Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 518 del 30/9/2004
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(Ripresa esame degli articoli aggiuntivi riferiti all'articolo 36 - A.C. 4862 ed abbinate)

PRESIDENTE. Come prospettato dal presidente della Commissione, passiamo all'esame degli articoli aggiuntivi precedentemente accantonati (vedi l'allegato A - A.C. 4862 ed abbinate sezione 2).
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Carrara 36.05.

DONATO BRUNO, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DONATO BRUNO, Relatore. Signor Presidente, in seguito alla discussione avvenuta sul punto presso il Comitato dei nove, invito l'onorevole Carrara a riconsiderare la formulazione dell'articolo aggiuntivo in esame, nel senso di sostituire l'espressione «la composizione e» con l'espressione «anche i criteri di composizione e».
A tale riguardo, sono state avanzate posizioni diverse da parte dei componenti il Comitato dei nove. Pertanto, non posso esprimere un parere favorevole, perché non rispecchia esattamente quanto è emerso.

PRESIDENTE. Si tratta, quindi, di un parere contrario?

DONATO BRUNO, Relatore. Signor Presidente, sull'articolo aggiuntivo in esame vi è un invito al ritiro, altrimenti la Commissione si rimette all'Assemblea.

PRESIDENTE. Il Governo?

ALDO BRANCHER, Sottosegretario di Stato per le riforme istituzionali e la devoluzione. Signor Presidente, anche il Governo si rimette all'Assemblea.

PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Carrara se accetti la riformulazione proposta dalla Commissione.

NUCCIO CARRARA. Sì, signor Presidente, accetto la riformulazione proposta dalla Commissione, perché credo sia in linea con lo spirito che ci ha spinto a presentare l'emendamento.

PRESIDENTE. Presidente Bruno, conferma il parere precedentemente espresso?

DONATO BRUNO, Relatore. Sì, signor Presidente, la Commissione si rimette all'Assemblea.

PRESIDENTE. Leggo dunque la nuova formulazione dell'articolo aggiuntivo Carrara 36.05: dopo le parole: «stabilisce anche» sono aggiunte le seguenti: «i criteri di composizione e».
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maran. Ne ha facoltà.


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ALESSANDRO MARAN. Signor Presidente, colleghi, preannuncio il nostro voto contrario sull'articolo aggiuntivo Carrara 36.05, ma non perché non riconosciamo l'esigenza di evitare il dilatarsi delle assemblee regionali. In realtà riteniamo che, proprio nell'azione volta a costruire i rispettivi statuti, siano venute a galla una serie di difficoltà da parte delle regioni, che renderebbero necessario un intervento più complesso, come quello - già contenuto in un nostro emendamento - di stabilire come principio costituzionale la stessa elezione diretta del presidente della regione, indicando anche un limite temporale al mandato, dunque la non ricandidabilità, la non rieleggibilità immediata dopo il secondo mandato consecutivo.
Un intervento organico avrebbe consentito di intervenire in maniera puntuale su diversi aspetti relativi alla situazione delle assemblee regionali (quali la composizione ed il numero), evitando anche che la formazione degli statuti sia dominata dalla tentazione di tornare indietro rispetto all'elezione diretta. Sarebbe stato opportuno integrare la necessaria elezione diretta con l'impossibilità di una immediata rielezione.
Questi erano gli elementi che avrebbero potuto consentirci di comporre una previsione condivisa. Limitarsi ad uno solo di tali elementi, a nostro avviso, è del tutto insufficiente e diventa inutilmente punitivo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, la nuova formulazione dell'articolo aggiuntivo in esame è, a mio parere, accettabile, anche se devo prendere atto che, sia nel centrodestra sia nel centrosinistra, la scelta di rimettersi all'Assemblea da parte del relatore e del Governo provocherà voti differenziati, comunque legittimi.
Tuttavia, non trovo scandalosa la definizione introdotta nell'articolo 122 della Costituzione, proprio perché tale articolo stabilisce che sia la legge della Repubblica a definire i principi fondamentali e prevede - a seguito della modifica apportata nel 1999 con la legge costituzionale n. 1 - che la legge stabilisca anche la durata degli organi elettivi. Se nell'articolo aggiuntivo fosse rimasta la precedente formulazione, avrei espresso un voto contrario, ma parlando dei criteri di composizione ritengo che ciò sia non solo accettabile, ma condivisibile.
Dobbiamo sapere che la composizione dei consigli delle regioni a statuto speciale è definita in leggi costituzionali, approvate dal Parlamento addirittura con procedura aggravata. Se ciò avviene per le regioni a statuto speciale, che godono di una forte autonomia, che i criteri di composizione per le regioni a statuto ordinario siano stabiliti con legge dello Stato mi sembra un'ipotesi assolutamente condivisibile. Per tale motivo esprimerò un voto favorevole sul presente articolo aggiuntivo, nel testo riformulato.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bressa. Ne ha facoltà.

