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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mazzoni. Ne ha facoltà.
ERMINIA MAZZONI. Signor Presidente, annuncio il voto favorevole del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro. Questo provvedimento, già esaminato in prima lettura dalla Camera, è stato oggetto, durante il passaggio al Senato di modifiche che ne hanno migliorato il contenuto.
Trattandosi di un disegno di legge delega, il Senato ha ritenuto giustamente opportuno approfondire i criteri di esercizio della delega da parte del Governo, sviluppando in maniera coerente con il ragionamento già sviluppato alla Camera in prima lettura i dettagli puntuali della delega che si conferisce al Governo.
Per tale motivo, vi è piena adesione a questa delega da parte del gruppo che rappresento e il voto favorevole dello stesso su un provvedimento che riteniamo di fondamentale importanza, in quanto tutela una categoria socialmente ed economicamente
più debole rispetto agli interlocutori con i quali normalmente si entra in relazione.
Riteniamo importante e urgente che questa delega venga conferita al Governo e che il Governo stesso la utilizzi nel modo indicato dal testo che ci accingiamo ad approvare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Magnolfi. Ne ha facoltà.
BEATRICE MARIA MAGNOLFI. Signor Presidente, il gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo voterà a favore del provvedimento in esame. Esso rappresenta il punto d'arrivo di un lungo lavoro che prende le mosse da un'iniziativa parlamentare di molti gruppi dell'opposizione. Dallo stampato si evince che la prima proposta recava la firma dell'onorevole Duilio, ma tengo a ricordare che una proposta concorrente a firma del collega Carlo Carli aveva raccolto le adesioni, anche successive, di moltissimi deputati del mio gruppo.
Oltre a costituire il risultato di molteplici iniziative parlamentari dell'opposizione, il testo in esame è anche il risultato di un ampio movimento creatosi in molte aree del nostro paese a favore delle vittime dei fallimenti immobiliari. Sono oltre 200 mila le famiglie italiane che hanno pagato sulla loro pelle l'esistenza di una grave lacuna nella vigente disciplina del fallimento: dopo avere investito i loro risparmi (che, spesso, rappresentavano il frutto di una vita di lavoro) nell'acquisto di una casa di proprietà, non avendo potuto perfezionare il trasferimento dell'immobile, esse si sono trovate, a causa dell'insolvenza del costruttore o della cooperativa, nella drammatica situazione di rimanere privati così dei soldi come della casa.
Quindi, è una grave situazione sociale quella a cui questo provvedimento intende offrire una risposta, non solo per il futuro, ma anche per il passato. Per il futuro, la soluzione, già individuata dalla Camera in prima lettura e perfezionata dal Senato, consiste nell'imporre al costruttore l'obbligo di stipulare una fideiussione bancaria o assicurativa che garantisca ai promissari acquirenti la restituzione delle somme già versate, indipendentemente - questo è un aspetto fondamentale - dai tempi delle procedure fallimentari, che, come sappiamo, possono essere lunghissimi. In questo modo, si ottiene l'obiettivo di tutelare le famiglie senza dover attendere una riforma complessiva dello statuto dei creditori che concorrono nel fallimento. Per il passato, ovvero per tutti coloro che, essendo già incappati in una situazione di crisi, hanno perso i risparmi ed il bene, il testo al nostro esame delega il Governo ad istituire un fondo di solidarietà, attingendo in misura non superiore al 5 per mille dalle fideiussioni poste a carico dei costruttori. Si tratta di un meccanismo che può consentire di offrire alle famiglie già colpite un ristoro, sia pure parziale, senza gravare sul bilancio dello Stato.
L'unico punto in relazione al quale, con il mio ordine del giorno n. 9/38-B/4, abbiamo invitato il Governo a riflettere riguarda l'articolo 3, comma 1, lettera f), che lascia sussistere una lacuna temporale di sei mesi nella tutela degli acquirenti. Il testo in parola prevede che beneficino del Fondo di solidarietà coloro che siano rimasti vittime di un fallimento immobiliare «in un periodo compreso tra il 31 dicembre 1993 e la data di entrata in vigore della presente legge»; tuttavia, tra l'entrata in vigore della legge e l'adozione dei decreti legislativi possono intercorrere sei mesi entro i quali altre famiglie possono incappare nella predetta, drammatica situazione.
