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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Giulietti. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE GIULIETTI. Premetto che, poi, sull'argomento di cui stiamo discutendo, basterà guardare il filmato: sono stati inventati i videoregistratori!
Comunque, signor Presidente, io ho un grande rispetto per la maggioranza, ma non c'è alcuna crisi di nervi. C'è una crisi politica, perché emergono diverse concezioni dello Stato ed anche delle aziende pubbliche. È una crisi seria, di cui la Camera farebbe bene ad occuparsi.
Non c'è nulla di casuale: c'è uno scontro profondo e irreversibile sui valori. È ben altra cosa!
La mia è una preghiera a non utilizzare l'Alitalia come simbolo di crisi che si stanno consumando altrove: non è un regolamento di conti, qualunque sia il voto!
Ho trovato di un certo cattivo gusto il riferimento alla «Milano da bere». Nella Milano da bere, il Presidente del Consiglio in carica offrì e prese parecchi aperitivi!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Michele Ventura. Ne ha facoltà.
MICHELE VENTURA. Signor Presidente, ci troviamo in una situazione che non consente un dibattito sereno sull'argomento all'esame dell'Assemblea.
Ho ascoltato numerosi colleghi sollevare questioni di responsabilità antiche per quanto riguarda l'Alitalia, come se fosse questo il problema. Non avremmo avuto alcuna difficoltà a discutere sui problemi dell'Alitalia manifestatisi in questi anni.
Il problema sostanziale che abbiamo sollevato è che non c'è una maggioranza in grado di presentarsi di fronte al Parlamento in modo compatto per discutere della crisi di tale grande azienda: questa è la vostra responsabilità, su questa come su numerose altre questioni (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Caldarola. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE CALDAROLA. Signor Presidente, nelle discussioni di queste ultime settimane sta scomparendo, negli interventi della maggioranza, il merito delle questioni e sta prevalendo il teatrino della politica e lo scontro interno, nell'ambito del quale la quantità di ipocrisia che si consuma è senza precedenti. Non mi riferisco soltanto all'episodio squadristico di oggi, che credo sia il terzo o il quarto della legislatura e che viene dalla stessa fazione di Hitlerjugend, che è lì. Mi riferisco anche all'ipocrisia con cui si parla della prima Repubblica, in cui vedo solidarietà che mancano. La sostanza, tuttavia, è anche questa. Lo diceva l'onorevole Ventura, e vorrei insistere (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Pennacchi. Ne ha facoltà.
LAURA MARIA PENNACCHI. Signor Presidente, la vicenda dell'Alitalia - una grande compagnia in crisi, che rischia di rendere ancora più deserto il panorama dell'industria italiana, con 30 mila persone che rischiano il posto di lavoro - è emblematica della china di declino, di cui il ministro dell'economia nega l'esistenza e che quel fantasma di DPEF non prende neppure in considerazione, del vuoto politico e dell'assenza totale di linee di
politica industriale, di politica economica e di risposta alle grandi questioni istituzionali (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e del gruppo Misto-Comunisti italiani)...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.
AUGUSTO BATTAGLIA. Signor Presidente, non intendo tornare sullo spiacevole episodio di stamattina (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale e del deputato Cicchitto)... Sarà poi il collega Cicchitto a chiarire con i suoi amici della Lega come sono andate le cose!
PRESIDENTE. Non c'entra!
AUGUSTO BATTAGLIA. Sull'Alitalia intendo soltanto dire, signor Presidente, che 30 mila lavoratori non possono pagare gli errori, l'incapacità e gli sprechi di un presidente espresso dalla Lega Nord Federazione Padana, che ha affossato l'azienda durante la sua gestione. È molto grave che oggi si vogliano far pagare tali errori ed incapacità a 30 mila lavoratori, mandandoli sul lastrico e chiudendo un'azienda importante. Ritengo che questo Parlamento debba assumersi la responsabilità di salvare la compagnia italiana di bandiera, perché se perdiamo posizione anche in questi importanti settori (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.
LUIGI BORRELLI. Signor Presidente, ritengo si possa dire a beneficio di chi ci ascolta al di fuori di quest'aula, che se il decreto-legge in esame sarà approvato e l'Alitalia non andrà in fallimento, il merito sarà dell'opposizione e non della maggioranza. Siamo contrari alla posizione della Lega, ispirata alla politica del «tanto peggio, tanto meglio». Mediante la tecnica dell'ostruzionismo, la Lega che, almeno fino ad oggi, è un partito della maggioranza, si propone di far fallire l'Alitalia e di mandare sul lastrico migliaia di lavoratori, pur sapendo che si tratta di un settore che non gode di ammortizzatori sociali.
Non è possibile che in un Parlamento si operi in questo modo; non è possibile che l'avversione nei confronti dei romani e dei meridionali assuma la dignità di una ragione per compiere scelte politiche: noi non ci stiamo, non ritengo si possano condividere atteggiamenti come quelli assunti dalla Lega dentro e fuori il Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bellini. Ne ha facoltà.
GIOVANNI BELLINI. Signor Presidente, colleghi e colleghe, i problemi di Alitalia non nascono certamente oggi, ma è del tutto evidente che adesso la situazione è diventata drammatica, anche a causa delle chiare responsabilità del Governo e della cattiva gestione della società di questi ultimi anni.
Noi dell'opposizione manterremo un atteggiamento costruttivo nei confronti di un provvedimento che può aiutare la compagnia di bandiera a risolvere la grave crisi attuale. Non siamo d'accordo con quanti vogliono far fallire l'Alitalia e licenziare migliaia di lavoratori, magari pensando a qualche azione speculativa sulle parti migliori della società: sarebbe un atto irresponsabile a danno dei lavoratori. Non è invece nostra intenzione approfittare delle evidenti divisioni nella maggioranza. Serve - e noi lo riconfermiamo - un piano industriale serio ed efficace...
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Bellini.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Crisci. Ne ha facoltà.
NICOLA CRISCI. Signor Presidente, intendo innanzitutto rimarcare con amarezza
e preoccupazione che questa mattina è stata scritta una brutta pagina (Commenti dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia - Una voce dai banchi di Alleanza nazionale: «Basta!»), che ha colpito ancora una volta ed in modo grave l'immagine del nostro Parlamento, già di fatto a mio avviso svuotato di molte delle sue prerogative costituzionali.
Detto questo, esprimo la mia valutazione favorevole sul provvedimento in discussione, ben sapendo che la storia dell'Alitalia è una storia lunga, discussa, a volte oscura, caratterizzata da gestioni allegre, superficiali e persino inquietanti per il loro grado di inefficienza. Ciononostante, ritengo che bisogna salvare e rilanciare quest'azienda e i suoi lavoratori, che costituiscono un patrimonio importante per il nostro paese, e respingere le posizioni pretestuose, dannose e non sempre limpide della Lega sul disegno di legge di conversione di un decreto del suo Governo (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Crisci.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Coluccini. Ne ha facoltà.
MARGHERITA COLUCCINI. Signor Presidente, ormai è sotto gli occhi di tutti la degenerazione del dibattito e anche la portata politica della mancanza di coesione, dei dissensi, delle posizioni lontanissime che appaiono in tutta la loro evidenza e che sono tutte interne alla maggioranza. Questo è un gioco al massacro, che non riuscite più a mascherare.
Il provvedimento al nostro esame è l'estrema conseguenza di una situazione insostenibile che noi andiamo denunciando da parecchio, troppo tempo. La verità è che in questi tre anni non avete fatto nulla per la nostra compagnia di bandiera, tant'è vero che lo stesso ministro Maroni, lo scorso 6 aprile, denunciava il fatto che il Governo non stesse facendo nulla per l'Alitalia. Oggi, evidentemente, le cose sono scombinate per i motivi che conosciamo tutti. Non sappiamo, tra l'altro, l'effetto che avrà questo provvedimento e se esso riuscirà a salvare effettivamente l'Alitalia...
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Coluccini.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Mariotti. Ne ha facoltà.
ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, colleghi, questo decreto-legge dà attuazione ad un accordo tra le parti sociali siglato il 6 maggio 2004...
ALFREDO BIONDI. E allora di cosa vi lamentate?
ARNALDO MARIOTTI. Pertano, stiamo discutendo del fatto che occorre tener fede ad un impegno assunto dal Governo stesso. Mi pare che il Governo - e soprattutto la sua maggioranza - oggi, in quest'aula, non sia in grado di mantenere l'impegno che ha assunto siglando l'accordo del maggio scorso. Quindi, forse sarebbe il caso che vi prendeste un periodo di riposo, per riflettere sulla consistenza della vostra maggioranza (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Mariotti.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Maurandi. Ne ha facoltà.
PIETRO MAURANDI. Signor Presidente, abbiamo sentito in queste ore molte lezioni su cosa avrebbe dovuto fare l'Alitalia, su ciò che ha fatto o non ha fatto in passato. È un peccato che i colleghi della maggioranza non abbiano fornito questi suggerimenti agli amministratori nominati da loro stessi. Tuttavia, la ricetta che propone oggi la Lega è il fallimento dell'Alitalia e la messa sul lastrico di decine di migliaia di lavoratori, per poi magari
tirare fuori dal cilindro qualche gruppo che compri l'Alitalia a prezzi fallimentari.
Credo che la situazione dell'Alitalia rappresenti un grande problema, che non può essere lasciato al bricolage distruttivo della Lega. Noi non ve lo lasceremo, ma ci assumeremo l'onere di affrontare un problema che la maggioranza, tutta intera, non è in grado di affrontare, dal momento che lascia dire e fare alla Lega qualunque cosa, dal definire l'esercito italiano «esercito borbonico» a «Roma ladrona»...
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Maurandi.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Fluvi. Ne ha facoltà.
ALBERTO FLUVI. Signor Presidente, credo che ormai sia sotto gli occhi di tutti il livello di irresponsabilità cui è giunta questa maggioranza.
Reputo incredibile ciò a cui stiamo assistendo: una forza della maggioranza, la Lega, che fa ostruzionismo alla sua stessa maggioranza e le altre forze della maggioranza che non sono in grado di riportarla alla ragionevolezza! E questo senza voler aprire alcuna riflessione sul clima nel quale la Camera sta discutendo del futuro di una delle più importanti aziende del nostro paese.
Due giorni fa il Presidente del Consiglio ha affermato che la verifica all'interno della maggioranza era terminata, che era ormai coesa e compatta, che aveva ritrovato la sua unità. Ora, mi sembra che quanto sta succedendo in queste ore ed in questi giorni sia la dimostrazione più evidente di come la maggioranza sia (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Cialente. Ne ha facoltà.
