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LUIGI PEPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il gruppo di Alleanza Popolare-UDEUR esprime sul provvedimento in esame il voto favorevole relativo al prestito ponte con cui ci accingiamo a rimpinguare le casse dell'Alitalia per un quantitativo di 400 milioni di euro.
Nella perdurante assenza di una politica industriale per il nostro Paese, la drammatica evoluzione della crisi finanziaria dell'Alitalia costituisce solo l'ultima impasse per un Governo che ha ormai vistosamente mancato ogni obiettivo di sviluppo e di rilancio dell'economia nazionale.
C'è una riflessione profonda che accompagna l'approvazione da parte di Bruxelles del prestito ponte per il salvataggio di Alitalia ; una realtà che avvia indiscutibilmente le procedure di erogazione del finanziamneto da parte di un pool di banche coordinate da Mediobanca.
Giudichiamo corretto, onorevoli colleghi, il provvedimento, proprio perché adottato sulla base delle condizioni previste dalle norme europee in materia di salvataggio e ristrutturazione delle imprese in difficoltà.
La scelta di Bruxelles suona come uno schiaffo al Governo Berlusconi, il quale, all'indomani del cambio al vertice, aveva dichiarato uno stop alla privatizzazione di Aliatalia, uno stop che cambiava bruscamente lo scenario operativo del nuovo board della compagnia.
Senza alcuna indicazione del Governo, evidentemente incapace di mettere d'accordo la sua maggioranza su questa delicata emergenza, il nuovo vertice Alitalia si trova ora ad affrontare gli stessi problemi di prima, con un orizzonte temporale molto ristretto.
Riteniamo indispensabile che la presentazione di tale piano avvenga in tempi ravvicinati, in modo da saldare direttamente le finalità dell'aiuto a un preciso quadro congiunturale e limitare ogni ulteriore peggioramento della situazione economica e patrimoniale dell'azienda.
Il Governo si è impegnato a realizzare questa riforma, subito dopo il gravissimo incidente di Linate che aveva messo in evidenza una drammatica carenza proprio nel sistema aereo. Questa riforma ancora non c'è; non vede la luce, è insabbiata
ormai da due anni e mezzo circa qui alla Camera. E questa mancanza aggrava la situazione dell'Alitalia.
È necessario accompagnare a questo prestito altri interventi diretti ad eliminare gli extracosti presenti nel sistema aeroportuale, a partire innanzitutto da quelli che gravano sui prezzi dei carburanti.
Mi pare utile menzionare a tutti noi che il prestito viene dal mercato e dovrà essere ottenuto mediante una gara tra banche per ottenere la migliore condizione; la garanzia viene da questo decreto-legge.
Non è, quindi, né un finanziamento né una ricapitalizzazione: si tratta di un prestito che l'Alitalia dovrà restituire rapidamente in dodici mesi. Può darsi che non ce la faccia, può darsi che le condizioni nelle quali l'Alitalia opererà siano tali da non permettere questa restituzione. Ebbene, noi ci troveremo allora di fronte alla concreta conclusione della storia economica dell'Alitalia, però non possiamo essere proprio noi quelli che non aprono uno spiraglio.
Il gruppo dell'UDEUR condivide l'idea e la necessità di mantenere al nostro paese una compagnia di bandiera. Questo significa mantenere un polo di ricerca, di tecnologia e professionalità che probabilmente potrebbe anche contribuire a calmierare i prezzi dei servizi prestati.
Credo, tuttavia, onorevoli colleghi, che sia opportuno perseguire questa strada e quindi che il prestito sia necessario e sia necessaria la garanzia dello Stato.
Si tratta, dunque, di un'operazione di straordinaria delicatezza e rilevanza, non solo per il futuro dell'Alitalia ma anche e soprattutto per il destino industriale del paese.
In definitiva, pur nel quadro delle considerazioni critiche svolte, il senso di responsabilità nei confronti del paese e il necessario affidamento che occorre accordare ad un'azienda che costituisce un pezzo rilevante del patrimonio industriale italiano impongono al gruppo dell'UDEUR di dichiararsi favorevole al provvedimento in questione.
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