossia recuperando tali entrate per il miglioramento dei servizi, e così via.
Credo pertanto che la vostra normativa sia incomprensibile. Noi insistiamo per tentare di correggerla.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mariotti 1-quinquies.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 393
Votanti 382
Astenuti 11
Maggioranza 192
Hanno votato
sì 167
Hanno votato
no 215).

Prendo atto che l'onorevole Volontè non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 1-quinquies.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 398
Votanti 396
Astenuti 2
Maggioranza 199
Hanno votato
sì 173
Hanno votato
no 223).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanella 2.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 392
Votanti 388
Astenuti 4
Maggioranza 195
Hanno votato
sì 170
Hanno votato
no 218).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanella 2.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 395
Votanti 393
Astenuti 2
Maggioranza 197
Hanno votato
sì 171
Hanno votato
no 222).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Tocci 3-bis.1, Fratta Pasini 3-bis.2, Duilio 3-bis.3 e Maggi 3-bis.4.

GIANFRANCO BLASI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO BLASI, Relatore. Signor Presidente, in Commissione abbiamo svolto una valutazione molto approfondita su questo tema. Vorrei invitare il Governo, nonostante il parere espresso in sede di Comitato dei nove, a rivedere il suo parere sulla modifica introdotta dall'articolo 3-bis, riguardante i ricercatori e i tecnologi delle università. Credo sia opportuno svolgere una ulteriore valutazione, perché si creerebbe una sorta di incongruenza contrattuale, che sarebbe anche una disuguaglianza. Vorrei invitare il Governo a svolgere questa riflessione.

PRESIDENTE. Onorevole relatore, il suo invito riguarda gli identici emendamenti Tocci 3-bis.1, Fratta Pasini 3-bis.2, Duilio 3-bis.3 e Maggi 3-bis.4?

GIANFRANCO BLASI, Relatore. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene.
Il Governo ?

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il Governo, modificando il parere precedentemente espresso si rimette all'Assemblea sugli identici emendamenti soppressivi dell'articolo 3-bis del decreto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maura Cossutta. Ne ha facoltà.

MAURA COSSUTTA. Signor Presidente, poiché si tratta di un articolo che ha creato discussioni, vorrei sapere dal Governo il motivo per cui si rimette all'Assemblea. Poiché tra noi vi sono posizioni diverse, sto tentando di offrire ai colleghi delle considerazioni per votare con consapevolezza e coscienza.
Signor Presidente, non si capisce la disponibilità del Governo a dei cambiamenti, accettando che il decreto-legge venga trasmesso comunque al Senato, né l'ostinazione, guarda caso, sull'articolo 3-ter, con riferimento al subemendamento all'emendamento della Commissione riguardante la Croce Rossa. Allora, chiedo la stessa disponibilità. Lo dico prima, anche se interverremo successivamente: si tratta di un punto delicato e credo che chiedere il parere dei ministri competenti sia non tanto legittimo, quanto doveroso.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tocci. Ne ha facoltà.

WALTER TOCCI. Signor Presidente, la decisione del Governo di rimettersi all'Assemblea


