Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 503 del 31/7/2004
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Si riprende la discussione.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 5152)

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Albonetti. Ne ha facoltà.

GABRIELE ALBONETTI. Signor Presidente, esprimeremo un voto contrario sull'emendamento soppressivo in esame. È evidente a tutti, da come si è svolto il dibattito sul complesso delle proposte emendative e da ciò che sta accadendo in queste ore all'interno della maggioranza, che questo disegno di legge di conversione, se sarà approvato, lo sarà solo perché l'opposizione si fa carico al vostro posto del salvataggio dell'Alitalia, del futuro di una grande impresa nazionale, del futuro di migliaia di lavoratori.
Se fossimo, come ci descrivete nella vostra propaganda, «giocatori dello sfascio», del «tanto peggio, tanto meglio», oggi la maggioranza sarebbe nuovamente incapace di far fronte alle sue responsabilità di Governo, in preda agli estremismi e all'irresponsabile parolaio di una sua parte e alla debolezza e alla compromissione delle altre forze che la compongono. Certo, il problema dell'Alitalia viene da lontano, ma la sua cancrena e il suo marcire è il frutto amaro del cattivo governo di questi ultimi anni. Troppo spesso in questi tre anni è apparso che il maggiore, se non l'unico, interesse dei partiti di governo fosse, non il risanamento di Alitalia, ma l'occupazione di posti di comando con uomini fidati, benché spesso inadeguati. Un vortice di spartizioni cui ha partecipato, come si direbbe dalle mie parti, «a quattro ganasce» anche la Lega Nord Federazione Padana che oggi si riempie la bocca di «Roma ladrona». Mesi ed anni, questi, di inerzia, confusioni, improvvisazioni ed incompetenza. Persino è parsa deliberata l'intenzione di lasciar marcire le cose. Abbiamo assistito ad un presidente e ad un amministratore delegato che sono venuti in Commissione con due piani diversi e contrapposti. Abbiamo assistito a dichiarazioni di ministri che hanno provocato danni irreparabili all'azienda e al suo patrimonio. Tutto questo ha impresso un'accelerazione così grave ed allarmante che oggi non possiamo più parlare di risanamento, ma solo di salvataggio per evitare di portare i libri in tribunale. Si tratta di riprendere per i capelli una situazione molto pregiudicata.
La soluzione che si prospetta corre sul filo di un equilibrio fragile. Occorre costruire intorno al piano industriale un consenso ampio di forze politiche e di forze sociali. Bisogna che nessuno lavori contro, che nessuno abbia le briglie sciolte per dire o fare sciocchezze. La domanda che ci poniamo è la seguente: il Presidente del Consiglio, il Governo, sono in grado di garantire questo?
Noi, nonostante il giudizio molto negativo sui comportamenti e sull'operato del Governo, per senso di responsabilità, come abbiamo già dichiarato, voteremo a favore della conversione in legge di questo decreto-legge.


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Intendiamo in questo modo lanciare un segnale di fiducia e di credito alla serietà con la quale sta affrontando la vicenda il nuovo amministratore delegato e alla faticosa assunzione di responsabilità alla quale sono chiamate le forze sociali e le rappresentanze dei lavoratori. Ma analoga serietà di comportamento ci attendiamo, fin da oggi in quest'aula, dal Governo e dalla maggioranza.
Sono necessarie altre scelte immediate da parte del Governo. La prima è l'estensione degli ammortizzatori sociali al settore aeroportuale, senza la quale non può essere realisticamente affrontato alcun processo di ristrutturazione e rilancio, perché non si può chiedere a migliaia di lavoratori semplicemente di accettare di essere licenziati.
La seconda è la riforma di sistema per le regole e i costi di gestione del sistema aeroportuale italiano, una riforma impantanata ormai da quasi tre anni nel dibattito parlamentare per l'incapacità della maggioranza di portarla a termine.
Noi sappiamo, voi sapete, che senza questi provvedimenti, senza questi strumenti, nessuna possibilità di successo può avere il piano industriale e non potrete accusare né il management di incapacità né le organizzazioni sindacali di responsabilità se non interverrete con queste ulteriori scelte.
Ci attendiamo un segnale serio, forte, del Governo in questa Assemblea, ora, oggi, adesso, perché, vedete, tra il nostro senso di responsabilità e la sua coerente traduzione nel voto finale oggi c'è di mezzo una diversa serietà dei vostri comportamenti, che noi vi chiediamo di manifestare già da questa mattina in quest'Assemblea (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

ROBERTO GIACHETTI. Chiedo di parlare per un richiamo al regolamento. Mi riferisco al secondo comma dell'articolo 8 del regolamento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO GIACHETTI. Signor Presidente, le rubo soltanto pochi secondi. La pregherei di seguirmi perché credo che, quando tocchiamo la materia regolamentare, in particolare le regole che dovrebbero sovraordinare il nostro lavoro, sia utile rendersi conto che quello che può essere un aspetto marginale in un dato momento, potrebbe essere invece l'aspetto sostanziale in altri momenti. Ieri, in occasione del dibattito sul riordino del settore energetico, che era evidentemente contingentato, alcuni di noi hanno chiesto la parola per poter sottoscrivere alcuni emendamenti. Inizialmente, la possibilità di sottoscriverli era legata a quella di illustrare le ragioni per le quali si riteneva di sottoscrivere gli emendamenti. Esaurito il tempo per i richiami al regolamento, giustamente, il Presidente dell'Assemblea ha stigmatizzato che non vi era più tempo per illustrare le ragioni per le quali si intendeva sottoscrivere quegli emendamenti. Allora, io ho posto un problema in aula: ho chiesto al Presidente quale fosse, per un deputato che volesse sottoscrivere determinati emendamenti, il modo di farlo sapere all'Assemblea, visto che non aveva neanche la possibilità di annunciarlo (senza motivazioni, ma semplicemente annunciare di voler sottoscrivere quell'emendamento). Mi è stato risposto, signor Presidente, che bisognava sottoscriverli per iscritto. Ieri ho sottoscritto per iscritto quattro emendamenti - gli emendamenti 1.78, 1.79, 1.80 e 1.81 - e ho consegnato il mio foglio agli uffici, affinché potesse essere vivo e presente nei nostri lavori il fatto che io avessi sottoscritto alcuni emendamenti.
Le pongo due questioni, signor Presidente. La prima è questa. Possiamo ritenerlo marginale, ma, potrebbe in futuro - magari lei sarà deputato e io commesso, signor Presidente -, che la sottoscrizione da parte sua di un emendamento potrebbe convincere altri deputati, che non sanno che lei ha sottoscritto l'emendamento, a votare in maniera diversa quell'emendamento (dando loro una motivazione per votarlo in altro modo). Se ciò non appare e se non è possibile saperlo, gli altri deputati come possono eventualmente modificare il loro pensiero?


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Seconda questione. Signor Presidente, ho consultato il resoconto stenografico - ma questo glielo chiedo, perché magari invece lei mi dirà che così non è - e non risulta agli atti in nessun modo che io ho sottoscritto quegli emendamenti. Non è inserito nel resoconto stenografico neanche come forma aggiunta per iscritto, non è inserito nell'ambito delle votazioni, agli atti della Camera non risulta che io abbia sottoscritto questi emendamenti. Ribadisco, signor Presidente, a prescindere dalla marginalità della questione riferita al dibattito di ieri, che in tema di regolamento e di diritti dei deputati cose oggi marginali, domani potrebbero essere importanti.

PRESIDENTE. Onorevole Giachetti, mi consenta di fare una valutazione su quanto lei ha detto, una piccola critica e un auspicio. L'auspicio è che in futuro io sia deputato e lei sia Presidente della Camera; la valutazione è che il problema da lei sollevato è serio. Può darsi anche che vi sia stato un errore; questo in ogni caso lo farò verificare dagli uffici e vedremo in quali forme sarà possibile correggerlo, perché si tratta di un diritto del parlamentare che va tutelato. Capisco anche l'effetto di moral suasion che l'annuncio della sottoscrizione di una proposta emendativa potrebbe esercitare nei confronti di altri colleghi.
L'ultimo appunto che vorrei muoverle è che lei doveva svolgere il suo intervento dopo la lettura del processo verbale...

ROBERTO GIACHETTI. Sono arrivato tardi!

PRESIDENTE. È arrivato tardi! Allora, ciò dimostra che i peccati nella vita si distribuiscono equamente: ogni tanto apriamo in ritardo la seduta, ed anche lei una volta è arrivato in ritardo (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro)!
Riprendiamo l'esame dell'emendamento Gibelli 1.7.
Ricordo che l'onorevole Gibelli attende una risposta dal Governo in ordine al parere sulla sua proposta emendativa.

MANLIO CONTENTO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MANLIO CONTENTO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, purtroppo debbo ribadire l'impossibilità per il Governo di aderire alla richiesta avanzata dall'onorevole Gibelli, poiché altrimenti metteremmo a rischio la conversione in legge del decreto-legge in esame. Pertanto, pur sapendo che l'onorevole Gibelli ha seguito con attenzione l'intero iter del provvedimento, saprà anche che un parere diverso non ci metterebbe al riparo dalle difficili condizioni in cui sta operando Alitalia, ed in una situazione così difficile potrebbe esserci addirittura un allungamento dei tempi. Solamente per questi motivi, devo purtroppo rispondere negativamente alle richieste avanzate dall'onorevole Gibelli.

ANDREA GIBELLI. Signor Presidente, se il Governo non cambia il suo parere, chiedo almeno di illustrare le ragioni del mio emendamento! Chiedo quindi di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANDREA GIBELLI. Signor Presidente, sono purtroppo rammaricato per la scelta del Governo di affrontare in termini esclusivamente temporali un argomento che, invece, meriterebbe una maggiore definizione nei dettagli.
Vorrei ricordare all'aula, infatti, che oggi stiamo esaminando questo provvedimento - ed è questo il senso del mio emendamento 1.7, che propone la soppressione dell'unico articolo del decreto-legge in esame - per una ragione molto semplice. Oggi ci troviamo di fronte non ad un prestito ponte, come ha cercato di spiegare chi ha assunto tale iniziativa, ma ad una sorta di cambiale in bianco. Infatti, non conosciamo e non conosceremo con precisione


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quale sia l'efficienza e l'efficacia di un prestito come quello che si va configurando.
Vorrei entrare nel dettaglio. Non è possibile compiere paragoni con altre situazioni e sostenere, così come è avvenuto in sede di Commissione, che il prestito in oggetto costituisce una garanzia concessa dallo Stato nell'eventualità che la società possa accedere ad un prestito bancario. Ciò non avviene, in concreto, per un motivo molto semplice: il tempo concesso alla società e al gruppo Alitalia non è sufficiente per effettuare una ristrutturazione seria, visto e considerato che analisti italiani ed internazionali hanno dimostrato che tale società, bruciando più di 1.000 euro al minuto, non ha spazi, né capacità per la ristrutturazione. Pertanto, ci troviamo di fronte ad una cambiale in bianco.
Ciò che è grave, e che voglio denunciare in questa sede, è che abbiamo assistito ad una audizione del presidente ed amministratore delegato di Alitalia, ingegner Cimoli, svolta presso le Commissioni riunite 5a e 8a del Senato, in cui egli si è presentato non con un piano industriale, o con almeno delle linee-guida, ma come se facesse una sorta di visita di cortesia, riferendoci che avrebbe incontrato i quadri dirigenti della società ed i sindacati, senza anticipare nulla sul modo con cui intende ristrutturare la società, al di là di alcune affermazioni molto generiche. Quindi, oggi il Parlamento si trova di fronte all'obbligo di accendere un prestito ponte senza sapere nulla in ordine alla ristrutturazione di questa società!
Vorrei portare un esempio. In Europa è stato già concesso un prestito-ponte ad una compagnia aerea belga, la Sabena. Sappiate che il Governo belga ha prestato 125 milioni di euro a titolo di garanzia, ma questa società, dopo avere ottenuto tale prestito, è fallita, e ne è nata un'altra, la Brussels Airlines.
Pertanto, ci troviamo di fronte ad una scelta, posta dalla politica, di continuità aziendale, ma tale continuità è solo puramente teorica. Oggi non sappiamo nulla sul futuro della società, e ci troviamo di fronte ad un prestito che non viene concesso ad altre imprese, come se esistessero due velocità: se le piccole e medie imprese, che operano nel libero mercato, sbagliano le proprie scelte industriali, pagano con il fallimento; per l'Alitalia, invece, continuiamo ad usare lo stesso metodo che l'onorevole Pagliarini ha indicato (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana e di deputati del gruppo di Forza Italia)!
La scelta di usare due pesi e due misure non fa onore alla Casa delle libertà, che in campagna elettorale si è dichiarata liberale ed a favore del libero mercato, ma oggi sostiene un «carrozzone» di Prodi, con la responsabilità di perpetrare delle colpe e delle responsabilità che sono del centrosinistra!
Infatti, i finti emendamenti che sono stati presentati vanno in tale direzione.
Pertanto, chiedo alla Camera un atto di coraggio: se Alitalia imboccherà la strada del fallimento, noi avremo reso un servizio al paese, perché faremo rientrare quella società all'interno di un principio generale, ossia il libero mercato e la libera concorrenza. Con i soldi che sono stati investiti in Alitalia negli ultimi dieci anni avremmo acquistato Air France, il partner che oggi entrerà nella holding europea, togliendo la sovranità giuridica al soggetto Alitalia Spa. Se non lo sapete, ve lo dico io: la holding francese ha concesso un posto nel consiglio di amministrazione. Quindi, la società internazionale che nascerà da questo gruppo Alitalia, conterà zero. Diamo 400 milioni a qualcuno per comprarci una società fallita (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazioni di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.