GIANCLAUDIO BRESSA. Signor Presidente, l'onorevole Boato ha espresso un ragionamento di una certa forza. Ritengo però che il problema non sia quello di trovare scandalosa o meno la previsione dei criteri circa la composizione dei consigli regionali. Ripeto: non è scandalosa, è sbagliata.
Credo infatti che l'autonomia statutaria delle regioni debba prevedere libertà di scelta relativamente alla forma di Governo, al sistema elettorale e, quindi, anche alla composizione. L'unica cosa che non può essere diversa è la durata, perché in questo caso, per motivi che non starò a ripetere adesso, c'è bisogno di un ordine almeno minimo. Quindi, eccezione fatta per la durata, tutto il resto deve essere lasciato all'autonomia degli statuti regionali.
Pertanto annuncio il voto contrario del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo.


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fontanini. Ne ha facoltà.

PIETRO FONTANINI. Signor Presidente, il gruppo della Lega Nord Federazione Padana nutre alcune perplessità su questo emendamento. Siamo gelosi dell'autonomia delle regioni; già l'articolo 122 della Costituzione, a nostro modo di vedere, norma in maniera completa le prerogative e anche gli obblighi cui debbono attenersi i consiglieri regionali.
La filosofia alla base di questo emendamento è sicuramente nobile, perché si preoccupa di quanto sta accadendo presso alcuni consigli regionali, dove negli statuti si sta operando un'eccessiva proliferazione dei nuovi consiglieri delle assemblee regionali. Visto che il Parlamento si sta impegnando nella riduzione dei parlamentari, risulta piuttosto anomalo il tentativo da parte dei consigli regionali di aumentare i loro componenti.
Tuttavia, proprio perché siamo rispettosi delle prerogative dei consigli regionali e, soprattutto, del loro strumento base, rappresentato dallo statuto, non ci sentiamo di introdurre nella Costituzione una norma che preveda criteri di composizione per i consigli regionali.
Per tali ragioni, signor Presidente, annuncio il voto di astensione da parte del gruppo della Lega Nord Federazione Padana.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carrara. Ne ha facoltà.