Si poteva fare di più, anche in virtù del dibattito svoltosi durante la prima lettura qui alla Camera. Ad ogni modo, credo che i risultati vadano misurati in base alla situazione di partenza, che era oggettivamente difficile e, soprattutto, in base al contesto economico del nostro paese. Sulla base di queste premesse, riteniamo di poterci dichiarare soddisfatti del testo che ci accingiamo ad approvare stamani.
Con la loro determinazione, i gruppi dell'opposizione hanno convinto tutto il
Parlamento che era necessario un intervento che affrontasse una simile emergenza sociale. Abbiamo trovato nel sottosegretario Vietti - gliene voglio dare atto - un interlocutore sensibile e nei movimenti, in particolare nelle associazioni Conafi e Assocond, interlocutori competenti e tenaci.
Credo sia stato rispettato il principio contenuto nell'articolo 47 della Costituzione, che stabilisce che la Repubblica favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione.
Con il provvedimento in esame, per il quale molti di noi hanno profuso un grande impegno ideale e disinteressato, cerchiamo di garantire in modo migliore questo diritto a tutti i cittadini italiani (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.
GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, vorrei esprimere una piccolissima soddisfazione che spero ripaghi dell'impegno profuso i colleghi dell'opposizione, i quali fin dall'inizio si sono battuti per l'approvazione in tempi rapidi del provvedimento in esame. Do atto al sottosegretario Vietti di averci assecondato in tale esigenza e alle migliaia di famiglie di cittadini che si sono trovate in queste situazioni dolorose, incresciose e distruttive di aver combattuto con noi e di averci spronato affinché questo provvedimento diventasse legge.
Come ho dichiarato precedentemente, non credo che la proposta di legge in esame sia perfetta. Forse, occorreranno degli aggiustamenti. Mi auguro che il Governo, nell'esercitare la delega (ricordo, a tale riguardo, che entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge il Governo è delegato ad adottare un decreto legislativo), resti fedele agli impegni assunti in quest'aula e renda giustizia a questa grande calamità.
Le novità introdotte durante l'esame al Senato (ricordo che la proposta di legge è stata approvata in prima lettura dalla Camera dei deputati oltre un anno fa; noi avremmo preferito tempi più rapidi), sotto certi aspetti, migliorano e rafforzano le garanzie a tutela degli acquirenti degli immobili. Tra le novità, vi è la concessione obbligatoria da parte del costruttore di fideiussioni bancarie o assicurative a tutela del 100 per cento degli acconti versati e l'istituzione del Fondo di solidarietà a sostegno delle famiglie che hanno perso tutti i loro risparmi a causa del fallimento dell'impresa, o cooperativa, e che riguarderà tutti coloro che sono rimasti coinvolti negli ultimi dieci anni.
Vorrei rilevare l'importanza delle affermazioni dei colleghi Magnolfi (con la quale ho lavorato fianco a fianco), Duilio e di tutti coloro che si sono impegnati nella ricerca di una soluzione a questo drammatico problema.
Con l'ordine del giorno Magnolfi n. 9/38-B/4, accolto come raccomandazione dal Governo, chiediamo al Governo l'impegno ad adottare nel periodo entro il quale dovrà essere esercitata la delega (sei mesi) opportune iniziative per gli eventuali acquirenti di immobili che dovessero trovarsi in una situazione di crisi. Naturalmente, speriamo che ciò non avvenga, ma vorremmo che, nell'esercizio della delega o attraverso altri provvedimenti, si possano prendere in considerazione tali evenienze per non creare «figli e figliastri» a causa di questo «buco» di sei mesi.
