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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Luigi Pepe. Ne ha facoltà.
LUIGI PEPE. Signor Presidente, chiedo l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo del mio intervento e preannuncio il voto favorevole del mio gruppo.
PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza sulla base dei consueti criteri.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gibelli. Ne ha facoltà.
ANDREA GIBELLI. Signor Presidente, io non consegnerò il testo del mio intervento, perché ritengo che qualche minuto... (Commenti).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non compromettiamo la situazione! Tanto è stato fatto, ma tanto resta da fare, come diceva l'onorevole Sarti.
Prosegua pure, onorevole Gibelli.
ANDREA GIBELLI. Onorevole Presidente, la ringrazio. Sono costretto ad intervenire perché era evidente che l'intervento finale doveva tenere conto dell'esito di alcuni emendamenti che avremmo dovuto
votare. Oggi ci troviamo di fronte - è giusto fare alcune considerazioni di carattere finale - ad una cambiale in bianco rispetto ad un prestito-ponte che si configura privo di paletti che consentano una verifica parlamentare. A me dispiace aver sentito oggi interventi di colleghi del centrosinistra che non fanno onore alla verità parlamentare, ciò per un motivo molto semplice: in più di un'occasione abbiamo visto i colleghi del centrosinistra definire ancora una volta, e in ritardo, la compagnia Alitalia come compagnia di bandiera.
Vorrei ricordare ai colleghi che non si tratta di una compagnia di bandiera, ma di una compagnia di riferimento, che è stata privatizzata fino al 62 per cento (anche se vi è ancora una quota dello Stato), e che ha continuato, come società per azioni, ad assumere personale in questi anni, definendo una serie di piani finanziari ed industriali che non hanno trovato soluzione.
La critica al prestito ponte è dovuta al semplice fatto che non potremo, per rispettare le condizioni della Comunità europea, valorizzare il sistema degli aeroporti italiani, con particolare riferimento a quelli milanesi, ed orientare le rotte di questa società verso quelle più redditizie, perché in un libero mercato, non sarà possibile, secondo il principio della non concorrenza, considerata la concessione del prestito ponte, incrementare il network della compagnia di riferimento Alitalia.
Quindi, nel corso di questi dieci mesi o di quest'anno finanziario, durante il quale l'amministratore delegato Cimoli dovrà presentare un piano di ristrutturazione, non vi saranno ulteriori sviluppi per definire quote di mercato in maniera coerente e secondo una logica industriale. Ci troveremo, quindi, di fronte ad un piano industriale che sarà determinato in una condizione economica assolutamente sfavorevole.
Come rilevato questa mattina, la società perde circa mille euro al minuto e le probabilità che si possa ristrutturare sono praticamente inesistenti.
Avevamo detto in tempi non sospetti - e rispondo alle critiche rivolte al presidente Bonomi - che, forse, qualcuno in quest'aula, soprattutto nel centrosinistra, dimentica le operazioni poste in essere dall'amministratore Mengozzi, uomo di Prodi, che non è stato in grado di predisporre, quando si poteva fare, un piano industriale in maniera economicamente conveniente.
Ho notato in qualche intervento una certa ansia (uso questo termine per non aggiungere altro) quando si faceva riferimento alla necessità, per esempio, di mantenere l'hub di riferimento a Roma. Vorrei ricordare che, del 70 per cento dei biglietti aerei venduti nel nostro paese, il 65 per cento sono venduti al nord.
PIETRO TIDEI. Sono turisti che vengono a Roma!
ANDREA GIBELLI. Sono numeri che, evidentemente, l'onorevole Tidei dimentica, perché la logica di mercato imporrebbe certe scelte industriali. Invece, il 27 per cento dei biglietti aerei sono venduti nel centro Italia e, quindi, logica vorrebbe che l'hub venisse spostato in altre parti d'Italia. Evidentemente, ancora una volta, prevale la logica politica su quella industriale!
Il fatto che si continui a sostenere che una compagnia di bandiera (si tratta, invece, di una compagnia di riferimento), avrebbe avuto, attraverso le proprie risorse, maggiori spazi di ristrutturazione un anno fa, come è stato detto dal presidente Bonomi nel corso di un'audizione alla Camera, non fa onore alla verità! Alla soluzione individuata, ancora una volta, del risanamento finanziario, si è opposta un'unica voce, rimasta inascoltata, per quanto riguarda l'attuazione di un certo piano industriale. Ci si è chiesti: come mai l'Italia ha rinunciato alle rotte più redditizie? Come mai esistono coincidenze di volo che favoriscono l'hub francese di Charles De Gaulle e, quindi, nei fatti Air France? Sono scelte che sono state industrialmente determinate quando alla guida del paese vi era il centrosinistra, non il centrodestra!