MASSIMO CIALENTE. Signor Presidente, voterò convinto contro questo emendamento; vorrei però sottolineare che sono amareggiato e preoccupato per quanto è avvenuto questa mattina, perché credo si sia trattato di uno «psicodramma» (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale) tra le fila della maggioranza.
Signor Presidente, si sta giocando sulla pelle di trentamila lavoratori, i quali purtroppo ci seguono attraverso i mezzi di comunicazione, e sul futuro di una grande azienda italiana che avrebbe bisogno di un indirizzo politico da parte di un Governo vero e capace di decidere e di legiferare. Ma ciò che è più grave e che preoccupa - e ne è riprova l'ennesima ripetuta riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo senza esito - e che il Parlamento e soprattutto la Camera dei deputati sono ostaggio delle contraddizioni e delle spaccature di una maggioranza ormai allo sbando (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Tocci. Ne ha facoltà.
WALTER TOCCI. Signor Presidente, questa è l'ultima possibilità per salvare l'Italia. Ci vorrebbe quindi un senso di responsabilità da parte della maggioranza e del Governo e invece vi presentate divisi ad affrontare un grave problema nazionale.
Che la Lega punti allo sfascio è risaputo, che giochi sulla pelle dei lavoratori non è una novità, ma il dato politico è che voi non siete in grado di sbloccare la situazione. Leggo una dichiarazione del presidente della regione Lazio, Storace, che esprime la sua indignazione per il boicottaggio della Lega, aggiungendo anche che è ora che la Casa delle libertà la smetta di tollerare questi atteggiamenti.
E poi il governatore dice anche, però, di rivolgersi soprattutto (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Paola Mariani. Ne ha facoltà.
PAOLA MARIANI. Signor Presidente, è incredibile come una vicenda seria, e per certi versi drammatici per le ripercussioni occupazionali, come il salvataggio dal fallimento dell'Alitalia, stia diventando occasione di ricatto di una componente della maggioranza nei confronti degli altri alleati della Casa delle libertà, e potrei dire anche dell'intero Parlamento, costretto ad un metodo di lavoro che ha pochi altri precedenti.
Noi diciamo «sì» a questo provvedimento per un senso di responsabilità nei confronti di migliaia di lavoratori. Lo facciamo anche garantendo la presenza in quest'aula, nonostante le difficoltà di lavoro che si stanno creando. Penso infatti che proprio a causa delle ripercussioni economiche, sociali e occupazionali che questo provvedimento avrà, noi dobbiamo con serietà, evitando spettacoli indegni come quelli di stamattina, affrontare il provvedimento stesso e salvare l'Alitalia ed i lavoratori dal fallimento (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Nieddu. Ne ha facoltà.
GONARIO NIEDDU. Signor Presidente, credo che la situazione di Alitalia, non solo per quanto riguarda i lavoratori, ma anche per quanto riguarda l'utenza, meriterebbe un confronto sicuramente molto diverso da quello che voi state imponendo all'Assemblea.
La situazione del paese meriterebbe anch'essa una attenzione diversa. Noi stiamo dedicando, per le vostre diatribe interne, un gran numero di ore e di giornate a questo importante provvedimento: non discuteremo probabilmente il Documento di programmazione economico-finanziaria, quel DPEF che voi accompagnate ad aspettative importanti, aspettative di ripresa della situazione economica del paese, di ripresa rispetto alla fiducia degli italiani e delle famiglie e alle necessità che esso impone.
La risposta che date è la divisione del paese! Questa è la partita vera che state giocando sulla pelle dei lavoratori (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Biondi. Ne ha facoltà.
ALFREDO BIONDI. Signor Presidente, premesso che sono un osservatore ed un ascoltatore attento, debbo dire che sto assistendo ad un paradosso che nemmeno Pirandello avrebbe potuto ideare!
Nel momento in cui questa Camera è impegnata nell'esame di un disegno di legge del Governo che incontra consensi e dissensi nella maggioranza e adesione da parte dell'opposizione, trovo singolare che il dissenziente ritenga di utilizzare gli strumenti parlamentari a ciascuno accessibili per stabilire una dialettica anche interna alla maggioranza su un tema che può essere visto in maniera diversificata da un soggetto od un altro, poiché i fallimenti dovrebbero essere uguali: non capisco perché quello di una grande azienda dovrebbe suscitare lacrime, rimpianti ed anche, talvolta, giustificazioni (che sul piano penale non rileverebbero), mentre al fallimento di una azienda che ha sette, otto, dieci o quindici dipendenti dovrebbero seguire procedimenti per bancarotta e tutto ciò che consegue, compresa l'ignominia di essere fallito. Bene, può succedere: nell'interesse generale, per salvaguardare valori che debbono essere garantiti e nel bene anche della bandiera italiana, che nei cieli deve essere portata, a garanzia del nostro diritto, perché volare necesse est!
Però, io credo che dobbiamo metterci d'accordo, carissimi colleghi.
Se il Governo presenta un provvedimento e l'opposizione lo ritiene meritevole di un voto favorevole, questo è un gesto che, dal punto di vista parlamentare, ha una sua valenza! E se una parte della maggioranza non è d'accordo, la Casa delle libertà concede anche l'uscita libera a coloro che non sono d'accordo: questa non è una gabbia costrittiva (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di
Alleanza Nazionale)! Non riesco a capire, signor Presidente, per quale motivo dobbiamo dilaniarci se siamo d'accordo! Non riesco a capire per quale motivo abbiano luogo interventi dal significato dilatorio che finiscono per favorire gli oppositori anziché coloro i quali - tutti insieme - dovrebbero approvare il provvedimento (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale)!
Amici dell'opposizione - mi rivolgo a voi usando queste parole perché credo di non avere nemici in quest'aula. Non li ho! E se sono nemico di qualcuno sarà avvenuto per colpa mia, che non sono riuscito a farmi rispettare come vorrei che avvenisse con tutti - io vi dico: mettiamoci d'accordo! Se c'è da salvare Alitalia, approviamo il provvedimento che si ritiene di approvare!
Naturalmente, ciò non significa che non rispettiamo quelli che hanno manifestato ed argomentato un'opinione diversa dalla nostra. Anzi, alcuni degli argomenti che ho ascoltato - quando erano argomenti: bisogna distinguere gli argomenti dai temi polemici, che ognuno ha il diritto di esprimere, ma a cui gli altri non hanno il dovere di aderire - potevano anche essere condivisi (l'hanno affermato anche taluni esponenti dell'opposizione più attenti, in questo caso d'accordo con la maggioranza).
Poiché si sono verificate, in un certo arco di tempo, le mancanze di cui ora ci doliamo tutti insieme, perché non dovrebbe essere stabilito - nel rimedio - qualcosa che ha l'eccezionalità del rimedio, se è vero che i «rimedi» sono proprio gli strumenti con cui si fa fronte ad una situazione negativa che può essere stata determinata anche dal concorso di colpa (di colpa, non di dolo!)?
Può esservi un'opinione diversa, ma vi prego tutti di considerare il seguente aspetto: se il bene da proteggere è un interesse nazionale - dico, senza demagogia, l'interesse di chi lavora in un'azienda e l'interesse nostro a fare in modo che, non facendo fallire quell'azienda, non si faccia un favore a coloro che potrebbero acquisire, con moneta fallimentare, qualunque essa sia, un valore che può essere caduto, ma che potrà risorgere nel tempo -, perché dovremmo dilaniarci quando gran parte della maggioranza e dell'opposizione sono d'accordo a proteggerlo?
Io porto rispetto, beninteso, a coloro che, come i colleghi della Lega, affermano di non essere d'accordo.
Ma il Parlamento non è fatto per essere d'accordo! È fatto per avere una linea rispetto alla quale si deve avere la possibilità di motivare il proprio dissenso con gli argomenti e non con gli insulti che ho sentito, che in aula non devono essere la prova che siamo divisi, non sulle idee, ma sull'appartenenza politica che, anche quando si è d'accordo, non si riesce a manifestare in termini di equilibrio (Applausi dei deputati di gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e di deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana)!
MAURA COSSUTTA. Per la devolution!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Carboni. Ne ha facoltà.
FRANCESCO CARBONI. Signor Presidente, esprimerò un voto contrario sull'emendamento in esame, ma soprattutto sulla posizione di merito del gruppo della Lega Nord Federazione Padana.
È evidente (il Presidente Biondi dovrebbe notarlo) che la Lega Nord Federazione Padana sta puntando allo sfascio dell'Alitalia (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale), di cui ha gravissima responsabilità...
PRESIDENTE. Onorevole colleghi, vi prego di mantenere la calma.
FRANCESCO CARBONI. ... allo sfascio dello Stato - è soccorsa dalla maggioranza per quanto riguarda il disegno di legge sul federalismo -, ma anche allo sfascio della maggioranza che, già di per se, è sfasciata. E di ciò gliene diamo atto e merito.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Nannicini. Ne ha facoltà.
ROLANDO NANNICINI. Signor Presidente, questa mattina abbiamo constatato l'ipocrisia della maggioranza. Il collega Gibelli, invitato a ritirare il suo emendamento 1.7, ora in discussione, ha chiesto al rappresentante del Governo, il sottosegretario Contento, di rivedere il parere espresso sull'emendamento Gibelli 1.8. Il sottosegretario non ha risposto che il decreto-legge era urgente e che era stato adottato a seguito di una trattativa. Ha risposto che non poteva accontentare l'onorevole Gibelli, perché, se fossero state apportate modifiche, sarebbe stato necessario un ulteriore passaggio del provvedimento al Senato. Sempre problemi di tempo!
Credete, forse, sia nostra intenzione sostenere un decreto che non ha ancora forti certezze rispetto ai piani industriali e di ristrutturazione dell'Alitalia, sapendo che creerete responsabilità, nonostante il prestito di 400 milioni, all'Alitalia e senza le opportune garanzie per rispondere alle richieste dei lavoratori, richieste peraltro necessarie per rilanciare la compagnia? Siamo di fronte ad una forte ipocrisia!
Ai colleghi della Lega Nord Federazione Padana, se vogliono essere credibili in merito ad alcuni sprechi, ricordo i fondi (Commenti dei deputati di Alleanza Nazionale - Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
PIERLUIGI CASTAGNETTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERLUIGI CASTAGNETTI. Signor Presidente, credo alla funzione del Parlamento e ritengo che in Parlamento, quando sono espresse opinioni, come ha fatto poco fa l'onorevole Biondi, ci sia, non il diritto, ma il dovere di dialogare. Infatti, se non ci confrontiamo in Parlamento, non so in quale altra sede possiamo farlo.