EUGENIO DUCA. Signor Presidente, l'onorevole Gibelli, riprendendo in parte gli interventi svolti nella giornata di ieri dall'onorevole Pagliarini, da altri colleghi della Lega ed anche da qualche parlamentare di Alleanza Nazionale, ha detto con


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chiarezza che l'obiettivo che la Lega si propone è ottenere il fallimento di Alitalia, fallimento che trascina con sé 22 mila lavoratori diretti e 8 mila dell'indotto, salvo poi dire che le responsabilità di un partito che è al governo da tre anni, e che è stato al governo un anno anche nel corso del 1994, sarebbero di altri. Si tratta di un partito che ha avuto un ruolo di rilievo, tanto che un nostro ex collega, l'ex deputato Bonomi, è stato non usciere di Alitalia, ma il presidente della stessa società. Il collega Gibelli ed i componenti della IX Commissione ricorderanno come, durante un'audizione svoltasi lo scorso anno, abbiamo assistito ad una commedia piuttosto tragica.
Ritengo che tutti noi sappiamo che quando un'azienda è in crisi o in forti difficoltà, come Alitalia, è possibile che ce la faccia a risalire la china, oppure no. L'esito non è scontato. Per giungere ad un esito almeno positivo, è necessario che i vertici della società parlino lo stesso linguaggio. Si tratta di una delle precondizioni per cui un'azienda possa essere salvata. Invece noi, in occasione di detta audizione, abbiamo ascoltato, da parte del presidente e da parte dell'amministratore delegato, un linguaggio completamente diverso. Addirittura, abbiamo ascoltato lo stesso amministratore delegato declinare l'invito nei confronti di coloro che volevano fare acquistare ad Alitalia alcune compagnie decotte e già in fallimento soltanto perché vi era l'interesse di qualche componente del consiglio di amministrazione di Alitalia a far sì che fosse salvata un'altra società e, quindi, a caricare sopra Alitalia ulteriori debiti.
Credo che il collega Gibelli potrebbe spiegare a quest'Aula perché il presidente Bonomi sceglieva la soluzione di caricare su Alitalia compagnie decotte e, quindi, ulteriori debiti sulla ex compagnia di bandiera e, con lui, anche qualche parlamentare del gruppo di Forza Italia. Ma su ciò, ovviamente, vi è il silenzio e si preferisce affermare che l'elemento di scandalo è che Alitalia avrebbe venduto i propri aerei che, poi, utilizza mediante un leasing.
Ora, se fossimo noi a fare tale affermazione, vi sarebbe una certa coerenza. Ma, colleghi Pagliarini, Gibelli, Buontempo, voi dite che è scandaloso che Alitalia venda i propri aerei e li usi in leasing. Ma voi siete i sostenitori della finanza creativa del ministro «trucca conti», che ha deciso persino di vendere i ministeri e di usarli in affitto! Si tratta di ciò che ha deciso di fare Alitalia con i propri aerei (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)! Allora, bisognerà che vi mettiate d'accordo e diciate agli italiani che la vendita degli aeroporti e il loro utilizzo in leasing sono un inganno ed una truffa, così come la vendita del patrimonio dello Stato, che il Governo riutilizza in affitto. Faccio riferimento al ministero di Maroni, al ministero dell'ex «trucca conti», al ministero dell'ineffabile Lunardi, che anche in questa occasione, pur essendo ministro delle infrastrutture e dei trasporti, non è qui a difendere il provvedimento in esame. Non è qui perché, ovviamente, a lui, di Alitalia e del trasporto aereo non interessa un bel nulla, come non interessa al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ad eccezione della parte relativa ai tunnel, ai «buchi» nei quali ormai sono diventate molto esperte un po' tutte le forze di maggioranza e il ministro Lunardi in particolare. Egli, infatti, è interessato alle progettazioni di quei «buchi» ed alla loro realizzazione, essendovi coinvolte aziende di famiglia, con le quali lui ovviamente non c'entra più niente, perché ne ha ceduto le azioni alla moglie e al figlio. È, come dire, libero da ogni turbamento di poter ascendere in conflitto di interessi o in interessi veri. Pertanto, cari colleghi, bisognerà che la raccontiate giusta a tutti! Se la finanza creativa di «tre carte» o «trucca conti», come lo avete chiamato voi prima di sfiduciarlo, non va bene, allora non va bene la politica generale!
Nell'ultima manovra e nel DPEF che vi apprestate a votare, questo tipo di finanza creativa è uno degli elementi principali delle entrate dello Stato. Il centrodestra lo propone e poi considera scandaloso il fatto


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che lo faccia anche una compagnia in dissesto come Alitalia. Quindi, aspetto che i colleghi di Alleanza nazionale e della Lega si alzino e invitino a non vendere più i ministeri né i beni dello Stato, quando si devono riutilizzare in affitto, perché ciò significa caricare sulle nuove generazioni ulteriori debiti. Vi sono stati anni in cui si è preteso - e ritengo anche giustamente - di possedere determinati beni per evitare che le spese correnti, ossia quelle di affitto, mangiassero gran parte delle risorse non solo dello Stato, ma anche dei comuni e delle regioni. Invece, l'inversione di rotta è vendere tutto - magari, in qualche caso, anche svendere, se il compratore è un amico o un vicino - e ricaricare sui debiti per gli affitti dei prossimi anni i soldi che si incassano oggi. Pertanto, oggi il Governo ha a disposizione una certa massa di denaro che altri domani dovranno pagare con gli interessi per rimanere in affitto in immobili di loro proprietà.
Successivamente, in un ulteriore intervento, spiegherò la coerenza tra l'assenza del ministro Lunardi durante l'esame di questo provvedimento e l'assenza nel DPEF della sola parola «Alitalia». La Lega l'ha detto esplicitamente: vogliamo che Alitalia fallisca. Ma ciò vale anche per il resto della maggioranza, se nel provvedimento di programmazione economico-finanziaria che ci riguarda dal 2005 al 2008 l'azienda che è principalmente in crisi, quasi sull'orlo del fallimento, non viene neanche nominata nel grande programma infrastrutturale del ministro Lunardi.
In questi tre anni, per quanto riguarda il trasporto aereo (poi vi spiegherò nel dettaglio cosa ha fatto in ENAC, in ENAV e nell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo), dopo il più grande incidente che si sia verificato nel mondo in un aeroporto con un velivolo a terra, l'ineffabile assenteista ministro Lunardi non ha mosso una sola (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)...

PRESIDENTE. Onorevole Duca, le devo togliere la parola. Tra l'altro, mi ero distratto e lei ha superato ampiamente il limite di tempo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pasetto. Ne ha facoltà.

GIORGIO PASETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che tutto si possa dire dei colleghi della Lega Nord Federazione Padana meno che essi non abbiano il dono della chiarezza delle posizioni. Noi non le condividiamo; non condividiamo il federalismo esasperato e la lotta all'immigrazione; non condividiamo nulla o quasi nulla delle posizioni della Lega Nord Federazione Padana!
Tuttavia, dobbiamo riconoscere il dono della chiarezza delle posizioni: cosa prevede - forse sarà sfuggito ai colleghi, l'attenzione dei quali richiamo sull'emendamento Gibelli 1.7 - questo emendamento? Sostanzialmente si propone di sopprimere il contenuto normativo del decreto-legge. Cosa prevede allora il decreto-legge? Non prevede un intervento finanziario dello Stato; parla invece di copertura, perché questo è stato il punto sul quale si è discusso a Bruxelles. Non ci poteva essere infatti un intervento diretto dello Stato!
Non soltanto questo: il Governo, non la Commissione e per essa il commissario europeo Loyola de Palacio, ha spiegato che l'impegno nel processo di privatizzazione era un impegno tutto interno al Governo italiano e che quindi le due cose non erano collegate.
Qual è dunque la filosofia che ispira l'emendamento presentato da Gibelli? Nella sostanza, e non da oggi, da parte della Lega Nord Federazione Padana, che ha avuto un rappresentante importantissimo, il presidente del consiglio di amministrazione, e poi amministratore delegato, dottor Bonomi, alla guida della società Alitalia, è stata portata avanti un'azione tesa al dissolvimento di questa società. Questa impostazione è al pari di quello che oggi ci ha spiegato, con il suo emendamento, l'onorevole Gibelli.
Egli dice in buona sostanza di non approvare il decreto-legge, di portare i


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libri in tribunale e quindi di far cessare l'esistenza di Alitalia, sia nella forma sia nella sostanza, così com'è oggi strutturata e come si tenta di fare attraverso lo sforzo di Cimoli.
Credo che, partendo da questa considerazione, lo faceva il collega Duca, stupisca il silenzio assordante di una forza politica come Alleanza Nazionale, che a Roma ha un forte radicamento e che viene in qualche modo sollecitata.
Sul tema delle garanzie non ci siamo mai avventurati nelle assemblee dei lavoratori per garantire, come ha fatto il governatore del Lazio, che nessun lavoratore sarebbe stato toccato, in quanto si sarebbe presentato un piano industriale alternativo. Dove è questo programma? Perché non lo mettete in campo?
La verità è che si tenta di speculare su questa vicenda, salva la posizione chiara della Lega Nord Federazione Padana. Dove si colloca tuttavia la Lega Nord Federazione Padana?
La Lega Nord Federazione Padana è nel Governo, che credo essere il Governo che ha adottato questo decreto-legge. La Lega Nord Federazione Padana è parte integrante di questo Governo e ci sta «bloccando» su questi e su altri provvedimenti perché ha le idee chiare. Queste idee chiare, almeno nei procedimenti parlamentari, le sta imponendo, non solo alla maggioranza, ma anche, attraverso la maggioranza, a tutta l'Assemblea! Questa è la sostanza!
Rispetto a questo punto, pongo un ultimo interrogativo: onorevole Gibelli, cosa è stato fatto dalla Lega Nord Federazione Padana e dalla maggioranza? Si richiama il passato: noi parliamo, perché siamo in tanti, da parti politiche diverse, ad avere quel tipo di riferimento del quale non ci scandalizziamo. Vorremmo tuttavia fare una considerazione: in questi tre anni e mezzo, quale provvedimento di politica industriale e di politica economica è stato messo in atto per Alitalia?
Caro collega Pagliarini, non sei stato in condizione di dircelo, salvo presentare i bilanci, che hanno contribuito a far conoscere la situazione storica dell'Alitalia.
Ma in questi tre anni e mezzo le uniche proposte che ci avete fatto non hanno riguardato né il piano industriale né tanto meno la prospettiva dei lavoratori (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

DAVIDE CAPARINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Caparini, non posso darle la parola perché lei ha già parlato sul complesso degli emendamenti.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Martella. Ne ha facoltà.

ANDREA MARTELLA. Signor Presidente, questa maggioranza di centrodestra anche con il provvedimento in esame sta dimostrando, se mai ve ne fosse stato ancora bisogno, la propria totale inadeguatezza ad affrontare seriamente e con risposte efficaci i problemi del paese. Sta dimostrando di non essere classe dirigente: lo ha dimostrato affrontando con politiche economiche e sociali sbagliate le vicende che riguardano il futuro di migliaia di famiglie nel nostro paese; lo ha dimostrato con una totale assenza di politiche industriali per permettere il rilancio dell'apparato industriale del nostro paese. Lo dimostra anche con il provvedimento in esame: la Lega ha una posizione chiara e sbagliata, come si evince da questo emendamento soppressivo, ma è il Governo nel suo complesso a non avere la capacità di affrontare in maniera seria la situazione di Alitalia che è assai grave (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Martella.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Intini. Ne ha facoltà.

UGO INTINI. Signor Presidente, ho ascoltato le molte parole appassionate giunte dagli interventi dei deputati della Lega: in tali parole vi è un eccesso di


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ideologismo, di pragmatismo e di spregiudicatezza, eccessi tra di loro contraddittori.
Vi è un eccesso di ideologismo: la Lega vuole affossare Alitalia, vuole lasciarla fallire e non si può non vedere che vuole tutto ciò perché nel termine «Alitalia» vi è «Italia», perché è un'azienda pubblica, perché è storicamente nata e cresciuta a Roma, perché è un'azienda nazionale, perché è una compagnia di bandiera, quella bandiera che i leghisti, a cominciare da Bossi, definiscono e giudicano come sappiamo (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-socialisti democratici italiani, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).
Vi è un eccesso di pragmatismo: la Lega è passata alle lottizzazioni in questi anni in modo più spregiudicato di quanto abbia fatto la prima Repubblica. La Lega ha preteso la presidenza di Alitalia, ha voluto che Alitalia fosse cosa propria, ha imposto ad Alitalia un presidente leghista, cioè il dottor Bonomi. Cosa ha fatto Bonomi? Perché non è intervenuto per cancellare le mostruose inefficienze che oggi la Lega denuncia? Perché, se non è riuscito ad intervenire, non si è dimesso? Non ha fatto né l'una né l'altra cosa. Non è intervenuto contro l'inefficienza e non si è dimesso perché non interveniva. La Lega, dunque, ha gestito Alitalia con una logica di potere e adesso denuncia le inefficienze che non ha contrastato.
Vi è, infine, un eccesso di spregiudicatezza nel comportamento della Lega. Non lo dovrei dire io che rappresento l'opposizione e, forse, dovrei rallegrarmi per un motivo egoistico, ma mai si è visto un partito di Governo fare l'ostruzionismo contro il Governo! Mai, né in Italia né in qualunque paese normale! Questo ostruzionismo getta il ridicolo sulla maggioranza, aggiunge il ridicolo alla sua crisi.
In questa strana estate la Camera è bloccata, per la verità, per due motivi: da una parte vi è l'opposizione che si muove per una ragione forte e nobile: impedire che gli apprendisti stregoni di Lorenzago distruggano l'unità nazionale senza neppure consentire un sereno dibattito in Parlamento (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-socialisti democratici italiani, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, Misto-Comunisti italiani e Misto-Verdi-L'Ulivo - Commenti dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana). Poi, vi è l'ostruzionismo della maggioranza stessa che ha l'obiettivo di far affossare Alitalia perché Alitalia, agli occhi della Lega, cioè di una parte della maggioranza, ha tre torti: chiamarsi Alitalia, essere la compagnia di bandiera, essere la compagnia di bandiera nazionale. Difatti, dovreste chiamarla Padania: se la chiamaste così non fallirebbe più, ai vostri occhi non sarebbe più necessario il fallimento (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-socialisti democratici italiani, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo - Applausi polemici dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).
Pertanto, oggi posso fare un solo riconoscimento alla Lega: vuole demolire l'Italia con la devolution e, per lo stesso motivo, vuole demolire anche Alitalia (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-socialisti democratici italiani, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Landi di Chiavenna al quale ricordo che ha cinque minuti di tempo a disposizione.

