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ANTONIO BOCCIA. Chiedo di riparlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, vorrei intervenire sull'ordine dei lavori e per un richiamo al regolamento, in particolare, all'articolo 148.
Signor Presidente, la Commissione bilancio ha terminato l'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge recante interventi urgenti per il contenimento della spesa pubblica.
Nel corso dell'esame in Commissione, al di là delle questioni di carattere politico e di legittimità costituzionale (sulle quali non intervengo perché non intendo approfittare del fatto che lei mi abbia concesso la parola per entrare nel merito del provvedimento o per ripetere argomentazioni che sono già state svolte in sede di esame delle questioni pregiudiziali relative allo stesso), è emerso in modo lapalissiano come alcuni dati relativi alle quantificazioni e alle coperture, e quindi più in generale in ordine alla previsione di riduzione del fabbisogno cui dovrebbe tendere il provvedimento, siano palesemente falsi.
Dati e previsioni, tra l'altro, sono considerati certi, mentre la Commissione ha potuto rilevare come buona parte delle mancate spese - penso, per esempio, alla riduzione di 750 milioni di euro per il finanziamento della legge n. 488 del 1992 o alla riduzione di 250 milioni di euro per i contratti di programma o d'area - faccia affidamento su riduzioni di spese che interverranno nei prossimi mesi. Si procede, quindi, all'approvazione di un provvedimento sulla base di revoche o di riduzioni di spese che probabilmente avverranno in futuro.
Come ha rilevato più volte la stessa Corte dei conti, si provvede con norme di questo genere, comprese quelle contenute nel decreto-legge in questione, a ridurre la spesa pubblica, in particolare quella dei ministeri, ma anche quella dei comuni, delle province e delle regioni, operando riduzioni che sono assolutamente false! Infatti, quando si afferma che si deve ridurre del 30-36 per cento una serie qualificata di spese per beni e servizi o una serie qualificata di spese per missioni, straordinari, consulenze, sapendo che i bilanci, essendo oramai divisi per semestre, possono essere interessati soltanto per il secondo semestre, ciò significa che in tale semestre non devono essere previste spese per l'ammontare di nemmeno un euro! Il Servizio bilancio ha calcolato, infatti, che la riduzione dovrebbe aggirarsi intorno al 72 per cento, il che è praticamente impossibile.
Potrei continuare, ma mi rendo conto che si tratta di dati tecnici, per la comprensione dei quali rinvio agli interventi svolti in Commissione nelle sedute di ieri e di stamani.
Perché mi rivolgo alla Presidenza? Perché più volte in quest'aula - lei comprenderà lo spirito costruttivo del mio intervento - ho sostenuto che la Presidenza della Camera, al di là della sua funzione di garanzia istituzionale dei rapporti fra la maggioranza e l'opposizione, risponde, per qualche verso direttamente, alla nazione, e quindi al popolo, nonché al complesso delle istituzioni che sono interessate al buon andamento dell'attività legislativa.
Mi rivolgo alla Presidenza perché valuti l'opportunità di applicare l'articolo 148 del regolamento. Tale articolo prevede che, proprio in casi come questo, nei quali vi è la necessità di chiarimenti, possa essere richiesta alla Corte dei conti un'opportuna documentazione informativa - diciamo pro veritate -, acquisendo così un autorevole parere della Corte dei conti che serva a porre la Camera in condizione di adottare un provvedimento nella consapevolezza che le quantificazioni degli oneri e delle spese, le coperture e, più in generale, le previsioni di riduzione del fabbisogno non siano fondate su presupposti falsi, bensì su dati certificati dalla Corte dei conti stessa.
Lei comprenderà, signor Presidente, che insisto molto perché la Camera si avvalga in extremis, attraverso la sua persona, di tale possibilità. La Comunità europea e, da ultimo, lo stesso Presidente del Consiglio dei ministri sostituendo il ministro dell'economia, hanno di fatto sancito che i nostri conti pubblici sono allo sbando e che vi erano numeri falsi sulla tenuta dei nostri maggiori conti. Mi riferisco al disavanzo primario, all'indebitamento netto e, soprattutto, al debito.