L'onorevole Biondi ha posto un problema molto serio. Vorrei ricordare all'onorevole Biondi che l'opposizione sta vivendo questo momento surreale in uno stato di...
GIULIO CONTI. Goduria!
PIERLUIGI CASTAGNETTI. ...disorientamento. Non sappiamo cosa ci attenda! Fuori di quest'aula dovrebbe iniziare l'esame di un provvedimento che interessa gli italiani: 48 mila miliardi di vecchie lire che riguardano la condizione degli italiani. Questo è il contenuto del DPEF. Si sente dire che è intenzione della maggioranza chiudere l'esame di questo provvedimento senza discussione!
Allora, lei ammetterà, Presidente Biondi, che, in una situazione in cui non si dialoga, in cui il Governo non avanza alcuna proposta, né ci chiede alcuna forma di collaborazione, gli unici strumenti che possiede l'opposizione sono quelli di manifestare la propria preoccupazione e protestare contro un calendario semplicemente irresponsabile rispetto alla gravità dei problemi che dovremo affrontare (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Di Serio D'Antona. Ne ha facoltà.
OLGA DI SERIO D'ANTONA. Signor Presidente, credo che ciò che sta avvenendo in quest'aula sia molto grave. Trentamila lavoratori rischiano di perdere il posto di lavoro (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).
Dietro a quei lavoratori ci sono 30 mila famiglie, ci sono studenti che non potranno proseguire gli studi (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di garantire a tutti la possibilità di parlare tranquillamente. Prego, onorevole Di Serio D'Antona (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale). È chiaro
che siamo in presenza di comportamenti ostruzionistici. Lo sapevamo fin dall'inizio.
GIORGIO CONTE. Sulla pelle dei lavoratori!
ROLANDO NANNICINI. Mettiti a sedere!
PRESIDENTE. Onorevole Giorgio Conte, la richiamo all'ordine. Prosegua pure, onorevole Di Serio D'Antona.
OLGA DI SERIO D'ANTONA. Presidente, quello che si sta diffondendo nel paese, attraverso le notizie che i telegiornali mandano in onda, è che l'opposizione sta tentando di bloccare i lavori di quest'Assemblea e sta impedendo l'approvazione di importanti provvedimenti. È bene che il paese sappia che, in realtà, le difficoltà sono tutte interne alla maggioranza che lo governa (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)!
FILIPPO ASCIERTO. Vergogna!
TOMMASO FOTI. Basta!
PRESIDENTE. Colleghi, l'onorevole Di Serio D'Antona ha parlato un minuto e mezzo perché era stata interrotta.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Agostini. Ne ha facoltà.
MAURO AGOSTINI. Credo che poco fa il presidente Biondi abbia usato espressioni di grande equilibrio e di verità, che credo meritino una risposta. La risposta sta già nel fatto che noi voteremo contro l'emendamento in esame, perché esso ha una caratteristica di avventurismo...
ANDREA RONCHI. E allora vota!
PRESIDENTE. Onorevoli Ronchi, la richiamo all'ordine.
MAURO AGOSTINI. ... che non corrisponde minimamente ai problemi di cui dobbiamo discutere. Il finanziamento-ponte è, per sua natura, una operazione straordinaria ed è solo per questa ragione che la Commissione dell'Unione europea consente tale operazione. È molto singolare che si discuta di questo strumento e non, invece, di quella che sarà la ricaduta dello stesso, perché è questo il problema che va affrontato!
Mi riferisco alla necessità di un progetto di risanamento serio per tali imprese...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Agostini.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.
ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, l'Alitalia avrebbe meritato qualcosa di meglio di quanto oggi l'Italia ha dovuto constatare, cioè che all'interno del Parlamento, per il comportamento di alcuni suoi membri, si sono saldati squadrismo, infantilismo e disprezzo per le istituzioni alle quali si appartiene. Anche questo è merito e non contorno.
Non credo sia sbagliato che lo Stato disponga un prestito per salvare un'azienda; dovrebbe farlo per tutte le aziende, quando sono in difficoltà, purché il rimborso del prestito sia garantito e vi sia un progetto da parte del Governo. Non avete neanche fissato tempi certi entro i quali il consiglio di amministrazione dell'Alitalia dovrebbe presentare il piano industriale. E quando i fondi del prestito verranno escussi, non ci saranno nelle casse dello Stato, perché non vi è reale copertura, e il ministro Siniscalco (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Quartiani.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sasso. Ne ha facoltà.
ALBA SASSO. Signor Presidente, ho provato, in questi giorni ad immedesimarmi in uno dei tanti lavoratori o lavoratrici
che rischiano il posto di lavoro, che rischiano il loro futuro, quelli che probabilmente saranno esternalizzati...
TOMMASO FOTI. Grazie a te!
ALBA SASSO. Presidente, le chiedo un momento di attenzione. Vorrei segnalarle che, quando parlano le deputate, i colleghi...
PRESIDENTE. Onorevole Sasso, mi sembra che ci sia attenzione.
ALBA SASSO. Presidente, mi lasci parlare. L'atteggiamento che in quest'aula viene riservato alle deputate è veramente da stigmatizzare, e io vorrei sottolinearlo in questo momento (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)! Vorrei inoltre che lei mi concedesse di nuovo il minuto di cui dispongo.
Dicevo che ho provato ad immedesimarmi in questi lavoratori e in queste lavoratrici, che rischiano il posto di lavoro, rischiano il loro futuro, quelli che probabilmente saranno esternalizzati, non quelli che resteranno ai loro posti. A me non farebbe piacere sapere che la mia vita è diventata terreno di scambio, oggetto di veti incrociati di un Governo prigioniero della sua maggioranza, incapace di affrontare non oggi, ma da tempo questa situazione (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani). Sembra che...
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Sasso. Scusi, ma ha esaurito il tempo a sua disposizione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Tolotti. Ne ha facoltà.
FRANCESCO TOLOTTI. Signor Presidente, il Governo adotta un decreto-legge per il rilancio dell'Alitalia, ma una componente importante della maggioranza presenta un emendamento soppressivo. Si potrebbe dire che il disordine regna sotto il cielo e la situazione è ottima dal punto di vista dell'opposizione, ma non lo è dal punto di vista del paese (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)!
Voteremo, per senso di responsabilità, a favore della conversione in legge del decreto-legge in esame, che peraltro auspichiamo possa contribuire a salvare la compagnia di bandiera, ma che certamente non affronta i temi necessari del rilancio, perché non interviene su nessun nodo strategico legato al ruolo dell'Alitalia ed alla necessità di agire in un mercato del trasporto aereo sempre più globalizzato e competitivo.
Quel che è certo, e che questa maggioranza non può occultare, è il suo stato di divisione interna, la sua difficoltà a stare insieme e, ancor più grave, la sua incapacità di tenere insieme il paese (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.
SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, credo che entrambe le divaricate posizioni che la maggioranza esprime sul provvedimento in esame contengano un grave errore di fondo. Mi riferisco sia alla posizione che sostiene un intervento tardivo, seppure utile, ma che parte dal presupposto di voler assolvere i tre anni di gestione precedente, sia a quella che ricerca la scorciatoia del fallimento.
Ritengo la prima posizione sbagliata, perché in questo paese abbiamo le prove, con ogni evidenza, che interventi determinanti per risollevare le sorti di importanti imprese, decisive per il nostro paese, possono essere compiuti con successo, così come è avvenuto, nel corso dei mesi passati, per l'industria del settore automobilistico, e come sta avvenendo, in queste settimane, per quanto concerne la Parmalat.
Quei tre anni di gestione dell'Alitalia, pertanto, vanno compresi dal punto di vista della politica economica che è stata perseguita e da essi va tratto insegnamento sul modo con cui bisogna risanare...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sandri. Ne ha facoltà (Una voce dai banchi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale: «Grande Sandri!»).
ALFREDO SANDRI. Signor Presidente, oggi il gruppo della Lega Nord Federazione Padana propone di affossare il decreto-legge a favore dell'Alitalia.
TOMMASO FOTI. Come per la metropolitana di Bologna!
ALFREDO SANDRI. Oggi avrebbe dovuto essere discusso, in VIII Commissione, il Documento di programmazione economico-finanziaria, ma il collega Stradella, di Forza Italia, ed il presidente della stessa Commissione, onorevole Armani, hanno sostenuto che la proposta avanzata dal ministro Lunardi di istituire un pedaggio sulle strade statali per finanziare le infrastrutture sia irreale (Una voce dai banchi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale: «Non è vero!») e che il DPEF sia incomprensibile laddove stabilisce un nesso tra priorità e fattibilità in merito alle infrastrutture.
Il dibattito all'interno della maggioranza sul sistema delle infrastrutture dimostra che il patto che proponete nel Documento di programmazione economico-finanziaria - sacrifici, infrastrutture, sviluppo - è irreale. La maggioranza, pertanto, non ha un progetto per realizzare un sistema integrato delle infrastrutture e del trasporto.
Navigate a vista! Allora, come la finanza creativa ha seppellito Tremonti, così l'assenza di un progetto in materia di infrastrutture seppellirà Lunardi, perché neanche l'oracolo della legge obiettivo...
MASSIMO POLLEDRI. Tempo!
ALFREDO SANDRI. ... può salvare dalla mancanza di un progetto (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sedioli. Ne ha facoltà.
SAURO SEDIOLI. Signor Presidente, l'emendamento in esame è interamente soppressivo dell'articolo 1 del decreto-legge in esame. Conosciamo le conseguenze: il fallimento dell'Alitalia!
Cosa voglia la Lega è chiaro: è contenuto nell'emendamento; cosa voglia maggioranza, invece, no. Sul provvedimento in esame abbiamo assunto un atteggiamento costruttivo, tuttavia in queste ore la maggioranza pensa ad altro: pensa a trovare espedienti per sottrarre al Parlamento la possibilità di svolgere un dibattito serio e responsabile sulle modifiche ad un terzo della nostra Costituzione. Questa è la posta in gioco, per la maggioranza! Al centro delle sue preoccupazioni non è la sopravvivenza dell'Alitalia - il bene comune, come ha sostenuto l'onorevole Biondi -, ma la sopravvivenza del Governo: fatica sprecata (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Franci. Ne ha facoltà.
