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PRESIDENTE. L'onorevole Polledri ha facoltà di
MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, signor sottosegretario, onorevoli colleghi, intendo illustrare l'interpellanza in esame senza essere così ameno nei giudizi e nei commenti come il collega intervenuto poco fa. Vi sono, comunque, alcune attinenze con l'interpellanza precedente. Si è parlato di treni in generale: io chiedo di fermare il «treno» elettorale in un piccolo paesino della provincia di Piacenza, Pontenure, che ha 5 mila abitanti circa. Anche in questo caso, si parla di elezioni (che combinazione!).
secondo la medesima, il presidente di seggio deve assicurarsi che tutti gli accessi e le aperture della sala vengano regolarmente chiusi, provvedendo a che sui relativi infissi vengano applicate strisce di carta incollata, disposte in maniera che qualsiasi spostamento degli infissi stessi ne determini la rottura, nonché provvede a chiudere saldamente dall'esterno la porta d'accesso, applicando ai battenti della medesima varie strisce di carta incollata con gli identici accorgimenti seguiti per sigillare dall'interno le altre aperture. La mancata suggellazione dell'urna e della scatola, la mancanza delle firme del presidente e di almeno due scrutatori sui suggelli che chiudono l'urna, la scatola e la sala e la mancata formazione del plico importano la nullità delle operazioni elettorali.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento, senatore Ventucci, ha facoltà di
COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, al fine di salvaguardare la regolarità delle elezioni europee, svoltesi nei giorni di sabato 12 e domenica 13 giugno 2004, è stata prevista un'attività di controllo delle operazioni di voto che si è riferita essenzialmente all'organizzazione di queste ultime.
vigilanza hanno identificato le persone entrate nel seggio, che si sono intrattenute il tempo necessario per prelevare e ridepositare il timbro.
PRESIDENTE. L'onorevole Polledri ha facoltà di
MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto perché il Governo ha reso la sua risposta con prudenza e con pacatezza nei toni di giudizio, che corrispondono all'atteggiamento con il quale riteniamo di esercitare il potere in questione. Infatti, se ciò avesse riguardato un'altra parte politica, i toni sarebbero stati diversi!
probabilmente in base al principio di prudenza che prima richiamavo. Occorre, però, fare una seria stigmatizzazione e una severa bocciatura politica di un comportamento che genera un legittimo sospetto sul fatto che le frasi dette dal premier non fossero campate per aria.
Chiedo al Governo se alcuni fatti che sono accaduti corrispondono a verità e vorrei partire da una premessa: l'esercizio della sovranità popolare si deve realizzare attraverso elezioni scrupolosamente e formalmente corrette, perché il voto è un momento sacro, in cui esercitiamo le nostre responsabilità ed i nostri diritti.
La normativa nei confronti del presidente di seggio (per chi ha avuto anche questa fortuna) è molto precisa. Precisa quali sono i compiti del presidente dell'ufficio elettorale in merito alla chiusura ed alla custodia della sala. In particolare,
Addirittura, è evidente che l'accesso ai seggi non è consentito ad alcuno, secondo la normativa in materia, una volta posti i sigilli, se non per motivi di ordine pubblico (motivi seri) o per la riapertura prevista negli orari stabiliti.
Risulta all'interpellante che, per due volte, la presidente di seggio della sezione n. 6, accompagnata da un altro soggetto, abbia deciso di recarsi in questo seggio intorno alle ore 3 di mattina, rimuovendo i sigilli (non so che cosa abbia fatto, e pertanto lo chiedo al Governo), per poi ritornare dopo un'ora, rimuovendo nuovamente i sigilli. Caso strano, in questo seggio ha vinto una sezione di centrosinistra e, grazie ai voti di questa sezione, è stato ribaltato un voto che, in altre quattro sezioni, favoriva il centrodestra.
Chiedo al Governo se questi fatti siano veri e come li giudichi; se, in particolare, siano stati presentati esposti al riguardo o avviate indagini in materia.
Essa ha riguardato la predisposizione delle numerose circolari sull'applicazione delle norme elettorali, l'ammissione dei contrassegni, la presentazione delle liste e dei manifesti dei candidati, la stampa delle schede, la fornitura di stampati e materiali relativi all'arredo dei seggi elettorali, la raccolta e diffusione dei risultati non ufficiali.
Lo svolgimento di questi compiti, attribuiti dalla legislazione elettorale al Ministero dell'interno, è avvenuto attraverso le prefetture, in collaborazione con i comuni e, per gli elettori all'estero, con le ambasciate e i consolati.
La nomina dei componenti dei seggi spetta invece alle corti d'appello, per i presidenti, ed ai comuni, per gli scrutatori.