Signor Presidente, credo che, nell'interesse del paese, la Presidenza della Camera non possa consentire che si proceda all'esame di un provvedimento palesemente fondato su presupposti falsi senza chiedere che la Corte dei conti esprima il proprio parere, ai sensi dell'articolo 148 del regolamento. Questo consentirebbe a tutti di votare un provvedimento sapendo esattamente la verità ed impedirebbe al Parlamento di contribuire allo sfascio dei conti pubblici (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).
GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente, ritengo che le questioni sollevate dall'onorevole Boccia abbiano un loro fondamento. Anche in sede di Commissione, in qualità di relatore, ho provveduto a richiedere al Governo ulteriori informazioni per verificare la portata degli interventi correttivi sugli stanziamenti e sull'utilizzo attuale delle risorse. A tale proposito il Governo, già in sede di Commissione, ha dato alcune risposte. Naturalmente, il Governo è invitato a fare ulteriori puntualizzazioni nel corso del dibattito in aula. Ricordo all'onorevole Boccia che, con la documentazione presentata oggi alla fine della seduta in sede di Commissione, il Governo ha adempiuto ad una sua prima mancanza, depositando puntualmente l'elenco delle unità previsionali di base oggetto degli interventi e dei tagli.
Devo dire che, rispetto ad analoghe situazioni verificatesi in passato, in questa legislatura e nelle precedenti, lo sforzo di documentazione e di informazione, pur nella ristrettezza dei tempi, da parte del Governo è stato significativo e ha reso disponibili ai commissari ed a tutti i parlamentari ulteriori elementi di valutazione.
ANTONIO BOCCIA. Non li coprire sempre!
GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Ogni elemento di valutazione ulteriore è benvenuto ed io auspico che il Governo possa fornirlo proprio questo pomeriggio in aula. Auspico, in particolare, che il Governo per le ore 16 sia in grado di produrre una relazione tecnica aggiornata relativamente al testo licenziato dalla Commissione.
Soprattutto, signor Presidente, se il Governo intenderà presentare nuovi emendamenti o maxiemendamenti, su cui eventualmente porre la questione di fiducia, è assolutamente opportuno che tali proposte emendative siano corredate da relazioni tecniche puntuali, che dimostrino l'impatto economico-finanziario sui conti pubblici.
PRESIDENTE. Onorevole Giorgetti, le sue precisazioni sono le mie precisazioni!
MARIO LETTIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIO LETTIERI. Presidente, prendo la parola perché la sua decisione mi ha un po' sorpreso. Mi scusi, Presidente, chiederei la sua attenzione, ma vedo che sta parlando con l'onorevole Paolone, del quale peraltro ho grande stima.
Credo che lo svolgimento della relazione del presidente Biondi abbia portato alla sua decisione di non discutere...
PRESIDENTE. Onorevole Lettieri, lo discuteremo nel pomeriggio. Alle ore 16 vedremo se ci sono le condizioni...
MARIO LETTIERI. Presidente, prendo atto che lei afferma che lo discuteremo nel pomeriggio.
PRESIDENTE. Se ci saranno le condizioni, l'Assemblea deciderà di esaminare il decreto-legge in materia di contenimento della spesa pubblica nel pomeriggio.
MARIO LETTIERI. Presidente, però nell'ordine del giorno la discussione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 168 del 2004 è prevista al termine delle votazioni.
Ad ogni modo, prendo atto che esamineremo tale provvedimento nel pomeriggio.
PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERO RUZZANTE. Vorrei precisare che il provvedimento sulla class action è in quota all'opposizione, per cui credo che vada tutelato anche questo diritto. Le assicuro, altresì, che c'è una disponibilità a giungere in tempi rapidi all'approvazione di questo importante provvedimento, molto atteso dalle associazioni dei consumatori. Vorrei quindi sottolineare che non vi è stata alcuna modifica dell'ordine del giorno odierno, che resta quello attuale, che prevede, al termine delle votazioni, la discussione del decreto-legge n. 168 del 2004. Oggi pomeriggio si proseguirà, quindi, nell'esame del provvedimento sulla class action.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta, che riprenderà alle 15 con lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.
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