CLAUDIO FRANCI. Signor Presidente, annunzio che la mia componente politica voterà contro l'emendamento in esame, presentato dal gruppo della Lega Nord Federazione Padana, un partito che appartiene alla maggioranza, il quale, se fosse approvato, farebbe non solo affossare il decreto-legge in esame, ma anche portare i libri contabili in tribunale all'azienda Alitalia, mettendo a rischio 30 mila posti di lavoro e ponendo fine alla compagnia di bandiera nazionale.
Ciò cui stiamo assistendo oggi in Parlamento è la capacità dell'opposizione di farsi carico dei problemi del sistema industriale del paese e del futuro dei lavoratori. Un'uguale capacità di farsi carico dei problemi non la riscontriamo nella maggioranza. Si tratta di una maggioranza
divisa, che con i propri comportamenti e con gli argomenti adoperati anche in questo dibattito...
PRESIDENTE. Constato l'assenza dell'onorevole Vigni, che aveva chiesto di parlare per dichiarazione di voto; si intende che vi abbia rinunziato.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Pisa. Ne ha facoltà.
SILVANA PISA. Signor Presidente, sappiamo tutti che il problema del trasporto aereo non si risolve con questo provvedimento. Tuttavia, credo che esso dia la possibilità ai lavoratori e alle lavoratrici dell'Alitalia (si è parlato di oltre trentamila persone) di portare avanti la propria vita. Non è un problema da poco, perché vedere a rischio il proprio posto di lavoro significa una caduta verticale nella povertà.
L'obiettivo di far fallire Alitalia, a vantaggio di gruppi industriali del nord, è il vero scopo portato avanti in quest'aula dalla Lega che, pur essendo un partito di maggioranza, pratica l'ostruzionismo contro un decreto-legge voluto dal Governo, di cui fa parte. È un atteggiamento assolutamente singolare, che esplicita la crisi politica di questa maggioranza, cui non sono stati sufficienti i lunghi mesi di interminabile verifica per risolvere i problemi della propria coesione interna (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Grillini. Ne ha facoltà.
FRANCO GRILLINI. Signor Presidente, vorrei proporre ai colleghi della maggioranza una moratoria sulle accuse al precedente Governo di centrosinistra, nel senso che questo Governo non può continuare a mascherare le proprie incapacità accusando sempre il centrosinistra.
Siete al Governo da tre anni. A mio parere, avete governato male. I risultati sono gli occhi di tutti. L'Alitalia è stata gestita da questo Governo. È stata gestita da un manager leghista. I leghisti, prima di tutto, dovrebbero assumersi le proprie responsabilità nella gestione dell'Alitalia. Tra l'altro, i leghisti hanno manager che non sono molto capaci. Qualche guaio lo avete avuto, negli ultimi tempi. L'agriturismo è andato male, la banca della Lega è andata male, probabilmente anche il resto va male. Insomma, la Lega ha dimostrato di non essere molto capace di gestire il Governo del paese.
Quando non si è capaci, lo si può riconoscere. Si dice: non siamo capaci, ce ne andiamo e lasciamo il Governo del paese a qualcun altro (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Angioni. Ne ha facoltà.
FRANCO ANGIONI. Signor Presidente, forse il mio intervento è fuori tono. Desidero fare riferimento alla storia, perché una nazione senza storia non è ancora una nazione.
Cinquantuno anni fa, l'aviazione commerciale, di fatto, non esisteva. Al mondo operavano poche società aeree. Di queste, due erano italiane e dalla loro fusione è nata l'Alitalia. Ventidue anni fa, in occasione delle prime operazioni italiane all'estero, l'Aeronautica militare non disponeva di aerei da trasporto e per il movimento rapido di reparti si impiegavano aerei dell'Alitalia, con equipaggi volontari, disposti ad atterrare e decollare da aeroporti che, per il pericolo, erano chiusi al traffico. È per questo, e non solo per questo, che una compagnia si chiama « di bandiera ». Saranno stati commessi errori ed anche reati nella gestione dell'azienda, ed è giusto che chi ha sbagliato paghi, ma ciò non è sufficiente per correre il rischio di mettere l'Alitalia nelle mani di Air Malta, della British Airways oppure di persone (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo)...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Zunino. Ne ha facoltà.
MASSIMO ZUNINO. Signor Presidente, abbiamo ascoltato, in queste ore, numerosi richiami rivolti dalla maggioranza all'opposizione rispetto al senso di responsabilità. È abbastanza strano tale richiamo. A mio avviso, esso è assolutamente da ribaltare. L'opposizione usa, ancora una volta, gli strumenti che ha a disposizione per richiamare al senso di responsabilità la maggioranza. Questo è il tema. Si tratta di una responsabilità che non esiste rispetto ai temi ed ai tempi da trattare in quest'aula, così come non esiste rispetto ad un argomento così importante per il futuro del paese, qual è la salvezza dell'Alitalia, la nostra compagnia di bandiera.
Si tratta di una responsabilità che non esiste, a tal punto che una parte importante della maggioranza si presenta divisa, ancora una volta, su un tema cruciale per il paese, e che porta una parte della stessa maggioranza a dire che bisogna far fallire l'Alitalia, nonché (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Maran. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO MARAN. Signor Presidente, il dato politico di fondo, anche in relazione al destino dell'Alitalia, è quello della crisi della maggioranza di Governo, una crisi politica e programmatica (Commenti del deputato Polledri). Dopo 14 mesi di psicodramma, la verifica si è conclusa senza concludersi, trasformando il Governo Berlusconi in un «Governo balneare».
È una crisi che oggi - questo è l'aspetto più grave - coinvolge la maggioranza di Governo anche sul piano umano e psicologico, come si è visto stamattina e come dimostra lo scontro sul calendario con riferimento alla discussione del cosiddetto provvedimento sul federalismo. Ciò è anche dimostrato dall'incapacità della maggioranza di Governo di sviluppare una strategia chiara e credibile in un settore come quello del trasporto aereo. Il punto non è il prestito. È vero, il capitalismo di casa nostra è sempre stato assistito e politicizzato: ciò vale per l'industria pubblica, l'Alitalia, ma anche, purtroppo, per quella privata. Mi riferisco alla Parmalat, che per anni ha cercato di tenersi in piedi con appoggi politici, a Retequattro, salvata dal satellitare e dalla legge Gasparri, a molte piccole imprese, agli allevatori detentori di quote latte, alle società di calcio; e l'elenco potrebbe continuare.
Il punto è politico e le alternative per il trasporto aereo sono sempre le stesse: o una politica colbertiana (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Adduce. Ne ha facoltà.
SALVATORE ADDUCE. Signor Presidente, ho apprezzato molto l'appello rivolto dal Presidente Biondi pochi minuti fa. Ho, però, l'impressione che quest'ultimo ogni tanto si desti, risentendo di un moto di orgoglio, e affermi cose che sono sensatissime ma che credo egli dovrebbe raccontare nelle riunioni del suo gruppo e in quelle della sua coalizione, in modo da farla rinsavire.
L'onorevole Biondi dovrebbe prendere atto che anche l'Alitalia è finita nel tritacarne della Casa delle libertà! La Casa delle libertà, in Parlamento, dispone di una maggioranza schiacciante, che doveva servire per schiacciare l'opposizione e, invece, serve a schiacciare l'Italia e gli italiani! Voi siete (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo)...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Calzolaio. Ne ha facoltà.
VALERIO CALZOLAIO. Signor Presidente, nel dibattito sull'emendamento in esame, presentato dalla Lega, si è fatto
spesso riferimento a Giuseppe Bonomi, uno dei responsabili della crisi dell'Alitalia, una grande azienda che ancora serve al nostro paese. Vorrei spezzare una lancia in parziale favore dall'onorevole Bonomi che, come forse qualcuno ricorderà, è stato parlamentare nella XII legislatura, un collega cortese e disponibile, allora membro dell'VIII Commissione. Non è una questione personale, anche se i metodi dell'avvocato Bonomi all'Alitalia sono presto diventati discutibili, faziosi e arroganti. Noi critichiamo chi ha mal gestito l'Alitalia da Milano e oggi se la prende con «Roma ladrona». La Lega ha bloccato al Senato e alla Camera, addirittura con l'ostruzionismo, per interessi di parte e per oscurare le proprie responsabilità (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Melandri. Ne ha facoltà.
GIOVANNA MELANDRI. Signor Presidente, ha ragione l'onorevole Biondi.
GIOVANNA MELANDRI. Noi vogliamo salvare l'Alitalia, ma l'emendamento in esame è la prova provata che nella maggioranza è in corso una resa dei conti sorda...
TOMMASO FOTI. Sogna!
GIOVANNA MELANDRI. ... e indifferente ai problemi del paese.
Come l'onorevole Biondi sa, sono ormai parecchi giorni che le decisioni sui lavori parlamentari si basano sulle decisioni relative alla calendarizzazione di un altro provvedimento, quello sulla riforma costituzionale, che vuole spaccare e lacerare il paese. Allora, Presidente Biondi, noi vogliamo salvare l'Alitalia, ma vogliamo anche salvare l'Italia! Vogliamo salvare l'Italia da quella riforma costituzionale, che per alcuni di voi è un gagliardetto e per altri è un prezzo da pagare per tenere assieme una maggioranza che non c'è più (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bogi. Ne ha facoltà.
GIORGIO BOGI. Signor Presidente, se me lo consente, la immagino ancora seduto sui banchi di quest'aula e vorrei avere il piacere di interloquire con lei in un dibattito che di piaceri ne ha offerti pochi.
La paradossalità del nostro dibattito dipende dal fatto che, dal pomeriggio di ieri, la Lega dà un'impostazione strabica allo stesso: con un occhio guarda all'Alitalia e con l'altro guarda all'equilibrio politico all'interno della maggioranza e all'assetto del nostro calendario, entrando in tensione addirittura con la Presidenza della Camera quanto all'assetto del calendario.
Questo rende paradossale il dibattito, in uno scontro che, per chi lo ha così impostato, porta a trascurare del tutto l'effettivo oggetto del quale dovremo discutere, al punto che in quest'aula esiste una maggioranza contraria all'emendamento in esame, proposto dalla Lega Nord Federazione Padana, e favorevole al decreto-legge che la Lega Nord Federazione Padana avversa (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!
PRESIDENTE. È questo il paradosso!
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sgobio. Ne ha facoltà.