GIAN PAOLO LANDI di CHIAVENNA. Presidente, ne utilizzerò molti di meno, perché intendo intervenire anche a titolo personale. Credo però sia opportuno e doveroso dire agli esponenti della sinistra che non possono chiamarsi fuori dalle responsabilità nella situazione della mala gestio di Alitalia (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale e di Forza Italia). Voi della sinistra avete governato Alitalia dal 1993 al 2001 e vi siete pertanto resi responsabili pienamente dello sfascio della compagnia Alitalia! Ora pretendete di imputare le responsabilità esclusivamente al Governo di centrodestra. È vergognosa la manovra di speculazione che


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state facendo nei confronti del centrodestra e della Lega (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale, di Forza Italia e della Lega Nord Federazione Padana)!
Questa è un'accusa che vi rivolgo: dal 1993 al 2001 avreste avuto la possibilità di denunciare quanto stava avvenendo in Alitalia, cioè lo sperpero del denaro pubblico per cercare di risanare un'azienda che tecnicamente era già fallita negli anni in cui voi ne avevate la responsabilità di governo. Avreste dovuto, se foste stati responsabili nella gestione del Governo, assumere voi allora queste responsabilità, denunciando l'inefficienza della classe dirigente che voi avevate inserito nei gangli vitali dell'economia di Alitalia! Avreste dovuto assumere la responsabilità di denunciare l'inefficienza della classe dirigente! Avreste dovuto denunciare queste responsabilità, così come avreste dovuto voi per primi portare i libri in tribunale e avreste dovuto assumere le azioni di responsabilità nei confronti dei dirigenti, che voi avete nominato!
Noi oggi abbiamo ereditato una situazione fortemente complessa e fortemente caratterizzata dalle inefficienze dei Governi di centrosinistra. Assumetevi le vostre responsabilità! Noi lo stiamo facendo, con fatica e con senso di responsabilità. Vogliamo un risanamento vero e vogliamo ridurre i rischi anche per i livelli occupazionali. Passeremo anche attraverso un piano di ristrutturazione, che sarà difficile, complicato e sul quale dovremo confrontarci anche con le rappresentanze sindacali. Vogliamo, nell'ambito di una politica di trasparenza e di libero mercato, risanare Alitalia e se questo dovrà passare anche attraverso la riduzione del personale lo faremo e ce ne assumeremo le responsabilità. Quella responsabilità, che voi non avete assunto! Per questo dovete vergognarvi per la vostra strumentalizzazione (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale e di Forza Italia)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.

ALFONSO GIANNI. Cari colleghi, ho sentito ora l'onorevole Landi di Chiavenna parlare del passato. Non eviterò questo argomento, ma dico solo che non si può ragionare con gli occhi rivolti al passato dimenticandosi il presente. Il presente è che siamo di fronte, ancora una volta, ad una logica dello scambio all'interno della maggioranza: tu mi dai la devolution e allora io ti do il DPEF; tu mi dai Alitalia e allora io ti do il premierato, e via di questo passo.
Abbiamo già visto che in questa logica meschina, onorevole Landi di Chiavenna, anche gli ideali europei, che persino sulla vostra stampa colta - si fa per dire - vengono esaltati, sono trascinati in un gioco di scambio meschino. Personalmente - i colleghi della Lega me ne daranno atto -, dopo essere arrivato fino all'insulto rovente, a Telelombardia, ad Antenna Tre, a Telenova, nella polemica tra le mie posizioni (quelle del mio partito) e quelle della Lega, pur votando contro l'emendamento soppressivo Gibelli 1.7 e pur criticando aspramente tutto il comportamento della Lega, sono tuttavia convinto che non si possano dare ad essa tutte le responsabilità dell'attuale situazione, caro Landi di Chiavenna, perché Alleanza nazionale ha voglia di farsi tutrice dell'Alitalia di Fiumicino, ma poi condivide le stesse responsabilità di Governo, in un continuo ed estenuante tira e molla, gioco delle responsabilità, che dura dal giorno alla notte, come i ladri di Pisa, i quali rubavano la notte e poi litigavano di giorno per la spartizione del bottino!
È un bubbone che scoppia dentro questa maggioranza. Certo, le responsabilità non sono imputabili solo ad essa, perché sono più antiche. Vorrei dire al compagno ed amico Ugo Intini - amico anche perché non l'ho mai definito come altri hanno fatto - che le cose non stanno come lui dice.
Quando otto mesi fa vi fu un'audizione dell'attuale manager, di cui non ricordo il nome (certo, non ha lasciato segno né nella storia né nella cronaca, e temo nemmeno nella propria coscienza), posi il problema che non si poteva scaricare la


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crisi del trasporto aereo semplicemente sul terrorismo internazionale (sui fatti dell'11 settembre), ma che occorreva considerare le politiche dei costi, le politiche e le strategie di viaggio e che si avvertiva la necessità che la compagnia di bandiera scegliesse, di fronte alla crisi, non una logica di tagli del personale, ma una politica dei prezzi che rendesse più accessibile a tutti il trasporto aereo, in modo da incrementare il numero dei passeggeri, anziché diminuirli. Mi è stato risposto che usavo un termine desueto, perché Alitalia non è più una compagnia di bandiera e che ragionavo come se il trasporto aereo fosse un servizio pubblico, invece vi è una logica di «profittabilità», cui un manager moderno è costretto ad adeguarsi. Il risultato del fatto che non si tratta più di un trasporto pubblico, di una compagnia di bandiera o di seguire una logica di trasporto popolare è il disastro, e questo disastro, qualunque sia il colore politico dei governi che lo hanno portato avanti, è frutto delle politiche neoliberiste che possono essere interpretate in modo più estremista da destra e più temperata da sinistra, ma sempre quelle sono!
Di fronte a tale disastro, non si può essere cinici, colleghi della Lega, e pensare di considerare Malpensa come un hub. Questa è una teoria che fa ridere, perché non si può competere con gli hub del centroeuropa, come, ad esempio, Francoforte e Zurigo.
Occorre puntare su un grande snodo nel Mediterraneo e, quindi, onorevole Landi di Chiavenna, la tutela dei livelli occupazionali di Fiumicino è strategica. Noi esprimeremo un voto favorevole su tale emendamento, ma condizioniamo questo prestito al mantenimento dei livelli occupazionali (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pagliarini. Ne ha facoltà.

GIANCARLO PAGLIARINI. Signor Presidente, l'onorevole Duca ha svolto un intervento brillante e io dico che i ministeri li venderei, con tutto ciò che contengono, senza poi riaffittarli più.
Per quanto riguarda l'emendamento in esame, vorrei ricordare che oggi gli statalisti hanno due figli: i nazionalisti ed i comunisti, che sono fratelli e che fanno parte della stessa famiglia statalista. I primi, per salvare Alitalia, parlano della necessità di una compagnia di bandiera, mentre i secondi la vogliono salvare per salvare posti di lavoro.
In realtà, per volare non servono le bandiere e, se Alitalia chiudesse, le persone di buona volontà che vogliono lavorare non avrebbero difficoltà a trovare lavoro con chi prenderà il suo posto. Questo non è essere cinici!
La verità è che gli statalisti, quelli di destra e quelli di sinistra, vogliono tante società pubbliche per usarle come strumento di potere. Faccio tanti auguri ad Alitalia, ma dico che si salverà solo quando il suo azionista non sarà più lo Stato. Quindi, Alitalia deve essere privatizzata, magari passando anche dal tribunale (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidenza, non concordiamo con l'emendamento in esame, teso a far fallire Alitalia, mettere sulla strada 30 mila lavoratori e mandare in malora un'azienda non per sole questioni economiche, ma perché qualcun altro, come affermato da Pagliarini, si possa ricomprare la parte pregiata con 30 denari. Non ci stiamo!
L'Alitalia non è paragonabile alle ardite operazioni della società immobiliare a partecipazione Lega per i villaggi turistici in Croazia; è una cosa diversa. Diciamo «no» a questo emendamento per senso di responsabilità verso il paese, i lavoratori e l'azienda (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ruzzante. Ne ha facoltà.


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PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, vorrei replicare all'onorevole Landi di Chiavenna perché mi pare non abbia ben capito quale sia la situazione attuale dell'Assemblea rispetto al decreto-legge in esame.
L'opposizione, proprio per senso di responsabilità, a differenza di un partito di Governo come la Lega, voterà e garantirà l'approvazione di questo decreto-legge; vorrei che ciò fosse chiaro. Abbiamo un senso di responsabilità, riconosciamo i diritti dei lavoratori e vogliamo che sia risolto il rischio occupazionale, a differenza di un partito che siede nei banchi del Governo.
Il giorno 24 giugno, il Consiglio dei ministri, con le firme di Berlusconi, Tremonti, Marzano e Lunardi - evidentemente la Lega non conta all'interno del Consiglio dei ministri, visto che questo è un decreto del vostro Governo, che sostenete...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ruzzante.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Mariani. Ne ha facoltà.

RAFFAELLA MARIANI. Signor Presidente devo ammettere che l'atteggiamento tenuto oggi da una forza di maggioranza mi lascia un po' perplessa. È un atteggiamento ipocrita; tra l'altro, siamo tutti stufi di essere presi in giro!
Il «Governo del fare» oggi propone di discutere dei colpevoli della situazione attuale della compagnia di bandiera e cerca di circoscrivere la discussione congelando le responsabilità dei Governi precedenti agli anni in cui l'attuale esecutivo non aveva responsabilità. A me sembra un po' troppo, se queste fossero state le condizioni, allora oggi, su indicazione della Lega nord, si poteva porre la questione di fiducia e chiudere una discussione che a me pare soltanto pretestuosa.
Sappiamo tutti benissimo quali sono i motivi per cui siamo ancora qui a discutere. È vero, esistono perplessità sul decreto-legge in esame, ma vi è anche la consapevolezza di dover esercitare un ruolo costruttivo nelle vicende più complesse di questo paese, che hanno anche ricadute notevoli sulla vita sociale ed economica.
Dunque, se si dovesse ammettere il fallimento dell'Alitalia - come chiesto da una forza di maggioranza - dovremmo anche ammettere il fallimento...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Mariani.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Parolo. Ne ha facoltà.

UGO PAROLO. Signor Presidente, mi corre l'obbligo di rispondere al ributtante intervento del collega Intini.
Ho ascoltato una filippica che non finiva più, una chiamata in causa della Lega, ma vorrei chiedere all'onorevole Intini, che interviene sempre con tanta enfasi contro la Lega: dov'era lei qualche anno fa? Non era forse uno dei massimi dirigenti di un partito che usava proprio la compagnia di bandiera, come se gli aerei fossero dei charter, per portare in giro nani e ballerine in tutto il mondo, magari con la scusa della cooperazione internazionale (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana)?
Lei, caro Intini, non era forse un massimo dirigente di quel partito che aveva creato la «Milano da bere», dove le opere pubbliche per scelta politica costavano il cento per cento in più rispetto al loro costo reale!

PIERO RUZZANTE. Berlusconi ha pagato da bere!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Moroni. Ne ha facoltà.

CHIARA MORONI. Signor Presidente, intervengo per ricordare all'onorevole e amico Parolo che quel partito socialista che oggi lui dileggia e oltraggia ha contribuito


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a fare grande questo paese e a diffondere nel mondo ideologie di libertà, di solidarietà, di uguaglianza e di fratellanza.
Quando la Lega sventolava in quest'aula i cappi, oltraggiando il luogo e le istituzioni, c'era gente che moriva per sostenere la propria innocenza e per tenere alta la bandiera delle proprie idee e del socialismo (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI, di Forza Italia e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, l'onorevole Galli. Ne ha facoltà.

DARIO GALLI. Signor Presidente, parlo a titolo personale. Ci sono persone giovani che sono qui, non si capisce per quali meriti, che evidentemente hanno la memoria abbastanza corta (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, Misto-Comunisti italiani e Misto-Verdi-L'Ulivo)... Ricordo che in quel periodo (Commenti) ...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi!

DARIO GALLI. Io ricordo... (Vivi commenti - Proteste del deputato Boato).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi... Onorevole Boato, sono io che presiedo! Non mi dica quello che devo fare! Onorevole Dario Galli, le ricordo che ha 30 secondi.

DARIO GALLI. Ricordo che nel periodo aureo, ricordato dalla collega, il debito pubblico è passato dal 75 per cento al 120 per cento. Ancora oggi i contribuenti padani stanno pagando l'IRPEF superiore al 20 per cento della media europea, oltre a tutte le tasse doppie rispetto alla stessa media europea per coprire il debito pubblico che gli scienziati della politica e della cultura statale hanno creato in quegli anni.