Il gruppo dei Comunisti italiani esprimerà sicuramente un voto favorevole su questa proposta di legge. Ripeto: il fatto stesso che tutto il Parlamento sia d'accordo vuol dire che tale provvedimento ha una valenza sociale veramente rilevante.
Vorrei ringraziare anche le associazioni, che ci hanno consentito di tenere rapporti preziosi e utili con tutte le migliaia di famiglie che hanno vissuto il dramma del fallimento immobiliare (mi riferisco all'Assocond, al Conafi e a tutti gli amici, visto che dopo queste vicende i rapporti umani si consolidano davvero).
Ringrazio il Governo, soprattutto nella persona dell'onorevole Vietti, per aver consentito un iter rapido di approvazione
del provvedimento. Credo che questa fosse la nostra principale richiesta e devo dire che ad essa si è data una risposta positiva.
Dunque, diciamo «sì» con convinzione al provvedimento e auguriamo al Governo un buon lavoro per i prossimi sei mesi (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Comunisti italiani e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Teodoro. Ne ha facoltà.
ANDREA DI TEODORO. Signor Presidente, voglio unire la mia voce al coro di quelle dei colleghi che hanno espresso soddisfazione per la imminente approvazione di questo provvedimento.
Ho presentato una proposta di legge analoga a quella che viene oggi approvata, che seguiva però una via diversa, intervenendo con modifiche dirette al codice civile invece che seguire la strada della legge delega. Tuttavia, entrambi i provvedimenti avevano ed hanno lo scopo di colmare una lacuna nella nostra legislazione civilistica, in generale, e fallimentare, in particolare, per dare la giusta tutela agli acquirenti degli immobili in via di costruzione.
È innegabile che prima di questa iniziativa legislativa fossero più tutelati coloro che si apprestavano ad acquistare immobili già realizzati rispetto a coloro che invece si impegnavano ad acquistare immobili in via di costruzione. Oggi, con questo provvedimento, viene invece data una adeguata tutela anche ai promissari acquirenti di immobili in via di costruzione. In questo modo, come è già stato sottolineato, il dettato dell'articolo 47 della Costituzione viene adeguatamente implementato e io credo che sia un dato da sottolineare con particolare favore, visto che l'investimento nella casa di proprietà rappresenta ancora oggi il principale investimento delle famiglie italiane.
Quindi, dal momento che il flusso di risparmio delle famiglie italiane si indirizza soprattutto verso l'acquisto della casa di proprietà, noi oggi approviamo un provvedimento che è anche e soprattutto a salvaguardia della tutela del risparmio delle famiglie italiane.
Credo che questo sia il valore più importante che oggi è insito nella nostra iniziativa ed è anche positivo il fatto che sia così condiviso da tutte le forze politiche. Quindi, ritengo che possiamo essere veramente soddisfatti del lavoro che abbiamo compiuto e spero che il Governo eserciterà in modo intelligente e attento la funzione legislativa che noi oggi gli deleghiamo per colmare questa lacuna della nostra legislazione e dare alla famiglie italiane la tutela di cui esse necessitano a garanzia del valore dell'acquisto della casa di proprietà (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duilio. Ne ha facoltà.
LINO DUILIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come primo firmatario di questa proposta di legge, che, dopo circa tre anni, arriva a diventare legge dello Stato, consentitemi di esprimere soddisfazione, anche a nome del gruppo della Margherita, intanto perché una proposta di iniziativa parlamentare diventa legge dello Stato (una delle poche).
Al di là di questo, se penso a quando ho affrontato personalmente, pur non essendo un tecnico, questo problema sul territorio, incontrando persone che avevano drammaticamente sofferto della carenza e del vuoto legislativo che caratterizzano tale materia, credo si debba esprimere soddisfazione per il fatto che il Parlamento abbia creato le premesse affinché tanti drammi che si sono verificati non debbano più ripetersi in futuro.
