![]() |
![]() |
![]() |
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, desidero annunciare che il Governo ha depositato presso la Presidenza un emendamento interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione in esame, sull'approvazione del quale, senza subemendamenti ed articoli aggiuntivi, intende porre la questione di fiducia (Applausi polemici dei deputati dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo - Commenti).
FRANCESCO GIORDANO. Vergogna!
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, le chiedo di conoscere le valutazioni della Presidenza circa l'ammissibilità dell'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie, signor ministro. Do atto al Governo di aver depositato presso la Presidenza il testo dell'emendamento Dis. 1.1, corredato dalla relazione tecnica, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione (vedi l'allegato A - A.C. 5137 sezione 1), del quale la Presidenza ha valutato l'ammissibilità. Al riguardo, comunico che la Presidenza non ritiene ammissibile la disposizione di cui all'articolo 1, capoverso comma 6, che consente alle amministrazioni la possibilità di effettuare variazioni compensative tra stanziamento di parte corrente e stanziamento di parte capitale.
Tale disposizione è inammissibile, in quanto in contrasto con i principi della vigente disciplina contabile. Tale parte deve, dunque, considerarsi espunta dall'emendamento (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo). Onorevoli colleghi, calma, l'eccitazione non serve mai.
RENZO INNOCENTI. Non c'è eccitazione, ma richiesta d'intervento.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor presidente, ringrazio per la valutazione di ammissibilità. Confermo formalmente la posizione della questione di fiducia da parte del Governo sull'approvazione, senza subemendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'emendamento Dis. 1.1 del Governo interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge n. 5137 di conversione del decreto-legge n.168 del 2004, concernente interventi urgenti per il contenimento della spesa pubblica (Una voce dai banchi del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo: Avanspettacolo!).
ROBERTO PINZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROBERTO PINZA. Signor Presidente, vorrei esordire dicendo: di che parliamo? Il ministro Giovanardi ci ha testé detto che il Governo presenta un emendamento interamente sostitutivo. Siamo alle battute conclusive della discussione relativa a questo provvedimento, cui il Governo annette una notevole importanza (e che, in effetti, tale importanza ha); ci troviamo, questa sera, con il vincolo di votare domani pomeriggio. Siamo di fronte non ad un emendamento parzialmente modificativo, ma - almeno stando a quanto abbiamo appreso, poiché non ne sappiamo nulla, non l'abbiamo ancora letto - ad un emendamento interamente sostitutivo, ossia ad una nuova manovra.
Signor Presidente, non sono tra gli esasperati sostenitori del parlamentarismo, però vi è un limite. I colleghi, le forze politiche, il Governo pensano che un atto dell'importanza di tal genere possa essere gestito in questo modo, con un colloquio minimo ed affrettato, con tutto il resto del paese che si è unito in una specie di protesta generale? Non sappiamo, inoltre, quale sia la risposta del Governo, sulla quale il Parlamento non ha altro modo di interloquire se non con un voto di fiducia ed un abbastanza consequenziale voto di merito sul provvedimento.
Non vi pare che stiamo decadendo?
Il sottosegretario Vegas è un vecchio amico, e sono sempre portato a riconoscergli l'onore delle armi, ma è possibile che parli per la seconda volta - passi se l'avesse detto l'anno scorso - di finanza sana? È sana una finanza di fronte alla quale il Governo, dopo aver detto, per un anno - o un anno e mezzo - consecutivo che non vi era alcuna necessità di manovra correttiva, perché i conti erano in ordine, appena la Comunità europea gli ha scoperto il gioco ed ha cominciato a guardare dentro i conti, improvvisamente scopre la necessità di una manovra che, se fossero state ancora in corso le vecchie lire, sarebbe stata pari a 15 mila miliardi?
Ora possiamo parlarci con franchezza, perché non è più il momento dei piccoli minuetti e del «ciascuno in casa propria» (anche perché le case si sono aperte: in modo particolare si è aperta la vostra casa, dentro la quale è iniziata, per la prima volta, giustamente e fortunatamente, la discussione).