GENNARO MALGIERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GENNARO MALGIERI. Signor Presidente, vorrei che lei stigmatizzasse gli interventi, quando si afferma qualcosa di inesistente. La Padania è qualcosa che non esiste, né in quest'aula né fuori! (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Verdi-L'Ulivo e di deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Olivieri. Ne ha facoltà.

LUIGI OLIVIERI. Signor Presidente, questa mattina ho la sensazione di assistere ad un dibattito lunare e mi dispiace per i colleghi. Sono deputato da otto anni, non so se positivamente o meno, ma ho già vissuto situazioni del genere. Ho la sensazione che il dibattito sia lunare, perché una parte della maggioranza - mi riferisco al gruppo della Lega Nord Federazione Padana - si sottrae alle proprie responsabilità di Governo. Si presta, infatti, ad un gioco assolutamente non accettabile. È sicuramente vero che nella storia dell'Alitalia tutti hanno qualcosa...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Olivieri.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Abbondanzieri. Ne ha facoltà.

MARISA ABBONDANZIERI. Signor Presidente, devo dire che è veramente incredibile essere qui in ostaggio di questa maggioranza che non perde occasione per definirsi (Commenti)...

DARIO GALLI. Vai a casa!


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ALESSANDRO CÈ, Vai a casa!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, onorevoli colleghi!

MARISA ABBONDANZIERI. Dicevo, una maggioranza che non perde occasione per definirsi granitica e poi ci tiene qui in ostaggio, costringendoci a sorbire le vostre cagnare in famiglia, per la verità alcune anche vergognose, come quelle riferite all'onorevole Moroni. Ci tiene in ostaggio e, al tempo stesso, rovescia sugli italiani ulteriori problemi, quali quelli delle pensioni, ulteriori difficoltà come quelle dei tagli, ulteriori marasmi, come quelli dell'attacco alla democrazia. A questo Governo non piace...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Abbondanzieri.

UGO INTINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Intini, lei ha già preso la parola su questo emendamento.

ROBERTO GIACHETTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. A che titolo?

ROBERTO GIACHETTI. Per un richiamo all'articolo 59 del regolamento (Commenti). Signor Presidente, è singolare... (Proteste dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana)...

ALESSANDRO CÈ. A fine seduta si fanno gli interventi!

PRESIDENTE. Cosa succede, onorevole Cè? Il richiamo al regolamento, da circa 60 anni, si fa in questo modo. La prassi potremo innovarla nella prossima legislatura, quando sarà lei Presidente della Camera.
Prego, onorevole Giachetti, ha facoltà di parlare.

ROBERTO GIACHETTI. Mi richiamo all'articolo 59, comma 1. A differenza di altri, io cito gli articoli. È piuttosto singolare che sia costretto a farlo io, ma esiste una parte dell'articolo che afferma che, se un deputato pronunzia parole sconvenienti, oppure turba col suo contegno la libertà della discussione o l'ordine della seduta, il Presidente lo richiama nominandolo.
Non mi voglio minimamente sostituire a lei, ma mi permetto di ricordare che le parole rivolte, non nei confronti miei o di un deputato dell'opposizione, ma di uno di noi, qualunque egli sia, come quelle pronunciate dall'onorevole Dario Galli, a mio avviso sarebbero state degne di un richiamo da parte sua (Vive proteste dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

ALESSANDRO CÈ. Pezzo di (Proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)...

PRESIDENTE. Onorevole Giachetti, devo dire che le parole pronunciate dall'onorevole Dario Galli possono suscitare in me sentimenti di un certo tipo, ma come Presidente della Camera le ricordo che esistono precedenti di parole ben peggiori, rivolte da altri, che non sono state (Proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani - Il deputato Caparini si dirige verso il deputato Giachetti, che alza le braccia - Scambio di apostrofi tra i deputati dei gruppi della Lega Nord Federazione Padana e della Margherita, DL-L'Ulivo)...
Scusate, onorevoli colleghi... Onorevoli...!
Onorevole Caparini, la richiamo all'ordine! Onorevole Caparini, la richiamo all'ordine (Il deputato Caparini si protende verso il deputato Giachetti, trattenuto dai commessi - Vive, reiterate proteste dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo)!
Onorevole Caparini, lei è espulso dall'aula (Proteste dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).


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La seduta è sospesa fino a quando l'onorevole Caparini non uscirà dall'aula.

La seduta, sospesa alle 11,50, è ripresa alle 12.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Caparini è fuori dall'aula. Mi riservo di convocare l'Ufficio di Presidenza per l'adozione di eventuali provvedimenti, così come prevede il nostro regolamento. L'onorevole Caparini non potrà partecipare ai lavori della seduta odierna.

ALDO PREDA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Preda. Ne ha facoltà. Coraggio!

ALDO PREDA. Coraggio?

PRESIDENTE. Mi permetta, onorevole Preda: è inutile dire quello che penso su quanto è capitato in aula oggi. Onorevoli colleghi (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo)...

VALDO SPINI. C'è stato un trattamento inaccettabile!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi (Proteste dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
Onorevoli colleghi, la sanzione che il Presidente della Camera ha adottato, con l'immediata espulsione dell'onorevole Caparini dall'aula, è più eloquente di ogni parola che potrei aggiungere (Proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo)!
Se foste così cortesi da lasciarmi terminare il concetto, ve ne sarei grato! Se invece volete interrompermi, posso rimanere qui ad aspettare!
L'espulsione dall'aula dell'onorevole Caparini è più eloquente di ogni parola che io possa aggiungere. Questi comportamenti sono inaccettabili, in quest'aula come in qualsiasi consesso democratico! L'Ufficio di Presidenza applicherà sanzioni chiare, come ha fatto in passato. Non ci sono giustificazioni per le offese che sono state rivolte, anche all'onorevole Moroni, a cui esprimo tutta la mia personale, affettuosa e istituzionale solidarietà.
L'onorevole Moroni è una donna che ha sofferto e che si fa onore in Parlamento e l'applauso di tutte le forze politiche presenti nell'emiciclo è la dimostrazione di quello che pensiamo di lei (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, di Alleanza nazionale, della Margherita, DL-L'Ulivo, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, di Rifondazione comunista, Misto-socialisti democratici italiani, Misto-UDEUR-Popolari per l'Europa, Misto-Verdi-L'Ulivo, Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI, Misto-Minoranze linguistiche, e dei membri del Governo - Dai banchi dei gruppi di opposizione si grida reiteratamente: «Vergogna!»).

PIERLUIGI CASTAGNETTI. Signor Presidente, chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Castagnetti, adesso non ammetto un dibattito su questo punto. A che titolo chiede la parola?

PIERLUIGI CASTAGNETTI. Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERLUIGI CASTAGNETTI. Lei ammetterà, signor Presidente, che dopo quello che è accaduto... In particolare, un nostro collega, l'onorevole Lusetti, è stato aggredito personalmente e il provvedimento che lei ha annunciato a nostro avviso è assolutamente insufficiente.
Riteniamo che i lavori dell'Assemblea debbano essere sospesi e che l'Ufficio di Presidenza debba poter visionare i filmati della seduta.
L'onorevole Caparini non è il solo responsabile di quello che è accaduto e, prima che riprendano i nostri lavori, devono


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essere adottati dei provvedimenti nei confronti di tutti i responsabili (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani)!
Lei, Presidente, ha fatto bene ad esprimere la solidarietà di tutto il Parlamento all'onorevole Moroni, ma l'ipocrisia di una maggioranza che si stringe intorno all'onorevole Moroni e, contemporaneamente, subisce il ricatto del partito che ha aggredito la stessa onorevole Moroni in aula non può essere tollerata (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)!
Tutto ciò ha una rilevanza politica! Ci costringete a rimanere qui, di fronte al vostro sfascio, alla condizione comatosa della maggioranza: almeno, avete il dovere e la responsabilità di sanzionare quello che è accaduto (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani - Proteste dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro)!
Ci sono gli estremi per un'iniziativa giudiziaria, che verrà assunta. La Camera non può tollerare quello che è accaduto (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di facilitare il lavoro della Presidenza. Non posso non dare la parola agli altri colleghi che la stanno chiedendo (per esempio, all'onorevole Strano, così come prima all'onorevole Violante).
All'onorevole Castagnetti rispondo dicendo che l'orario di convocazione dell'Ufficio di Presidenza lo decido io e non lui: semplicemente questo!
Ho già detto che lo convocherò; se non altro, onorevole Castagnetti, è necessario attendere l'acquisizione della ripresa televisiva, che non è immediata (ho già dato disposizione al segretario generale di procedere in questo senso).

LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, condivido pienamente le espressioni usate dal presidente Castagnetti e non ho nulla da aggiungere al riguardo. Mi siano consentite, tuttavia, alcune brevi osservazioni: un ministro della Repubblica è andato a far gazzarra, insieme con la Lega, nel momento di maggiore confusione. Ritengo che tale ministro debba essere ripreso (Proteste dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega Nord Federazione Padana)...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi... non complichiamo...

LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, non si tratta di complicare, mi scusi...

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Violante, circa quanto è accaduto in un momento caotico, lei ha visto una cosa, qualcun altro ne ha vista un'altra; io non l'ho visto...

LUCIANO VIOLANTE. No, signor Presidente, lo abbiamo visto tutti.

ALESSANDRO CÈ. Ma cosa stai dicendo!

LUCIANO VIOLANTE. La prego, mi ascolti, signor Presidente (Proteste dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega Nord Federazione Padana)...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi!

LUCIANO VIOLANTE. Quanto è accaduto non costituisce una questione disciplinare, bensì una questione politica, e pertanto condivido totalmente la richiesta formulata dal presidente Castagnetti, non certo per imporre decisioni al Presidente della Camera, ma per sottolineare che non vi è stata una violazione disciplinare, bensì


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un fatto politico gravissimo: un gruppo di maggioranza ha aggredito un deputato di un gruppo di opposizione ed ha aggredito l'onorevole Moroni! Il ministro Calderoli è andato a dare man forte alla gazzarra che stava facendo la Lega! È chiaro? Questo è accaduto (Proteste dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana)!

MASSIMO POLLEDRI. È una menzogna!

SANDRO BONDI. Non è vero!

FABRIZIO CICCHITTO. Sei un falsario!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo espresso... Dopo darò la parola anche a voi! Onorevole Violante, la prego di concludere.

LUCIANO VIOLANTE. Per questo motivo, signor Presidente, mi permetto di insistere, vista anche l'ora, sulla richiesta formulata dal presidente Castagnetti, di riprendere i lavori soltanto dopo che l'Ufficio di Presidenza avrà deciso le sanzioni da comminare non solo al collega autore dell'aggressione, ma anche a quelli che hanno tenuto lo stesso comportamento, perché non si è trattato soltanto del collega Caparini.

PRESIDENTE. Onorevole Violante, lei è stato Presidente della Camera e sa che vi sono anche questioni di principio, alle quali personalmente non intendo venir meno. Ho detto che convocherò l'Ufficio di Presidenza, ho detto che non avrei sospeso la seduta; se i parlamentari che hanno chiesto la parola non intendono prenderla, me ne rammarico. Da parte mia, convocherò l'Ufficio di Presidenza nella giornata odierna, come preannunciato. Vi prego di non impormi l'orario di convocazione!

NINO STRANO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NINO STRANO. Signor Presidente, mi permetto di osservare che quando si interviene sull'ordine dei lavori bisognerebbe intervenire su questo tema. Gli interventi che mi hanno preceduto, dell'onorevole Castagnetti e dell'onorevole Violante, sono stati intrisi di valutazioni, spesso politiche, sorprendenti sotto l'aspetto della conoscenza che avevamo del presidente Violante: egli, così «buonista», si mette ad accusare un ministro della Repubblica! Dunque, se si interviene sull'ordine dei lavori, ci si deve attenere a questo tema (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale e di Forza Italia).
Ciò premesso, signor Presidente, mentre lei guarderà il filmato, mi permetto di suggerirle di considerare le provocazioni dell'onorevole Giachetti nei confronti dei colleghi della Lega e della maggioranza (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale - Proteste dei deputati del gruppo dei Democratci di sinistra-L'Ulivo)!
In secondo luogo, ferma restando la nostra solidarietà assoluta nei confronti dell'onorevole Moroni, vorrei ricordare, a chi la applaude, che ella è eletta con il centrodestra e ha subìto, insieme con la sua parte politica, il dileggio da parte di tutto il centrosinistra, che non l'avrebbe mai votata! La solidarietà che proviene dai banchi della sinistra è dunque ipocrita! Guardando il video, signor Presidente, ascolti quello che l'onorevole Giachetti diceva nei confronti dei colleghi della maggioranza e della Lega, che di questa maggioranza fa parte e alla quale esprimiamo la nostra solidarietà ed amicizia (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale - Proteste dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Onorevole Strano, come il resoconto della seduta attesta, l'onorevole Giachetti nel suo intervento stava richiamando il Presidente della Camera sulla necessità di comminare una sanzione all'onorevole Dario Galli. Il resoconto testimonia che il Presidente della Camera ha detto all'onorevole Giachetti che le espressioni


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usate dall'onorevole Dario Galli, seppure, come tutte le espressioni, discutibili, trovavano illustri precedenti negli atti parlamentari e pertanto non sono tali da dar luogo all'applicazione di alcuna sanzione.
Il comportamento della Presidenza è stato di una serenità olimpica e quello che è capitato dopo non aveva niente a che fare, perché semmai, sotto il profilo dei principi, avrebbe dovuto arrabbiarsi con il Presidente della Camera l'onorevole Giachetti! Quindi, la situazione è chiara. Anche lei, giustamente, ha espresso delle considerazioni politiche, come abitualmente si verifica quando si interviene per richiamo al regolamento.

