![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. L'onorevole Montecchi ha facoltà di
ELENA MONTECCHI. Signor Presidente,
PRESIDENTE. Il ministro per gli italiani nel mondo, onorevole Mirko Tremaglia, ha facoltà di
MIRKO TREMAGLIA, Ministro per gli italiani nel mondo. Signor Presidente, a seguito della crisi economica che ha colpito l'Argentina nel corso del 2001, è stata costituita, il 20 febbraio 2002, su richiesta delle regioni, un'apposita unità di coordinamento Stato-regioni-province autonome-CGIE, che il ministro per gli italiani nel mondo è stato chiamato a presiedere.
e composta da rappresentanti delle regioni, del CGIE, dei Comites e del ministro per gli italiani nel mondo, con l'obiettivo di ottimizzare le iniziative avviate dall'unità di coordinamento. Le regioni, pertanto, non sono state soltanto coinvolte da subito nell'iniziativa, ma anzi ne sono state il motore.
con una rilevante presenza di operatori di origine italiana, attraverso l'erogazione di prestiti agevolati e attività formative svolte in collaborazione con le autorità diplomatico-consolari e con le associazioni italiane in Argentina. Si è provveduto a contattare i soggetti che avevano presentato proposte, cioè il gruppo Banca etica e il gruppo Allaxia. Solo con il primo si è riusciti a concertare un progetto che soddisfi tutte le condizioni poste nel corso della riunione interregionale del 16 marzo scorso. È ora necessario decidere in via definitiva e avviare il progetto. I fondi provenienti dall'Italia saranno vincolati presso la Banca etica e fungeranno da garanzia per i prestiti conferiti.
e, se qualcosa non va, il ministro interviene per rimettere a posto le cose.
PRESIDENTE. L'onorevole Montecchi ha facoltà di
ELENA MONTECCHI. Signor Presidente, ringrazio il ministro per la risposta fornita. Desidero tuttavia precisare un punto. Le interpellanze, signor ministro, sono prerogativa dei parlamentari; nella nostra interpellanza abbiamo posto, alla lettera, delle domande, ad alcune delle quali sono state date risposte sostanzialmente soddisfacenti, mentre per le altre verificheremo. Tuttavia, mi sembra una sorta di excusatio non petita la precisazione sulle funzioni del ministro rispetto a regioni di maggioranza o di minoranza: non abbiamo chiesto nulla di tutto ciò ...
MIRKO TREMAGLIA, Ministro per gli italiani nel mondo. No, lo dico io!
ELENA MONTECCHI. Signor ministro, l'ho ascoltata con attenzione e le sto dicendo che la sua inquietudine su questo punto è in qualche modo eccessiva, per una ragione molto semplice. Abbiamo semplicemente chiesto informazioni sull'andamento dei progetti - e la ringraziamo per le risposte dettagliate che ha fornito -, ma vogliamo anche sapere come il ministro che presiede il comitato in oggetto ritenga di definire, con modalità e tempi certi, le procedure di cofinanziamento per la realizzazione dei progetti di aiuto.
La Conferenza dei presidenti delle regioni ha poi istituito, il 3 aprile 2002, un Fondo unico di solidarietà per l'Argentina, impegnandosi a stanziare fondi per un totale di circa 2,500 milioni di euro (pari a circa 5 miliardi di lire).
Al fine di stabilire la destinazione dei fondi così resi disponibili, è stata infine istituita a Buenos Aires, sempre su richiesta delle regioni, un'unità tecnica con compiti esecutivi, presieduta dall'ambasciatore
Debbo, altresì, ricordare che, indipendentemente dal Fondo unico di solidarietà (si tratta di due operazioni distinte), il Ministero degli affari esteri, su impulso del ministro per gli italiani nel mondo, aveva già aperto nell'ambito della cooperazione allo sviluppo un credito di aiuto di 75 milioni di dollari per le imprese e di 25 milioni di dollari per la sanità.