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mi sembra saggia. Per favorire la riflessione dei colleghi, vorrei chiarire alcuni punti.
L'attuale articolo 3-bis toglie ai ricercatori lo status di dirigenti che hanno dal 2002. Vorrei ricordare che tale status fu conferito con una legge del 2002. Allora, un sottosegretario espresse un parere favorevole a questa tesi, oggi un altro sottosegretario dà un parere opposto; magari, domani, un altro sottosegretario ne esprimerà di nuovo uno contrario. Questa categoria non può cambiare status contrattuale di volta in volta, a seconda del sottosegretario che interviene.
Con il nostro emendamento soppressivo si avanza una proposta: rimanere alla situazione attuale per svolgere una pausa di riflessione. Mettiamo prima la sostanza e poi definiamo la forma contrattuale. La sostanza è che abbiamo bisogno di dare un prestigio, un rango ai ricercatori italiani per lo sviluppo della ricerca nei prossimi anni. Abbiamo bisogno di mettere al centro dell'attenzione il problema degli stipendi dei ricercatori: non si può andare avanti con 1000 euro al mese e contratti precari. Dobbiamo concedere autonomia ai ricercatori, dando loro fondi e libertà di svolgere le proprie ricerche. Dobbiamo attribuire loro dei diritti per tutelarli dalle prepotenze del potere politico ed economico e dobbiamo assicurare la mobilità tra enti pubblici, università ed istituzioni europee e così via.
Allora, suggeriamo che il Governo proponga uno statuto dei diritti dei ricercatori, in cui si possa discutere di tutti questi temi con i sindacati e le associazioni. Poi, all'interno di questa discussione, si valuterà anche la forma contrattuale più adatta e, quindi, si potrà sicuramente compiere un passo in avanti. Dobbiamo avere chiaro che nei prossimi anni avremo bisogno di tanti ricercatori e, quindi, dobbiamo convincere molti giovani a scegliere questa professione. Creare uno status professionale e di diritto dei ricercatori è importante per il futuro del paese (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Ringrazio il collega Maggi, di Alleanza nazionale, che ha presentato questo emendamento soppressivo dell'articolo 3-bis. Dobbiamo ringraziare anche il Governo perché, pur trattandosi di un decreto-legge - va colto questo aspetto -, il ministro si è rimesso all'aula. Questo è un fatto estremamente positivo.
L'articolo 3-bis è stato inserito al Senato improvvisamente in un contesto in cui si parlava di ben altre questioni. Quindi, dal momento che è stato inserito così impropriamente, chiediamo che venga soppresso per una successiva riflessione e per non far sembrare che con l'accetta si tagliano dei diritti che lo stesso centrodestra al Governo aveva riconosciuto nel 2002.
Credo che, eliminando questo articolo, nulla si tolga all'impianto generale del decreto-legge e, quindi, invito a votare a favore degli identici emendamenti soppressivi in esame.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole ... Maggi. Ne ha facoltà.

ERNESTO MAGGI. Presidente, la ringrazio. Siccome da qualche tempo a questa parte ho deciso di intervenire, laddove me lo consentirà, più spesso, d'ora in poi spero che lei si ricordi il mio cognome...

PRESIDENTE. È una promessa o una minaccia?

ERNESTO MAGGI. Per carità! Lei sa benissimo che la stimo grandemente; quindi, è solo una supplica perché si ricordi anche di me.
Il problema è stato sollevato già da me in Commissione cultura, che ha recepito questa indicazione (Commenti)... Sto per finire. Consentite a ciascuno di noi di fare il proprio dovere, caro presidente della V Commissione.


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Per essere sintetico, leggo brevemente una raccomandazione che è opportuno che l'Assemblea conosca. Non deve solo diventare un problema degli addetti ai lavori e gli altri deputati non devono votare senza rendersi conto dell'eventuale errore che si commetterebbe laddove si votasse senza approfondire il problema.
Perché sono favorevole alla soppressione dell'articolo 3-bis? Sono convinto dell'errore strategico che si commetterebbe se si perseverasse nel mantenimento dello stesso. L'articolo 3-bis, inopinatamente inserito dal Senato nel disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 120 del 2004, in sostanza retrocede i ricercatori dall'area della dirigenza a quella del personale tecnico-amministrativo.
Si tratta di una reformatio in peius per la categoria e di un dannoso passo indietro rispetto al ripristino che, a suo tempo, con la legge n. 145 del 2002, la stessa attuale maggioranza volle stabilire per riparare al declassamento della categoria.
Laddove qualche collega non si renda conto di cosa stiamo parlando, stiamo parlando della ricerca. È un settore estremamente importante, su cui è opportuno che ciascuno di noi faccia mente locale (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ranieli. Ne ha facoltà.

MICHELE RANIELI. Abbiamo condotto una battaglia, come UDC, in Commissione per sopprimere questo articolo, in quanto esso mortifica e svilisce l'azione dei ricercatori e dei tecnologi che per anni hanno svolto questa funzione con senso di abnegazione, nell'interesse della ricerca e della competitività.
Abbiamo lavorato molto e vogliamo continuare a dare una prospettiva ai nostri ricercatori, per cui non è possibile declassare tale categoria. Siamo pertanto favorevoli alla soppressione dell'articolo 3-bis (Applausi dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Titti De Simone. Ne ha facoltà.

TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, la questione è estremamente complessa. Bisogna però ricordare all'Assemblea che quando fu approvato il decreto a cui si fa riferimento ed i ricercatori furono trasferiti nel comparto della dirigenza, molte organizzazioni sindacali ostacolarono tale provvedimento. Ancora oggi sono molte le organizzazioni sindacali, tra l'altro le più rappresentative di tale comparto, che chiedono di rivedere tale situazione. Non si tratta, certamente, di scippare di diritti i ricercatori, cerchiamo di essere seri. Di tali diritti sarebbe meglio ricordarsi in modo meno demagogico e propagandistico in altre occasioni, ad esempio in sede di esame della finanziaria, delle riforme del ministro Moratti, eccetera.
Il problema è di altra natura: è esattamente quello di mettere la figura del ricercatore in condizione di non essere subalterna ad un livello amministrativo e contabile che può entrare in conflitto con la sua autonomia. Questo è il punto di fondo: il ricercatore è ricercatore, un amministratore è un amministratore. Ciò senza contare gli effetti che lo spoil system produce in questo settore.
Per tali ragioni siamo favorevoli a mantenere l'articolo in esame e siamo contrari agli emendamenti soppressivi presentati (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duilio. Ne ha facoltà.