COSIMO GIUSEPPE SGOBIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dare del tutto ragione al Presidente Biondi quando parla di paradosso, con riferimento a quello che stiamo vivendo in queste ore, cioè al fatto che si sta discutendo su un provvedimento che registra
una convergenza tra una parte della maggioranza e l'intera opposizione, mentre un'altra parte della maggioranza non è d'accordo. Eppure, si continua a parlare e non si arriva a «chiudere».
È altrettanto vero che in questi giorni si dice che il Documento di programmazione economico-finanziario giungerebbe all'esame dell'Assemblea senza un'adeguata istruttoria. Rispetto a tale documento non ci viene data la possibilità di esaminarlo in modo approfondito, al fine di esprimere un giudizio compiuto su di esso.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Sgobio: si tratta del preludio di un altro tema!
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.
GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che le sorti dell'Alitalia debbono starci a cuore, dal momento che si tratta della nostra compagnia di bandiera, che dà occupazione a circa 30 mila lavoratori. Tale compagnia deve essere salvata, in quanto il nostro paese non può permettersi di svenderla o di essere vittima di qualche altra scelta, quella sì scellerata, compiuta da altre compagnie, magari minori, che non avrebbero alcuna possibilità di mantenere i 30 mila posti di lavoro in gioco, che sicuramente non sono la posta in gioco che sta a cuore ai leghisti né tantomeno...
PRESIDENTE. Onorevole Pistone, non parliamo di posta in gioco, perché non la vince nessuno!
GABRIELLA PISTONE. Io credo che la posta in gioco sia la nostra Costituzione!
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Pistone: lei vuol giocare fuori del tempo massimo!
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gasperoni. Ne ha facoltà.
PIETRO GASPERONI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se qualcuno dovesse ricercare il sinonimo più efficace del termine «paradosso», sarebbe sufficiente a tal fine analizzare la seguente vicenda. Il Governo si impegna con le parti sociali a creare le condizioni utili a «salvare», attraverso un successivo piano di ristrutturazione, l'Alitalia; quindi, un gruppo della maggioranza, la Lega Nord Federazione Padana, al quale si somma qualcun altro della maggioranza, a giudicare dalle reazioni che ci sono, ostacola tutto ciò con un'azione ostruzionistica.
Questo è esattamente il prezzo dello sfascio di questa maggioranza, che rischiate di far pagare, nello specifico, ai lavoratori della nostra compagnia di bandiera (Commenti del deputato Foti) e, più in generale, al nostro paese!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Guerzoni. Ne ha facoltà.
ROBERTO GUERZONI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei scusarmi con il Presidente Biondi per averlo chiamato in causa, ma egli è stato uno dei pochi deputati della maggioranza - se non l'unico - non appartenente al gruppo della Lega Nord Federazione Padana che ha cercato di interloquire sul tema che stiamo affrontando.
Vorrei, proprio per questo, raccogliere lo spunto contenuto nel suo intervento. Il paradosso di questa discussione è molto evidente ed è importante che lo sappia tutto il paese. La libertà che c'è formalmente sul decreto-legge in esame, sul quale una parte della maggioranza e l'opposizione si troverebbero d'accordo, non ci viene concessa come diritto democratico su temi profondamente importanti come il Documento di programmazione economico-finanziaria e la riforma della Costituzione! Si dia questa libertà nella discussione sulla riforma costituzionale e vedrete che il decreto-legge riguardante l'azienda Alitalia ed i suoi lavoratori sarà risolto immediatamente (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Motta. Ne ha facoltà.
CARMEN MOTTA. Signor Presidente, la vicenda Alitalia è emblematica di cosa sia successo e stia succedendo nel Parlamento da tre anni. A turno, nella maggioranza, vi sono gruppi che fanno ostruzionismo a seconda degli interessi di parte che intendono difendere e di cui si fanno paladini. Ma vi interessa davvero l'azienda Alitalia? Vi interessa il futuro di tanti lavoratori e delle loro famiglie? Vi interessa la salvaguardia di un bene nazionale? Vi interessano i problemi seri di questa azienda che si devono affrontare e risolvere? A tali domande dovete rispondere non a parole, ma con i fatti. Tuttavia, ciò che conta per voi è quale forza politica vinca nella maggioranza un braccio di ferro su ben altre questioni su cui siete completamente divisi. Il vostro comportamento in quest'aula lo dimostra (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Stradiotto. Ne ha facoltà.
MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, condivido l'intervento che pochi minuti fa lei ha svolto dai banchi del suo gruppo. Lei sa benissimo per quale motivo noi stiamo facendo ostruzionismo.
TOMMASO FOTI. Abbiamo capito che fanno ostruzionismo!
MARCO STRADIOTTO. Lo stiamo facendo perché non riteniamo corretto che la riforma della Costituzione venga affrontata da questo Parlamento con tempi contingentati come qualsiasi altro disegno di legge. Questa è la verità!
TOMMASO FOTI. Sulla pelle dei lavoratori dell'Alitalia!
GIORGIO CONTE. Sulla pelle dei lavoratori dell'Alitalia!
MARCO STRADIOTTO. L'altra questione è quella che il DPEF (Commenti dei deputati di Alleanza Nazionale)...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Stradiotto sta esponendo una tesi che, a mio avviso, va adeguatamente sviluppata.
MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, stamattina non ero in aula ma mi ha telefonato un cittadino che ha visto il telegiornale e ha detto: «Vergognatevi!». Questo perché ha visto la scenata in cui voi arrivate alle mani (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)...
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Stradiotto. Quanto alla vergogna, le devo dire che sono in quest'aula dal 1968 ed episodi antipatici, che considero fortemente censurabili, come quello di stamane si sono verificati con qualunque maggioranza ed opposizione. Il Parlamento è fatto anche di momenti di tensione. La vergogna si ha in altre cose e molti di quelli che gridano vergogna delle volte dovrebbero vergognarsi di se stessi anche per come votano (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e di deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo)!
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Frigato. Ne ha facoltà.
GABRIELE FRIGATO. Signor Presidente, anche io questa mattina non ero in aula, ma vorrei cogliere l'occasione per esprimere la mia piena e convinta solidarietà verso quei colleghi che le hanno prese e non, certamente, verso quei colleghi che le hanno date.
CESARE CAMPA. Cosa c'entra?
GABRIELE FRIGATO. Per quanto riguarda il provvedimento in esame, esprimo la mia contrarietà sull'emendamento soppressivo dell'articolo 1 del decreto-legge.
Signor Presidente, come diceva lei, siamo in questa sede per discutere e trovare un possibile punto di incontro e di avanzamento. Tuttavia, quando, come fa la Lega, sui problemi concreti si vuole soltanto sopprimere una proposta, mi pare che la possibilità di discussione non ci sia. Signor Presidente, sappiamo tutti che l'opposizione sta chiedendo di discutere sul tema della riforma della nostra Costituzione...
TOMMASO FOTI. Sulla pelle dei lavoratori dell'Alitalia!
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Frigato.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Campa. Ne ha facoltà.
CESARE CAMPA. Signor Presidente, bisognerebbe che in questo Parlamento tutti avessimo il coraggio di dire la verità fino in fondo.
GABRIELE FRIGATO. Provaci tu adesso!
CESARE CAMPA. Invece, assisto ad una forma di falsità da parte della sinistra che da tre ore sta ritardando il dibattito in quest'aula ed invoca ad ogni piè sospinto l'interesse dei lavoratori (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).
La collega Motta, il collega Guerzoni, il collega Gasperoni ed altri ancora hanno ricordato che 30 mila persone possono perdere il posto di lavoro, grazie all'ostruzionismo che loro stessi stanno facendo (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale)! Se così non fosse, avremmo già accolto tutti seriamente la sua proposta, Presidente, perché (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo)...
MARISA ABBONDANZIERI. Lascia perdere!
CESARE CAMPA. ...troppe persone si richiamano alla saggezza del suo intervento, ma pochi mettono in pratica il senso di quanto lei ha detto a ciascuno di noi, l'invito cioè ad essere, in questo momento che stiamo discutendo dell'Alitalia, persone responsabili che fanno la politica con la «P» maiuscola.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Leoni. Ne ha facoltà.
CARLO LEONI. Normalmente, i colleghi della Lega hanno la caratteristica di parlare chiaro, ma questa volta no. Se questo emendamento della Lega passasse, andrebbero sul lastrico migliaia di lavoratori e salterebbe l'Alitalia (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale). Essi non ci dicono - questa volta c'è una strana reticenza! - in quali mani vorrebbero che l'Alitalia finisse, ...
GIORGIO BORNACIN. Basta!
CARLO LEONI. ...quali interessi stanno sponsorizzando e quali manovre affaristiche stanno sostenendo. Questa volta i colleghi della Lega sono stranamente reticenti, ma non possono continuare a prendere in giro né il Parlamento, né i lavoratori dell'Alitalia (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Rugghia. Ne ha facoltà.
ANTONIO RUGGHIA. Signor Presidente, è incredibile quello che avviene in questo Parlamento. La vicenda della nostra compagnia di bandiera, che rischia il definitivo fallimento, e il destino di oltre 30 mila lavoratori vengono ridotti a merce di scambio per le strategie dei diversi gruppi della maggioranza, una maggioranza che è tale solo quando è chiamata a difendere interessi particolari. Approveremo responsabilmente questo provvedimento, che ci auguriamo possa salvare
l'Alitalia e determinare le condizioni per il rilancio dell'azienda. Senza il nostro atteggiamento responsabile, salterebbe l'accordo raggiunto con le parti sociali e verrebbero gettate sul lastrico migliaia di famiglie, con gravi conseguenze sull'economia nazionale.
Per salvare l'Alitalia e per salvare l'Italia c'è bisogno di un'altra maggioranza e di un altro Governo.
TOMMASO FOTI. E di un'altra opposizione!
ANTONIO RUGGHIA. Prima ne prenderete atto, meglio sarà per il nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!
PRESIDENTE. Constato l'assenza dell'onorevole Guido Dussin, che ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, si intende che vi abbia rinunziato.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Pezzella. Ne ha facoltà.
ANTONIO PEZZELLA. Cari colleghi, sembra che, mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata. È da ieri pomeriggio che discutiamo su un problema sul quale riteniamo che vi sia l'accordo della maggioranza di questo Parlamento. La Lega ha esaurito la fase nella quale ha comunicato le proprie intenzioni di voto, ed infatti da due ore i colleghi della Lega non intervengono più. Dato che c'è da votare un emendamento e che siamo pronti a farlo, non capisco le ragioni per cui invocate la salvezza di 22 mila dipendenti dell'Alitalia ma poi non volete votare subito contro questo emendamento! Se siamo tutti d'accordo, come lo siamo, allora non dovremmo fare altro che passare al voto e terminare qui la discussione, per evitare che Sagunto, in questo caso l'Alitalia, venga espugnata (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale - Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Giacco. Ne ha facoltà.
