Allegato A
Seduta n. 529 del 15/10/2004


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INTERPELLANZE URGENTI

(Sezione 1 - Problemi occupazionali nella zona industriale di Massa Carrara)

A)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle attività produttive, per sapere - premesso che:
negli anni novanta la zona industriale di Massa Carrara ha subito un forte ridimensionamento, che ha visto la chiusura di grandi imprese, come la Dalmine spa;
a seguito di ciò, il Parlamento si era impegnato ad operare per favorire la reindustrializzazione;
a ciò era preposta la Spi (Società di promozione industriale), con finanziamenti adeguati (legge 15 maggio 1989, n. 181), oggi Sviluppo Italia, che, a partire dal 1998, ha individuato sia gli imprenditori che i progetti industriali da insediare nell'area ex Dalmine e ne ha sostenuto i progetti attraverso i finanziamenti pubblici della legge n. 181 del 1989;
quasi tutte queste imprese - selezionate dalla Spi - stanno vivendo una forte crisi, alcune di esse sono già fallite:
a) la Bsi (Brain storm industry), costituita nel febbraio del 1998 e attiva dal maggio 1998, con sede nei locali della ex Dalmine, aveva assunto, dal luglio del 1998, 18 dipendenti, 17 dei quali ex Dalmine, più altre 7 unità con contratto di formazione lavoro. Il progetto industriale di questa azienda avrebbe dovuto consistere nella produzione di macchinari per la bonifica dei rifiuti ospedalieri «Bravo Hospital», produzione che non è mai iniziata, nonostante molti interventi e solleciti sulla Spi da parte delle istituzioni locali. Ha dichiarato fallimento il 31 ottobre 2001: i sette lavoratori con contratto di formazione lavoro sono stati licenziati, gli altri sono in cassa integrazione straordinaria;
b) la Climas, società di produzione di condizionatori d'aria, il cui stabilimento ha chiuso a gennaio del 2003, con la conseguente messa in mobilità dei lavoratori;
c) la Nasa, azienda metalmeccanica di proprietà di Michele Casiello, di cui è stato decretato il fallimento ad agosto 2004, con la richiesta di cassa integrazione per fallimento per 32 lavoratori, a cui se ne aggiungono 6 in mobilità;
d) la Tirrena Macchine, altra azienda di proprietà di Casiello, che versa in condizione di grave crisi, con gli 84 lavoratori che non percepiscono lo stipendio dal mese di luglio 2004 e che, secondo gli interpellanti, in mancanza di un chiaro piano finanziario, è anch'essa a rischio fallimento;
e) la Crsa (Costruzione sistemi riparazioni auto), in concordato preventivo dal 5 agosto 2004, la cui dirigenza ha presentato, durante un recente incontro con i sindacati, la richiesta di ricorso alla cassa integrazione straordinaria per circa 30 lavoratori;
i lavoratori della ex Nasa e della Tirrena Macchine sono da tempo in stato di agitazione per sollecitare il Governo alla definizione di una soluzione certa per il loro futuro occupazionale;
le istituzioni locali hanno ripetutamente richiesto un confronto a livello nazionale;
Sviluppo Italia ha ancora a disposizione fondi pubblici da investire in questa area -:


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quali iniziative intenda porre in essere perché sia avviato quanto prima un confronto fra i vertici di Sviluppo Italia, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali, affinché venga affrontata la vicenda relativa alle suddette imprese e vengano proposte delle possibili alternative industriali per offrire una prospettiva ai lavoratori, oltre che per mantenere gli impegni assunti per aiutare lo sviluppo industriale di questa area.
(2-01307)
«Cordoni, Adduce, Agostini, Albonetti, Amici, Battaglia, Bellini, Benvenuto, Bogi, Bonito, Borrelli, Buglio, Cabras, Capitelli, Caldarola, Carboni, Cennamo, Chianale, Chiti, Filippeschi, Finocchiaro, Fluvi, Galeazzi, Innocenti, Labate, Leoni, Lulli, Luongo, Magnolfi, Mariotti, Montecchi, Mussi, Rognoni, Nicola Rossi, Rossiello, Sabattini, Sandri, Sasso, Sciacca, Sereni, Siniscalchi, Soda, Susini, Tidei, Tolotti, Trupia, Turco, Michele Ventura, Vigni, Visco, Zanotti».
(23 settembre 2004)