La colpa del centrodestra è, probabilmente, quella di avere perpetrato una situazione che, invece, meritava di essere affrontata prima. Quindi, gli emendamenti che sono stati bocciati andavano nella direzione di coinvolgere il Parlamento sul piano industriale, anche con riferimento alle Commissioni parlamentari competenti; bocciandoli, avete estromesso il Parlamento da una valutazione su un piano industriale che, ancora oggi, non conosciamo (è, quindi, una valutazione di carattere politico). Ciò costituirà un precedente e, tutte le volte che il centrosinistra chiederà a quest'Assemblea di essere coinvolta in ordine a valutazioni di tipo industriale, ricorderò ai colleghi la scelta di oggi!
Quindi, la nostra scelta odierna evidenzia la volontà di sostenere l'unica azienda pubblica che esce dalle regole del mercato che ci eravamo posti.
Dunque, la Lega Nord conferma il proprio voto contrario, denunciando una situazione che si è trascinata per anni e che di certo non è stata a sostegno dei lavoratori di Alitalia che, quando diventerà proprietà dei francesi, subirà quello che qualcuno oggi non ha avuto il coraggio di fare.
In nome della libertà di mercato, tanto pronunciata a parole e poco realizzata nei fatti, confermo il voto contrario del gruppo della Lega Nord Federazione Padana su questo provvedimento, che non è un prestito ponte, ma una cambiale in bianco. Oggi non si ammaina la bandiera di Alitalia e nemmeno quella italiana, ma si innalza la bandiera bianca di una compagnia di bandiera (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.
ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, esprimeremo un voto favorevole sul decreto-legge in esame, il che costituisce un piccolo elemento di novità che merita una sottolineatura. Lo facciamo per motivi speculari e opposti a quelli dei colleghi della Lega, che tuttavia rispettiamo, in quanto ognuno ha il diritto di esprimere le proprie preferenze.
L'ottica della Lega è chiarissima: «no» Fiumicino e «sì» Malpensa. Un'ottica che, dal punto di vista geografico e degli andamenti delle linee aeree internazionali, non ha alcuna consistenza scientifica, anche perché vi è a poca distanza una quantità di aeroporti di potenza quasi analoga.
Fiumicino può diventare - altrimenti lo diventerebbe Atene o altre hub che intervengono nella zona mediterranea - un grande punto di incrocio dei voli, dunque delle culture, dei messaggi, delle transazioni, di cui il nostro paese può essere un centro ideale. Certo, occorre spostare il baricentro dalle Alpi, da una retorica e trapassata visione carolingia dell'Europa ad una visione mediterranea. So che questo la Lega non lo può fare, ma lo possono fare le altre forze politiche presenti in questo Parlamento.
Detto ciò, il discorso rimane completamente aperto. Noi di Rifondazione comunista abbiamo appoggiato la lotta dei lavoratori dell'aeroporto di Fiumicino; molti nostri deputati e deputate hanno occupato l'autostrada Fiumicino-Roma insieme ad essi. Non ce ne vergogniamo, anzi ne siamo orgogliosi! Come sempre, la lotta per difendere gli interessi nazionali del paese parte dal basso, vale a dire dalla difesa degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori. Il contrario di chi vuole fare mercimonio di un aeroporto con un altro.
Allora, siamo per questo prestito-ponte che, naturalmente, non costituisce una garanzia ma una scommessa sul futuro, con un'ottica diversa da quella dell'amico Landi di Chiavenna o di altri, in quanto tale prestito significa un nuovo impegno dell'interesse pubblico nella gestione di Alitalia e nella tenuta dei livelli occupazionali, e non una premessa per l'eliminazione della compagnia - ahimè, di riferimento e non più di bandiera - e, tantomeno, per una eliminazione delle lavoratrici e dei lavoratori che ne fanno parte.
Con questo auspicio, ribadisco il nostro voto favorevole sul provvedimento in esame (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, anche noi avremmo potuto consegnare un intervento scritto e risparmiare questi cinque minuti che lei mi concede se, durante la discussione sulle linee generali e il dibattito sul complesso degli emendamenti, non ci fosse stato, da parte delle forze del centrodestra, un tentativo veramente strano, volto ad attribuire responsabilità, in particolare - come loro affermano - alla sinistra, in ordine alle difficoltà in cui versava e versa l'Alitalia.
Il collega Gibelli, nel motivare il voto contrario del suo gruppo, ha polemizzato con il centrosinistra. Vorrei però ricordare allo stesso onorevole che non è in votazione un decreto-legge del centrosinistra, bensì un provvedimento che reca la firma del Presidente del Consiglio Berlusconi, dell'ex ministro «truccaconti», che ora non c'è più, del ministro Marzano e dell'ineffabile ministro Lunardi. A proposito, noto che il ministro delle infrastrutture e dei trasporti non è presente in aula, come peraltro accade da molto tempo, per illustrare e difendere le linee politiche nel settore dei trasporti e, nel caso in questione, nel settore aereo, in particolare dell'Alitalia.