LUIGI GIACCO. Il decreto-legge sull'Alitalia è solo un paravento, perché il punto vero che ci troviamo ad affrontare riguarda la calendarizzazione in aula del provvedimento sul federalismo, che si deve approvare prima della sessione di bilancio. Questo è il vero problema, che ci pone in questa condizione di difficoltà. Anche il susseguirsi delle riunioni della Conferenza dei presidenti di gruppo per sbrogliare questa situazione ne è la prova più evidente.
Per quanto riguarda l'emendamento in esame, sappiamo che i problemi dell'Alitalia non nascono oggi, ma sono la sintesi di un percorso precedente.
Siamo contrari a chi vuole far fallire l'Alitalia e mandare sul lastrico migliaia di lavoratori per poi magari comprare, con 30 denari, le parti migliori di questa società (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Carli. Ne ha facoltà.
CARLO CARLI. Signor Presidente, onorevole Biondi, oggi lei ha posto una domanda a questa Assemblea, ma credo sarebbe stato più appropriato porla al Governo per sapere se effettivamente lo stesso ha la volontà di affrontare e risolvere i problemi dell'Alitalia; se ha le idee chiare al riguardo, se dispone di strumenti e delle risorse necessarie; se sa adottare decisioni rapide; se intende rilanciare il trasporto aereo italiano e l'Alitalia come compagnia di bandiera; quali sono le proposte perché si raggiungano tali obiettivi, gli strumenti e le risorse che vengono messi effettivamente a disposizione ed entro quanti giorni tutto ciò avverrà.
Le proposte non mancano, né da parte delle organizzazioni sindacali né da parte delle forze politiche di centrosinistra. Sarebbe importante che, anche in questa circostanza, il Governo rispondesse a tali domande, poste già da altri colleghi. Aspetto la risposta del Governo!
PRESIDENTE. Rimaniamo in trepida attesa!
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Cento. Ne ha facoltà.
PIER PAOLO CENTO. Signor Presidente, la discussione attuale ci conferma due dati politici.
Il primo è che la maggioranza di centrodestra sta subendo, su una vicenda rilevante come quella dell'Alitalia, il ricatto del gruppo della Lega che impone, nella discussione politica di questo Parlamento, un certo tasso di «antiromanità» e di polemica nei confronti di quei lavoratori - ascoltate bene gli interventi dei leghisti su tale argomento - che, in realtà, fino ad oggi, hanno pagato il costo sociale sotto il profilo della loro dignità di fronte al fallimento della gestione Alitalia, a causa dell'attuale management (quello appena uscito), su cui il gruppo della Lega, peraltro, aveva concretamente messo abbondantemente le mani.
L'altro dato politico è che, sulla vicenda dell'Alitalia, si sta giocando una partita che è di tutt'altro genere ed è ancora più grave: si vogliono imporre tempi di discussione sulla riforma cosiddetta federalista, ma, che, in realtà, sconquassa il nostro paese, al di là della necessaria ed utile discussione che, in quest'aula, si dovrà svolgere su quella riforma...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lion. Ne ha facoltà.
MARCO LION. Signor Presidente, credo che avremmo dovuto discutere più nobilmente sul rilancio dell'Alitalia, anche nel contesto di una tematica più ampia relativa alla situazione economica di questo paese ed al suo evidente declino industriale (non vi è solo il problema dell'Alitalia; è stato affrontato anche il caso Fiat, nonché quelli della Parmalat e della Cirio).
Dovremmo discutere della politica dei trasporti del nostro paese e, una volta individuate le responsabilità per gli errori e le colpe di chi ha gestito la nostra compagnia di bandiera, interrogarci anche, per esempio, sui motivi per cui, oggi, il prezzo del petrolio è arrivato alla cifra record di 43 dollari (ciò pesa sui costi della nostra compagnia di bandiera).
Dovremmo, inoltre, parlare della crisi del traffico aereo internazionale dopo l'11 settembre, di quello che ha significato questo evento e delle sue conseguenze.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Labate. Ne ha facoltà.
GRAZIA LABATE. Signor Presidente, lei ha proprio ragione: questo Parlamento sta vivendo l'effetto paradosso più grande della storia: la maggioranza non ha maggioranza, il Governo non governa, il Parlamento è l'arena in cui si combatte, senza esclusione di colpi, per il ricatto permanente e continuo su una questione che non c'entra niente con l'Alitalia.
La Lega vuole la devoluzione a tutti i costi, sapendo che la sua proposta ha più avversari che sostenitori. Volere la riforma della Costituzione in quattro settimane è una catena che il Parlamento non può accettare.
Finisca questo braccio di ferro! Si discuta e si approvi il decreto sull'Alitalia. Finisca questa farsa che offende la democrazia e offre al paese uno spettacolo che allontana la fiducia dei cittadini dalle proprie rappresentanze istituzionali (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Giorgio Conte. Ne ha facoltà.
GIORGIO CONTE. Signor Presidente, vorrei raccontare un aneddoto. Ieri sera con alcuni colleghi, mentre uscivamo da una pizzeria, proprio un dipendente dell'Alitalia ci ha avvicinati, credo fosse un pilota, chiedendoci se la manovra ostruzionistica della Lega su questo decreto dovesse preoccuparlo.
Spero che questo dipendente dell'Alitalia, come tante altre migliaia di dipendenti di tale azienda, in questo momento
sia in collegamento radiofonico per ascoltare chi veramente sta speculando sulla loro pelle, chi sta speculando sul loro contratto di lavoro, chi sta vergognosamente speculando sulla vicenda Alitalia, che non deve essere materia di speculazione in quest'aula quando - come aveva anticipato poco fa il Presidente Biondi - si ritrova anche una maggioranza diversa rispetto a quella che ha vinto le elezioni.
PIERO RUZZANTE. Una maggioranza diversa: è quello che volevamo sentire!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Crosetto. Ne ha facoltà.
GUIDO CROSETTO. Signor Presidente, anche in queste noiose giornate può nascere la curiosità, e dagli interventi dei colleghi del centrosinistra ne sono nate diverse.
La prima è quella di definire la democrazia come il tentativo di distruggere lo Stato. Non mi scandalizzo se un gruppo o alcuni deputati sono contrari ad un provvedimento, mi spaventerebbe l'unanimismo in questo Parlamento. Non mi spaventa mai la distinzione, in quanto la distinzione è democrazia!
Ma, al di là di questo - mi rivolgo in particolare all'ex ministro Melandri -, mi pare che la crisi dell'Alitalia non sia nata in questi anni e mi pare che diverse crisi industriali - ad esempio, quella della FIAT e di altre grandi aziende del paese come la Parmalat e la Cirio - siano nate in tempi diversi, così come mi pare - riferendomi all'ultimo intervento - che vi siano migliaia di lavoratori che ci fermano per le strade, e non tutti avranno la fortuna dell'Alitalia (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Falanga. Ne ha facoltà.
CIRO FALANGA. È bene ricordare che siamo di fronte ad un decreto-legge del Governo di questa maggioranza e ad un emendamento della Lega, del quale posso anche comprendere le motivazioni sotto il profilo giuridico e morale, che non sarà sostenuto né da noi di Forza Italia, né dagli amici di Alleanza Nazionale, né dall'UDC, e che voi dichiarate di non voler sostenere.
Ebbene, Presidente Biondi, non è paradossale che si continui a parlare e non si voti un provvedimento che tutela il posto di lavoro di 30 mila lavoratori (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia - Commenti del deputato Folena)?
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, ribadirò la posizione del gruppo di Rifondazione comunista, come già fatto dal collega Alfonso Gianni qualche ora fa.
Questo provvedimento a nostro avviso è tardivo, in quanto non ha respiro, non dà prospettive, non ci piace, non pone in luce le gravi responsabilità del management dell'Alitalia, anche di quello leghista.
Eppure, questo punto è essenziale per costruire il futuro dell'azienda. La mancata approvazione, infatti, sarebbe pagata esclusivamente dai lavoratori. Diciamo però, fin da ora, che il Parlamento dovrà discutere il piano industriale, le sinergie, una competitività fondata sull'utenza sociale e sulla diffusione della crescita dell'azienda, senza accertare ristrutturazioni, privatizzazioni e tagli.
Quanto al DPEF, proporremo in sede di Conferenza dei capigruppo che se ne discuta seriamente, senza strozzature. Dopo una legge finanziaria approvata con il voto di fiducia, parimenti alla nuova manovra economica e alla controriforma delle pensioni, chiederemo al Presidente Casini quando la politica economica verrà finalmente discussa in Parlamento. Forse, l'onorevole Crosetto dovrebbe comprendere che anche questo è uno dei temi della democrazia italiana.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo perso
nale, l'onorevole Strano. Ne ha facoltà (Commenti). Onorevoli colleghi! L'onorevole Strano ha diritto a parlare come tutti gli altri.
NINO STRANO. Signor Presidente, non sono figlio di un dio minore!
PRESIDENTE. No, certamente no.
NINO STRANO. Signor Presidente, vorrei esprimere il mio disappunto nei confronti della sua conduzione dei lavori che ha strozzato il dibattito in maniera significativa. Ci saremmo aspettati un prosieguo degli interventi che ci hanno arricchito dal punto di vista culturale e politico! Chiediamo, quindi, ai colleghi dell'opposizione se è possibile ascoltare ulteriori interventi così qualificanti come quelli dell'onorevole Melandri o di altri (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!
FRANCESCO TOLOTTI. Buffone!
NINO STRANO. Tali interventi, infatti, ci hanno aiutato, anche perché il problema intorno all'emendamento non è ancora stato chiarito. Ci saremmo aspettati, quindi, gli interventi degli onorevoli Mussi e Violante su temi così importanti. Sono allora costretto a stigmatizzare la sua forzata strozzatura, nella convinzione di interpretare il sentimento dell'intero gruppo di Alleanza Nazionale verso questo suo atteggiamento censorio nei confronti della libertà del Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)!
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Strano. Nella vita non sì può avere tutto!
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Boccia. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, vorrei solo fare chiarezza per evitare che chi ci segue fosse indotto in errore. È stato più volte ripetuto che il gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo voterà a favore del provvedimento in esame.
