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PRESIDENTE. L'onorevole D'Agrò ha facoltà di
LUIGI D'AGRÒ. Alcuni giorni fa, sulla A27, in prossimità di un viadotto autostradale, un giovane, per prestare soccorso ed ad un altro automobilista che si trovava nella carreggiata opposta, ha perso la vita.
per cercare di mettere utilmente in sicurezza questi tratti di viadotto, per non perdere vite umane.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, proprio perché si erano verificati casi analoghi a quello in cui ha perso la vita questo generoso giovane che, per portare soccorso sull'altra carreggiata in un incidente, a sua volta è precipitato (nel caso specifico scavalcando una rete antiscavalco alta due metri che era stata collocata proprio su quel viadotto), e proprio perché erano accaduti altri casi, l'ANAS aveva sollecitato la Società autostrade ad approntare soluzioni adatte ad evitare, specialmente di notte, con la nebbia o con la pioggia, non accorgendosi di essere su un cavalcavia, il passaggio sull'altra corsia con il rischio appunto di precipitare.
PRESIDENTE. L'onorevole D'Agrò ha facoltà di replicare.
LUIGI D'AGRÒ. Signor ministro, so quanto lei tenga alle vite dei giovani. Ricordo la sua battaglia in quest'aula per salvare le vite a chi esce dalle discoteche.
Analoghi incidenti sono avvenuti su altri tratti di autostrada negli anni precedenti, in modo particolare sulla tratta autostradale Bologna-Padova e anche sul tratto del Brennero. Al Governo era stato chiesto di intervenire presso l'allora ANAS
A questo punto, chiedo al Governo se possa fare intervenire l'ANAS affinché la società concessionaria delle autostrade metta in sicurezza quei tratti autostradali, magari con reti di protezione, onde evitare queste falcidie di giovani vittime.
Per quanto riguarda la Società autostrade, sulla base di queste indicazioni, sono stati installati nel biennio 2002-2003 174 chilometri di reti antiscavalcamento sul bordo sinistro dei viadotti, completando così al cento per cento l'adozione di tali misure di sicurezza su tutte le autostrade che gestisce in concessione. In totale, sui 385 chilometri di carreggiata su ponti e viadotti che esistono sulle autostrade gestite dalla Società autostrade per l'Italia, sono presenti oggi 264 chilometri a carreggiate separate protette, di cui 112 con guardrail alti un metro e con reti alte due metri e 152 chilometri con new jersey alti 1,40-1,60 metri.
Naturalmente, l'aspettativa di chi ha installato queste protezioni, come quelle del viadotto Longhere, fra Venezia e Belluno, dove è avvenuto l'incidente, era che una rete alta 2 metri potesse impedire lo scavalcamento. In questo caso il giovane ha scavalcato la rete e, proprio sulla base di questo fatto, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per quanto di propria competenza, ha ritenuto opportuno avviare lo studio di nuove misure da prescrivere alle concessionarie autostradali per garantire una sicurezza che vada al di là delle reti antiscavalco e dei guardrail di una certa altezza. Anche per i casi eccezionali, come quello in cui vengono scavalcate le reti di protezione alte due metri (che richiedono anche una volontarietà di scavalcare, a differenza dal passato, quando chi scavalcava un guardrail basso non si accorgeva di essere su un cavalcavia), è necessario studiare altre misure per cercare di prevenire incidenti.
Questo - lei lo ha citato - è stato un atto di generosità. Il ragazzo si chiamava Mosca e credo che lei debba avere a cuore un fatto che mi pare assolutamente certo: più volte in questa sede era stato chiesto al Governo e all'ANAS, indirettamente, di porre delle reti interne, non in altezza, perché, nel compiere un atto di generosità, chi è tentato di portare aiuto supera qualsiasi tipo di ostacolo, tramutandosi tale atto in tragedia.
Sappiamo perfettamente che le società concessionarie recentemente hanno chiesto l'aumento dei pedaggi anche nelle tratte autostradali. Vorremmo che tali società avessero due particolari attenzioni. Innanzitutto, sappiamo che l'espansione autostradale serve al nostro paese. Tuttavia, ancor prima è necessario mettere in sicurezza fino in fondo le reti viarie già al servizio dei cittadini utenti. In questo caso ci pare non sia stato fatto tutto quanto necessario perché il giovane di cui abbiamo parlato potesse essere ancora qui tra noi e dimostrarci altri gesti di generosità.