Vi pare questo il modo di impostare una manovra economica? Vi accingete a preparare un documento di programmazione economico-finanziaria che dovevate già aver predisposto: non lo avete predisposto e non sapete neanche se lo presenterete. Inoltre, dovete preparare rapidamente una legge finanziaria. Ebbene, in questa situazione qualunque Governo del mondo avrebbe preparato un documento di programmazione economico-finanziaria con cui avrebbe illustrato al paese cosa intendesse fare nei prossimi anni e, all'interno di quel documento, avrebbe inserito una manovra straordinaria. Subito dopo, avrebbe dato luogo ad un'ipotesi di manovra finanziaria coerente.
Voi, invece, avete predisposto un aggiustamento come avete potuto. Tutti gli economisti vi hanno detto che una metà di quella manovra non ha alcun fondamento e che non è realista. Pertanto, in realtà, state programmando, con la più pura tecnica Tremonti, un altro «buco» invisibile. Ma, purtroppo, i «buchi» invisibili di Tremonti non ci sono più, perché sono diventati tutti visibili e nei mesi prossimi uscirà tutto ciò che lo stesso Tremonti ha messo sotto i tappeti. Verrà fuori tutto ed emergerà anche la reale situazione dei conti pubblici.
Non lanciate alcun messaggio al paese: infatti, non avete fatto alcun cenno al documento di programmazione economico-finanziaria. Lanciate, però, piccoli messaggi ...
PRESIDENTE. Onorevole Pinza...
ROBERTO PINZA. In un momento in cui vi è appena un inizio di ripresa e in cui avreste dovuto premere l'acceleratore, riducete gli incentivi a favore delle imprese e a favore del sud. È esattamente il contrario di ciò che si sarebbe dovuto fare! Fate l'errore opposto rispetto a ciò
che fu fatto con la cosiddetta legge Tremonti-bis. Nel momento in cui il paese ha problemi di tenuta sociale, tagliate le risorse sui comuni, sulle fondazioni e sul welfare locale.
Non ho altro da dire; il resto lo diranno i miei colleghi successivamente. Oggi, avete messo in campo un pezzo di politica economica sbagliata - l'ennesimo - e, nello stesso tempo, avete «depresso» i procedimenti propri di una democrazia. Per essere un provvedimento straordinario e urgente, di guai ne avete fatti abbastanza (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!
MAURO AGOSTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAURO AGOSTINI. Signor Presidente, se non fossimo animati da un grande senso delle istituzioni, l'unica risposta da dare alla scena cui stiamo assistendo sarebbe quella di una gigantesca risata. Purtroppo, però, questo spettacolo si riflette non solo sulla maggioranza e sul Governo, ma complessivamente sul paese.
Presidente Casini, vorrei richiamare la sua attenzione su un dato di metodo prima che di merito. L'anno scorso avemmo un timido approccio bipartisan, come si usa dire oggi, sulla necessità di una riforma delle procedure di bilancio. Vorrei ricordare molto sommessamente che il cosiddetto «decretone» con cui avete varato di fatto la manovra finanziaria per il 2004, l'avete approvato ponendo la questione di fiducia. Non solo avete realizzato la manovra finanziaria con il cosiddetto decretone, ma lo avete approvato attraverso la questione di fiducia! La legge finanziaria per il 2004 l'avete approvata con la questione di fiducia e la manovra correttiva di quei conti che avete impostato con la legge finanziaria la approverete ponendo la questione di fiducia!
Vi sono, poi, il cosiddetto provvedimento tagliaspese e il documento di programmazione economico-finanziaria, che non è stato ancora predisposto. Vi è, quindi, una situazione che non solo non va minimamente nella direzione di una riforma delle procedure di bilancio, ma che va, invece, esattamente nella direzione opposta: una caparbia opera di opacizzazione delle procedure di bilancio.
Il Parlamento è sempre meno consapevole delle scelte che il Governo opera in materia di bilancio e di gestione dello stesso. Il Parlamento è sempre più inconsapevole e, soprattutto, il Governo insiste nel rendere sempre meno trasparenti e sempre più opache le scelte che esso opera. Questo è grave, signor Presidente Casini! È grave per la maggioranza, è grave per il Governo, ma è grave per l'insieme del Parlamento.
