Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 495 del 21/7/2004
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(Repliche del relatore e del Governo - A.C. 5137)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Giancarlo Giorgetti.

GIANCARLO GIORGETTI, Relatore. Signor Presidente, com'è avvenuto già in Commissione, anche in Assemblea molti colleghi hanno sollevato questioni interessanti. Tuttavia, credo che tutto debba essere inquadrato nella difficile situazione che vive, oggi, la finanza pubblica.
In particolare, occorre rilevare che, nell'adottare il provvedimento urgente al nostro esame, il Governo non ha avuto riguardo, per così dire, per nessuno: i tagli hanno colpito, in maniera trasversale, tutti i ministeri, anche quelli attualmente in prima linea come il Ministero della difesa. Forse, con specifico riferimento a quest'ultimo, si è esagerato in prima battuta e si rende necessario, anche se non è ancora intervenuto l'emendamento governativo che avrebbe dovuto rimediare ...

GRAZIANO MAZZARELLO. Aumentate un po' gli affitti delle case ed attribuite i maggiori proventi al Ministero della difesa!

GIANCARLO GIORGETTI, Relatore. È un'opinione anche questa!
Certamente, la necessità di assicurare al Ministero della difesa risorse aggiuntive, oltre agli ordinari stanziamenti, oltre alle ordinarie disponibilità, pone un problema che abbiamo in qualche modo affrontato nel corso dei lavori in Commissione e sul quale il Governo sta ancora lavorando in sede di stesura del preannunciato emendamento (Commenti dei deputati Russo Spena e Giordano).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi!

GIANCARLO GIORGETTI, Relatore. Io capisco. Anche a me sarebbe piaciuto replicare avendo a disposizione anche gli ultimi elementi ...

PRESIDENTE. Sì, gli sviluppi della situazione.

GIANCARLO GIORGETTI, Relatore. Gli sviluppi della situazione interessano non solo ai colleghi, ma anche alla Presidenza, la quale dovrà assicurare l'ordinata prosecuzione dei lavori questa sera ed anche domani. Purtroppo, per il momento, oltre le intenzioni che il Governo ha più volte manifestato in Commissione non possiamo andare.
Molte critiche si sono concentrate sull'impatto che questa manovra potrà avere sugli enti locali: regioni, province, comuni e comunità montane, sulle quali, tra l'altro, grava anche un taglio dei fondi per la montagna.
Al riguardo, desidero ribadire che la Commissione ha posto la massima attenzione possibile considerate le circostanze e la situazione attuali.


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Per quanto riguarda i piccoli comuni fino a 1000 abitanti, la nostra risposta è stata quella di escluderli del tutto dall'ambito di applicazione della disciplina Consip. Anche i comuni montani fino a cinquemila abitanti sono esclusi dalla disciplina Consip. Per quanto riguarda i comuni oltre i cinquemila abitanti, abbiamo cercato di andare incontro alla richiesta di esclusione totale della disciplina del comma 11 e, in particolare, di quella riguardante il taglio del 10 per cento sui consumi intermedi. A questo proposito, ricordo che abbiamo precisato la dizione relativa ai consumi intermedi, così come richiesto nell'ambito delle audizioni dell'ANCI, dell'UPI e del presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome.
Inoltre, è stato previsto un intervento - dalle agenzie di stampa apprendo che è stato contestato o per meglio dire male interpretato - riguardante i comuni virtuosi o in ogni caso gli enti locali che hanno rispettato il patto di stabilità interno nel 2003 e fino al 30 giugno 2004. Questi enti sono agevolati, poiché l'obbligo di diminuire le proprie spese nell'ordine del 10 per cento non riguarda l'intero aggregato degli stanziamenti dell'anno 2004, ma solamente gli stanziamenti non impegnati dalla data di entrata in vigore della presente legge. Paradossalmente, da questo intervento riceveranno sensibili agevolazioni gli enti che hanno impegnato molto nella prima parte dell'anno.
Si tratta di un intervento selettivo, perché, una volta tanto, premia gli enti virtuosi, mantenendo una sorta di punizione per quegli enti che in passato hanno dimostrato di non rispettare il patto di stabilità. Questa norma è importante non tanto per gli effetti diretti sui conti pubblici, che giustamente l'onorevole Stradiotto contestava, quanto perché è una norma di persuasione morale e di indirizzo per il futuro comportamento degli enti. Gli amministratori locali devono sapere che le misure che il Governo introduce o, comunque, le misure approvate in occasione delle leggi finanziarie riguardanti il patto di stabilità prevedono premi e punizioni e tendono a stimolare comportamenti virtuosi a livello delle amministrazioni locali.
Certamente, si poteva fare di più, tuttavia sarebbe stato stravolto l'impianto generale di una manovra che chiede grandi sacrifici a tutte le amministrazioni dello Stato, anche a quelle periferiche, coerentemente con lo spirito del patto di stabilità esterno allargato al patto di stabilità interno, peraltro - lo ribadisco - in base ad una previsione che non ha diretto impatto sui conti pubblici, ma che in qualche modo vuole indicare una linea di indirizzo entro cui muoversi.
Altre critiche si sono concentrate attorno all'intervento sulle risorse a disposizione delle aree sottoutilizzate. Al riguardo, vorrei che l'analisi non si fermasse al mero dato quantitativo. Abbiamo ascoltato qualificati interventi in Commissione bilancio, tra cui quello del dottor Barca, direttore generale del dipartimento delle politiche di coesione e sviluppo del Ministero dell'economia, il quale (questo potrebbe essere un elemento di contestazione e di argomentazione politica nei confronti del Governo) ha dichiarato che talvolta gli attuali strumenti non funzionano né sono richiesti dalle imprese.
Quindi, il Governo ha compiuto un'operazione di razionalizzazione con riferimento ad alcuni istituti, che in questo momento non hanno la necessità di essere «tirati» (così si dice in gergo) da parte del sistema economico, ed al Mezzogiorno.
Quindi, effettivamente, se lo valutiamo da un punto di vista meramente teorico e quantitativo, l'intervento può essere considerato cospicuo, significativo, in qualche modo anche penalizzante per il sud, ma se andiamo a vedere il dato concreto, nell'implementazione di queste politiche, potremo constatare come questa sorta di persecuzione, che viene denunciata dall'opposizione, non esista nella realtà.
Il provvedimento contiene anche altre norme, in particolare quelle che riguardano una sorta di aumento di tassazione, talvolta limitato alla dimensione di cassa (quindi con una forma di anticipo della tassazione). Mi riferisco, in particolare,