Preliminarmente, vorrei quindi ringraziare per il raggiungimento di questo risultato i colleghi della maggioranza, il relatore del provvedimento, onorevole Fanfani, ed infine il sottosegretario di Stato per la giustizia, onorevole Vietti, il quale non solo ha seguito l'iter del provvedimento, ma ha fatto diligentemente e attivamente la sua parte affinché la soluzione
a tale problema giungesse in porto. Credo vadano altresì ringraziati, come già ricordato da alcuni colleghi, sia le associazioni operanti nel settore, sia tutti coloro che, sensibilizzando sul tema (mi riferisco, in particolare, al Conafi), hanno fatto sì che si pervenisse ad una conclusione positiva di tale vicenda.
Non ritengo sia il caso di fare della retorica, poiché abbiamo già detto tutto in occasione della discussione alla Camera, in prima lettura, del provvedimento in esame. Prendiamo atto con piacere che, dopo una fase in cui, soprattutto in sede di esame in Commissione presso il Senato, il testo del provvedimento era stato un po' stravolto rispetto a quello licenziato dalla Camera dei deputati, in seguito, in sede di esame in Assemblea presso l'altro ramo del Parlamento, è stato ricondotto invece ad una condizione che riteniamo accettabile.
Non si tratterà certamente, come è stato già affermato, di una legge perfetta (poiché tutto è perfettibile). Vorrei rimarcare, tuttavia, che oggi ci stiamo accingendo ad approvare una legge di delega al Governo che presenta, a mio avviso, indirizzi e criteri direttivi tali per cui il decreto legislativo, che dovrà essere adottato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, potrà sicuramente disciplinare, in maniera organica, la materia in oggetto sia per il futuro - attraverso questa sorta di «RC casa» che abbiamo introdotto, vale a dire la fideiussione bancaria o assicurativa che farà dormire sonni più tranquilli a coloro che intraprendono questa avventura, peraltro costituzionalmente sanzionata in termini di tutela del risparmio, ossia la costruzione della casa -, sia, almeno in piccola parte, rispetto al passato. Mi riferisco a quelle situazioni che, in termini di drammi familiari, purtroppo si sono già consumate, e per le quali potrà essere previsto qualcosa in termini di ristoro; auspico, peraltro, che la legislazione regionale intervenga ad integrare quella nazionale, in modo da apportare un ulteriore miglioramento alla disciplina in materia.
Mi fermo qui perché, come ho già detto, non mi sembra il caso di fare della retorica. Auspico solo che i sei mesi previsti per l'adozione del decreto legislativo vengano impiegati utilmente; anzi, conoscendo la sensibilità sulla materia del sottosegretario di Stato per la giustizia, onorevole Vietti, che ho già ricordato, ne sono certo. Sono convinto, pertanto, che il decreto legislativo avrà vita nei prossimi sei mesi, per cui spero che entro Natale (ma spero anche prima) possa essere adottato dal Governo, con tutti i crismi. Ciò ci consentirà sia di uscire da una situazione che vede il nostro paese unico in Europa a non essere dotato di una disciplina organica in tale materia, sia soprattutto di realizzare una condizione di maggiore giustizia in Italia.
Credo che ciò consentirà altresì - mi sia concesso affermarlo, in conclusione - di archiviare l'iter dell'approvazione della proposta di legge in esame come una buona pagina di attività parlamentare, poiché, rispetto ad un problema concreto, non si è verificata una divisione tra maggioranza ed opposizione, ma è stato approvato, in maniera bipartisan, un testo normativo che va a beneficio dei cittadini italiani (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guido Giuseppe Rossi. Ne ha facoltà.
GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Signor Presidente, il provvedimento in esame cerca di offrire una risposta ad un problema che, nel nostro paese, ha assunto dimensioni notevoli, diventando un problema sociale, con decine di migliaia di famiglie che si sono ritrovate in una situazione che, per certi versi, oserei definire allucinante.
Infatti, i risparmi di una vita, accumulati per acquistare la prima casa di proprietà, e dunque una serie di sacrifici e di sogni, sono stati distrutti di fronte al fallimento delle imprese o delle cooperative di costruzione, producendo situazioni familiari e sociali veramente gravi.