Come dicevo, non vi è il documento di programmazione economico-finanziaria. Questo non può essere un fatto che lasciamo passare sotto silenzio, come se il documento di programmazione economico-finanziaria fosse diventato una specie di ricetta che prescrive un farmaco semplicemente palliativo, qualcosa che non serve e di cui il paese e il Parlamento non hanno bisogno.
Oggi abbiamo letto sulle agenzie un'imbarazzante dichiarazione del ministro Siniscalco dalla quale non si comprendeva di cosa si parlasse: egli parlava e non parlava di concertazione con le forze sociali e di implementazione delle politiche economiche da attuarsi a settembre, di scadenze relative al documento di programmazione economica-finanziaria che nulla avevano a che vedere con le procedure parlamentari che un ministro tecnico, come egli si definisce, appena nominato, dovrebbe comunque conoscere. Dovrebbe sapere che per la presentazione del documento di programmazione economico-finanziaria si è già fuori tempo massimo, non soltanto sul piano della mera presentazione, ma anche per quanto concerne la discussione parlamentare.
Devo dire, sottosegretario Vegas - sa come io l'apprezzi personalmente e per questo lo dico con un «pizzico» di dispiacere -, che lei nel corso della replica ha addirittura superato il ministro Siniscalco. Abbiamo assistito all'esibizione di
un Vegas «preventivo», che ci ha parlato della necessità di adottare questa manovra per evitare un «buco» preventivo.
Diceva un collega, scherzosamente: state adottando una manovra per un «buco» che ci sarà, che è qualcosa di realmente straordinario. Siamo sulle tracce del ministro Tremonti e siamo ben oltre la finanza innovativa e creativa.
Se non fossimo animati da senso delle istituzioni, potremmo anche dire che state bollendo nel vostro brodo! Il problema riguarda tuttavia la credibilità delle istituzioni e concerne soprattutto l'economia del nostro paese.
Oggi questi fatti hanno ricadute sulle aspettative dei cittadini, degli imprenditori e dei consumatori. Oggi sarebbe stato il tempo di adottare non una manovra correttiva per tutti gli errori che avete compiuto in questi anni o una manovra correttiva che segnasse e sancisse il fallimento della politica economica e della gestione del bilancio svolte in questi anni (basti ricordare l'andamento dell'avanzo primario, che avete ampiamente «mangiato» in questi tre anni).
Oggi sarebbe stato non il momento dei tagli agli imprese (non dimentichiamo che state tagliando 250 milioni di euro alle imprese, ed è un taglio clamoroso), dei tagli alle erogazioni delle fondazioni bancarie e di tutto quello che riguarda il Mezzogiorno.
Tagliate i trasferimenti agli enti locali ed aumentate le tasse. Ripeto: aumentate le tasse! Andremo a «spulciare» il maxiemendamento per vedere dove aumentate le tasse.
Oggi sarebbe stato il momento delle misure per lo sviluppo. Tutto questo voi non lo state facendo: non state dando al paese una priorità, quella dello sviluppo.
Crescono le altre aree del mondo e del resto d'Europa: l'Italia è invece al palo! Non fate alcuna politica degli investimenti, non riconoscete la priorità ad investimenti selettivi e qualificati; non riuscite a creare un clima diverso nel paese.
State facendo molti danni e gravi danni! Siamo consapevoli che spetterà a noi risolvere i problemi che voi state creando.
ANTONIO LEONE. Come li avete risolti nella passata legislatura!
MAURO AGOSTINI. Credo tuttavia che ci vorrà un lavoro lungo, perché voi state facendo perdere al paese il treno della ripresa e di questo, e di tutti gli altri interventi che state compiendo, dovrete rispondere di fronte alle forze sociali, a quelle economiche e, più complessivamente, al paese (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e di Rifondazione comunista).
MARCO BOATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARCO BOATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non credo di dover aggiungere qualcosa a quanto detto dai colleghi Pinza e Agostini. Essi hanno fatto denunce e considerazioni che ritengo pienamente condivisibili.
