Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 498 del 26/7/2004
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TESTO INTEGRALE DELL'INTERVENTO DEL DEPUTATO LUIGI MARTINI IN SEDE DI DISCUSSIONE SULLE LINEE GENERALI DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE N. 5152

LUIGI MARTINI. Il decreto-legge sottoposto oggi al nostro esame per la sua conversione in legge autorizza il Ministero dell'economia e delle finanze a concedere la garanzia irrevocabile ed incondizionata dello Stato a favore di Alitalia, in relazione ad un prestito ponte di un ammontare massimale di 400 milioni di euro da contrattare sul mercato bancario, garantendo l'adempimento da parte della compagnia delle obbligazioni principali ed accessorie ivi compresi gli eventuali debiti conseguenti alla revoca di pagamenti effettuati da Alitalia.
Alitalia si trova oggi in una situazione di emergenza economica e finanziaria che rende necessaria la conversione di questo decreto-legge al fine di garantire la continuità delle attività dell'azienda per i prossimi mesi ed evitare la sua liquidazione. Si tratta quindi nell'immediato di una operazione di salvataggio dell'azienda, presupposto essenziale per avviare un successivo percorso di ristrutturazione e di rilancio della prima compagnia aerea italiana sia in termini di passeggeri trasportati, che di flotta e fatturato.
Questa situazione di emergenza economica e finanziaria è direttamente riconducibile all'impossibilità di attuare il piano industriale 2004-2006, approvato nel suo complesso dalla società ad ottobre 2003, quando la società disponeva ancora di riserve di liquidità pari a 800 milioni di euro.
Infatti, il piano industriale 2004-2006 ha incontrato dall'inizio una durissima opposizione sindacale, che si è in più riprese tradotta in azioni che hanno portato anche al completo blocco dell'operativo della società. Inoltre, le misure di riordino e sostegno del settore del trasporto aereo previste dal piano (i cosiddetti «requisiti di sistema») non hanno trovato attuazione. Peraltro, sono perdurate, ed in certi casi si sono aggravate, le criticità sia di scenario macroeconomico complessivo (in particolare, stagnazione dell'economia e incrementi dei prezzi petroliferi) sia di settore (segnatamente erosione dei ricavi unitari, nonché eccesso di capacità e concorrenza dei vettori low cost).
Questa situazione ha provocato un fortissimo deterioramento dei risultati reddituali dell'azienda e l'erosione quasi totale delle sue disponibilità di cassa.
Il nuovo vertice aziendale, insediatosi lo scorso maggio, ha subito identificato come unica soluzione in grado di assicurare sia la continuità aziendale che il rilancio dell'azienda, il reperimento di adeguate risorse finanziarie attraverso la concessione di un prestito ponte di 400 milioni di euro e l'elaborazione di un nuovo piano industriale incisivo e capace di mostrare concrete possibilità di ripristino di condizioni di compatibilità finanziaria e di redditività.
Il nuovo piano, che sarà completato entro la fine del mese, metterà in atto la ristrutturazione ed il rilancio di Alitalia attraverso un riassetto organizzativo e societario del gruppo e una ricapitalizzazione che, per essere compatibile sotto il profilo comunitario, dovrà necessariamente coinvolgere investitori privati. Tutto ciò sarà praticabile solo previa condivisione del nuovo piano con le parti sociali. Nell'immediato il prestito ponte risulta impraticabile senza la garanzia dello Stato


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avendo Alitalia completamente azzerato la sua autonoma capacità di credito sul mercato bancario.
A tale riguardo, gli impegni assunti dal ministro dell'economia e delle finanze con lettera del 20 maggio 2004 si sono concretizzati nell'adozione (Consiglio dei ministri del 22 giugno scorso) del decreto-legge in esame.
Lo scorso 20 luglio, la Commissione europea ha formalmente autorizzato la garanzia dello Stato in relazione al prestito ponte nei termini previsti dallo stesso decreto-legge, prendendo anche in considerazione le bozze dei decreti attuativi trasmessi dal Governo. La Commissione europea ha considerato l'operazione del tutto compatibile con la normativa comunitaria, sulla base di una serie di impegni assunti da parte del Governo: per quanto riguarda la privatizzazione, entro dodici mesi la partecipazione dello Stato nel capitale di Alitalia dovrà passare dall'attuale 62 per cento ad un massimo di 49 per cento; vincolo della capacità offerta da Alitalia nel periodo in cui la garanzia dello Stato in relazione al prestito-ponte è attiva; divieto di concessione di aiuti di Stato per il nuovo piano di ristrutturazione volto a rilanciare la compagnia.
Con il «disco verde» della Commissione europea, l'iter potrà considerarsi completato a seguito della conversione in legge del decreto-legge in esame nonché dell'emanazione dei previsti decreti ministeriali attuativi.

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