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PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore sul disegno di legge comunitaria, onorevole Strano.
NINO STRANO, Relatore sul disegno di legge n. 5179. Onorevole Lettieri, sull'abuso di mercato la posizione del Governo è chiaramente evidenziata, anche attraverso un'azione emendativa sulla sua volontà di intervenire in questa materia, che, come lei giustamente dice, è una delle più pressanti ed attuali. Inoltre, vorrei ricordare che la direttiva scadrebbe il 12 ottobre 2004 ed oggi siamo in aula: quindi, si tratta di un atteggiamento tempestivo. Circa alcune considerazioni dell'onorevole Frigato, rilevo che il relatore non ha inteso intervenire, proprio per arrivare ai temi della legge comunitaria in maniera omogenea, cercando anche di avere un consenso, non personale ma politico, ampio su un tema che interessa non soltanto la nostra maggioranza ma tutto il Parlamento e gli operatori.
All'inizio della mia relazione ho affrontato i temi riguardanti la pace, la guerra e il terrorismo. Quindi, onorevole Frigato, su alcune interpretazioni in ordine alle occupazioni territoriali e ad altro, che richiederebbero ampie riflessioni, non la penso come lei.
GABRIELE FRIGATO. Sono io che non la penso come lei!
NINO STRANO, Relatore sul disegno di legge n. 5179. Non c'è chi esporta con il sangue la democrazia. C'è, invece, chi difende la libertà del mondo contro altri che la mettono in pericolo. Ci dispiace avere sentito, in questi giorni, poche voci contro le decapitazioni e molte voci contro l'intervento americano.
MARIO LETTIERI. Siamo uniti nella lotta contro il terrorismo e la decapitazione!
NINO STRANO, Relatore sul disegno di legge n. 5179. Non ritengo che tale atteggiamento onori le vittime. Per questi motivi, alcuni temi non sono stati affrontati; avremmo rischiato uno scontro di impostazione di civiltà che ci vedrebbe sicuramente diversificati.
GABRIELE FRIGATO. Non ho cercato lo scontro!
NINO STRANO, Relatore sul disegno di legge n. 5179. Si, ma non si sentono le voci contro gli attentati, contro l'islamismo. Quindi, lascio al Governo...
GABRIELE FRIGATO. Non puoi dare quest'interpretazione, abusando del tuo ruolo di relatore!
NINO STRANO, Relatore sul disegno di legge n. 5179. Tu l'hai fatto durante il tuo intervento, ed io lo faccio...
GABRIELE FRIGATO. Io ho fatto un intervento, non ho cercato lo scontro!
NINO STRANO, Relatore sul disegno di legge n. 5179. ... senza abusare di alcunché!
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore sul Doc. LXXXVII, n. 4-A, onorevole Riccardo Conti.
RICCARDO CONTI, Relatore sul Doc. LXXXVII, n. 4-A. Signor Presidente, intervengo per rilevare che il dibattito svoltosi nelle Commissioni e in aula ha consentito la predisposizione di una risoluzione ampiamente condivisa. Di questo ringrazio i colleghi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.
COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, vorrei ringraziare la Commissione e l'onorevole Strano per la sua relazione che ho avuto modo di leggere durante l'ultimo dibattito in Commissione. Ho colto nell'opposizione e nella maggioranza elementi di auspicio. Vi è l'auspicio che si possa raggiungere una comunione di intenti sul testo sottoposto all'esame del Parlamento, prima della sua approvazione. Credo che tale auspicio debba seguire le norme regolamentari della Camera e del Senato; senza dubbio, può essere realizzato in sede associativa fuori delle istituzioni parlamentari, ma le regole sono quelle che tutti noi conosciamo; ne parlano molto i media, ma poi bisogna rispettarle.
Ringrazio l'onorevole Bova per lo sforzo e la grande puntualità con cui ha rappresentato i punti di vista della sua parte politica, con argomentazioni di tutto rispetto che mi auguro anche lo stesso ministro Buttiglione, finché resta in carica, possa soddisfare, recependo ciò che lei ha osservato.
Vi sono stati ben quarant'anni di gestazione del mercato comune europeo; è iniziato nel 1960 e si è concluso il primo gennaio 1993, quando sono state aperte le frontiere. L'anno precedente è stato firmato il trattato di Maastricht.
Onorevole Bova, lei ha accennato ai tre punti ancora insoluti dei cosiddetti pilastri di Maastricht. Abbiamo concluso - e non credo ancora bene - quello della moneta unica. Stiamo ancora soffrendo certi aspetti applicativi. Ma quelli riguardanti la politica comune, di cui ha sentito parlare, e la difesa comune, cui avete accennato, andando anche fuori tema rispetto alla legge comunitaria, sono aspetti qualificanti, affinché l'Unione europea possa avere voce in materia nel consesso mondiale. Forse qualcuno ha dimenticato di sottolineare che l'Unione europea sta agli altri Stati come l'ONU dovrebbe stare all'insieme di essi. Questo è un aspetto veramente particolare.
Prendo atto degli elementi di criticità accennati dall'onorevole Frigato e prendo anche atto della compostezza con cui questo dibattito si è svolto (anche un po' lungo rispetto a quello che io prevedevo). C'è un solo particolare, che credo il Governo abbia male inteso: mi riferisco alla questione dei diciotto mesi (mi sembra si tratti del comma quinto dell'articolo 1). Io ricordo bene che nel 2003 il Parlamento chiese di prolungare questo tempo (da dodici mesi a diciotto mesi), ma ricordo a me stesso che, a tutela dei cittadini, noi abbiamo una sentenza della Corte costituzionale che è chiarissima: laddove la direttiva è erga omnes, cioè va applicata all'insieme dei cittadini, ha la stessa funzione di un regolamento e non c'è bisogno che l'approvi il Parlamento.
Quindi, con riferimento a questo allungamento dei tempi necessario per correggere quello che il Presidente della Repubblica farà diventare legge applicabile nei confronti di tutti, per quanto riguarda la parte applicativa regolamentare vi è sempre questa sentenza della Corte costituzionale che può tutelare i cittadini. Comunque io ringrazio veramente per questo dibattito, che si è svolto in maniera civile e rispettosa.
PRESIDENTE. Avverto che in riferimento alla relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea è stata presentata la risoluzione Riccardo Conti ed altri n. 6-00099, che sarà esaminata in altra seduta.
Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
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