Il Parlamento ha tentato di dare una risposta ed ha tentato di offrirla in chiave
assolutamente unitaria, indipendentemente dai presentatori dei progetti di legge in materia. La celerità con cui si è arrivati all'adozione del testo da parte delle Commissioni, sia alla Camera, sia al Senato, e la collaborazione che vi è stata tra le singole forze politiche rappresentano sicuramente una risposta positiva da parte del Parlamento nei confronti delle esigenze dei cittadini.
Sappiamo che il provvedimento in discussione è una legge delega e che i contenuti importanti e concreti saranno definiti, appunto, all'interno dei decreti delegati. Come gruppo parlamentare della Lega Nord Federazione Padana, abbiamo fiducia che il Ministero della giustizia - e lo stesso ministro, onorevole Castelli - seguiranno in prima persona l'attuazione di tali decreti legislativi delegati al fine di attuare concretamente le linee guida contenute in questo provvedimento.
Vi sono elementi di innovazione, che rendono più moderno, più europeo e più sicuro il sistema dell'acquisto di una casa in costruzione nel nostro paese, affrancandolo da quella sorta di far west che si è verificato fino ad oggi. Il primo di tali elementi è il meccanismo della fideiussione che, come è stato ricordato dai colleghi, offre sicuramente una garanzia ed una sicurezza maggiori nella malaugurata ipotesi in cui l'impresa costruttrice non porti a termine i propri lavori o, peggio ancora, subisca una procedura fallimentare. Tale meccanismo, com'è stato sottolineato da taluno, ha un costo, ma si tratta di un costo che, per i benefici apportati all'utente, al consumatore, al cittadino acquirente, è giusto sia sostenuto sia dal sistema sia dagli stessi acquirenti (è ovvio, infatti, che i costruttori scaricheranno tale costo sugli acquirenti). Ripeto: è un costo che i cittadini possono tranquillamente pagare, per avere la certezza che i risparmi di una vita non vadano in fumo.
A nostro avviso, il secondo effetto positivo della fideiussione è che sarà «ripulito» il mercato della costruzione degli immobili da quelle imprese che non offrono la certezza di essere capaci di stare sul mercato e dare sicurezza a chi acquista da esse una casa in costruzione. Infatti, le banche e le assicurazioni che dovranno offrire la fideiussione sicuramente la concederanno alle imprese dotate di una certa solidità e capacità imprenditoriale.
Altro punto importante è stata l'istituzione del fondo di mutualità, alimentato con una quota non superiore al 5 per mille del totale delle fideiussioni che nasceranno da questo nuovo meccanismo. Si tratterà di un meccanismo economico importante. È certamente una risposta parziale rispetto ai danni prodotti nel passato, ma rappresenta comunque l'inizio di un cambiamento. È frutto di un emendamento presentato in Commissione dai parlamentari della Lega, che è stato successivamente accettato dagli altri gruppi parlamentari e che ha bypassato la questione dell'onerosità di questo provvedimento rispetto ai cittadini che attendevano una sorta di risarcimento del danno subito negli anni passati. A nostro avviso, è stata la chiave di volta che ha consentito il passaggio rapido di questo provvedimento tra il Senato e la Camera.
L'ultimo aspetto da sottolineare è la migliore disciplina dei contratti preliminari di acquisto, nei quali si deve meglio spiegare cosa si acquista. Noi riteniamo che anche questo punto della legge delega sia un aspetto assolutamente favorevole. Per tale motivo, per l'unanimità che si è riscontrata in Commissione, ed anche per la comprensione del Governo su questo testo, il gruppo parlamentare della Lega Nord Federazione Padana esprime un giudizio convintamente favorevole sul provvedimento in discussione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, il provvedimento che ci accingiamo a votare recepisce a livello legislativo - però, a nostro parere, in modo insufficiente - un'esigenza reale che da tempo poniamo. L'esigenza è quella di tutelare le vittime delle truffe immobiliari
alla stregua di quelle dell'estorsione e dell'usura. Le stime ci dicono, infatti, che sarebbero circa 200 mila i nuclei familiari vittime di dissesti delle imprese immobiliari, con un conseguente danno pari a circa 30 mila miliardi di vecchie lire. Come si vede, si tratta di un costo sociale enorme sia per la quantità di popolazione coinvolta sia per le risorse dilapidate.