NUCCIO CARRARA. Signor Presidente, mi rendo conto che l'emendamento, così come era stato formulato originariamente, potesse sembrare restrittivo delle autonomie regionali, ma farò comunque alcune considerazioni.
I consigli regionali sono organi di rilievo costituzionale e non esistono organi di tale rilevanza che non vedano la loro disciplina, anche in riferimento al numero dei loro componenti, direttamente stabilita dalla Costituzione. Ad esempio, il numero di deputati e senatori è fissato nella Costituzione; parimenti, il numero dei componenti del Consiglio superiore della magistratura è fissato nella Costituzione, così come quello dei membri della Corte costituzionale.
Come ha bene osservato l'onorevole Boato, le regioni a statuto speciale non possono modificare il numero dei componenti dei loro consigli perché il loro statuto viene approvato con legge costituzionale. Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un fenomeno che sicuramente non piace ai cittadini italiani. Mentre in sede nazionale il Parlamento si sta sforzando di porre un freno al costo della politica, riducendo drasticamente il numero di deputati e senatori, lo stesso costo sta invece lievitando in maniera impressionante in periferia.
Già fino ad oggi dieci consigli regionali di regioni a statuto ordinario su quindici hanno deliberato, o si accingono a deliberare, un aumento del numero dei propri componenti, a seguito del quale si determinerà un aumento complessivo pari ad oltre 140 consiglieri regionali (e il fenomeno potrebbe in seguito travolgere anche le cinque regioni a statuto speciale, che ancora non si sono mosse in questa direzione).
Se si pensa che un consigliere regionale oggi costa quasi quanto un deputato o un senatore - se non di più, considerando altre prebende che si sono concessi in sede locale - si può stimare che il costo annuale di ciascun ulteriore consigliere regionale sia pari a circa mezzo miliardo di vecchie lire! Moltiplicando tale costo per i 140 consiglieri che si apprestano ad entrare nei consigli regionali, si raggiunge una cifra ragguardevole.
Dal momento che siamo rispettosi delle autonomie locali, abbiamo ritenuto di attenuare il nostro articolo aggiuntivo, non demandando alla legge dello Stato la definizione tassativa del numero dei consiglieri regionali, bensì soltanto la determinazione di criteri che saranno gestiti in sede locale dai consigli, nella loro piena autonomia. Del resto, ciò non può scandalizzare, perché, ad esempio, in materia


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elettorale i principi fondamentali sono stabiliti dallo Stato, mentre ciascuna regione adotta la propria legge elettorale, e la durata dei consigli è stabilita dalla legge dello Stato. Non chiediamo dunque molto, proponendo che lo Stato si faccia altresì carico di indicare i criteri per la composizione dei consigli, in modo da porre un limite a questo proliferare sconsiderato di consiglieri, e che si stabiliscano criteri validi per tutto il territorio nazionale, che comunque non possono essere lesivi della libertà e dell'autonomia dei singoli consigli.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ALFREDO BIONDI (ore 17,05)

NUCCIO CARRARA. Ciò è necessario, a mio avviso, perché abbiamo anche un dovere morale nei confronti di tutto il corpo elettorale, che non può assistere all'innalzamento dei costi della politica in periferia mentre si abbassano a livello centrale. Vi è una discrasia di comportamenti, che non è certamente gradita al popolo che ci elegge, consentendoci di rappresentarlo in questa sede.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, voterò a favore dell'articolo aggiuntivo in esame, nel testo riformulato. Tuttavia, ritengo che esso sia riduttivo, nel momento in cui stiamo entrando nel cuore della proposta di riforma costituzionale in esame. I criteri di composizione dei consigli regionali riguardano il numero minimo e il numero massimo dei consiglieri, anche in relazione alla popolazione. Si tratta di un grave problema, e con questo articolo aggiuntivo Alleanza nazionale sta conducendo una campagna di moralizzazione, inserendola nel disegno di legge in esame.

PRESIDENTE. Onorevole Buontempo, la prego di concludere.

TEODORO BUONTEMPO. Richiamo anche i miei colleghi di Alleanza nazionale, per affermare che, nello stesso modo...

PRESIDENTE. Onorevole Buontempo, lei non può richiamare i colleghi, perché il tempo a sua disposizione è esaurito!

TEODORO BUONTEMPO. Intendo richiamarne l'attenzione in termini politici, signor Presidente: apprezzo il suo spirito cortese, ma lei comprende a cosa mi riferisco. Onorevoli colleghi, se non si vuole adottare una legge costituzionale, impegniamoci - preannuncio la presentazione di un ordine del giorno al riguardo - ad adottare una legge ordinaria, per modificare la legge n. 165 del 2004, in modo che possano essere stabiliti criteri unici nazionali anche per l'elezione dei presidenti delle giunte, nonché per quanto riguarda, oltre i presidenti delle giunte...

PRESIDENTE. ...gli assessori! Onorevole Buontempo, la prego di concludere!

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, la prego, lei è appena arrivato...

PRESIDENTE. Onorevole Buontempo, lei disponeva di un minuto, sta parlando da due! Io la ascolto sempre volentieri ed anche con affetto, ma...