Anzi, riferendomi al DPEF, non credo sia mai accaduto nella storia che tale documento sia stato discusso e licenziato in meno di due ore dalle Commissioni chiamate ad esprimere il parere. Tra l'altro, non si è ancora presentato alcun esponente del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti né è stata accolta la nostra richiesta di audizione dello stesso ministro Lunardi, che pure ha riempito pagine di bugie sul DPEF. Nel caso specifico, nella mezza paginetta dedicata al trasporto, non si cita neppure l'Alitalia - che pure si trova nella drammatica situazione ben nota - limitandosi a segnalare l'esigenza della riforma del trasporto aereo (ovvero del codice della navigazione aerea) e affrontando invece i temi dell'ENAC e dell'ENAV, in modo generico e, nel caso dell'ENAC, addirittura falso. Infatti, non viene assolutamente detto che in tre anni (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)...
Se dite basta, parlo ancora mezz'ora!
PRESIDENTE. L'onorevole Duca ha ragione. Restiamo calmi tutti!
EUGENIO DUCA. Siccome siamo in Parlamento...
PRESIDENTE. Bravo, onorevole Duca, guardi me!
EUGENIO DUCA. Il Presidente garantisce tutti!
Sull'ENAC sono state scritte bugie: infatti, in tre anni, non solo non vi è stato investito un euro, ma ne sono stati sottratti centinaia di migliaia. Quando poi il ministro fa riferimento ai 59 milioni di euro, dovrebbe avere la coscienza di scrivere che le leggi cui si richiama sono state approvate negli anni 1997, 1998 e 1999 e finanziate dai governi di centrosinistra dell'epoca. Lo scorso anno in finanziaria sono stati tolti all'ENAC ben 37 milioni di euro e ci è voluto del bello e del buono per recuperarli per gli anni a venire.
Inoltre, l'onorevole Landi Di Chiavenna deve essere un po' smemorato, in quanto nel suo intervento sostiene che dal 1993 ad oggi l'Italia e l'Alitalia sarebbero stati guidati dal centrosinistra. In proposito, ricordo allo stesso onorevole che nel 1994 il ministro competente era l'onorevole Publio Fiori. Vorrei poi sottolineare la tendenza ad attribuire la colpa sempre ai Governi passati; oggi ho visto impallidire l'onorevole Cicchitto quando l'onorevole Ce' ha richiamato alla memoria i vecchi Governi e il vecchio pentapartito. Vorrei comunque ricordare che sono stati ministri anche l'onorevole Costa e il senatore Vizzini.
A quali periodi fanno riferimento l'onorevole Landi Di Chiavenna e gli altri, quando si richiamano alle responsabilità del passato? Fanno forse riferimento alle «appartenenze» del ministro Giovanardi, del nostro Presidente della Camera, dell'attuale ministro Pisanu o delle altre decine di deputati che siedono nei vostri banchi, mentre voi insistete nel dire che quella era la prima Repubblica, i cui appartenenti sarebbero...
PRESIDENTE. Onorevole Duca, concluda.
EUGENIO DUCA. No, scusi un attimo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Concluda, ma non per quel motivo...
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, concludo ricordando all'onorevole Landi Di Chiavenna che nel 1994 ho presentato un'interrogazione sull'Alitalia. In questa sede non intendo fare i nomi dei colleghi e concluderò in poco tempo. Vorrei invece ricordare un episodio avvenuto il 27 dicembre 1994 sul volo AZ 812 Roma-Johannesburg-Mauritius e ritorno; in proposito ho presentato un'interrogazione parlamentare che non ha peraltro mai avuto risposta, in quanto il ministro competente, in sede di Commissione, denunciò da parte dell'Alitalia la mancata trasmissione degli elementi di risposta.
È avvenuto in quel volo, nel quale Alitalia ha perso 72 milioni di lire, che otto passeggeri prenotati sulla top class (uno con carta di diamante) - vi sono colleghi esperti, tra i quali il collega Pezzella, che se ne intende - sono stati cancellati perché altre otto persone, munite dei biglietti economici class serie M, del valore di 2 milioni 100 mila lire dell'epoca, per l'andata e il ritorno, sono stati fatti viaggiare in top class al posto di coloro che avevano pagato 8 milioni e 100 mila lire.
Questi signori erano il consigliere di un ministro (non voglio fare nomi), Consolo e famiglia nonché un ministro e famiglia.
PRESIDENTE. Onorevole Duca, mi dispiace ma la devo interrompere.