A nostro avviso, il testo in esame solo in parte risponde alla forte domanda sociale di una nuova regolamentazione sul piano giuridico della ormai obsoleta legge fallimentare. Vi è da dire, peraltro, che le politiche di privatizzazione e liberalizzazione, ossia le politiche governative dell'attuale maggioranza, hanno determinato un incremento fortissimo nei prezzi dei canoni di locazione e ciò specialmente nelle aree urbane. Quindi, ampie fasce di cittadini, anche lavoratori dipendenti, non hanno redditi adeguati a sostenere gli affitti di mercato.
In questi anni si è determinata una forte crescita nella propensione all'acquisto della prima casa, che ormai coinvolge oltre il 75 per cento del totale della popolazione. Molte famiglie, dunque, utilizzano i loro risparmi per l'acquisto di un'abitazione e ciò sia per l'insostenibilità degli affitti di mercato sia per la precarietà delle condizioni abitative derivanti dal problema degli sfratti, problema ancora oggi irrisolto, nonostante qualche timida apertura del Governo. In tal modo, le cittadine e i cittadini ricercano un elemento di stabilità nella loro vita.
Il punto dolente è che la legislazione del nostro paese, a differenza di quanto avviene in altri paesi europei, non tutela gli acquirenti e sono molti i casi in cui le famiglie sono vittime dei fallimenti di venditori di immobili, perdendo così i propri risparmi e rischiando di perdere anche l'alloggio. Infatti, la legge fallimentare risalente al 1942 tutela non i promissari acquirenti quanto, piuttosto, il sistema creditizio. Rifondazione comunista ha presentato da tempo, all'inizio della legislatura, una proposta di legge che ha lo scopo di modificare la legislazione esistente al fine di fornire una tutela nei fallimenti dei venditori di immobili e per prevenire tale fenomeno, nonché per istituire un fondo nazionale di sostegno alle vittime di queste truffe. Si tratta di un fondo integrato, in parte, dalle regioni per il sostegno alle famiglie acquirenti della prima casa di abitazione che siano vittime di dissesti immobiliari.
Siamo, quindi, favorevoli alla modifica della legge fallimentare che - come detto - attualmente non tutela i cittadini, non tutela gli acquirenti di immobili, bensì le banche, che attraverso le ipoteche si garantiscono sicuramente il ritorno economico in caso di insolvenza dei costruttori. Ancora una volta, quindi, gli speculatori se la cavano e gli unici a rimetterci sono gli acquirenti. Ciò, purtroppo, rientra nelle contraddizioni della politica per la casa nel nostro paese. Anche la vicenda dei fallimenti immobiliari, quindi, allude ad uno scontro con i poteri forti, contro il sistema bancario e la speculazione edilizia.
In questo contesto, Rifondazione comunista sostiene i cittadini che, stanchi di attendere la riforma di una legge vecchia e inadeguata, hanno intrapreso forme di protesta anche estreme, come lo sciopero della fame. È una protesta che si inserisce nella più complessiva battaglia per il diritto alla casa, una battaglia che vede il nostro gruppo, anche su temi che riguardano la proroga degli sfratti e via dicendo, in prima fila.
L'attuale politica sulla casa del Governo (liberalizzazione degli affitti, carenza sempre più marcata di un'offerta pubblica di alloggi a canone sociale adeguato alle richieste, privatizzazione del patrimonio pubblico) crea ed ha creato una situazione che non è più sostenibile.
Rifondazione comunista ritiene che il provvedimento che ci accingiamo a votare, anche se non risponde compiutamente alle esigenze che ho testé ricordato, dia comunque, anche se solo parzialmente, una risposta ad alcune delle esigenze poste. Si tratta di esigenze poste sia dall'associazionismo, che si batte per una nuova legge di effettiva tutela, sia dalle cittadine e dai cittadini che aspirano giustamente ad avere un'abitazione ed hanno il diritto di
essere garantiti da truffatori e speculatori spesso mascherati dalla forza economica del sistema finanziario e dei poteri forti.