TEODORO BUONTEMPO. Le chiedo scusa, Presidente, sto concludendo. Di fronte alle anomalie, che non solo vedono variare il numero dei consiglieri ma lo stesso sistema di elezione del consiglio, dovremmo stabilire dei criteri nazionali secondo i quali poi le autonomie regionali possano deliberare.

PRESIDENTE. È stato chiaro, la ringrazio, onorevole Buontempo. Sono costretto a richiamare i colleghi a rispettare i tempi perché io sono buono d'animo, ma il regolamento è severo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Alia. Ne ha facoltà.


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GIAMPIERO D'ALIA. Signor Presidente, inviterei anche i colleghi dell'opposizione, proprio per come si è sviluppato il dibattito in seno al Comitato dei nove, a ripensare il voto contrario su questo articolo aggiuntivo. Dico questo per due ragioni, di cui la prima è stata egregiamente illustrata dal collega Carrara. In questi mesi stiamo assistendo ad uno sconcio, ad una vergogna che nulla ha a che fare con il federalismo, con le autonomie regionali, con i poteri che ciascuna regione si è vista attribuire da parte della Costituzione, ed io ritengo che questo non ce lo possiamo permettere nel momento in cui ciascuno di noi è richiamato alle proprie responsabilità e ad adottare comportamenti istituzionali. Quindi, su questo profilo, vorrei che anche i colleghi della Margherita e dei Democratici di sinistra si soffermassero a riflettere.
La seconda ragione è che questo articolo aggiuntivo, così come è stato riformulato, non fa altro che supplire ad una lacuna dell'articolo 122, il quale affida alla legge dello Stato la determinazione dei principi fondamentali su questioni quali l'eleggibilità, l'incompatibilità e la durata degli organi, ma dimentica di inserire anche la composizione degli organi. Oggi noi ci troviamo di fronte al problema di consigli regionali che in maniera autoreferenziale decidono di aumentare il numero dei consiglieri, ma teoricamente potrebbe capitare l'esatto opposto, cioè potrebbe capitare che dei consigli regionali, in maniera altrettanto autoreferenziale, riducano a tal punto il numero dei loro componenti da non garantire la rappresentanza territoriale delle province; e tutto ciò dovrebbe essere soggetto solo ed esclusivamente ad una impugnativa davanti alla Corte costituzionale. Tutto questo è possibile che si verifichi, considerata l'autonomia piena ed esclusiva statutaria, che tra l'altro i consigli regionali si sono autoattribuiti in forza dell'articolo 123. Io credo che un attimo di riflessione in più ed un maggior senso di responsabilità su questo articolo aggiuntivo sarebbero necessari ed invito i colleghi a votare a favore, come farà il gruppo dell'UDC.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pacini. Ne ha facoltà.

MARCELLO PACINI. Signor Presidente, poche parole per affermare in primo luogo che il gruppo di Forza Italia voterà a favore di questo articolo aggiuntivo, perché siamo tutti profondamente convinti che gli organi di governo regionale siano di fronte ad una grande sfida, quella di far fronte ai nuovi compiti che assegna loro il federalismo che stiamo costruendo e che faranno aumentare in maniera esponenziale l'attività di natura legislativa.
Penso, in particolare, ai consigli regionali che dovranno riempire di provvedimenti concreti il lungo elenco delle materie del terzo comma dell'articolo 117, del quarto sulla devolution, comprese anche tutte quelle materie che spettano loro come fatto residuale.
Credo che di fronte a questo grande compito vi sia il problema di conciliare l'efficienza con la rappresentanza democratica dei territori e con la capacità di salvaguardare nel modo migliore le minoranze e le varie ricchezze culturali appartenenti a ciascuna regione; quindi, credo si tratti di un compito difficile, ma possibile. Di fronte a questa prospettiva, tra l'altro, bisogna anche cercare di non trasformare la diversità delle singole regioni in una corsa alla differenza; occorre, cioè, avere anche dei principi attraverso cui convergere verso un sistema armonico.
Per tutti questi motivi credo che inserire nell'ambito dell'articolo 122 della Costituzione la dizione «criteri per la composizione» sia una soluzione non solo efficace, ma anche rispondente agli interessi nazionali.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Verdini. Ne ha facoltà.