Abbiamo più volte detto che è l'unico strumento parlamentare a nostra disposizione per far valere un'altra nostra richiesta, ovvero contribuire alla riforma della Costituzione - e quindi della vita dello Stato - in modo serio, approfondito e partecipato.
TOMMASO FOTI. Potevate farlo nella precedente legislatura!
ANTONIO BOCCIA. Ripeto che è l'unico strumento a nostra disposizione per poter contribuire alla riforma della Costituzione in modo serio. È tutto chiaro, cerchiamo di non prenderci in giro.
PRESIDENTE. Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gibelli 1.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 398
Votanti 395
Astenuti 3
Maggioranza 198
Hanno votato sì 17
Hanno votato no 378).
Prendo atto che gli onorevoli Ciro Alfano, Gioacchino Alfano, Zorzato e Falanga non sono riusciti a votare.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Raffaldini 1.1 e Pasetto 1.18.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dell'Anna. Ne ha facoltà.
GREGORIO DELL'ANNA. Signor Presidente, colgo questa opportunità per sottolineare quanto sia difficile per un cittadino meridionale utilizzare al meglio i servizi offerti dall'Alitalia. In un ordine del giorno presentato e pubblicato nel fascicolo allegato, si afferma che il Sud concorre alla vendita di biglietti Alitalia per il
15 per cento. Si nascondono però i motivi che spiegano questo 15 per cento, e allora mi trovo costretto a ricordarli personalmente.
Infatti, esistono pochi voli e i relativi orari sono «strampalati»; inoltre, i pochi aerei a disposizione sono sempre stracolmi.
Allora, questa difficoltà che il Mezzogiorno avverte è dovuta al fatto che esistono addirittura aeroporti in cui l'Alitalia ha l'esclusiva, con tre o quattro voli. Sfido chiunque di voi a trovare posto su un aereo in questi giorni per andare al sud!
Cosa chiediamo, allora, all'Alitalia, che con grande sforzo si sta cercando di tirare fuori dalle condizioni di disagio in cui è posta? Chiediamo che il suo piano industriale e di ristrutturazione sia attento ai problemi del sud, alle sue esigenze, magari abbattendo i costi dei biglietti, che sono esosi. Costa di più andare da Brindisi a Milano che da Milano a New York. Magari è necessario aumentare il numero dei voli e istituire collegamenti regionali. Non è ammissibile che per andare da Brindisi a Reggio Calabria bisogna andare prima a Roma. Ancora di più, è necessario istituire collegamenti che diano la possibilità alle merci del Mezzogiorno di viaggiare in aereo e non di accusare gravi ritardi perché si usano mezzi lenti ed obsoleti quali quelli esistenti.
Chiediamo che l'Alitalia, che attraverso questo decreto viene salvata e alla quale si dà la possibilità di avere un nuovo piano industriale, tenga conto di tutto questo, perché solo in questo modo potrà essere efficace e competitiva, non strozzando e abbattendo la sua competitività nel Mezzogiorno. Al Sud, regioni meridionali, come la Puglia, si sono date un piano regionale di trasporto che consente e facilita le opportunità che ci possono essere, non ultima quella di poter utilizzare il demanio aeroportuale per quarant'anni. Si tratta di un'opportunità che questo Governo ha dato e che, invece, viene trascurata e non considerata. Proprio per questo diamo il nostro voto favorevole al decreto-legge, ma con l'impegno che l'Alitalia sia più attenta alle esigenze del Sud.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Panattoni. Ne ha facoltà.
GIORGIO PANATTONI. Sono molto contento che il collega Crosetto sia rientrato in aula, perché a lui come agli altri, che chiedono le motivazioni dei nostri interventi, vorrei provare a dare una risposta seria e meditata.
Si dice che il problema dell'Alitalia sia un problema del paese e che la compagnia di bandiera deve mantenere competitività, competizione internazionale e prestigio in un quadro di profondo mutamento delle condizioni operative del mercato (si pensi alle compagnie low cost, al problema della caduta delle rendite di posizione e al problema della ristrutturazione dei comparti industriali, che ha fatto tante vittime anche illustri nel trasporto aereo). Fino adesso abbiamo fatto poco: non abbiamo fatto accordi internazionali, non abbiamo innovato nelle politiche commerciali e i processi di ristrutturazione sono stati timidi.
Questo Governo, caro Crosetto, ha delle gravissime responsabilità. Ha lasciato decadere la situazione fino quasi al fallimento. Non si fa così. Non ci si può tirare fuori dicendo che in qualche modo c'è una responsabilità collettiva. Ognuno gestisca le proprie responsabilità con riferimento a questi aspetti.
Ma c'è molto di più: come facciamo a risolvere il problema dell'Alitalia con 400 milioni di euro? Siamo davvero convinti che bastino 400 milioni di euro come prestito ponte per risolvere i problemi dell'Alitalia? Se così fosse, sarebbe inutile perdere tempo in discussioni.
Allora, ognuno faccia la sua parte, cominciando dal Governo. Il Governo deve intervenire sul sistema e non lo fa. Buona parte dei costi di una compagnia aerea, infatti, è collegata al sistema del trasporto aereo. Perché il Governo non interviene? Altro che democrazia! Qui si tratta di saper lavorare e di mettere le mani sui costi strutturali del sistema del trasporto aereo, ma ciò non avviene. Il management: forse c'è qualche rendita di posizione,
forse occorre rompere qualche protezione politica, ridare efficienza e produttività ai propri processi. I lavoratori: spero che essi siano garantiti nei loro diritti, ma ciò non sta avvenendo.
Come vedete, il problema non è tanto costituito dai 400 milioni di euro, quanto dall'esigenza di adottare un serio piano di impresa e di decidere quali azioni strutturali debbano accompagnare il prestito ponte. Si tratta di 400 milioni di euro che saranno pagati dallo Stato, in quanto in dodici mesi l'Alitalia non sarà in grado di restituire il prestito (rilevo al riguardo che tale spesa non è prevista dal DPEF, che dunque è carente fin dalla sua presentazione). Tuttavia, con 400 milioni di euro non si fa nulla.
A mio avviso, il prestito deve essere concesso, ma si deve porre anche il problema delle garanzie, che oggi non vi sono: non sono definiti il piano di impresa, le condizioni operative, gli interventi strutturali, le politiche di alleanza, il tipo di «spacchettamento», e via dicendo. Si fanno poi discorsi strani sulla privatizzazione: quale, quando, come, con chi. Stiamo discutendo con notevole serietà sulla concessione di un prestito di 400 milioni di euro per tentare di mettere in piedi una società, senza un piano, senza un indirizzo, senza garanzie: difendiamo i diritti dei lavoratori chiedendo che queste ultime siano esplicite e collegate alla concessione del prestito, che vi sia un quadro chiaro di intervento strutturale sulla compagnia, che vi sia una politica di risanamento forte. Solo in tal modo, il prestito può diventare decisivo nel breve periodo per fare fronte a una difficoltà oggettiva. In tal senso, non è condivisibile la posizione della Lega: è come tagliare le gambe ad un atleta e poi chiedergli di raggiungere il record sui 100 metri.
È evidente che il prestito è necessario, in quanto occorre dare ossigeno alla possibilità della compagnia di rigenerarsi. È tuttavia altrettanto evidente che deve essere posto il problema delle garanzie, per evitare che il prestito sia l'ennesimo regalo a fondo perduto e l'ennesima operazione di facciata compiuta da un Governo che finora non ha adottato alcun provvedimento di carattere strutturale e che, anzi, ha lasciato che la situazione di Alitalia peggiorasse fino al fallimento della compagnia.
Se queste sono le premesse...
PRESIDENTE. Onorevole Panattoni, la prego di concludere.
GIORGIO PANATTONI. Caro Crosetto, se queste sono le premesse, non siamo qui a fare ostruzionismo e a perdere tempo, bensì a chiedere che ciascuno, all'opposizione e al Governo, faccia la propria parte. Senza un impegno in tal senso da parte di tutti, è assolutamente inutile dare soldi all'Alitalia, perché non serviranno a nulla (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Presidente Biondi, mi permetta di esprimerle la mia stima e anche la mia simpatia. Lei ha chiesto conto dell'atteggiamento dei nostri gruppi con una domanda evidentemente retorica: lei è entrato in quest'aula quando io nascevo, e queste cose le ha già viste...
PRESIDENTE. Perché rinnovella «un disperato dolor che 'l cor mi preme»? (Applausi).
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, condividiamo il provvedimento in esame e ci facciamo carico dei problemi ai quali esso tenta di porre rimedio, così come ci facciamo carico, quali gruppi di opposizione, dei problemi del paese. Ce ne facciamo carico quando votiamo contro i vostri provvedimenti, in quanto li riteniamo non adeguati, e ce ne facciamo carico quando votiamo a favore, come nel caso del provvedimento in esame e come abbiamo dimostrato respingendo l'emendamento Gibelli 1.7.
Siamo tuttavia costretti ad assumere questo atteggiamento per motivi che non riguardano il tema dell'Alitalia, o che lo riguardano soltanto marginalmente: lo facciamo a malincuore, affaticati - come credo anche i colleghi della maggioranza e chi lavora in quest'aula - non tanto dalla lunga seduta, quanto dal clima che si è venuto a determinare. Si tratta infatti di un clima che mortifica il Parlamento e che certamente non aiuta il paese.
I temi ai quali faccio riferimento, che sono di competenza della Conferenza dei presidenti di gruppo, riguardano l'intenzione del Governo di intervenire con il suo ruolo nel dibattito e il nostro diritto, nonché il nostro dovere, di poterci esprimere adeguatamente sulla proposta di riforma della Costituzione.
Se è vero, infatti, che il voto di oggi della Lega è legittimo, nella sua ostilità a questo provvedimento - ostilità che è stata motivata, anche se le motivazioni possono essere condivise o meno, e noi non le condividiamo -, e che vi è un interesse superiore da salvaguardare, perché Alitalia è una risorsa del paese, è anche vero - e noi lo riteniamo - che il progetto di Costituzione della Lega è frutto di interessi che non sono gli interessi collettivi, ma sono interessi contrari a quelli del paese.
Non c'è solo il problema della riforma costituzionale, c'è anche un problema relativo al DPEF, che arriva in quest'aula - se arriva - con tempi ridottissimi di discussione, che è stato esaminato dalle Commissioni solo velocemente e che avrà un impatto su tutti gli italiani. Quindi noi, Presidente, voteremo questo provvedimento, lo voteremo prima del termine della sua scadenza, cioè il 24 agosto, e lo voteremo per senso di responsabilità.
