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PRESIDENTE. L'onorevole Di Virgilio ha facoltà di
DOMENICO DI VIRGILIO. Signor ministro della salute, sono ormai imminenti i mesi tipici in cui si diffonde l'annuale epidemia influenzale; accanto ad essa, alcuni osservatori fanno balenare il rischio, anche se remoto, di un'estensione sull'uomo
di un'altra influenza, ben più severa. Si tratta dell'influenza da virus aviario, individuata in Asia.
PRESIDENTE. Il ministro della salute, professore Sirchia, ha facoltà di
GIROLAMO SIRCHIA, Ministro della salute. La ringrazio, signor Presidente.
PRESIDENTE. L'onorevole Di Virgilio ha facoltà di
DOMENICO DI VIRGILIO. Signor ministro, la ringrazio per la sua risposta esauriente e scientificamente ineccepibile; d'altra parte, la mia interrogazione non intendeva essere un grido d'allarme non documentato.
La somiglianza dei sintomi e la possibilità della coinfezione ci inducono a stimolare sempre più i cittadini a vaccinarsi, specialmente quanti rientrino nelle fasce a rischio.
Dunque, signor ministro, le chiedo quanto segue.
Anzitutto, come valutino, lei ed il suo ministero, l'eventuale rischio di una diffusione, anche nel nostro paese, dell'infezione da influenza da virus aviario; quindi, quali provvedimenti per una campagna di vaccinazione diffusa abbia assunto il suo ministero.
Onorevole Di Virgilio, all'inizio di quest'anno, in Tailandia, sono stati confermati sedici casi di influenza avaria nell'uomo, di cui undici mortali. Forse, uno di questi ha contratto la malattia da un'altra persona, mentre gli altri si sono contagiati a seguito di contatto diretto con polli infetti. Purtroppo, questi segnali sottolineano il rischio che il virus dell'influenza aviaria «A H5 N1» si umanizzi, anche attraverso il documentato passaggio nel maiale.
L'Italia è stata colpita, nel 1999, da due epidemie distinte di influenza aviaria nei polli, causate da due sottotipi di virus, che hanno provocato ingenti danni al settore agricolo ma non hanno, per fortuna, interessato la salute dell'uomo. Ambedue le infezioni sono state eradicate mediante programmi di controllo comprendenti anche una strategia di vaccinazione innovativa dei polli messa a punto dai ricercatori italiani. È in atto un programma di monitoraggio permanente nei confronti delle nuove introduzioni virali.
Di concerto con l'OMS, l'Italia ha avviato un programma intensivo di sorveglianza e controllo dell'influenza aviaria negli stabilimenti avicoli basato sui seguenti punti: divieto di importazione di pollame; sistema di sorveglianza virologica dell'influenza aviaria coordinato dell'istituto zooprofilattico sperimentale di Padova, rinforzo dei filtri aerei e portuali con l'adeguamento di specifici canali sanitari negli aeroporti internazionali di Malpensa e Fiumicino.
Per fronteggiare l'epidemia influenza in Italia, ed anche per prepararsi ad un possibile rischio di una pandemia influenzale, il ministero ha approntato un piano pandemico influenzale, che è già operativo. Il piano si basa su alcune azioni per il rinforzo e l'allargamento della copertura vaccinale antinfluenzale. Da pochi giorni, è disponibile, presso i servizi vaccinali e le farmacie, il vaccino antinfluenzale appropriato - non è un risultato da poco considerato che, negli Stati Uniti, tale vaccino è mancato -; è stata, inoltre, già predisposta la circolare ministeriale sulla campagna vaccinale antinfluenza.
Per la prima volta, il Ministero della salute ha recentemente emesso un'ulteriore circolare, che richiama l'assoluta necessità di offrire attivamente la vaccinazione non soltanto alla popolazione anziana, ma anche a tutte le persone sofferenti di malattie croniche ed alle numerose categorie di operatori socialmente utili, quale il personale sanitario, gli insegnanti e gli addetti alla pubblica sicurezza e agli altri servizi pubblici.
È stata garantita, inoltre, l'adeguata fornitura del vaccino per un'ampia campagna vaccinale, ed è stato anche richiesto ai produttori - purtroppo, senza buon esito - un abbassamento del prezzo del vaccino.
Per la verifica del buon funzionamento della campagna vaccinale, è stato disposto, infine, un sistema di sorveglianza interamente basato su web, e che vede partecipare oltre mille medici di medicina generale, che offrono risultati di sorveglianza con cadenza settimanale, permettendo così un monitoraggio continuo dell'epidemia.
Fino al 1997, si pensava che il virus dell'influenza aviaria non colpisse gli uomini, ma ciò è stato successivamente dimostrato in modo ineccepibile: ad Hong Kong, infatti, proprio in quell'anno si è manifestata la prima infezione. Abbiamo assistito, inoltre, ad un'escalation di tale infezione anche in Europa: vorrei ricordare, al riguardo, che nel 2003, nei Paesi Bassi, si sono registrati circa 80 casi di un'epidemia di questo tipo, contratta da persone che sono entrate in contatto con pollame e con altri uccelli simili.
Pertanto, riteniamo opportuno agire - come dobbiamo riconoscere che sia lei, sia il suo ministero avete fatto, ad esempio, in occasione dell'epidemia SARS - con provvedimenti preventivi di questo tipo, in attesa di un vaccino specifico contro il virus dell'influenza aviaria che, allo stato, ancora non esiste.
Ritengo giusta la campagna informativa di capillare vaccinazione antinfluenzale che è stata avviata, che auspico sia accolta dei cittadini in modo congruo; essa, comunque, deve investire anche un aspetto sociale, come lei giustamente ha fatto, signor ministro, chiedendo alle industrie farmaceutiche di produrre vaccini a basso costo, in modo da non penalizzare chi non può acquistarli.


