Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 513 del 23/9/2004
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Sull'ordine dei lavori (ore 9,42).

LAURA CIMA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Su quale argomento?

LAURA CIMA. Sulle notizie relative alla presunta uccisione delle due ragazze italiane sequestrate in Iraq.

PRESIDENTE. In genere, onorevole Cima, gli interventi sull'ordine dei lavori si svolgono a fine seduta ma, considerata la rilevanza del tema, le do subito la parola.

LAURA CIMA. Signor Presidente siamo tutti molto preoccupati delle notizie, anche se potrebbero non essere attendibili, sulla presunta morte delle due ragazze italiane rapite in Iraq. In realtà, la situazione, con le notizie di questa notte, ha avuto una svolta drammatica in tutto il paese e ovviamente anche in quest'aula, dove noi dovremmo rappresentare anche i nostri cittadini all'estero, e nel caso specifico le due ragazze italiane. Per di più, giunge la notizia che pare sia stato deciso, all'apertura dell'Assemblea delle Nazioni Unite, che l'ONU intervenga in Iraq. Non si conoscono ancora le modalità, ma questa è comunque la notizia che circola. L'altra notizia grave, a mio avviso, è che l'Italia è stata totalmente esclusa dalla possibilità di partecipare al Consiglio di sicurezza.
Di fronte a questi fatti nuovi, credo sarebbe importante che vi fosse un'informativa urgente da parte del Governo, se possibile anche nella giornata odierna o nella giornata di domani, eventualmente anche in Commissione; al riguardo decida lei, signor Presidente, con il Presidente Casini, il ministro Giovanardi e il Governo. Anche per dare il segno che il Parlamento è presente, in questa situazione drammatica riterrei opportuno - ripeto - un confronto con il Governo; chiedo dunque alla Presidenza se possa muoversi in tal senso.

FRANCESCO GIORDANO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO GIORDANO. Anch'io, signor Presidente, avverto l'angoscia, che


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credo pervada tutti quanti noi, per la sorte degli ostaggi, in particolar modo delle due ragazze italiane. Al riguardo, l'incertezza accompagna questa tragica notizia: quello sul quale è apparsa questa notizia non è un sito web che ha segnalato altri tragici eventi e la sigla sembra non essere mai stata usata; ci sono quindi tanti aspetti che possono lasciare sperare che quanto scritto su tale sito possa non essere vero.
Tuttavia, proprio per questa ragione e in virtù di questa angoscia, chiediamo che il Governo, nelle forme che riterrà opportune, comunichi con il Parlamento, al fine di avere una conoscenza ulteriore sulla vicenda. Credo che ciò potrebbe essere particolarmente utile, in quanto sentito e avvertito anche dall'opinione pubblica.

PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERO RUZZANTE. Anche il nostro gruppo esprime ovviamente un sentimento di preoccupazione, che in queste ore, dopo le notizie della notte, ha coinvolto in qualche modo l'intera nazione. Signor Presidente, mi associo alla richiesta del collega Giordano. Nella riservatezza delle notizie, che devono essere in qualche modo comunicate al Parlamento, consci della delicatezza della situazione, credo sia utile ed importante che il Governo trovi le forme per comunicare al Parlamento la situazione reale e soprattutto quali sono i passi per favorire una soluzione positiva - speriamo e ci auguriamo tutti - per la liberazione dei due ostaggi italiani.

GIORGIO LA MALFA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIO LA MALFA. Signor Presidente, anche i colleghi dei gruppi di maggioranza si associano alle parole pronunciate dalla collega Cima di grande preoccupazione per questa notizia, peraltro non confermata, relativa all'uccisione delle due giovani italiane prese in ostaggio in Iraq qualche giorno fa.
Naturalmente, tutti noi ci associamo alla speranza espressa dai colleghi che si tratti di una notizia infondata e auspichiamo che il Governo, quando disporrà di ulteriori informazioni - speriamo tranquillizzanti -, possa fornire qualche ulteriore notizia di fronte alle Commissioni competenti della Camera.
La tragedia degli ostaggi in Iraq colpisce per la straordinaria violenza e la barbarie di cui è manifestazione assoluta; dunque, ogni paese civile non può che reagire con sdegno di fronte a queste manifestazioni insensate di violenza.

PRESIDENTE. La Camera, insieme al Senato, rappresenta i sentimenti e la fiducia del popolo italiano, che su questo punto è unanime. Quindi, ho accettato una richiesta di intervento che ha il significato di rappresentare contemporaneamente la speranza - che mi auguro sia prevalente - e l'angoscia presenti nel nostro animo.
Senz'altro il Governo, sulla base di quello che lo stesso Presidente Casini si farà carico di segnalare, fornirà le notizie che sarà possibile dare. D'altra parte le informazioni giungono attraverso vie impensabili e, in questo caso, speriamo anche improbabili.
La cosa importante è che, in questo momento di grande preoccupazione, il nostro sentimento sia di sostegno alle famiglie e che comunque, in tale situazione, vi sia sempre la speranza, che mi auguro illumini anche le menti che svolgono un'attività e interpretano un modo di contrastare una realtà nella quale dolorosamente si trovano che a nostro modo di vedere è assolutamente inaccettabile. Perché privare della libertà e della vita non è un sistema per contrapporsi anche a chi si ritiene abbia svolto ingiustamente un'attività di questo tipo. Dunque ringrazio la collega Cima per aver sollecitato un'attenzione, una riflessione ed anche una speranza.


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D'altra parte, è qui presente il sottosegretario Brancher che, con la nota sensibilità che lo distingue, potrà intervenire direttamente sul Governo, avendo acquisito gli elementi che la Camera ha offerto alla sua attenzione.

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