ELIO VITO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Per un richiamo al regolamento, naturalmente...? Ne ha facoltà.

ELIO VITO. Sì, Presidente. Vorrei provare a dire sostanzialmente ed esclusivamente tre cose. La prima è la seguente. La solidarietà che è stata espressa da tutto il Parlamento all'onorevole Chiara Moroni - che, come ricordava l'onorevole Strano, è stata eletta nelle file della Casa delle libertà - fa onore all'onorevole Moroni e al Parlamento stesso.
Io però, Presidente, per la precisione - perché poi parleremo anche delle verità storiche di pochi minuti fa - ero presente in quest'aula, come lei, nel 1993, quando arrivò una lettera del papà di Chiara - allora era Presidente della Camera l'onorevole Napolitano - e ricordo perfettamente le reazioni che quella lettera provocò tra i banchi del centro, della destra e della sinistra. Anche per questo, poiché ricordo le reazioni provenienti dai banchi della sinistra contro quella lettera (Una voce dai banchi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo grida: «Della destra!»)... Le reazioni della destra le ricordo ed erano di grande tolleranza ed è anche per questo che è stato possibile stringere una certa alleanza nel 1994 (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro)... che era basata sui principi della moralità e della garanzia, contro chi invece cercava di condurre una battaglia ipocrita su una moralità di parte. Proprio per questo, Presidente, poiché ricordo le reazioni di parte a quella lettera, sono soddisfatto di quello che è accaduto oggi.
Questo ha un legame, Presidente, anche con quanto è accaduto poco fa, perché ritengo particolarmente grave che, nel momento in cui lei annuncia le sanzioni che correttamente prevede il nostro regolamento, un presidente di gruppo dia una valutazione dell'accaduto che credo sia esattamente opposta alla testimonianza che centinaia di parlamentari possono dare (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e della Lega Nord Federazione Padana)... e che io stesso posso dare, signor Presidente, perché credo che i questori e i commessi potranno testimoniare che è stato anche grazie all'intervento del ministro Calderoli che l'onorevole Caparini ha abbandonato l'aula (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e della Lega Nord Federazione Padana)!
Credo che lei, come Presidente della Camera, debba dare atto al buon contributo che un ministro della Repubblica ha dato al corretto funzionamento delle nostre istituzioni (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e della Lega Nord Federazione Padana - Vivi commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

ROBERTO GUERZONI. Ma che dici?

ELIO VITO. Potrà dispiacere che si tratti di un ministro della Lega, ma dobbiamo riconoscere il buon contributo che un ministro della Repubblica del nostro Governo ha dato al buon funzionamento della Camera.
Per quanto riguarda la terza questione, mi rivolgo ai colleghi della maggioranza. È


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evidente che da circa tre anni - come del resto accade da quarant'anni - nel nostro Parlamento si assiste ad interventi che possono essere - e che sono - provocatori, dilatori e che hanno come unico, esclusivo intento quello di impedire il regolare svolgimento dei lavori, di impedire l'approvazione dei provvedimenti, di impedire la conversione in legge del decreto sull'Alitalia, magari anche utilizzando gli emendamenti della Lega (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo). Ma noi, che sappiamo queste cose - perché ormai ne abbiamo tutti esperienza - credo che non possiamo attribuire la responsabilità a chi svolge questi interventi dilatori o provocatori, ma dobbiamo assumerci noi la responsabilità di non reagire a queste provocazioni (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro). Anche per questo, credo di potermi permettere di invitare i colleghi della maggioranza, compresi quelli della Lega, a non cadere in questo gioco, pur rispettando le ragioni di contrarietà - che noi non condividiamo - al decreto sull'Alitalia.
Credo che si possa essere contro il decreto sull'Alitalia senza fare ostruzionismo, senza presentare decine di emendamenti. In questo modo, smaschereremmo l'atteggiamento della sinistra, che dice di voler votare a favore del decreto sull'Alitalia, ma sta facendo decine di interventi a titolo personale solo per provocare e suscitare reazioni (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro)... reazioni che puntualmente si sono verificate! E questo è sbagliato, perché noi, come maggioranza, abbiamo la responsabilità di portare a casa i provvedimenti e di garantire la realizzazione di quanto ci siamo impegnati a fare, tutti insieme, nei confronti degli elettori (e sapete, a questo proposito, che c'è un punto all'ordine del giorno di questo calendario che noi vogliamo rispettare ed altri evidentemente no). Per queste ragioni, credo che un po' di responsabilità da parte di tutti aiuterebbe (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).

PRESIDENTE. Onorevole Vito, dico a lei quello che ho detto all'onorevole Violante. L'onorevole Violante ha rivolto un'accusa nei confronti del ministro Calderoli, lei ha fatto una difesa del ministro Calderoli. Io ho sospeso la seduta e sono uscito, per cui non so quello che è accaduto in aula, chi abbia convinto chi, e pertanto non sono in grado di esprimere giudizi.
Voglio dire ai colleghi che chiedono di parlare a titolo personale o sull'ordine dei lavori che ciò che è avvenuto rappresenta un fatto politico: completerò gli interventi dando la parola ad un deputato per gruppo.
Darò, dunque, la parola all'onorevole Cossutta, all'onorevole Russo Spena e all'onorevole Intini...

ALESSANDRO CÈ. Presidente, ho chiesto di parlare...

PRESIDENTE. Mi scusi, ha ragione. Le darò la parola prima degli altri, poiché lo ha chiesto per primo.

GERARDO BIANCO. Devo fare una precisazione...

PRESIDENTE. No, ho detto che concederò la parola ad un deputato per gruppo sull'ordine dei lavori, perché si tratta di un fatto politico, come si evince dagli interventi degli onorevoli Castagnetti, Violante, Vito e Strano.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cè. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO CÈ. Presidente...

PIERLUIGI CASTAGNETTI. C'è stata un'aggressione. È un fatto penale ...

PRESIDENTE. Onorevole Castagnetti...

ALESSANDRO CÈ. Presidente, vorrei ricordare un precedente che anche lei


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ricorderà bene. La mattina dell'11 marzo scorso un deputato, intervenendo in Assemblea, collegò la strage di Spagna alla nostra attività politica, in particolare al nostro leader politico, Umberto Bossi, in un momento di grave difficoltà, e lo accusò pesantemente. In quell'occasione, Presidente, lei non prese alcun provvedimento nei confronti di quel deputato e credo che quanto fu detto allora sia estremamente più grave rispetto a quanto si è detto oggi. Presidente, la invito ad applicare lo stesso criterio nel giudicare l'onorevole Caparini che si è già allontanato dall'aula, riconoscendo che forse la reazione era stata sopra le righe.
Ciò detto, mi pare che, soprattutto da parte dell'onorevole Castagnetti, si voglia drammatizzare troppo la situazione.
Per quanto riguarda l'onorevole Calderoli, ritengo che quanto affermato dall'onorevole Violante sia sbagliato e costituisca l'ennesima falsificazione. Tutto è possibile, ma non si può falsificare la realtà (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega Nord Federazione Padana, di Forza Italia e di Alleanza Nazionale)!

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Calderoli è un senatore non un deputato!

ALESSANDRO CÈ. È già stato detto dall'onorevole Vito, ma è confermato da moltissimi altri colleghi (presenti nel nostro settore) che l'onorevole Calderoli è venuto in Assemblea con un intento contrario a quello affermato dall'onorevole Violante.
Inoltre, vorrei sottolineare un altro fatto importante. Vorrei... (Commenti)

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego...

ALESSANDRO CÈ. Vorrei che finalmente fosse adottato un criterio analogo riguardo a tutti comportamenti.
Siamo sistematicamente aggrediti - oggi è stato l'onorevole Intini - con accuse pesantissime e nessuno (e meno che mai l'onorevole Giachetti o altri), Presidente, si sogna di sollecitare un suo intervento per sanzionare o interrompere l'intervento del deputato che usa termini sconvenienti.
Credo che l'onorevole Intini nel suo intervento abbia impiegato questi termini: ha attaccato in modo estremamente pesante la Lega Nord, che è stata dileggiata in maniera inaccettabile. Ritengo, invece, che gli interventi svolti dagli esponenti del mio gruppo (dall'onorevole Galli e dall'onorevole Parolo) abbiano semplicemente espresso una posizione politica inoppugnabile, che corrisponde ad una realtà della quale sono a conoscenza tutti i cittadini italiani e tutti i lavoratori: nella fase della prima Repubblica, in una logica consociativa, il centro sinistra ed il partito socialista in questo paese hanno rubato a piene mani ed hanno costretto oggi i lavoratori a lavorare qualche ora in più, ad andare in pensione qualche anno dopo (Proteste dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego! Si tratta di un giudizio politico. Voi lo date nei confronti del presidente Berlusconi, l'onorevole Cè nei confronti della prima Repubblica.

ALESSANDRO CÈ. Un minimo di onestà...!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate! Onorevoli colleghi, un conto è un parlamentare che si alza e si dirige verso un altro, e che poi è stato espulso, altro è il giudizio politico legittimo che l'onorevole Ce' sta esprimendo, che non è diverso da quello che molti di voi danno dell'onorevole Berlusconi nel corso dei dibattiti.

ALESSANDRO CÈ. Lo sanno benissimo tutti i cittadini, per averlo sperimentato sulla propria pelle, e oggi - lo voglio ripetere - perché quegli stessi cittadini per la vostra cattiva politica sono costretti a lavorare cinque anni di più, ad alzarsi prima e magari a svolgere un'ora di lavoro in più, a pagare le tasse, che sono le più alte d'Europa, e che noi abbasseremmo: per colpa vostra!


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Se tutto questo corrisponde alla realtà - e corrisponde perché lo testimonia il debito pubblico, che è il più alto di tutti i paesi occidentali, accumulato dal centrosinistra (compresi i socialisti) - allora noi dobbiamo avere il diritto di dirlo in aula, in quanto si tratta di una opinione politica, e nessuno, tanto meno l'onorevole Giachetti, può conculcarci questo diritto (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega Nord Federazione Padana e di Alleanza Nazionale)!

MARISA ABBONDANZIERI. Girati di là!

MAURA COSSUTTA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Maura Cossutta, avverto che l'Ufficio di Presidenza è convocato per le 13,15.
Ha facoltà di parlare, onorevole Cossutta.

MAURA COSSUTTA. Signor Presidente, quello che è successo in aula è un fatto gravissimo. Io ritengo che per la sua responsabilità, lei, Presidente, prenderà atto, come le compete e come ha dimostrato di poter rappresentare, di questa gravità inaudita. Credo che la sospensione a questo punto, nonostante lei abbia convocato l'organismo competente, sia un fatto necessario, perché ricordo che non è soltanto un deputato, da lei richiamato, ad aver portato avanti le aggressioni. In questo momento l'onorevole Lusetti, Presidente, si trova in infermeria, perché ha ricevuto un pugno da un deputato della Lega (Commenti del gruppo di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana) ...

PIERLUIGI CASTAGNETTI. Siete pazzi!

MAURA COSSUTTA. ...e riteniamo necessaria e doverosa per questo motivo una sospensione della seduta. Ritengo inoltre ignobile che, mentre le sue parole hanno suscitato un applauso corale di solidarietà da parte di tutti i parlamentari nei confronti dell'onorevole Moroni, nessun deputato della Lega abbia scelto di unirsi a questo applauso e a questa solidarietà, come nessuna parola di critica per l'accaduto e di solidarietà verso l'onorevole Lusetti sia stata pronunciata dal capogruppo della Lega in quest'aula. È un fatto politico gravissimo, perché la Lega si pone al di fuori di questo contesto democratico.
È questa la critica che noi stiamo portando avanti con il nostro ostruzionismo politico per impedire che vi sia la discussione in quest'aula sulla devolution. Riteniamo che, quando una forza eversiva dal punto di vista istituzionale come la Lega, capace di questi atteggiamenti in quest'aula, pone il problema del cambiamento della Costituzione repubblicana, si arrivi ad un allarme democratico. Ed è giusto, e anche i fatti di oggi lo dimostrano, che l'opposizione debba lanciare da oggi stesso un allarme democratico: quando è in discussione la Costituzione repubblicana, cari colleghi (ha ragione il nostro segretario Diliberto «avevate occhi ma non avete visto»), si arriva brevemente ad atteggiamenti di tipo squadristico.
Se avete gli occhi, cercate di vedere (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Comunisti italiani, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo)!