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all'imposta sulle assicurazioni, sulle riserve delle imprese assicuratrici. Certamente sarebbe da evitare, però si va a colpire un settore che, forse, nella situazione economica attuale, ha minori problemi rispetto ad altri.
Si tratta di una manovra che va a colpire anche il sistema bancario. Noi abbiamo ascoltato i rappresentanti del sistema bancario che si lamentavano giustamente, in punto di principio, del cambiamento della base imponibile IRAP solamente per un settore ad hoc, quindi rilevando al limite anche un vizio di incostituzionalità; anche in questo caso, però, l'intervento del Governo va a colpire un settore, come quello del credito, che meno di altri in questo momento ha problemi e, quindi, più di altri ha la capacità di contribuire in qualche modo alla soluzione dei problemi di bilancio. Abbiamo ascoltato i rappresentanti delle fondazioni bancarie lamentarsi per una maggiore tassazione dei propri risultati economici (non li chiamerei esattamente «utili»), destinati a finalità di distribuzione caritatevole, culturale o quant'altro; però, anche in questo caso l'intervento del Governo è comprensibile. Peraltro, lasciatemelo dire, non sempre le fondazioni bancarie hanno brillato per efficienza nella gestione dei propri patrimoni e, quindi, certe prediche forse sono male indirizzate.
Non vorrei farla troppo lunga. Mi sembra chiaro che si tratta di un intervento di carattere urgente, di carattere indifferibile, che va a correggere l'andamento dei conti pubblici, che contribuisce a rispettare anche gli impegni presi dal Presidente del Consiglio in sede Ecofin. Per questo motivo mi sento di raccomandare l'approvazione del provvedimento.
A questo punto però, dobbiamo approfondire ulteriori aspetti... (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e di Rifondazione comunista).

FRANCESCO GIORDANO. Ma chiudete!

GIANCARLO GIORGETTI, Relatore. No, non chiudiamo, anche se l'onorevole Giordano vorrebbe chiudere qui. Onorevole Giordano, potrà agevolmente ripresentare le proposte che ha avanzato nel corso dell'esame della prossima legge finanziaria, non si preoccupi! Abbiamo bisogno di suggerimenti anche in occasione della prossima manovra finanziaria, per soddisfare le esigenze, non soltanto per l'anno 2004, ma anche per l'anno 2005, 2006, al fine di rispettare gli impegni assunti in sede comunitaria, peraltro non da questo Governo ....

RENZO INNOCENTI. È arrivato il maxiemendamento!

LUIGI OLIVIERI. È arrivato!

GIANCARLO GIORGETTI, Relatore. Sembra che il Governo sia ora in grado di presentare l'emendamento che tutti quanti aspettavamo con grande impazienza. E vi assicuro che il relatore lo aspettava con maggiore ansia rispetto ai colleghi.

PRESIDENTE. Ma di questo, della sua impazienza, è sicura tutta la Camera, onorevole Giancarlo Giorgetti!

GIANCARLO GIORGETTI, Relatore. Ringrazio i colleghi per la pazienza dimostrata nell'ascoltare il mio intervento. Credo che si possa ora passare oltre e dire una parola conclusiva sull'impianto definitivo di questa manovra correttiva (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega Nord Federazione Padana e di Forza Italia).