Vorrei invece rivolgermi a lei, signor Presidente, se possibile - non sbuffi, signor Presidente! -, perché forse la situazione è alquanto delicata e difficile anche per quanto riguarda il suo ed il nostro ruolo di parlamentari (non di governo).
Proprio perché non vorrei ripetere inutilmente le cose ben dette dai colleghi che mi hanno preceduto, vorrei invece attirare l'attenzione sua e nostra sulla situazione (al di là del merito stesso della manovra e delle procedure fiduciarie) che, usando un'espressione non stentorea, definirei di disagio e di difficoltà crescenti, nelle quali ci troviamo tutti noi parlamentari in questo momento.
Lo dico esplicitamente a nome dei deputati dell'opposizione, ma non credo che i colleghi della maggioranza, al di là delle dichiarazioni verbali, si trovino in una situazione di correttezza soggettiva nei rapporti con il Governo e nella dialettica parlamentare.
Per questo dico che la cosa può riguardare anche lei, signor Presidente. Siamo in una situazione per cui i lavori parlamentari sono in vero e proprio stato confusionale.
Persino le riunioni della Conferenza dei presidenti di gruppo si convocano ad un'ora, poi si sconvocano, poi si riconvocano e si risconvocano. Questo è il segno - di cui non attribuisco a lei la responsabilità - di un Parlamento ridotto dal Governo e dalla maggioranza in stato confusionale.
Siamo di fronte ad una sorta di decomposizione graduale, sul piano politico-istituzionale, della maggioranza e del Governo, che avviene giorno dopo giorno, ora dopo ora. Addirittura, si discute se, a fronte di un seggio alla Commissione europea, si possano ritirare gli emendamenti di un gruppo della maggioranza in materia di riforme costituzionali. Si tratta di un baratto sulla pelle della Costituzione repubblicana, in base ai posti di sottogoverno o ai posti nella Commissione europea (Applausi del deputato Acquarone). Siamo di fronte ad un intrecciarsi di ricatti reciproci all'interno dei gruppi della maggioranza, per cui il ministro Maroni è presentatore del disegno di legge sulle pensioni, ma il gruppo della Lega propone al Parlamento di rinviare l'esame di tale provvedimento perché vuole ricattare un altro gruppo della maggioranza in tema di riforme costituzionali.
Non ho detto nulla sulla manovra economico-finanziaria perché ne hanno già parlato ampiamente i colleghi Pinza ed Agostini. Mi rivolgo a lei, signor Presidente, perché credo che il disagio - e ho usato una parola tenue - profondo e crescente sotto il profilo parlamentare, istituzionale e, se mi permette, costituzionale provocato da ciò che sta avvenendo sia talmente evidente da richiedere, anche da parte sua (a cui non attribuisco la responsabilità di tutto questo), un'assunzione di responsabilità rispetto ad un corretto rapporto tra Governo e Parlamento, che è assolutamente necessario.
PRESIDENTE. Onorevole Boato, lei sa che richiamo sempre ad un'assunzione di responsabilità e ad un corretto rapporto tra Parlamento e Governo. Devo dire che ho ascoltato con grande attenzione le sue parole.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, preciso che il Governo provvederà a fornire il dato riassuntivo delle operazioni di entrata e di spesa di cui alla Tabella 1, dato che costituisce una mera somma delle cifre riportate nell'emendamento Dis. 1.1 del Governo.
PRESIDENTE. Ministro Giovanardi, posso accogliere il dato riassuntivo da lei richiamato perché si tratta di una mera somma algebrica, che discende da un semplice calcolo matematico. Si è proceduto in tal modo anche per la legge finanziaria, in riferimento al prospetto di copertura: anche in quel caso si era in presenza di un maxiemendamento che aveva modificato le cifre oggetto della somma ed in presenza di questione di fiducia. Ovviamente, il dato riassuntivo trasmesso dal Governo sarà tempestivamente comunicato ai gruppi parlamentari.
A seguito della decisione del Governo di porre la questione di fiducia, sospendo la seduta in attesa delle determinazioni della Conferenza dei presidenti di gruppo, che si riunirà immediatamente, e che, peraltro, avevo già convocato per le 20.
![]() |
![]() |
![]() |