GIOVANNI RUSSO SPENA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, vorrei dire poche parole, lo dico senza retorica, anche sofferte. Non siamo certamente adusi, i colleghi e le colleghe lo sanno, a forme di demonizzazione o di personalizzazione dello scontro e del confronto politico. Siamo molto radicali nelle nostre opinioni, ma anche molto calmi nella nostra determinazione: dunque poche parole calme e sofferte perché, tra l'altro, mi pare che si voglia un po', lo dimostrerò poi in poche battute dopo,


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gettare il can per l'aia e in qualche modo non cogliere il punto fondamentale della questione.
Noi siamo assolutamente d'accordo con i presidenti Castagnetti e Violante.
Gli avvenimenti ai quali abbiamo assistito stamani ci inducono a ritenere che il degrado della vita istituzionale, sia sul piano regolamentare sia sul piano della stessa legittimità, sia giunto ad un punto limite.
Noi crediamo che nelle istituzioni non ci si divida, in linea di massima, onorevole Vito, tra buonisti e rigorosi. Tuttavia, vi sono alcune discriminanti di fondo: almeno due.
La prima è quella tra violenza e non violenza. Il confronto può essere il più aspro possibile - a volte deve esserlo - ma non è possibile che trasmodi in rissa, in aggressione, in condotta che è - ha ragione il presidente Castagnetti - da codice penale. Credo che aggredire un parlamentare, travolgere i commessi che tentano di svolgere il loro lavoro e, mostrando evidentemente di aver perso la testa, perseverare nell'aggressione costituisca indubbiamente un comportamento perseguibile penalmente.
La seconda attiene all'immagine del Parlamento e richiede di affrontare un tema più delicato. Da garantisti che si richiamano alla necessità dello Stato di diritto - con diritti e doveri dei parlamentari -, riteniamo che l'immagine del Parlamento quale rappresentante della sovranità popolare vada tutelata. Noi ci crediamo; evidentemente, altre forze no!
Nei giorni scorsi è nata una polemica perché è stato richiamato il pensiero di Antonio Gramsci sul parlamentarismo nero. È proprio ciò che si sta verificando qui! Proprio questa è la genesi della violenza! Vi è parlamentarismo nero quando le connotazioni di fondo, le identità e le risoluzioni concernenti un certo dibattito non scaturiscono da un confronto anche aspro tra maggioranza ed opposizione, ma nascono altrove.
Orbene, se al dibattito è sotteso uno scambio del tipo «Tu mi dai l'inizio della discussione sul federalismo ed io ti approvo il provvedimento sull'Alitalia», e così via, allora il Parlamento diventa soltanto una cassa di risonanza di processi decisionali che si svolgono altrove; il Parlamento diventa una finzione, una metafora! Ecco la vera discriminante che si deve cogliere oltre la banalità del male - come dice la Arendt - e dei pugni! Dietro i pugni vi è la sede decisionale del paese!
Questo, al di là dell'immagine, è il punto fondamentale! E non si meni il can per l'aia! Rivolgo l'invito anche riferendomi alle poco trasparenti ed ipocrite difese di ufficio che non mi aspettavo di udire da parte di rappresentanti importanti delle destre ai quali potrei ricordare l'evangelico aforisma della trave e della pagliuzza.
In particolare, non credo che l'onorevole Giachetti abbia provocato: chi legge un articolo del regolamento non provoca, a meno che qualche gruppo politico non ritenga che il regolamento diventi una provocazione per il fatto di fissare diritti e doveri! Leggere un articolo del regolamento, collega Strano, non può costituire una provocazione né può suscitare rancore.
Per quanto concerne, poi, l'intervento dell'onorevole Intini, desidero replicare che un giudizio politico, espresso anche con parole dure, come abbiamo fatto tante volte, non costituisce una provocazione!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Russo Spena.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Un'ultima cosa, signor Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Russo Spena, le ho concesso cinque minuti, come agli altri.
Le consento altri dieci secondi.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, desidero soltanto aggiungere che esprimiamo la nostra solidarietà alla collega Moroni.
Abbiamo sentito pronunciare parole persino volgari! Il punto è che è stata aggredita una parlamentare, una donna,


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una figlia! Scandalizza che sia stata aggredita una figlia! Le è stato detto, più o meno: «Lo sappiamo perché sei qui in Parlamento!». È gravissimo! Non indignarsi di fronte a simili comportamenti nei confronti di una donna, di una figlia, è gravissimo (Applausi dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, Misto-Comunisti italiani, Misto-socialisti democratici italiani)!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi comunico una bella notizia: è stato catturato Luciano Liboni. Si tratta di un elemento positivo di queste ore (Applausi).

MAURA COSSUTTA. Catturate Calderoli!

ELETTRA DEIANA. Sì, catturate Calderoli!

BOBO CRAXI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOBO CRAXI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome della componente del gruppo a cui appartengo e del partito voglio ringraziarvi per la solidarietà che avete espresso alla compagna, onorevole Moroni. So bene che la vostra solidarietà è rivolta non solo alla più giovane parlamentare del Parlamento, ma anche alla storia che lei rappresenta. È una storia che ha attraversato drammaticamente tutta la vita politica del nostro paese; condivisa o no che sia, si tratta della nostra storia politica per la quale pretendiamo rispetto.
Onorevole Elio Vito, mi dispiace, ma non intendiamo porgere cristianamente l'altra guancia. Si è trattato di un'aggressione ad un parlamentare della maggioranza politica. Si è trattato di un'aggressione in piena regola. Dopo il voto elettorale del 13 giugno, abbiamo partecipato a tutte le riunioni politiche della maggioranza, della Casa delle libertà. In particolare, Chiara Moroni ha dato il suo contributo positivo alla stesura del disegno di legge di riforma della nostra Costituzione e penso che una forza politica come la Lega Nord Federazione Padana, che partecipa a queste riunioni, debba delle scuse politiche innanzitutto alla parlamentare Moroni, ma anche alla nostra forza politica che partecipa - lo ripeto - alla maggioranza ed è stata eletta in Parlamento. Non so chi «abbia mandato» l'onorevole Moroni in Parlamento, ma mi domando cosa ci stia a fare l'onorevole Cè in questo Parlamento (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).
Noi non parteciperemo ad alcuna riunione della maggioranza politica del nostro paese se prima non verranno formulate da parte della Lega Nord Federazione Padana scuse formali all'onorevole Moroni e al nostro partito (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).

LUCA VOLONTÈ. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, è stato fatto appello alla responsabilità e ritengo che il richiamo all'ordine del giorno debba andare innanzitutto in questa direzione. Lei ha fatto bene a ricordare che è in corso l'esame di un decreto-legge sull'Alitalia, che va incontro alle esigenze della maggioranza e del Governo e che attende la conversione in legge da parte di questo ramo del Parlamento. Nello stesso tempo, signor Presidente, mi permetta di esprimere tutta la mia solidarietà politica nei confronti di chi è stato aggredito e di chi (questo si valuterà attraverso i resoconti stenografici) ha ricevuto insulti eccessivi. Infatti, la posizione politica e il giudizio politico hanno il limite di non demonizzare l'avversario, di non trattarlo con le armi delle parole né con le armi dei pugni.


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Sento riecheggiare impropriamente in quest'aula e in questo dibattito un giudizio sui quei partiti che, durante gli ultimi cinquant'anni, avrebbero rubato a piene mani. Al fine di evitare una deriva che abbiamo già vissuto, consiglio a tutti di leggere il libro di un autorevolissimo ministro di questo Governo, il ministro Giovanardi, che esprime un giudizio chiaro su fatti e persone, senza utilizzare slogan di dieci anni fa.
Questo per richiamare - e molti lo hanno fatto - la verità e la realtà storica - e ciò sarà oggetto anche della valutazione dell'Ufficio di Presidenza - e per dire a lei, Presidente, che il richiamo alla realtà, in questo Ufficio di Presidenza, sarà certamente, come sempre è stato, un richiamo all'equilibrio, alla fermezza e ad una considerazione altrettanto realistica: siamo qui da sette giorni e, quindi, l'Ufficio di Presidenza deve valutare con fermezza e con equilibrio, ma considerando che qualche tensione, qualche nervosismo è anche dovuto al tempo di permanenza dei deputati in quest'aula (Applausi dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).

PRESIDENTE. Io cerco di essere equilibrato, almeno consentitemelo!
Con l'onorevole Volontè si sono conclusi gli interventi dei gruppi.

ANTONIO PEPE. Andiamo avanti!

PRESIDENTE. No, poiché gli onorevoli Spini, Gerardo Bianco, Dario Galli e Intini, da un'ora mi chiedono la parola (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...

AUGUSTO BATTAGLIA. Cicchitto ha chiesto la parola!

PRESIDENTE. Cicchitto non mi ha chiesto la parola! Allora, darò un minuto di tempo a ciascuno di questi colleghi, per rispetto.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Spini. Poi concludiamo il dibattito (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

AUGUSTO BATTAGLIA. Cicchitto ha alzato la mano!

PRESIDENTE. Cicchitto non ha chiesto la parola! Basta! Prego, onorevole Spini.

VALDO SPINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Moroni sentì talmente il peso della responsabilità di essere egli deputato socialista coinvolto, con o senza la sua volontà, in un episodio che certamente era pesante e difficile, tanto da togliersi la vita, per questa vicenda. Credo veramente che meriti un grande rispetto da parte di tutti noi (Dai banchi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale si grida: «Basta!»). Credo che non sia giusto dirmi «basta», perché, se non capiremo queste cose, non saremo in grado di svolgere una dialettica proficua fra di noi. Vede, onorevole Cè, lei è testimone di un malessere che ha un fondamento molto chiaro e molto preciso: la prima Repubblica aveva molti difetti - e penso di essere tra coloro i quali li hanno criticati -, ma quando uno era in dissenso con il Governo, di cui faceva parte, si dimetteva e faceva la crisi, non costringeva l'Assemblea a stare in queste condizioni. Ecco il motivo del nostro malessere! Ecco il motivo delle nostre difficoltà (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)!

GERARDO BIANCO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GERARDO BIANCO. Signor Presidente, prendo la parola perché ritengo che bisogna rispettare la storia e gli eventi per come si sono verificati. L'onorevole Vito ha evocato un momento drammatico della nostra vita parlamentare (io allora ero capogruppo del maggior gruppo, qui, in questo Parlamento, e c'era anche lei, signor Presidente, ed era presente ovviamente anche lei); quando fu letta la drammatica lettera dell'onorevole Moroni, ci fu un generale senso di solidarietà da parte di tutti i gruppi (Una voce dai banchi dei


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deputati del gruppo di Alleanza Nazionale grida: «Con Di Pietro») ... ma non ci furono speculazioni, non ci furono dissensi, ci fu il senso drammatico di quel momento (questo è praticamente rilevabile dagli atti parlamentari). Non vorrei che perfino questa storia, che è documentata, venisse poi strumentalizzata. Ecco perché ho preso la parola!
Sono anni difficili, sui quali dobbiamo riflettere; io non insisto su questo punto, ma vorrei solo dire all'onorevole Ce': chi è senza peccato scagli la prima pietra (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e di deputati dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro)!

DARIO GALLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DARIO GALLI. Signor Presidente, intervengo a titolo personale per essere stato chiamato in causa. Deve dire che quello che è successo questa mattina è una cosa estremamente grave (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego, adesso vi spiegherà.

DARIO GALLI. Di me potete dire di tutto, alzo la voce spesso, però io, anche se non vi sembra, vi ascolto sempre con grande attenzione (perché quando c'è da cogliere qualcosa di positivo o di negativo da criticare, io comunque ascolto). Questa mattina, dopo una serie di interventi, mi sono alzato e ho svolto un intervento a titolo personale - vorrei sottolinearlo perché c'è il resoconto stenografico e, credo, la ripresa televisiva - senza fare nomi e cognomi di nessuno.
Ho espresso un giudizio su una possibile generalità di persone, tra le quali non mi posso includere perché, purtroppo, non sono abbastanza giovane da potermi inserire in quella categoria. Quindi, il giudizio poteva essere espresso verso chiunque avesse una minimo di età al di sotto di una certa soglia.
Siete stati voi, e tutti quelli che sono intervenuti - quindi, esprimendo voi un giudizio politico che io non ho dato -, ad associare una mia espressione generica ad una persona precisa. Questa è la realtà «stenografica» dei fatti (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!
Detta questa cosa...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego! Concluda, onorevole Dario Galli (Una voce dai banchi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo: «Tempo!»).

DARIO GALLI. Vorrei far rilevare che in questa aula si dice di tutto contro tutti (Commenti del deputato Russo Spena).

GIUSEPPE ROSSIELLO. Parla per te!

DARIO GALLI. In particolare, quotidianamente noi - tant'è che la cosa non viene più neanche rilevata - siamo costantemente soggetti ad insulti, che potrei elencare. Il più tranquillo è «razzista», fino ad arrivare a tutti gli altri, ma mi consento una certa brevità.
In quest'aula, a parte l'ultimo intervento dell'onorevole Craxi, che ha citato un deputato per nome e cognome, ricordo che anche illustri esponenti della sinistra hanno chiamato costantemente in causa...

PRESIDENTE. Onorevole Dario Galli, concluda!

DARIO GALLI. ...il primo ministro Berlusconi, dandogli pubblicamente del ladro; hanno chiamato per nome e cognome altre persone alle quali danno del ladro pubblicamente (Commenti del deputato Russo Spena)!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dario Galli!


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DARIO GALLI. Io mi sono espresso, citando dei dati inoppugnabili...

PRESIDENTE. Bene!

DARIO GALLI. Dopodiché, se sono stati male interpretati, mi dispiace; però, la cosa grave è che voi avete espresso un giudizio associando un nome ed un cognome, cosa che io non ho fatto (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo - Applausi polemici dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)!

PRESIDENTE. Onorevole Dario Galli, lei mi darà atto - mi ascolti un secondo! - che alla richiesta di sanzione per il suo intervento ho risposto che, visti i precedenti di altri interventi, non c'era alcuna sanzione da comminare.

UGO INTINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Intini, le concedo 2 o 3 minuti.

