![]() |
![]() |
![]() |
FRANCO GRILLINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRANCO GRILLINI. Signor Presidente, desidero attirare la sua attenzione su un fatto molto grave: le dichiarazioni del ministro Tremaglia (Vivi commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)...
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Un'elementare regola di intelligenza, oltre che di educazione, prescrive il rispetto per tutti i colleghi! Sono il garante che in quest'aula l'onorevole Grillini possa parlare finché vuole e finché i regolamenti glielo consentono (Applausi). Questa è espressione di civiltà; il resto non mi interessa.
Onorevole Grillini, prosegua pure.
FRANCO GRILLINI. Grazie, signor Presidente, apprezzo il suo intervento e le esprimo la mia stima.
Vorrei ricordare ai colleghi che hanno intonato il «coretto» che sono stato eletto in una lista che ha ricevuto un milione di voti in Emilia Romagna e quindi siedo in questa Camera per espressione della volontà popolare.
Facevo riferimento alle gravissime dichiarazioni del ministro Tremaglia. Quando si insulta, si vilipende, si dileggia un'intera comunità di cittadini (si tratta di alcuni milioni di persone solo in questo paese) non si fa onore all'ufficio che si occupa, all'ufficio di ministro, ossia di membro di un Governo che dovrebbe garantire un minimo di decenza e rispettabilità nei suoi atti, tra i suoi componenti e nelle sue espressioni.
Già sarebbe grave che queste espressioni fossero pronunciate per una goliardata (come adesso, per minimizzare, il ministro sostiene) ma sono state scritte in un comunicato ufficiale, su carta intestata del ministero! Quindi significa che la posizione del ministro Tremaglia è quella del Governo. Purtroppo, interpellato su questa materia, il Presidente del Consiglio Berlusconi si è rifiutato di rispondere, mentre il vice premier Fini ha espresso la sua solidarietà al ministro Tremaglia. Come una sorta di bizzarria, un rovesciamento delle parti, si esprime solidarietà a colui che insulta e non a coloro che sono stati insultati.
Ognuno può pensare ciò che vuole o crede sugli omosessuali e sulla omosessualità.
Credo però che non ci sia il diritto di dileggiare e di insultare: questo diritto non ce l'ha nessuno e men che meno un ministro della Repubblica (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani e Misto-Socialisti democratici italiani).
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Grillini.
FRANCO GRILLINI. No, Presidente, non ho finito. Lei ha promesso che mi lasciava dire tutto quello che ritenevo opportuno...
PRESIDENTE. Certo, ma, evidentemente, nei limiti del tempo.
FRANCO GRILLINI. Grazie anche a lei, abbiamo visto che gli omosessuali e chi li rappresenta in questo Parlamento possono prendere la parola, ma non è stato così per le televisioni pubbliche e private. In tutta la giornata di ieri ho rilasciato interviste alle televisioni di tutto il mondo e i cittadini di tutto il mondo hanno potuto avere e seguire una replica alle ingiuriose dichiarazioni del ministro Tremaglia: ciò non è stato possibile in questo paese. Le televisioni e i telegiornali hanno dato notizia degli insulti con dovizia di particolari, anche riportando le parole volgari ed offensive che ha detto il ministro, ma nessuno di noi, nessun esponente della comunità omosessuale e nemmeno di questa opposizione ha potuto replicare. Questa, signor Presidente - chiedo un intervento da parte sua e del presidente della Commissione di vigilanza Petruccioli -, è una vergogna e una censura intollerabile (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani e Misto-Socialisti democratici italiani)!
ANTONINO LO PRESTI. Presidente, chiedo di parlare!
PRESIDENTE. No, su questo tema non apro dibattiti! L'onorevole Grillini mi aveva anticipato l'intenzione di intervenire su tale questione. Nelle prossime sedute, chiunque voglia parlare potrà farlo.
Onorevole Grillini, per quanto riguarda le questioni con implicazioni governative che lei ha posto, naturalmente lei ed il suo gruppo parlamentare avete a disposizione gli strumenti di sindacato ispettivo per rivolgere al Governo ulteriori richieste di chiarimento. Ieri, peraltro, su questo tema è intervenuto anche l'onorevole Giordano.
Per quanto riguarda il tema della televisione, sicuramente la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi potrà costituire la sede idonea per l'approfondimento delle questioni poste.
Per quanto riguarda, infine, il Presidente della Camera, evidentemente io evito di sollevare o di incrementare le polemiche. Vorrei soltanto osservare che tutti i
cittadini nel nostro paese hanno diritto allo stesso rispetto e devono essere salvaguardati nella loro dignità.
Sospendo...
ANTONINO LO PRESTI. Presidente!
PRESIDENTE ...la seduta fino alle 15.
![]() |
![]() |
![]() |