Per questi motivi, pur nella piena consapevolezza che si poteva e si doveva fare di più, il gruppo di Rifondazione comunista esprimerà un voto favorevole sul provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.
TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quella che ci accingiamo ad approvare è una legge per i cittadini. Sono leggi come queste che danno una certa credibilità alla politica e dignità alla nostra funzione di parlamentari.
Con questo provvedimento si mette fine ad un gravissimo vuoto normativo che è costato drammi e sofferenze per migliaia di famiglie, che ritenevano di potersi assicurare un tetto ricorrendo al risparmio e non alla richiesta di edilizia pubblica.
Purtroppo, queste famiglie sono state penalizzate proprio da un vuoto legislativo e da un intreccio malavitoso. Diciamolo francamente: anche se nell'ambito del sistema delle cooperative ve ne erano di quelle che hanno osservato le disposizioni normative, svolgendo una funzione sociale, non si può ignorare l'esistenza di un sistema malavitoso colluso con il sistema bancario e di un Parlamento che sinora era stato incapace di adottare una normativa a tutela del consumatore e, più in generale, del cittadino. Le nostre leggi, infatti, sono tutte «sbilanciate» sulla tutela alle banche, che hanno anche alcune responsabilità di natura penale, come si evince da molte delle inchieste in corso.
Non c'è dubbio che questa legge sia assolutamente insufficiente per affrontare le situazioni del passato, mentre appronta adeguatamente, in prospettiva, le possibili soluzioni e quella della fideiussione è stata una delle possibili strade da percorrere. Per quanto riguarda il passato, il ricorso al fondo evidenzia una sensibilità molto forte ed è un'iniziativa apprezzabile, ma è opportuno che il Governo sappia che si tratta di una misura assolutamente insufficiente. Tuttavia, questo si poteva fare oggi!
Invito il Governo a sollecitare, individuando le giuste modalità, le regioni e gli enti locali, affinché ciascuno faccia la propria parte. Le regioni, in particolare, dovrebbero nei propri bilanci assicurare un intervento in termini di solidarietà nei riguardi delle vittime di truffe.
Non solo: il Governo deve anche richiamare le regioni affinché predispongano un sistema di controllo sulle cooperative. Personalmente ho svolto un'analisi della situazione nella città di Roma, in particolare, ed ho visto che i nomi sono sempre gli stessi! Mi riferisco ai nomi di coloro che truffavano i cittadini, prendendo i fondi delle regioni e, con la copertura delle banche, che ipotecavano la casa al cittadino, determinavano una situazione nella quale non pagava né il costruttore truffatore né l'«uomo» della banca che consentiva l'erogazione dei finanziamenti. Ebbene: i nomi erano e sono gli stessi!
Vi sono situazioni drammatiche: l'ultima fu oggetto di una mia interrogazione, un anno prima dell'inchiesta della magistratura, e riguardava le cooperative «Palocco 84». E le altre? Signor rappresentante del Governo, anche la questione dei sei mesi previsti nell'ordine del giorno è elemento importante, perché queste famiglie si trovano la casa ipotecata, ma, nel contempo, devono continuare a pagare le cambiali alle banche.
Hanno versato tutti i loro averi, si vedono ipotecata la casa per una responsabilità che non è loro e intanto, ripeto, devono continuare a pagare le cambiali! Questo è uno dei punti sui quali dobbiamo intervenire perché tali famiglie sono oltre la disperazione, che avevano già raggiunto scoprendo che la casa era nelle mani della banca senza che loro avessero mai saltato il pagamento di una rata. Non hanno la casa e, nel frattempo, devono pagare le cambiali! Credo si debba trovare una formula in proposito, se non di sanatoria almeno di sospensione. Le banche sono
corresponsabili perché quando hanno dato i soldi a persone già sotto inchiesta dovevano utilizzare una maggiore cautela. Non l'hanno fatto e non possiamo far pagare questo solo alle famiglie.