Inizialmente, l'intero ammontare del Fondo era destinato a sussidi per situazioni di indigenza, determinatesi a seguito della crisi argentina. Sei mesi dopo, con l'allontanarsi dell'immediata situazione d'urgenza, le regioni, in particolare la Toscana e l'Emilia Romagna, hanno chiesto di differenziare la finalizzazione dell'intervento. Pertanto, l'unità di coordinamento ha deciso di destinare gli importi stanziati sul Fondo di solidarietà ai seguenti progetti. Primo: 1 milione e 500 mila euro per l'acquisto di materiale e macchinari per gli ospedali italiani in Argentina. Secondo: 500 mila euro per progetti di sviluppo economico ed imprenditoriale. Terzo: 250 mila euro per il contributo al progetto Unicef denominato «Tucumán». Quarto: 250 mila euro per l'assistenza a quei connazionali indigenti individuati dall'unità tecnica che non fossero già stati assistiti dalle strutture consolari o dalle regioni o province autonome italiane e che versano in condizioni di profondo disagio economico e in situazione di emergenza sanitaria.
Era stata, dunque, decisa la ripartizione del Fondo tra le quattro iniziative sopra ricordate nella misura rispettivamente del 60 per cento, del 20 per cento, del 10 per cento e del 10 per cento delle risorse disponibili. Poiché, tuttavia, alcuni dei fondi dalle varie regioni non sono stati conferiti nella loro totalità, si è deciso di procedere come deliberato, riducendo però proporzionalmente le quote a carico di ciascuna regione. A questo fa eccezione il fondo a favore dell'Unicef (terzo progetto) che si è deciso di mantenere nella sua interezza.
Per quanto riguarda il primo progetto, inizialmente (fino al 18 marzo 2004) si era deliberato di fornire agli ospedali italiani in Argentina attrezzature sanitarie. A tal fine, si era provveduto, in accordo con il Ministero della salute, a stilare un elenco delle attrezzature che avrebbero potuto essere fornite, elenco che è stato successivamente sottoposto alle strutture sanitarie in loco.
Le risposte pervenute dagli ospedali sono state contraddittorie: alcuni non hanno risposto, altri hanno comunicato di essere già in possesso di tale materiale sanitario. La fornitura avrebbe dovuto essere subordinata, comunque, alla prestazione di assistenza sanitaria in condizioni di favore ai nostri connazionali. Dati questi elementi, le regioni, nella riunione del 18 marzo 2004, hanno deliberato di modificare il tenore del progetto, sostituendolo con quell'attuale, che prevede l'erogazione di assicurazioni sanitarie direttamente a favore dei cittadini italiani in condizioni di indigenza. Il 18 marzo, con sollecito del successivo 11 maggio, si è richiesto pertanto agli ospedali italiani delle città con maggior presenza di italo-argentini di comunicare le condizioni di copertura sanitaria. A tutt'oggi hanno risposto solo gli ospedali italiani di Cordoba, di Monte Buey e Bahia Blanca.
I costi sono stati decisamente superiori a quanto precedentemente ipotizzato e inoltre molti ospedali non hanno ancora risposto. Diviene pertanto necessario sia decidere come procedere nei confronti dei tre istituti che hanno risposto, sia come operare nelle altre località. Un'ipotesi potrebbe essere quella di interpellare, con una rapida ricerca in loco, altri istituti sanitari non italiani.
La seconda iniziativa riguarda il Fondo di garanzia per la microimpresa. L'obiettivo dell'iniziativa è di intervenire a sostegno delle micro e piccole imprese e cooperative, principalmente di proprietà o
La terza iniziativa riguarda l'Unicef. Il progetto prevede interventi integrati con le famiglie e con il sistema educativo, concentrandosi soprattutto nelle due province di Buenos Aires e Tucumàn. È stato effettuato un versamento di 200 mila dollari all'Unicef come prima tranche per la realizzazione di questo progetto.
La quarta iniziativa concerne il Fondo per gli indigenti. Alla fine dello scorso anno è stato trasferito un importo di 200 mila euro sul conto in euro dell'ambasciata italiana di Buenos Aires, cui è stato anche chiesto di indicare i criteri di assegnazione del contributo e di comunicare i nominativi dei beneficiari e l'importo erogato a ciascuno. A tutt'oggi non sono pervenute risposte; tuttavia il ministro per gli italiani nel mondo si impegna perché esse pervengano nel più breve tempo possibile dall'ambasciata.