RENZO INNOCENTI. Forse!

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, intervengo molto rapidamente. Nel ringraziare il relatore e tutti gli intervenuti, faccio presente che il provvedimento serve non a coprire «un buco», ma ad evitare che il «buco» si possa creare.
Quindi, credo che debba essere dato atto al Governo di tale sforzo previsivo


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- tenendo conto che fino adesso le nostre finanze sono state giudicate sane dall'Unione europea, tant'è vero che anche nel corso della recente riunione dell'Ecofin è stato dato un responso positivo alle intenzioni dell'Esecutivo -, atto ad evitare che, nel corso dell'anno, possano insorgere rischi di un deterioramento dei conti pubblici.
È ovvio che, quando parlo di rischi di deterioramento, ciò vale tanto per le finanze dell'amministrazione centrale quanto per quelle delle amministrazioni decentrate; pertanto, sotto tale profilo, ritengo che avere definito delle norme che servono a salvaguardare in anticipo la tenuta del patto di stabilità interno sia non un demerito, semmai un merito di questo Governo.
Da questo punto di vista, sono state mosse alcune contestazioni alla norma adottata; tuttavia, per quanto concerne una delle questioni più agitate dentro e fuori questa Assemblea, concernente la finanza locale, vorrei rappresentare che la norma introdotta, che tende a limitare le spese per l'acquisto di beni e servizi (come, tra l'altro, è stato ben specificato nell'emendamento approvato in sede di Commissione), non presenta assolutamente le caratteristiche di un vero e proprio taglio, come invece è stato lamentato da taluni deputati.
La norma in oggetto, in realtà, non serve ad altro che a consentire agli enti locali di rimanere nell'ambito del rispetto delle regole del patto di stabilità: ciò perché avevamo avuto modo di riscontrare che la spesa per il personale stava preoccupantemente crescendo. È ovvio che tale spesa presenta caratteristiche di rigidità, e pertanto difficilmente si sarebbe potuta comprimere; occorreva dunque pensare, in qualche modo, ad introdurre una sorta di meccanismo di vasi comunicanti, in modo da ridurre la spesa in altri settori, al fine di compensare la crescita della spesa per il personale. Ciò è stato disposto attraverso il meccanismo previsto dal comma 11 dell'articolo 1, il quale, comunque, si muove sempre nell'ambito della tutela della spesa complessiva e del patto di stabilità.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI (ore 19,50)

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Faccio presente, per quanto riguarda le preoccupazioni relative alla spesa degli enti locali, che, se andiamo ad analizzare - si tratta di dati ricavabili dall'ISTAT - le entrate e le spese complessive dei nostri comuni, osserviamo una crescita generale per quanto concerne le spese complessive derivanti da trasferimenti e da entrate proprie, la quale passa, dal 2000 al 2003, da 45,3 miliardi di euro a 53, 071 miliardi di euro.
Ciò significa che, malgrado ci troviamo in un periodo di difficoltà economica, tale categoria di spesa è cresciuta notevolmente, e pertanto non hanno motivazione le proteste relative a presunti tagli nel settore degli enti locali, poiché, in realtà, le loro entrate e le loro spese forse sono cresciute ad un tasso superiore all'inflazione.
Un'altra questione che è stata risolta, in sede di Commissione bilancio, con l'approvazione di proposte emendative è stata quella di dare seguito alle sentenze della Corte costituzionale in materia di condono edilizio. Avremmo voluto realizzare un accordo pieno con le regioni e con il sistema delle autonomie locali, ma in questa fase i rapporti sono stati alquanto difficili; tuttavia, il testo presentato per l'esame in Assemblea serve a colmare, in qualche modo, la lacuna normativa originata dalle sentenze della Consulta, lasciando alle regioni piena autonomia in materia. Si tratta, pertanto, di un testo rispettoso delle competenze regionali, ma che mira anche a salvaguardare i saldi della finanza pubblica.
Lo stesso discorso vale per la questione dei consumi intermedi, per la quale il decreto-legge ripristina il meccanismo Consip, lasciando tuttavia una più ampia


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libertà ai decisori pubblici. In sostanza, l'intero provvedimento mira a contemperare i principi della massima autonomia dei livelli decentrati di governo con la salvaguardia della finanza pubblica.
Il decreto-legge in esame, ovviamente, costituisce il primo passo verso manovre finanziarie che riguarderanno i prossimi anni, che verranno appositamente illustrate in sede di esame del documento di programmazione economico-finanziaria; tuttavia non fa altro che ribadire, ancora una volta, come le esigenze dell'espansione dell'economia si debbano coniugare con quelle della salvaguardia dei saldi di finanza pubblica. Si tratta di un obiettivo per il conseguimento del quale il Governo non da oggi, ma sin dalla sua nascita, è impegnato con uno sforzo quotidiano (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).

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