LINO DUILIO. Signor Presidente, penso sia stato un errore scrivere questo articolo. Vorrei solo sottolineare che mi sembrerebbe un paradosso, nel momento in cui tutti esaltiamo il discorso della ricerca, che da una parte si stanziano poche risorse o niente sulla ricerca in finanziaria e poi, addirittura, inquadriamo i ricercatori in qualifiche non adeguate.


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Questo è il motivo per cui anche io ho presentato un emendamento soppressivo dell'articolo 3-bis.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fratta Pasini. Ne ha facoltà.

PIERALFONSO FRATTA PASINI. Signor Presidente, intervengo solo per dire che anche il gruppo Forza Italia è d'accordo con gli emendamenti in esame e ringrazia il Governo per essersi rimesso all'Assemblea. Si tratta di un problema molto importante e, se non venisse soppresso l'articolo, i ricercatori ed i tecnologi sarebbero nuovamente declassati dal livello dirigenziale al quale ora appartengono.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bimbi. Ne ha facoltà.

FRANCA BIMBI. Signor Presidente, per le ragioni già espresse molto chiaramente dai colleghi Tocci, Maggi e Duilio, chiedo di sottoscrivere l'emendamento Duilio 3-bis.3. Non possiamo togliere soldi ai ricercatori che già guadagnano molto al di sotto della media europea!

GIANFRANCO BLASI, Relatore. Signor Presidente, modificando il precedente avviso, esprimo parere favorevole sugli identici emendamenti Tocci 3-bis.1, Fratta Pasini 3-bis.2, Duilio 3-bis.3 e Maggi 3-bis.4.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Tocci 3-bis.1, Fratta Pasini 3-bis.2, Duilio 3-bis.3 e Maggi 3-bis.4, accettati dalla Commissione e sui quali il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 363
Votanti 351
Astenuti 12
Maggioranza 176
Hanno votato
sì 333
Hanno votato
no 18).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Maura Cossutta 3-ter.1, Duilio 3-ter.2 e Russo Spena 3-ter.3.

GIANFRANCO BLASI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO BLASI, Relatore. Signor Presidente, vorrei anticipare che il subemendamento Maurandi 0.3-ter.10.1 si potrebbe integrare, in qualche modo, con l'emendamento 3-ter.10 del Governo. Il subemendamento chiede di inserire dopo le parole «a ratificare» le parole: «previo parere dei Ministeri vigilanti». Ciò serve a creare un regime di maggiore garanzia rispetto all'emendamento del Governo e, pertanto, modificando il precedente avviso, la Commissione esprime un parere favorevole.

PRESIDENTE. Prendo atto che il Governo concorda con il relatore.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Milana. Ne ha facoltà.

RICCARDO MILANA. Signor Presidente, credo che le delucidazioni del relatore Blasi possano anche riportare ad una discussione unica su questo tema. La storia ormai la conosciamo tutti: in questo decreto c'è un qualcosa che abbiamo duramente contestato a tutti i livelli (in Commissione di merito, in Commissione Bilancio e nel dibattito in Assemblea). Chiediamo di sopprimere questa norma che riguarda la Croce rossa, perché si tratta di una sanatoria a posteriori, che introduce un argomento che dà una cambiale in bianco al commissario straordinario della Croce Rossa per modificare