Circa la questione della partecipazione della regione Lombardia, sollevata dall'interpellante, è da rilevare che tale regione fin dall'inizio, in sede di Conferenza dei presidenti delle regioni, ha accettato con riserva le deliberazioni adottate relative alle quote a carico delle regioni e, successivamente, ha comunicato di non voler partecipare all'iniziativa in quanto ha già stanziato fondi propri a sostegno dell'Argentina. Devo ricordare, a tale proposito, che ho sempre sostenuto la necessità di realizzare un fondo unico, cui partecipino tutte le regioni, proprio per evitare sperequazioni e diversità di trattamento tra cittadini italiani provenienti da diverse regioni.
In conclusione, i progetti 3 (Unicef) e 4 (Fondo per gli indigenti) sono stati attuati. I progetti 1 (Assicurazione sanitaria) e 2 (prestiti alle imprese) saranno sottoposti alle valutazioni delle regioni nella riunione dell'Osservatorio interregionale sulla cooperazione e lo sviluppo, che si terrà nella giornata del 9 luglio, cioè domani. Si presume che, nel corso di tale riunione, per quanto riguarda il progetto 1, verrà avanzata la proposta di contattare altri istituti sanitari, al di fuori degli ospedali italiani, dato l'esiguo numero di risposte pervenute. Dovrebbe essere altresì approvato, per quanto riguarda il progetto 2, il piano concordato di sostegno alle piccole e medie imprese.
Vorrei fare una precisazione che ritengo assai rilevante. Questa è l'unità di coordinamento delle regioni, di tutte le regioni, e non di quelle governate dalla maggioranza per proprio conto. Forse è l'unica esperienza in cui le regioni governate dalla maggioranza e dalla minoranza, insieme, hanno voluto che il ministro fosse a capo di questa unità di coordinamento.
Sono lì per volontà delle regioni governate sia dalla minoranza che dalla maggioranza! Le decisioni vengono assunte insieme, non a colpi di maggioranza, assolutamente! Se così fosse, non ci starei neanche un minuto, perché non è una mia funzione primaria! Sto lì in quanto le regioni, di minoranza e di maggioranza, decidono insieme! Non si tratta di una situazione in cui le regioni di maggioranza dicono una cosa è quella di minoranza un'altra: non è questo il caso, assolutamente! Si tratta di una entità del tutto particolare, che sfugge alla logica di maggioranza-minoranza.
Vorrei precisarlo perché magari qualcuno, che non conosce la situazione, può imputare al ministro una serie di scelte che, invece, avvengono in maniera del tutto ordinata, e forse ciò è particolare nella situazione politica italiana. Infatti, è stato deciso insieme di costituire l'unità tecnica a Buenos Aires, voluta dalle regioni
È tutto qui. Si tratta di una situazione che abbiamo affrontato nel momento più difficile della crisi argentina. Credo che siamo intervenuti tempestivamente per quanto concerne la FIAT, che stava per trasferirsi in Brasile. Venti giorni fa ho visitato Cordoba ed ho visto che, fortunatamente, lo stabilimento FIAT funziona; sono stato anche a Campana ed ho accertato che la Dalmine funziona.
È in atto una ripresa netta della situazione economica argentina, e ne sono felice; vorrei altresì ricordare che sono stato accolto con tanto affetto da tutti. Ho voluto rendere tali precisazioni affinché non vi fosse equivoco alcuno. Non presiedo quell'istituzione in rappresentanza del Governo ed in dissenso con l'opposizione: al contrario, l'opposizione e la maggioranza decidono insieme, e chiedono al ministro per gli italiani nel mondo di agire per loro conto. Si tratta, pertanto, dell'espressione di tutte le regioni.
Mi sembra che noi abbiamo assolto alla nostra funzione; lei, signor ministro, ci ha fornito delle risposte: la questione della larga unità non è un tema che abbiamo posto e non è di questo che le abbiamo chiesto conto in qualità di ministro.