L'attività che si svolge nei seggi è affidata alla totale responsabilità dei presidenti ed è, dunque, del tutto sottratta al Ministero dell'interno. Infatti, la legge vieta espressamente di scegliere tra i funzionari e i dipendenti del predetto dicastero i presidenti di seggio e gli scrutatori, mentre il ministero deve garantire i servizi di vigilanza al di fuori dei seggi, con l'impiego delle forze dell'ordine e delle Forze armate.
A tale riguardo, il comando generale dell'Arma dei carabinieri ha fatto presente che, nel corso della notte del 14 giugno 2004, la segretaria della sezione elettorale n. 6 di Pontenure (Piacenza) ha chiesto all'Arma in servizio di vigilanza di entrare nel seggio, rimuovendo i sigilli, per prelevare un timbro necessario al completamento del verbale di chiusura del seggio stesso.
I sigilli sono stati riposizionati dopo aver chiuso la porta. Dopo circa 30 minuti la presidente, accompagnata da un vigile urbano, depositava nuovamente il timbro con la stessa procedura. In entrambe le occasioni i militari dell'Arma in servizio di
È evidente che il fatto è oltremodo grave, al punto che l'autorità giudiziaria è stata informata dai militari della stazione dei carabinieri di Pontenure.
In relazione all'episodio relativo alla predetta sezione di Pontenure, si fa presente che presso la procura della Repubblica di Piacenza è pendente il procedimento penale n. 779/04, registro mod.45, in cui vengono iscritti i fatti non costituenti notizia di reato.
Tuttavia, si conferma che è stato compiuto un atto estremamente grave. Non si entra in un seggio alle tre di notte per prelevare un timbro per un verbale che chissà dov'era. Dunque, di notte vengono compiute operazioni che prevedono il trasporto dei verbali da un'altra parte? Ciò mi fa pensare male, anzi malissimo! Mi fa pensare che probabilmente queste elezioni, se non dal punto di vista formale, abbiano subito un grave vulnus in termini di legittimità.
Non credo che, in un paese democratico, sia possibile tollerare episodi di questo genere e ritengo che chi si è reso responsabile di ciò dovrebbe subirne le conseguenze politiche. Dunque, non credo nella scusa che alle tre di notte qualcuno possa prelevare un timbro per un verbale che dovrebbe rimanere nel locale in cui sono ubicati i seggi, anche perché la domenica sera non sarebbe successo niente e il giorno dopo il seggio sarebbe stato aperto. Quindi, quello che non era stato possibile fare il giorno prima, poteva essere compiuto tranquillamente il giorno dopo.
Ma, signor Presidente, probabilmente siamo parchi nei giudizi. Signor sottosegretario, prima si è sentito rivolgere svariate accuse e la prego di riferire tale episodio al Presidente Berlusconi. Certamente non ne trarrà alcun giovamento, ma un conforto, quantomeno morale e politico, rispetto a determinate affermazioni forse potrà ricavarlo.
Devo anche aggiungere che l'episodio non è rimasto lettera morta, perché al ballottaggio ne è avvenuto un altro, sempre nello stesso seggio. Cito dal quotidiano la Cronaca di Piacenza del 30 giugno 2004: «Parla una scrutatrice che ha assistito al fatto: Scheda già votata»; «Nuovo caso già chiuso: era solo una svista». Tutto questo è avvenuto nello stesso seggio elettorale. Poi si presenta un'elettrice, le viene consegnata una scheda e - guarda che curiosità! - la scheda è già votata. Quale era il simbolo votato? Guarda caso, quello dei Democratici di sinistra. Ma che combinazione! L'elettrice se ne accorge e porta la scheda alla presidente del seggio, che afferma trattarsi di una scheda già votata. Un'altra coincidenza? Ancora una volta? Seconda coincidenza? Posso, quantomeno, esprimere un fondato dubbio nonché una rimostranza politica su quanto accaduto? Credo che almeno questo possa esserci consentito, signor Presidente e signor sottosegretario.
Queste due coincidenze agevolano, prima, l'amministrazione di centrosinistra e, poi, la lista dei Democratici di sinistra. È proprio un caso strano: i simboli sono tanti, ma alla fine il difetto è sempre da quella parte!
Pertanto, concludo dichiarando la mia soddisfazione e augurandomi che la giustizia voglia fare il suo corso. Certo, avremmo potuto esercitare qualche forzatura presso il Ministero dell'interno; anzi, non credo che sarebbe stata neanche una forzatura, perché, se in base a questi dati si fosse decretato l'annullamento delle elezioni, non so quanti avrebbero potuto protestare di fronte ad un episodio così palese e marcato. Ciò non è avvenuto,