EUGENIO DUCA. Concludo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sì, ma lei ha parlato già due minuti di più. La invito quindi a concludere.
EUGENIO DUCA. Concludo in un minuto.
PRESIDENTE. In un minuto no, in 30 secondi.
EUGENIO DUCA. Poiché sono stati richiamati i precedenti di gestione, andate a leggere quell'interrogazione, che non ha avuto risposta, e quanto ha preso il signor Consolo negli ultimi tre anni da parte (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
PRESIDENTE. Onorevole Duca, questo è un problema che lei può sollevare presentando un atto di sindacato ispettivo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ceremigna. Ne ha facoltà.
ENZO CEREMIGNA. Prendo la parola soltanto per annunciare il voto favorevole sul provvedimento in esame dei Socialisti democratici italiani.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Agrò. Ne ha facoltà.
LUIGI D'AGRÒ. Speriamo che questo «brodino» consenta all'ammalato di arrivare alle conclusioni che sono prospettate con l'ingresso dei privati in Alitalia, facendo in modo che possa concretizzarsi l'impegno del Governo a detenere, entro dodici mesi, meno del 50 per cento della compagnia, di cui ora il Ministero dell'economia e delle finanze detiene il 62 per cento.
Con questo intendimento, dichiaro il voto favorevole del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cento. Ne ha facoltà.
PIER PAOLO CENTO. Annuncio il voto favorevole dei Verdi sul decreto-legge in esame, per le ragioni che sono state già esposte nel corso del dibattito. Si tratta di un provvedimento che consideriamo utile, a condizione che sia accompagnato da una forte azione di rilancio dell'Alitalia e di salvaguardia totale dei posti di lavoro, superando le politiche liberiste e di precarietà nel rapporto di lavoro che hanno determinato la crisi della nostra compagnia di bandiera.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dihiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Il nostro voto sul provvedimento in esame sarà favorevole, per le motivazioni che sono state già espresse nel corso dell'ampio dibattito svoltosi in quest'aula.
La situazione dell'Alitalia si è aggravata negli ultimi mesi in modo incontrollato. Auspichiamo che alla fiducia da noi espressa attraverso un voto favorevole corrisponda una trasparenza da parte del Governo nell'informare il Parlamento su tutto ciò che accadrà in Alitalia, sul piano industriale, e su tutto il resto.
Il futuro di Alitalia non dipende solo dalla concessione delle garanzie relative a questo prestito, ma anche dalla realizzazione di un piano industriale adeguato - a cui il presidente Cimoli sta lavorando -, secondo i requisiti di sistema che spetta al Governo stabilire. Il nostro augurio e il nostro monito è che questi requisiti di sistema non siano stabiliti con lo stesso ritardo con cui è arrivato questo decreto. Al Governo inoltre chiediamo che vi sia attenzione da parte non solo del Ministero dell'economia e delle finanze, ma anche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ferro. Ne ha facoltà.
MASSIMO GIUSEPPE FERRO. Nel richiamare le considerazioni svolte nel corso della discussione sulle linee generali, annuncio il convinto voto favorevole del gruppo di Forza Italia sul decreto-legge in esame (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Meroi. Ne ha facoltà. Onorevole Meroi, ha un minuto.
MARCELLO MEROI. Dichiaro il voto favorevole del gruppo di Alleanza nazionale, richiamandomi per le motivazioni a quanto affermato dai colleghi intervenuti in precedenza.
Si tratta di un atto di responsabilità del Governo e confidiamo, ovviamente, in un risultato positivo. Chiediamo anche ai sindacati e ai lavoratori altrettanta responsabilità (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, in dissenso dal proprio gruppo, l'onorevole Landi di Chiavenna. Ne ha facoltà.
GIAN PAOLO LANDI di CHIAVENNA. Signor Presidente, mi asterrò nella votazione finale sul provvedimento in esame, e sento il dovere di continuare a richiamare le responsabilità della sinistra, alla quale voglio ricordare lo scempio che ha fatto di Alitalia all'epoca del ministro Bersani. Queste sono le vostre responsabilità: voi avete creato il dissesto di Alitalia, voi siete i veri ed unici responsabili di questa situazione! Mi auguro che il progetto possa andare a buon fine, ma dal momento che francamente ritengo sia necessario
un innesto di vera cultura liberale per restituire all'Alitalia la capacità di essere efficiente e competitiva, mi sento obbligato ad astenermi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, in dissenso dal proprio gruppo, l'onorevole Selva. Ne ha facoltà.
GUSTAVO SELVA. Signor Presidente, annuncio, in dissenso dal mio gruppo, il voto contrario sul provvedimento in esame, per un'economia produttiva sociale competitiva, di mercato, ed è in tali parole che riassumo il mio dissenso.
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