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atti non ben precisati e per introdurre variazioni ad un qualcosa che sicuramente non è all'interno della normativa.
I ministeri vigilanti non avevano espresso parere favorevole e gli stessi revisori dei conti hanno criticato questo argomento. Adesso, viene fuori una diversa formulazione, che in qualche modo è migliorativa, ma che certo non mette in risalto un andamento preciso, lineare e conforme alla legge, all'interno della Croce rossa. Non è pensabile che si presentino provvedimenti normativi, per sanare atti, che evidentemente non si potevano adottare. Su questo noi manteniamo (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)... Vorrei ricordare, signor Presidente, che nella discussione sulle linee generali avevamo detto che avremmo mantenuto un regime di durissima opposizione, se questo articolo non fosse stato cassato. Oggi invece noi consentiamo - se guardiamo anche alle presenze per garantire il numero legale! - che questo decreto-legge, che contiene anche disposizioni importanti, che noi abbiamo apprezzato, e che contiene i fondi per gli alluvionati del Piemonte, venga regolarmente convertito nei termini di legge. Prego, pertanto, i colleghi della maggioranza di rendersi conto che per qualche verso è però necessario puntualizzare la nostra contrarietà, di fronte a questo modo di amministrare.
Non siamo d'accordo che si amministri un ente, la Croce rossa o qualsiasi altro ente, al di fuori delle regole normative e che poi si chiami il Parlamento ad approvare una legge per sanare atti amministrativi non conformi (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Valpiana. Ne ha facoltà.

TIZIANA VALPIANA. Anche noi di Rifondazione comunista abbiamo presentato un emendamento per chiedere la soppressione di questo articolo, perché in realtà sappiamo benissimo che si tratta di un articolo sotto il quale si celano una serie di problematiche che non ci permettono di andare avanti sul testo del decreto. In primo luogo vorrei ricordare ancora un volta che si tratta di una materia completamente estranea al contenuto del decreto-legge (anche se poi ovviamente viene sempre utilizzato l'escamotage di presentare certi provvedimenti al Senato, dove il regolamento lo consente). Rispetto al contenuto del provvedimento al nostro esame, le sanatorie relative alla nuova normativa e alle nuove situazioni della Croce rossa non avevano infatti niente a che vedere.
Tuttavia, al di là di questo ci siamo abituati - purtroppo durante la discussione della riforma costituzionale - a parlare di poteri assoluti. Possiamo anche pensare che abbiamo lavorato intorno a una figura nuova di premier con poteri assoluti, ma pensare addirittura ad un commissario straordinario della Croce rossa dotato di poteri assoluti e addirittura di prerogative assolute di retrodatazione, ci sembra francamente eccessivo da ogni punto di vista. Stiamo dando al commissario straordinario della Croce rossa il potere di intervenire, con effetti retroattivi, su rapporti giuridici sorti in base ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 2 agosto 2004...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Valpiana.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Labate. Ne ha facoltà.

GRAZIA LABATE. Come i colleghi, ed anche i rappresentanti del Governo, sanno, questo articolo ha destato molte perplessità in Commissione di merito, soprattutto in ordine a due ragioni. La prima è relativa al fatto che con un decreto si attribuisce al commissario straordinario il potere di ratifica o di modifica di tutti gli atti compiuti nel 2003, sebbene tutti i colleghi conoscano la legge n. 70 del 1975, in base alla quale, senza l'approvazione dei ministeri vigilanti, chicchessia non può mutare nessuna ordinanza.
La seconda motivazione è che la Commissione di merito voleva conoscere i


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contenuti dell'ordinanza; i colleghi sanno che abbiamo protestato in quest'aula, come membri della Commissione affari sociali, per l'acquisizione degli atti all'ultimo momento per il fatto che, nel frattempo, si è dovuto esprimere un voto su un parere.
Per quanto riguarda tale normativa, pur prendendo atto che il Governo ha avuto almeno il buon gusto di cancellare la parola «modifica» e di mantenere il termine «ratifica», tuttavia il contenuto dell'emendamento del Governo desta grandi perplessità.
Non so se molti colleghi hanno letto il contenuto delle quattro ordinanze; se lo hanno fatto, sanno che queste ultime modificano profondamente le piante organiche (stabiliscono 22 livelli apicali dirigenziali) e che il commissario Scelli ha ottenuto, dopo averlo chiesto, un decreto del Presidente del Consiglio che eleva di rango la Croce rossa italiana. Di conseguenza, i direttori generali percepiscono il doppio degli emolumenti. Chiedo, pertanto, al Governo se è davvero convinto che il provvedimento abbia una copertura finanziaria. È per questo che esprimeremo un voto contrario.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, non vorrei riprendere i temi, molto seri, sollevati nel corso dell'esame in Commissione (ricordati dai colleghi Milana e Labate) e della discussione sulle linee generali in quest'aula. Intervengo perché non era opportuno togliere la parola alla collega Valpiana, che stava spiegando i motivi per cui esprimeremo un voto contrario.
Al Senato è stata introdotta, in maniera surrettizia, una norma che attribuisce al dottor Scelli pieni poteri, facendolo diventare da commissario a padrone della Croce rossa italiana, ed è prevista la ratifica a posteriori e la possibilità di modifica dei provvedimenti assunti dal 1o gennaio 2003 (a tale riguardo vi è stato un ampio dibattito in Commissione).
Nel corso del dibattito generale si è detto che, se il provvedimento non fosse stato modificato, vi sarebbe stato ostruzionismo in aula, ma dobbiamo, invece, chiarire che, grazie anche all'opera del relatore e di alcuni colleghi della maggioranza, il provvedimento sta giungendo in porto.
Va chiarito il pensiero della collega Labate perché non siamo schizofrenici; siamo parlamentari che tengono alla propria serietà. Il collega Blasi ha presentato questa mattina un emendamento che, in qualche modo, riduce il danno (la dialettica parlamentare è servita). Riteniamo, peraltro, che sia insufficiente per farci esprimere un voto favorevole e, quindi, ribadiamo l'espressione del nostro voto contrario, perché comunque siamo di fronte ad una ratifica di provvedimenti adottati dal commissario della Croce rossa a posteriori; ratifica che non accettiamo dal punto di vista costituzionale. Per tale motivo, ribadiamo il nostro voto contrario, pur apprezzando la dialettica parlamentare.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bindi. Ne ha facoltà.