UGO INTINI. Vorrei pronunciare solo poche parole, signor Presidente. Questa mattina ho svolto un intervento polemico, ma non offensivo, sulla volontà dichiarata della Lega Nord di far fallire Alitalia. Mi dispiace di aver innescato, per questo, una polemica che ha registrato toni violenti verso i socialisti da parte della Lega. Molto è stato detto su ciò che è accaduto - intendo quanto accaduto sul piano personale - e mi associo alle osservazioni formulate dagli onorevoli Castagnetti e Violante.
Vorrei aggiungere soltanto una rapida considerazione politica. È politicamente normale che la Lega Nord insulti la storia politica dei socialisti. La parte più aggressiva della destra non sopporta una componente storica della sinistra: ciò è normale e non crea problemi politici.
Il problema politico è un altro. La Lega non sopporta la storia dei socialisti, ma non sopporta neppure la storia dei democristiani. È questo il problema politico enorme, perché la storia dei democristiani è presente non solo a sinistra, ma anche a destra. Chi si riconosce nella Democrazia cristiana oggi sta nell'UDC ed in Forza Italia, e costituisce una parte importante, decisiva e determinante della maggioranza: questo è il problema politico!
Per questo, la maggioranza è in crisi; per questo, credo...

PRESIDENTE. Onorevole Intini, concluda!

UGO INTINI. ...che da oggi la sua crisi sia evidente, chiarissima e definitiva.
Vorrei svolgere un'ultima osservazione, signor Presidente. Un partito che rappresenta il 5 per cento degli elettori, e che si comporta in aula come abbiamo visto, tiene in ostaggio il Governo, tiene in ostaggio il Parlamento, impone di accettare una Costituzione che...

TEODORO BUONTEMPO. Questo non c'entra niente!

PRESIDENTE. Onorevole Intini, concluda, per cortesia, perché questo non c'entra niente (Commenti del deputato Buontempo)! Si tratta di un intervento politico e ne sono stati svolti diversi, anche da esponenti del suo gruppo!

UGO INTINI. È un intervento politico, ma qui ci troviamo di fronte ad un problema politico...

PRESIDENTE. Onorevole Intini, concluda in 30 secondi (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

UGO INTINI. Ci troviamo di fronte al problema politico che la Lega Nord, ormai, con i comportamenti tenuti questa mattina, ha rotto quanto restava dell'unità della maggioranza, e non si può non vedere che la maggioranza non c'è più, signor Presidente (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-socialisti democratici italiani, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo)!


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PRESIDENTE. Grazie, onorevole Intini!
Onorevoli colleghi, avverto che ho convocato l'Ufficio di Presidenza alle 13,15, e conseguentemente sospenderò la seduta a quell'ora.
Riprendiamo l'esame dell'emendamento Gibelli 1.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Preda. Ne ha facoltà.

ALDO PREDA. Signor Presidente, stiamo esaminando la prima di una serie di proposte emendative, non numerosissime, concernenti Alitalia. Se questo è lo spettacolo che abbiamo dato sul primo emendamento, spero che l'Ufficio di Presidenza accerti quanto accaduto; tuttavia, nutro il forte timore che il triste spettacolo di questo Parlamento e, soprattutto, di questa maggioranza continuerà anche sulle proposte emendative successive.
Abbiamo detto che siamo per il salvataggio di Alitalia. Abbiamo detto che i dipendenti di Alitalia - circa trentamila - non possono essere licenziati. Abbiamo detto che vi è un indotto importante e che dobbiamo assicurare a tale impresa - perché Alitalia è un impresa - una protezione affinché essa diventi un'azienda non solo italiana o padana, ma soprattutto internazionale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Rossiello. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE ROSSIELLO. Questa mattina, un amico, telefonandomi, mi chiedeva cosa stesse accadendo in quest'aula, sulla questione Alitalia. Provavo a dare più spiegazioni, ma l'amico mi diceva: no, ti stai sbagliando! Il fatto è che i leghisti ce l'hanno con Domenico Modugno, perché sono gelosi che siamo rappresentati nel mondo con la canzone «Nel blu, dipinto di blu».

ANDREA GIBELLI. Facci una cantata!

LUIGI MURATORI. Rossiello, facci una cantata!

GIUSEPPE ROSSIELLO. Non bisogna volare più, con il linguaggio italiano; quindi, a questo punto e ancora una volta, abbiamo trovato la spiegazione: un attacco della Lega al sud.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Rava. Ne ha facoltà.

LINO RAVA. Signor Presidente, a parte le battute, credo che quando un'impresa è in crisi e quando tale crisi mette in discussione migliaia di posti di lavoro, sia doveroso che lo Stato assuma tutti i provvedimenti utili a scongiurare una situazione drammatica. Noi, proprio per questo, con le nostre considerazioni e per il senso di responsabilità che ci ha sempre contraddistinto in tutte le discussioni che avvengono in quest'aula, stiamo garantendo la discussione e daremo, alla fine, il nostro voto favorevole al provvedimento. Tuttavia, alcune considerazioni rispetto alla situazione che stiamo vivendo oggi, derivante dal...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rava.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Vianello. Ne ha facoltà.

MICHELE VIANELLO. Signor Presidente, è importante che l'aula colga il punto su cui avevamo interrotto questa discussione. Stavamo discutendo di un emendamento con cui un partito della maggioranza, la Lega, propone il fallimento della compagnia di bandiera Alitalia, mettendo sul lastrico migliaia di lavoratori e ponendo un grave problema al nostro paese. La restante parte della maggioranza, Alleanza Nazionale, Forza Italia e UDC sono d'accordo con l'impostazione della Lega di far fallire la nostra compagnia di bandiera? Questo è l'oggetto in discussione. Se è effettivamente così, non vi è più luogo a discutere. Votino contro gli emendamenti della Lega (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Folena. Ne ha facoltà.

PIETRO FOLENA. Presidente, il paese deve sapere che si sta consumando, sulla pelle dei lavoratori Alitalia, 30 mila lavoratori (Commenti dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana)... Sì, sì, muggite pure, ma è la verità: vi sono 30 mila...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi... Onorevole Folena, quando avranno finito, potrà continuare.

PIETRO FOLENA. ...trentamila lavoratori che stanno rischiando il posto di lavoro ed un'azienda che sta rischiando il fallimento. Si tratta di una delle grandi aziende del nostro paese. È inutile che continuiate a prendervela con il passato. Sono tre anni che governate! Avete cambiato un gruppo dirigente dell'Alitalia dietro l'altro! Non siete riusciti a portare l'azienda a compiere quei cambiamenti necessari affinché una tra le grandi compagnie del nostro paese potesse realizzare le alleanze di cui ha bisogno. La Lega si comporta così sulla pelle del paese, di un'azienda e di lavoratori, ma lo fa anche per ricattare la maggioranza sulla devolution, che spaccherebbe il paese. Questo non possiamo accettarlo!

NINO STRANO. A casa!

SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Pensa alla Telecom!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Nicola Rossi. Ne ha facoltà.

NICOLA ROSSI. Signor Presidente, immagino l'avidità con cui le compagnie internazionali, che potrebbero avere un qualche interesse a stringere alleanze con Alitalia leggeranno i resoconti! Chi volete mai che faccia un'alleanza con una compagnia il cui azionista è rappresentato da chi stiamo vedendo oggi in quest'aula? Pensare al futuro per Alitalia significa avere un'idea del paese, avere un'idea di cos'è una compagnia di bandiera, significa avere un'idea della posizione economica internazionale dell'Italia. Voi non avete un'idea neanche di voi stessi! Come potete pensare di avere un'idea del paese (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)?

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maura Cossutta, alla quale ricordo che ha cinque minuti di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.

MAURA COSSUTTA. Signor Presidente, in attesa delle decisioni dell'Ufficio di Presidenza, come i colleghi hanno constatato, l'opposizione ha abbandonato l'aula e rimangono solo quei pochi che devono intervenire sugli emendamenti.

CARLA CASTELLANI. Andate a casa!

MAURA COSSUTTA. Tuttavia, ritengo che tale decisione di tutta l'opposizione non vada normalizzata, perché quanto accaduto è gravissimo. Signor Presidente, credo che la Camera abbia il diritto e il dovere di reagire. Infatti, in attesa delle decisioni dell'Ufficio di Presidenza, riteniamo impensabile che deputati colpevoli di reati possano esprimere un voto su un provvedimento (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale). Vi è un fatto gravissimo che abbiamo denunciato. Riteniamo che, purtroppo, sia in atto da tempo un processo involutivo delle regole democratiche, che sta coinvolgendo anche le regole democratiche della Camera dei deputati, delle istituzioni, del Parlamento e che rischia di stravolgere il ruolo istituzionale di quest'ultimo. Per questo motivo, riteniamo anche con la decisione di abbandonare l'aula in attesa delle disposizioni dell'Ufficio di Presidenza (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)... Questi boati fanno parte del livello di civiltà!


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PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego!

MAURA COSSUTTA. Per questo motivo, riteniamo di dover lanciare un allarme democratico. Signor Presidente, è questo il senso della dura opposizione e dell'ostruzionismo politico che abbiamo iniziato nei giorni scorsi proprio per dire che, sulle grandi questioni che interessano il futuro del paese e l'assetto democratico delle istituzioni, non vi può essere baratto che tenga. Non ci può essere baratto tra federalismo, tra questa idea di devolution, e il DPEF. Noi riteniamo che le forze democratiche all'interno della maggioranza debbano unirsi a noi rispetto a questo allarme democratico. Infatti, questa idea di devolution stravolge i principi costituzionali non soltanto della seconda parte della Costituzione, ma anche i principi fondativi della prima parte della stessa. Quando si cambia la Costituzione, il passo per arrivare ad episodi di tipo squadristico - perché di questo si è trattato (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale) - come quelli a cui abbiamo assistito in quest'aula è breve.
Il nostro ostruzionismo politico, volto ad impedire che venga messo il bavaglio al Parlamento rispetto alla discussione sulla devolution, è una battaglia democratica che dovrebbe interessare e coinvolgere tutti coloro che, anche all'interno della maggioranza, affermano di avere a cuore l'unità del paese e l'assetto istituzionale e democratico.
Il nostro ostruzionismo politico, signor Presidente, ha ottenuto anche un risultato che è sotto gli occhi di tutti. Con l'emendamento in esame la Lega chiede la soppressione dell'articolo 1 del provvedimento sull'Alitalia e, quindi, la soppressione del decreto-legge, e l'ostruzionismo della Lega è anche il frutto del pungolo che l'opposizione ha portato avanti. Mi riferisco alla scelta di praticare questo ostruzionismo politico per impedire - come dicevo - il bavaglio sulla devolution. Ciò ha dimostrato le difficoltà e la crisi politica in atto, perché di questo si tratta: avete i numeri, ma c'è una crisi politica, e l'ostruzionismo della Lega sul provvedimento in esame lo dimostra.
È un provvedimento necessario, che noi con responsabilità voteremo, nonostante le critiche che da tempo - non soltanto nei confronti del vostro Governo, ma anche in precedenza - abbiamo lanciato rispetto alle politiche sul trasporto aereo ed anche rispetto alle responsabilità precise, dirette e personali di un gruppo dirigente che ha governato l'Alitalia, scaricando la sua miopia strategica ed i suoi errori sui lavoratori. Le condizioni dei lavoratori dell'Alitalia e degli addetti al trasporto aereo stanno peggiorando di giorno in giorno ed è soltanto per senso di responsabilità che l'opposizione esprimerà un voto favorevole su questo decreto-legge, al fine di non lasciare allo sbando migliaia di lavoratori e per salvare l'Alitalia, che potrebbe essere un elemento decisivo (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale)... Signor Presidente, posso continuare?

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, consentite all'onorevole Maura Cossutta di terminare il suo intervento, dal momento che le restano 10 secondi.

MAURA COSSUTTA. Abbiamo assistito agli interventi svolti dalla Lega Nord Federazione Padana: appelli e proclami ideologici sul cosiddetto libero mercato, che in realtà sta fallendo in tutto il mondo. Le politiche liberiste! Altro che liberalizzazione, stanno fallendo in tutto il mondo, perché le liberalizzazioni producono soltanto...

PRESIDENTE. Onorevole Maura Cossutta, si avvii a concludere.

MAURA COSSUTTA. Concludo, signor Presidente. Le liberalizzazioni producono soltanto concentrazioni monopolistiche, aumento delle tariffe e drammatica riduzione dei diritti dei lavoratori. Solo per senso di responsabilità, il gruppo Misto-Comunisti italiani esprimerà voto favorevole sul provvedimento.


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PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho già detto che avrei sospeso la seduta alle 13,15, perchè decido io sia quando convocare l'Ufficio di Presidenza sia quando convocare la Conferenza dei presidenti di gruppo sia quando sospendere l'Assemblea.
Non accetto che alcuno mi venga a dire cosa devo fare: non è un problema personale, bensì investe le garanzie della Presidenza della Camera (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).
Pertanto, mi dispiace che i colleghi del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo siano fuori dall'aula, ma in questo momento devo chiamare coloro che avevano chiesto di parlare.
Prendo atto che gli onorevoli Rosato, Duilio, Lusetti... All'onorevole Lusetti vorrei esprimere affettuosa solidarietà, perché in questo momento egli è in infermeria; l'onorevole Colucci si è testè recato per verificare in prima persona le sue condizioni di salute. Sarebbe fatto di grande intelligenza se tutti gli manifestassimo la nostra solidarietà (Applausi)!
Prendo atto che gli onorevoli Rosato, Duilio, Lusetti, Bottino, Squeglia, Bimbi, Fanfani, Marcora, Iannuzzi, Carra, Ruggeri, Lettieri, Papini, Banti, Molinari, Carbonella, Marino, Bindi, Fioroni, Gentiloni Silveri, Meduri, Giovanni Bianchi, Giachetti, Realacci e Morgando, che avevano chiesto di parlare per dichiarazione di voto, non sono presenti: si intende che vi abbiano rinunziato.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lolli. Ne ha facoltà.