Penso che il Governo, con la sensibilità che ha verso tali questioni, non vedrà il provvedimento in esame solo come un modo per tacitare una protesta sociale. Credo debba intervenire con maggiore puntualità ed articolazione dato che una legge votata dal Parlamento non poteva entrare nei particolari. Questo è stato il possibile punto di sintesi tra tutte le forze politiche e lo consideriamo positivo; però, onestamente, colleghi, non riteniamo che ciò risolva il problema. La questione del fondo di solidarietà - vogliamo dirlo francamente - è un segnale positivo, ma non risolverà i problemi delle oltre 200 mila famiglie incappate in tale truffa.
Abbiamo il dovere di fare di più perché quelle famiglie sono state truffate non per loro responsabilità, per loro disattenzione o per loro malafede, ma perché il legislatore non tutelava il cittadino di fronte al sistema bancario e - diciamolo pure - alla parte corrotta del sistema cooperativo. Quando in una città sono decine e decine le cooperative che hanno truffato i cittadini, vi è una collusione anche con la politica! Tali signori si sentivano protetti e potevano calpestare i diritti dei cittadini perché si ritenevano tanto fuori dalla legge che il legislatore neppure varava una norma in materia.
TEODORO BUONTEMPO. Dunque, collega Duilio, si tratta di un punto di partenza. È apprezzabilissimo il lavoro svolto da te e da tutti gli altri, ma guai a noi se ritenessimo il problema risolto! Per il futuro, forse, potrebbe funzionare, ma per il passato il provvedimento in esame è assolutamente insufficiente.
Mi auguro che il Governo, quando emanerà i provvedimenti conseguenti alla delega, tenga conto che il Parlamento, per riparare ad una lacuna legislativa, ha accettato la formula del fondo di solidarietà. Tuttavia, quest'ultima è insufficiente e il Governo deve fare un altro passo avanti perché tali famiglie sono disperate. Cosa deve fare il cittadino se non chiedere che la legge lo tuteli dai malfattori? Tutelando quei cittadini dimostreremo che in Italia si garantiscono i diritti e che, finalmente, il Parlamento non vota soltanto per le lobby che comprano gli immobili pubblici degli enti di previdenza o per le lobby delle compagnie di assicurazioni, ma anche per il cittadino comune (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Acquarone. Ne ha facoltà.
LORENZO ACQUARONE. Vorrei brevemente esprimere il consenso dei deputati del mio gruppo sulla proposta di legge in esame. Ringrazio il collega Duilio, che con intelletto e passione ha presentato e seguito questo provvedimento normativo. Forse, specie per il passato, questa legge è incompleta; tuttavia, essa rappresenta certamente un notevole passo in avanti. In Francia, onorevoli colleghi, dove questo tipo di normativa è in vigore da tempo, essa ha dato eccellenti risultati.
Vorrei qui segnalare, al di là della mera espressione di solidarietà e di annuncio di voto favorevole, un aspetto che forse non è stato sufficientemente messo in rilievo. Nel nostro paese, negli anni Sessanta, gli anni del primo boom edilizio, era molto diffusa la cosiddetta vendita su carta. Il che faceva venire meno la necessità del ricorso al credito bancario da parte delle imprese costruttrici, evitando così un aumento dei costi, anche a causa di un atteggiamento iugulatorio delle banche. Attraverso la difesa degli acquirenti di immobili da costruire potremo quindi rendere un servizio utile anche alleggerendo la richiesta di credito, perché in questo modo vi è una tranquillità di autofinanziamento delle nuove costruzioni.
Esprimo quindi le mie congratulazioni all'amico Duilio, con la speranza che la
nuova legge possa dare i risultati favorevoli che da essa tutti ci aspettiamo (Applausi dei deputati del gruppo Misto-UDEUR-Alleanza Popolare).
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
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