L'emendamento che abbiamo presentato e su cui voglio soffermarmi brevemente riguarda la necessità di garantire un piano industriale. Non abbiamo dubbi sul fatto che il presidente Cimoli ne predisponga uno, come non abbiamo dubbi sull'atteggiamento propositivo e di lavoro comune che i sindacati stanno portando avanti di concerto con il management dell'azienda. Ma ci chiediamo: il Governo concorderà su questo piano industriale? O assisteremo alle stesse cose cui abbiamo assistito a dicembre?
Accanto al piano industriale, su cui si sta lavorando, ci potrebbero essere delle richieste di intervento del Governo per le misure che riguardano gli aspetti finanziari, oltre che i requisiti di sistema, che il presidente Cimoli in maniera molto chiara ha richiesto durante la sua audizione nelle Commissioni bilancio e trasporti. Si tratta di requisiti di sistema che richiedono la definizione di un piano aeroportuale nazionale su cui il Governo non si è mai impegnato, così come non lo ha fatto per quanto concerne il presidio da parte delle autorità pubbliche affinché tutti gli operatori che compongono la catena del valore aggiunto del trasporto aereo operino in base a principi di trasparenza, efficienza e adeguato rapporto tra tariffe e servizi prestati, e per ciò che concerne l'estensione degli ammortizzatori sociali al settore del trasporto aereo.
Questo è il senso dell'emendamento che abbiamo presentato con serenità, poiché riteniamo sia assolutamente migliorativo del testo ed utile per una sua maggiore comprensione (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Rosato, anche per la cortesia che mi ha dedicato.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà. Onorevole Pistone, mi dispiace, lei ha solo tre minuti di tempo.
GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, andiamo a convertire in legge un decreto-legge che prevede 400 milioni di euro per Alitalia. Noi pensiamo che questo sia un atto di forte responsabilità da parte di questo Parlamento e da parte delle forze che lo compongono.
Siamo tuttavia molto critici e molto preoccupati, non per il prestito in sé, ma sostanzialmente per l'indeterminatezza delle politiche del piano industriale. Siamo infatti di fronte ad un'assenza di piano di impresa, di piano strutturale: non vi è
ancora nessuna definizione dal punto di vista delle alleanze, non vi sono vere e proprie garanzie per i lavoratori.
Allora riteniamo che bisogna sostanzialmente legare questo prestito ad un piano industriale di impresa che ridefinisca le azioni necessarie per dar corso ai processi di recupero, di efficienza e di competitività, perché l'azienda va davvero rilanciata; quindi occorre sviluppare le alleanze internazionali e l'uso dei vari hub nazionali, senza mortificare quello di Fiumicino (che vede invece un forte aumento delle richieste proprio per l'incremento turistico di questi anni), soprattutto perché esso riveste una posizione strategica per il Mediterraneo.
Tutto ciò credo che debba essere garantito dal Governo e dai manager dell'Alitalia: sicuramente gli ultimi a dover pagare questo stato di cose sono i 30 mila lavoratori, che non hanno certamente colpa per il fallimento di un'azienda, la compagnia di bandiera italiana, che noi difendiamo con tutti i mezzi, ma che vogliamo torni ad essere forte sul mercato internazionale e soprattutto solida dal punto di vista anche occupazionale.
Ritengo che non possano pagare i lavoratori; forse al management Alitalia e - permettetemi di dirlo - a quello che si è succeduto negli ultimi anni, andrebbe chiesto in qualche modo conto, non solamente ai 30 mila lavoratori italiani dell'Alitalia (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Comunisti italiani e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pagliarini. Ne ha facoltà.
Onorevole, le ricordo che ha tre minuti di tempo a disposizione... Anzi no, mi scusi, ha cinque minuti di tempo.
GIANCARLO PAGLIARINI. Signor Presidente, nel Documento di programmazione economico-finanziaria è previsto un aggiustamento di 24 miliardi di euro, cifra enorme che non sarà né agevole né indolore trovare.
Come è possibile che siamo arrivati a questo punto? il problema è che viviamo in un paese malato, ma la malattia non si chiama né Berlusconi né sinistra; la malattia si chiama statalismo, corporazione, mancanza di meritocrazia, si chiama mancanza di mercato.
Su cento persone che lavorano, un terzo lavora presso gli enti pubblici; questa Alitalia più che una compagnia di bandiera è una bandiera dello statalismo e degli altri difetti italiani: non credo che in Alitalia vi sia tanta meritocrazia, così come nella devastante siderurgia degli anni Settanta, nelle scuole pubbliche, nella sanità pubblica e nelle pensioni pubbliche.
I nostri concittadini, colleghi, hanno diritto a servizi migliori; e perché abbiano servizi migliori, noi dovremmo privatizzare tutti quei servizi. Come principio generale, lo Stato dovrebbe fissare le regole e controllare con autorevolezza che esse vengano rispettate, ma dovrebbe anche uscire da ogni ipotesi di gestione diretta; questo vale per ogni tipo di attività, incluso il trasporto aereo.
E poi, colleghi, molti sono intervenuti parlando di Bonomi; allora voglio dire su questo punto la mia opinione a titolo personale. Trovo che sia assurdo ed incivile che i partiti politici effettuino le nomine; secondo me i partiti politici non dovrebbero nominare mai nessuno; i partiti politici non dovrebbero essere né agenzie di collocamento né centri per la gestione del potere. La Lega Nord non dovrebbe nominare nessuno, e nemmeno i Democratici di sinistra-L'Ulivo, nemmeno Alleanza Nazionale, né Forza Italia e nemmeno tutti gli altri! Questa è una malattia della politica ed è una prassi che io considero francamente assurda (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana e di deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale, della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!
Questo - se ci pensate bene - è un motivo in più per sperare che l'Alitalia venga privatizzata al più presto, e che lo stesso accada a tutte le altre società, enti ed istituzioni dove lo Stato e i suoi sacerdoti, che siamo noi politici, vogliano mettere il naso e le mani. Questo è un difetto
della politica, che fa il paio con le tante e troppe pratiche di adorazione del «dio voto»! Se riteniamo di dover fare delle cose, le dobbiamo fare perché sono necessarie, senza star lì a valutare col bilancino se portano dei voti, o se ci fanno perdere dei consensi; e se l'Alitalia non riesce a stare sul mercato abbiamo il dovere di chiuderla, non di salvarla a spese dei cittadini.
Per questo noi votiamo contro questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).
GABRIELE ALBONETTI. Signor Presidente, abbiamo presentato l'emendamento Raffaldini 1.1. soprattutto per sollecitare il Governo e la maggioranza a dare dimostrazione di una forte volontà politica ed a rispettare gli impegni che occorre prendere per salvare Alitalia.
Noi siamo convinti che il decreto-legge in esame non basterà. Nei prossimi mesi occorreranno altri interventi di supporto, quali l'estensione degli ammortizzatori sociali ed una riforma di sistema. Per realizzare tali interventi, però, ci sarebbe bisogno di un Governo che avesse una chiara volontà ed una forte coesione interna, elementi la cui sussistenza non è dato riscontrare, purtroppo, nel dibattito odierno.
Temo che se perdurerà la divisione all'interno delle forze che compongono la maggioranza di Governo, anche per Alitalia vi saranno giorni difficili!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, con l'emendamento Raffaldini 1.1 abbiamo cercato di collegare il testo del decreto-legge in esame all'obiettivo della continuità operativa di Alitalia ed all'esigenza di presentare un piano di impresa che ne prefiguri lo sviluppo, al duplice scopo di uscire dalla crisi e di assicurare lo sviluppo dell'azienda, così com'è stato fatto in altri paesi.
Infatti, non vi sono soltanto paesi che hanno provveduto a svendere o a far fallire le proprie compagnie di trasporto aereo: ci sono anche paesi nei quali si è investito e sono stati elaborati piani di ristrutturazione e di sviluppo. In questi ultimi paesi, le compagnie aeree stanno riscuotendo i frutti di tali iniziative: ora si trovano avvantaggiate e stanno conquistando quote di mercato anche in Italia!
Uno dei dati negativi del caso Alitalia è che questa compagnia perde non soltanto sui voli internazionali, ma anche su quelli domestici: Alitalia è l'unica compagnia di bandiera che sui voli domestici è scesa sotto il 50 per cento dei clienti! Questo è un nodo che va affrontato perché, senza compagnia di bandiera, senza una forte compagnia nazionale, forte soprattutto nel mercato domestico, non esisterebbero hub: né Milano né Roma!
PRESIDENTE. Onorevole Duca, il tempo a sua disposizione è terminato. Magari riprenderà l'argomento in un'altra circostanza.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Roberto Barbieri. Ne ha facoltà.
ROBERTO BARBIERI. Signor Presidente, avvertiamo un grande senso di responsabilità quando si parla di soldi pubblici, soprattutto in un momento come questo nel quale i conti dello Stato sono stati «sfasciati» da questa maggioranza e da questo Governo (Commenti del deputato Ferro). Quindi, poiché il Ministero dell'economia e delle finanze risulta essere ancora l'azionista di riferimento di questa azienda, chiediamo che eserciti la sua funzione fino in fondo e si occupi di dare all'azienda un piano industriale adeguato, con una strategia chiara, con alleanze convenienti, con una logistica razionale e con una struttura dei costi più efficiente.
Se non procedessimo in questa direzione, un'ennesima erogazione di fondi pubblici, con un meccanismo che ha provocato la voragine di cui ci stiamo occupando, ciò rappresenterebbe un atto dal profilo immorale. Per questo motivo, invito
il Ministero dell'economia ad esercitare fino in fondo il suo ruolo di azionista di riferimento.
PRESIDENTE. Onorevole Ruzzante, ora spetterebbe a lei intervenire; tuttavia, approfittando della sua nota cortesia e della confidenza che esiste tra noi, colgo l'occasione per comunicare all'Assemblea che è mia intenzione, rispetto alla quale molti colleghi sono d'accordo, sospendere la seduta per attendere l'esito della Conferenza dei presidenti di gruppo, cui avrei diritto di partecipare, sia pure come uditore.
Quindi, sospendo la seduta, che riprenderà al termine della Conferenza dei presidenti di gruppo. Ricordo che il primo a parlare in dichiarazione di voto sarà l'onorevole Ruzzante.
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