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PRESIDENTE. L'onorevole Castagnetti ha facoltà di
PIERLUIGI CASTAGNETTI. Signor Presidente, signor ministro, chiediamo di sapere se il Governo intenda fare qualcosa, e cosa stia facendo, per fronteggiare la gravissima e drammatica riemersione del fenomeno degli incidenti stradali, e, in particolare, di quelli mortali: nello scorso fine settimana si sono avuti 65 morti, rispetto ai 48 dello stesso periodo dello scorso anno. Si tratta di un fenomeno che si registra da alcuni mesi. Il presidente dell'Automobile Club afferma che sono ormai venuti meno gli effetti della riforma del codice della strada.
PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, onorevole Pisanu, ha facoltà di
BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. Signor Presidente, utilizzo il tempo a disposizione per rispondere in merito ai soli argomenti di mia stretta competenza contenuti nell'articolata interrogazione degli onorevoli Castagnetti e Realacci.
PRESIDENTE. L'onorevole Realacci ha facoltà di
ERMETE REALACCI. Signor ministro, lei stesso ha confermato il dato preoccupante che abbiamo posto all'attenzione del Governo. Sostanzialmente si è attenuato - è praticamente scomparso - l'effetto della patente a punti, perché quello che lei ci ha fornito è un dato medio annuo, ma pur
troppo anche nei weekend del 25 aprile e del 1o maggio il numero dei morti è stato superiore a quello dell'anno scorso.
Chiediamo cosa si stia facendo, dal momento che è documentato che il 40 per cento degli incidenti è imputabile a infrazioni da parte degli utenti. Registro, signor ministro, che oggi sulle strade italiane c'è il 15 per cento in meno di pattuglie della polizia stradale rispetto al 1960: si tratta di quasi cinquant'anni fa, con una condizione di traffico non paragonabile a quella odierna. Un'ulteriore causa degli incidenti è costituita dalla manutenzione e dalla pericolosità degli assetti delle strade.
Signor ministro, chiediamo di sapere se e come il Governo stia fronteggiando questa emergenza drammatica che interessa gli italiani.
Osservo preliminarmente che, se i dati del mese di luglio mostrano un andamento negativo degli incidenti mortali, è altrettanto vero che i sinistri registrati nel periodo 1o luglio 2003 - 30 giugno 2004 sono il 14, 5 per cento in meno rispetto a quelli del corrispondente periodo 2002-2003. Diminuiscono, inoltre, sia gli incidenti mortali (18, 2 per cento in meno) sia le vittime (857 in meno). Diminuiscono anche gli incidenti con feriti, del 16,6 per cento. La flessione degli incidenti stradali nel corso dell'anno appare costante rispetto al precedente periodo.
Quanto all'auspicato aumento dei controlli, preciso che il numero complessivo dei servizi di pattuglia è stato, nello stesso periodo che ho richiamato, di oltre 3 milioni 902 mila, con un incremento del 4,37 per cento. Sono state accertate oltre 3 milioni di violazioni e decurtati più di 2 milioni e mezzo di punti di patente. La diminuzione delle infrazioni accertate è da correlare all'aumento dei servizi di vigilanza e all'innegabile effetto di deterrenza del sistema della patente a punti.
Quanto alle ulteriori misure, informo gli onorevoli interroganti che è in atto un incremento di circa 48 mila pattuglie ogni anno mediante il più razionale impiego delle risorse e l'introduzione di nuove tecnologie.
Ricordo, infine, che il 7 luglio scorso, in previsione dell'esodo estivo, sono state impartite disposizioni per rendere più capillare la presenza di pattuglie sulle autostrade e sulla grande viabilità (1600 equipaggi al giorno), nonché per l'uso su vasta scala di sistemi di rilevamento della velocità e di controllo dei conducenti, attraverso l'impiego di 800 etilometri.
Questo deriva dal fatto che purtroppo - lo diciamo per senso di responsabilità - il problema della sicurezza sulle nostre strade non si risolverà con una singola misura ma con una politica complessiva. La singola misura peraltro, come ha ricordato il presidente Castagnetti, doveva essere accompagnata da controlli - come purtroppo non è stato - e a tutt'oggi ci troviamo, alla vigilia dell'esodo estivo, con il rischio di pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane senza aver messo in atto tutte quelle misure che in altri paesi hanno portato ad una forte riduzione del numero dei morti.
Vorrei ricordare anche che i segnali contraddittori che giungono dal Governo - come quando, ad esempio, il ministro Lunardi ha annunciato la possibilità di andare a 150 chilometri all'ora e sappiamo tutti (l'Unione europea ce lo ricorda) che l'aumento dei limiti di velocità comporta inevitabilmente un aumento del numero dei morti - rischiano di rendere cronico il prezzo altissimo in termini di vite umane che paghiamo.
Tutti noi abbiamo parenti e amici che sono morti o sono rimasti feriti, spesso mutilati, a causa di un incidente stradale; il prezzo che paghiamo sulle nostre strade è pesantissimo. Ci siamo rassegnati ad un fenomeno che può essere combattuto con una politica efficace, che parta dall'analisi dei punti di crisi, che faccia rispettare le regole, che riduca l'enorme prezzo di sangue - che è anche un costo economico - che il nostro paese ogni anno deve pagare.
Signor ministro, noi abbiamo presentato una proposta di legge che contiene un'indicazione di lavoro e chiede a tutti di collaborare - alle forze dell'ordine, alle istituzioni, alle organizzazioni del volontariato, alle associazioni dei familiari delle vittime - per ottenere un risultato che è conseguibile: ridurre questo prezzo di sangue. Ricordo che nella fascia di età tra i 19 e i 25 anni paghiamo il prezzo più alto in termini di vite umane, con tremila morti ogni anno; è un prezzo che il nostro paese non merita di pagare. Si tratta quindi di porre in essere un tipo di politica che può essere condotta da tutti, se se ne ha la volontà (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo - Congratulazioni).