GIOVANNI LOLLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sapere se il Parlamento sia a conoscenza del seguente episodio: l'Alitalia, durante la gestione del dottor Bonomi, che credo conosciate bene, ha sponsorizzato, versando 150 mila euro in biglietti, il concorso ippico «Campo di Siena» di Roma. Lo stesso dottor Bonomi ha successivamente partecipato in prima persona, come cavaliere al concorso, pur non risultando essere passato al vaglio di alcuna selezione.

ANTONIO MAZZOCCHI. È stato Veltroni: informati!

GIOVANNI LOLLI. Complimenti, uno splendido esempio di quella moralizzazione che state tanto invocando (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo - Commenti del deputato Mazzocchi)!

PRESIDENTE. Onorevole Mazzocchi, lei ha un'autorevolissima responsabilità in questo Parlamento che la obbliga ad avere maggiori doveri rispetto agli altri. Lei è di esempio qui!

GABRIELE ALBONETTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GABRIELE ALBONETTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se uno spettatore ignaro delle vicende politiche fosse capitato qui stamane e avesse assistito a questo spettacolo, avrebbe pensato che al Governo vi fossimo noi a farci carico delle responsabilità e dell'interesse generale del paese, e che voi foste l'opposizione, divisa per bande, aggressive e manesche, che fa a brandelli la storia e l'identità del Paese ed anche se stessa.
Credo sia venuto il tempo di rimettere le cose a posto e, se non siete in condizione di farlo, è venuto il tempo (alzate le mani), di andare a casa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Petrella. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE PETRELLA. Signor Presidente, è solo grazie alla nostra presenza ed al nostro senso di responsabilità se questo decreto-legge sta andando avanti. Ieri ed oggi abbiamo assistito all'ostruzionismo


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della Lega che cerca di barattare questo ed altri provvedimenti che incidono sulla vita di migliaia e migliaia di lavoratori con una devolution improbabile ed improponibile, essendo già stata bocciata dalle forze sociali, dalle forze imprenditoriali e dalla Chiesa.
Prendete atto che la cosa più opportuna che possiate fare nell'interesse degli italiani è che questo Governo e questa maggioranza, già da ora, senza aspettare il 2006 come vuole fare Berlusconi, vada in Russia in vacanza prolungata e lasci alle forze responsabili del centrosinistra di riparare i danni immensi che avete introdotto in questi tre anni (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana)!
Amici della maggioranza, fate le valigie subito, nell'interesse del paese (Proteste dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana)!

MARCELLO MEROI. Lascia l'incarico! Vattene tu!

MICHELE SAPONARA. Perdi i soldi! Perdi la consulenza!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi (Vive proteste dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana)... Onorevole Saponara... Onorevoli colleghi, calma (Vive proteste dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana)... Onorevoli colleghi, se continuate così, sospendo ora la seduta anziché alle 13,15.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Grignaffini, alla quale ricordo che ha un minuto di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, credo sia evidente a tutti dalla discussione (Proteste dei deputati Strano, Lisi e Landolfi)...

PRESIDENTE. Onorevole Strano, la richiamo all'ordine. Onorevole Landolfi... Onorevole Lisi, la richiamo all'ordine (Proteste del deputato Strano). Onorevole Strano, la richiamo all'ordine per la seconda volta.
Prego, onorevole Grignaffini.

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, credo sia sotto gli occhi di tutti che se oggi ci troviamo a discutere del salvataggio di Alitalia è perché, sia dal punto di vista del management sia dal punto di vista del Governo, non sono state messe in atto quelle politiche industriali di risanamento e rilancio che, invece, si potevano e si dovevano fare nel corso di questi tre anni.
Credo che la cosa più grave a cui ci troviamo di fronte sia proprio il fatto che anche la questione Alitalia - come le questioni delle pensioni, della scuola e dell'energia, che riguardano lo sviluppo del nostro paese - è prigioniera dei conflitti di maggioranza. Allora, ha ragione il collega Malgieri a chiedere al Presidente di non far dichiarare l'inesistente in quest'aula: la Padania non esiste (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Zanotti. Ne ha facoltà.

KATIA ZANOTTI. Colleghi, credo che sulla vicenda Alitalia, in queste ore di fine luglio, si veda la fine positiva della verifica. Ha letto sui giornali i respiri di sollievo, i sorrisi «berlusconiani» per la fine della verifica positiva: eccola qua, sulla vicenda Alitalia, la fine della verifica!
Colgo questo minuto per dire che troppe volte in questa Camera la misoginia, il maschilismo, l'intolleranza dei parlamentari nei confronti delle donne sono stati assai poco stigmatizzati. Mi rivolgo a lei, signor Presidente, perché l'indifferenza o il paternalismo non ci piacciono. Chiedo, in questo senso, un intervento molto più rigoroso (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Tidei. Ne ha facoltà.

PIETRO TIDEI. Signor Presidente, poiché ho sentito parole pesanti e, probabilmente, anche fuori luogo, vorrei ricordare all'onorevole Landi di Chiavenna chi effettivamente dovrebbe vergognarsi.
Lo faccio riportando testualmente le parole del quotidiano Libero, che non è certamente di fede comunista: le spese per assistenza legale sono quadruplicate, quelle per consulenza informatica hanno preso il volo. Consulenze d'oro a ingegneri, revisori e avvocati. Solo nel 2003 spesi 41 milioni di euro (5 in più rispetto all'anno precedente). Al libro paga perfino alcuni personal trainer. Nel 2003 il presidente di Alitalia era Bonomi della Lega e le spese legali (nel 2003) sono passate da 2 milioni 850 mila euro a 8 milioni 150 mila euro, cioè si sono quadruplicate (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Tidei.
Aveva chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale l'onorevole Spini. Ne constato l'assenza: si intende abbia rinunciato a parlare.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Fumagalli. Ne ha facoltà.

MARCO FUMAGALLI. Presidente, davvero non capisco il clima di quest'aula. Dai banchi della maggioranza, o perlomeno di una parte di essa, c'è una feroce, polemica, interruzione nei nostri confronti. Se un cittadino normale venisse a vedere cosa sta accadendo in quest'aula, si troverebbe di fronte ad un'opposizione che è disponibile a sostenere una provvedimento che salva l'Alitalia mentre un terzo della maggioranza fa ostruzionismo, facendo di tutto per far saltare questo provvedimento. L'irritazione da parte della maggioranza dovrebbe essere rivolta al proprio interno, perché è lì il problema, che poi è quello del braccio di ferro sul calendario della Camera, dove un pezzo di questa maggioranza vuole imporre dei tempi, su un testo che nessuno conosce. Questa è la sostanza della questione che ci troviamo di fronte (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)! Il problema...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Fumagalli.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA. Vorrei intervenire, Presidente, nel modo più pacato possibile, perché in questi giorni abbiamo affrontato temi di cruciale importanza con una modalità di confronto forse non esattamente degna di un luogo, come questo, che dovrebbe essere quello del più alto livello di confronto, di dialogo e della più alta tenuta non soltanto di senso di responsabilità, ma anche di stile, di comportamenti, che dovrebbero essere esemplari, proprio per fornire anche qualche insegnamento ai giovani e alle giovani, il cui futuro sembra essere tanto caro ad ognuno e ad ognuna di noi.
Anche per quanto riguarda l'Alitalia, ho sentito parlare poco in quest'aula delle persone, delle donne, degli uomini, che lavorano in Alitalia in carne ed ossa. Noi spesso facciamo i nostri ragionamenti, i nostri scontri, i nostri conti, ma mai abbiamo veramente presente, nel nostro paesaggio interiore, le persone, gli uomini, le donne, a cui si riferiranno poi le nostre decisioni.
Da parte di tutti coloro che sono intervenuti, Lega esclusa, questa scelta del maxi-prestito all'Alitalia - che evidentemente sembra essere l'unica via d'uscita nei grandi «pensatoi», perché nel potere costituito governativo altro non è stato prodotto - sembra essere, al momento, l'unica soluzione per dare quanto meno una possibilità ad una società importante, anche dal punto di vista simbolico, nel nostro sistema trasportistico (che però, diciamo anche la verità - una seconda verità -, fa acqua da tutte le parti).


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Io, come tanti colleghi, viaggio in autobus, in treno e mi rendo conto che vi sono tanti problemi di cui dovremmo farci carico, maggioranza e opposizione. I treni sono spesso in ritardo, per non parlare degli aerei, mentre è in atto una sorta di folle destrutturazione dei servizi negli aeroporti (faccio riferimento anche alle cosiddette casematte, prodotte anche a causa del dissipamento delle società, di una loro moltiplicazione derivante da una società madre le cui origini si sono ormai perse). Noi soffriamo di questi disservizi e di ciò dovremmo farci carico, come dovremmo farci carico delle persone in carne ed ossa, dei lavoratori, delle lavoratrici e delle utenze (anche noi ne facciamo parte, perché viaggiamo anche quotidianamente e sappiamo quanto faccia acqua da tutte le parti il servizio aeroportuale). Tutto ciò non riguarda certamente solo la compagnia di bandiera, ma il servizio aeroportuale nel complesso, a fronte di costi elevatissimi. Non parlo solo di costi dell'Alitalia, cari colleghi e care colleghe, perché, recentemente, ho volato con Alpi Eagles per andare a trovare i profughi della Cap Anamur a Caltanissetta ed il costo del biglietto era altissimo. Rispetto a tali costi, i servizi sono scadenti.
Pertanto, onorevoli colleghi, dobbiamo occuparci non soltanto dell'Alitalia, ma dei servizi in generale. Per quanto riguarda Alitalia, dobbiamo preoccuparci di garantire l'unico recupero che, a quanto pare, il Governo ci propone.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Innocenti. Ne ha facoltà.

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, preannuncio l'espressione del voto contrario sull'emendamento presentato da un collega della Lega, perché intende sopprimere il decreto del Governo. Quindi, la maggioranza ha al suo interno una forza, la Lega, che chiede di far decadere un decreto-legge emanato dal Governo che dice di sostenere. Queste sono le contraddizioni e le difficoltà che ci troviamo di fronte (sono cose che fino adesso non sono state dette con chiarezza dagli esponenti di maggioranza).
Non è pensabile, come qualcuno afferma, che le opposizioni facciano da ciambella di salvataggio al Governo, nemmeno quando si tratta di questioni come queste, sappiatelo! Per cui non dovete dare nulla per scontato, perché voi, come maggioranza,...

ANDREA GIBELLI. Vi hanno già comprato!

RENZO INNOCENTI. No, caro Gibelli.

PRESIDENTE. Grazie, onorevoli Innocenti.

RENZO INNOCENTI. No, no, signor Presidente.

PRESIDENTE. Non dica «no», onorevoli Innocenti, perché lei ha terminato il tempo a sua disposizione. Se qualcuno sbaglia, non lo imiti!
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Zacchera. Ne ha facoltà.

MARCO ZACCHERA. Signor Presidente, sono molto deluso da questa seduta. In un primo momento, avrei voluto «autosospendermi» per una giornata dalle mie funzioni di deputato. Signor Presidente, non vorrei suscitare ilarità, ma penso a ciò che potrebbero pensare tutti gli italiani se oggi vedessero quest'aula. Chiedo comunque alla Presidenza che la mia diaria di oggi sia devoluta all'iniziativa umanitaria Oil for food promossa dall'Italia, in collaborazione con l'UNICEF. Forse avremmo fatto qualcosa di più utile, visto il tono della giornata di oggi.

PRESIDENTE. Naturalmente la sua diaria la può devolvere lei, senza bisogno che lo dica alla Presidenza (Applausi).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Amici. Ne ha facoltà.


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SESA AMICI. Signor Presidente, fuori da quest'aula vi sono donne, giovani, imprenditori, lavoratori e lavoratrici che si aspettano da chi governa la risoluzione di molte questioni.
Tra poco avvieremo la discussione sul DPEF e la stessa maggioranza propone un bel libro fatto di tanti progetti che investono il declino di questo paese.
Oggi, ci troviamo di fronte ad una forza, la Lega, che impedisce una discussione di merito, inducendoci a svolgere una discussione sui pregiudizi. Vedete, cari colleghi della Lega, è normale che su una questione di merito ci possano essere strategie diverse per risolverla, ma ciò oggi non è possibile perché quello che alimenta la vostra opposizione è un pregiudizio.
Forse avete ragione, forse se il dottor Bonomi, che lavorava a Roma dove ha sede l'Alitalia, avesse lavorato nell'inesistente Padania si sarebbe trasformato nel re Mida, che ogni cosa che tocca fa divenire oro. È un sogno, non ci crede nessuno, non ci credono neanche gli italiani (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole De Brasi. Ne ha facoltà.

RAFFAELLO DE BRASI. Signor Presidente, stiamo vivendo una fase convulsa della vita parlamentare, causata a mio avviso dalla crisi politica della maggioranza, che sopravvive solo per ragioni di potere, difese con la logica dei veti e dello scambio sulla pelle delle istituzioni democratiche.
La Lega non vuole approvare il provvedimento che può evitare il fallimento dell'Alitalia, giustificando la propria posizione con argomenti aziendalistici, il cui fondamento è quello di coprire una scelta politica ed elettoralistica molto evidente: nella sostanza, ne avete fatto una questione di identità politica.
Approveremo il provvedimento per senso di responsabilità, per cercare di rilanciare la nostra compagnia di bandiera e di salvaguardare i livelli occupazionali. Ciò non significa chiudere gli occhi di fronte alle cause della lunga crisi dell'Alitalia e all'esigenza...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Brasi.
Onorevoli colleghi, pur essendo in fase di dichiarazioni di voto, come preannunciato in precedenza, sospendo la seduta fino alle 15.

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