DENIS VERDINI. Signor Presidente, annuncio che il mio voto sarà contrario a questo articolo aggiuntivo per le modalità attraverso cui è stato chiesto di esprimere,


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al contrario, parere favorevole. Si parla di autoreferenzialità e si trattano le regioni come se fossero composte da individui deficienti, cioè incapaci di intendere e di volere. Si parla di un aumento sconsiderato dei consiglieri regionali nel momento in cui stiamo approvando una norma che trasferisce una serie di funzioni alle regioni. Quindi, chiedo che su questo argomento si rifletta; se è vero che potrebbe essere inserita una cornice - una sorta di contenimento -, è pur vero che l'esposizione attraverso cui si è chiesto all'Assemblea di votare a favore di questa proposta emendativa non mi convince e, pertanto, mi pronuncerò esprimendo un voto contrario.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Fistarol. Ne ha facoltà.

MAURIZIO FISTAROL. Signor Presidente, annunzio che voterò contro l'articolo aggiuntivo in oggetto poiché nella nostra discussione riemerge costantemente una tendenza anche se, talvolta, in modo mascherato. Sto parlando della tendenza del Parlamento a porre le regioni sotto tutela e a ritenere che il sistema delle autonomie nel nostro paese costituisca, di fatto, un pericolo, un rischio da evitare. Invece, colleghi, non è così! Noi ci riempiamo la bocca del termine federalismo, ma la parola chiave per quest'ultimo è «responsabilità». Noi, quindi, dobbiamo scommettere sulla responsabilità di coloro che gestiscono i livelli territoriali, i quali debbono essere chiamati a partecipare responsabilmente alla definizione di politiche di risanamento del debito pubblico. Insomma, le regioni italiane sono maggiorenni e vaccinate e noi non possiamo intervenire - anche attraverso l'approvazione di questo articolo aggiuntivo - su questioni inerenti solamente ai consigli regionali, i quali debbono essere messi in condizione di rispondere del loro operato ai propri cittadini (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Moroni. Ne ha facoltà.

CHIARA MORONI. Signor Presidente, intervengo solo per annunciare che il mio gruppo voterà a favore di questo articolo aggiuntivo, che ci sembra coerente ed adeguato. Infatti, riteniamo che l'omogeneità e la disciplina dell'aspetto quantitativo relativamente alla composizione dei consigli regionali siano adeguate. Ci auguriamo che questo rappresenti un primo passo per tornare ad avere un'omogeneità anche per quanto riguarda i sistemi elettorali concernenti le elezioni regionali.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Carrara 36.05, nel testo riformulato, sul quale la Commissione ed il Governo si rimettono all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale e di deputati del gruppo di Forza Italia) (Vedi votazioni).

(Presenti 433
Votanti 407
Astenuti 26
Maggioranza 204
Hanno votato
225
Hanno votato
no 182).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Boato 36.04.
Invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

DONATO BRUNO, Relatore. Signor presidente, esprimo parere contrario (Commenti del deputato Boato).

PRESIDENTE. Il Governo?

ALDO BRANCHER, Sottosegretario di Stato per le riforme istituzionali e la devoluzione. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.


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DONATO BRUNO, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DONATO BRUNO, Relatore. Signor Presidente, mi scusi ma debbo precisare che il Comitato dei nove, dopo avere espresso in un primo momento parere contrario sull'articolo aggiuntivo Boato 36.04, ha svolto un ulteriore approfondimento ed ha stabilito, invece, di esprimere un parere favorevole.
Pertanto, modificando la precedente dichiarazione, preciso che su tale proposta emendativa il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Ne prendo atto, onorevole relatore.
Anche il Governo cambia parere... ?

ALDO BRANCHER, Sottosegretario di Stato per le riforme istituzionali e la devoluzione. Sì, signor Presidente, anche il Governo esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Boato 36.04, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 419
Votanti 413
Astenuti 6
Maggioranza 207
Hanno votato
412
Hanno votato
no 1).

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