ROSY BINDI. Signor Presidente, preannuncio l'espressione di un convinto voto contrario sul provvedimento in esame, nonché sulla modifica apportata dal Governo.
Con la conversione del decreto-legge, si intende ratificare ordinanze amministrative di un commissario che sono state emesse fuori da ogni riferimento normativo. È ancora più grave, perché ciò viene compiuto da un ente che non può che fregiarsi di valori morali che dovrebbe difendere in tutto il mondo.
Esprimiamo un voto contrario anche perché, visto che esplicitamente si dice che non vi saranno oneri per lo Stato, vorrei sapere con quali soldi sono state pagate le piante organiche e i nuovi livelli dirigenziali della Croce Rossa. Questo qualcuno ce lo dovrà dire!
Aggiungo inoltre che mi sorprende molto il rumorio di quest'aula durante gli


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interventi, dal momento che il numero legale oggi è garantito dall'opposizione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Maura Cossutta 3-ter.1, Duilio 3-ter.2 e Russo Spena 3-ter.3, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 317
Votanti 315
Astenuti 2
Maggioranza 158
Hanno votato
sì 105
Hanno votato
no 210).

Passiamo alla votazione del subemendamento Maurandi 0.3-ter.10.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maurandi. Ne ha facoltà.

PIETRO MAURANDI. Signor Presidente, innanzitutto intendo segnalare che nel subemendamento in esame le parole «dei Ministeri» in realtà devono intendersi «dei ministri», in quanto si parla della responsabilità dei ministri. Si tratta di un errore materiale.

PRESIDENTE. Prendo atto, con il consenso del relatore e del Governo, che quanto affermato dall'onorevole Maurandi corrisponde alla realtà e che dunque si deve leggere «dei ministri».
Prosegua pure, onorevole Maurandi.

PIETRO MAURANDI. L'attuale testo dell'articolo 3-ter a nostro avviso è indecente, in quanto autorizza il commissario a ratificare provvedimenti che lui stesso ha assunto evidentemente senza averne i poteri.
In Commissione abbiamo chiesto lo stralcio di questo articolo, ma ci siamo trovati di fronte ad una risposta negativa da parte del Governo.
Sicuramente l'emendamento 3-ter.10 del Governo migliora il testo, ma non risolve affatto il problema. Dunque, al fine di migliorare ulteriormente il contenuto di questo articolo, chiediamo sia previsto che l'autorizzazione sia resa solo previo parere dei ministri vigilanti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, intervengo solo per associarmi alle considerazioni testè rese dal collega Maurandi e per aggiungere la mia firma al subemendamento in questione.
Inoltre, vorrei fornire un consiglio di equilibrio: probabilmente accogliere questo subemendamento potrebbe rendere più agevole il percorso.

PRESIDENTE. Onorevole Boato, ma il subemendamento è stato accettato!
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Maurandi 0.3-ter.10.1, nel testo corretto, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 308
Votanti 307
Astenuti 1
Maggioranza 154
Hanno votato
sì 299
Hanno votato
no 8).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3-ter.10 del Governo, come subemendato, accettato dalla Commissione.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 295
Votanti 285
Astenuti 10
Maggioranza 143
Hanno votato
sì 192
Hanno votato
no 93
Sono in missione 23 deputati).

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