(Sezione 2 - Iniziative per creare, nell'ambito della programmazione dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari, una corsia preferenziale a favore di coloro che svolgono lavoro di assistenza alle famiglie)
B)
I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'interno, per sapere - premesso che:
com'è noto, persiste il fenomeno dell'immigrazione dai Paesi extracomunitari dell'Est europeo di donne moldave, ucraine e rumene chiamate dal costante e lievitante bisogno di assistenza domiciliare agli anziani;
la legge n. 189 del 2002 ha permesso la regolarizzazione dei soli lavoratori extracomunitari presenti in Italia alla data dell'entrata in vigore della legge medesima;
nella sola regione Emilia Romagna, nonostante siano state regolarizzate, con la cosiddetta «legge Bossi-Fini», più di 20.000 badanti, si stima che altrettante siano state occupate successivamente alla scadenza dei termini per la regolarizzazione e, in assenza di un'effettiva opportunità legale di accesso, si prefigura un ritorno all'irregolarità di molte famiglie e persone straniere;
per questo motivo l'assessore alle politiche sociali della regione Emilia Romagna, con nota 19 dicembre 2003 indirizzata al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, nel denunciare il problema, ha suggerito alcune soluzioni possibili e ha chiesto un confronto urgente;
purtroppo, la nota è rimasta inevasa, così come sono state disattese le richieste che in tal senso la regione Emilia Romagna, con note 20 novembre 2002 prot. n. 27066 e 27 novembre 2002 prot. 27095, ha inviato alla Presidenza del Consiglio dei ministri e per conoscenza al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, in occasione del rapporto sulla presenza e sulla condizione degli immigrati in Emilia Romagna e delle previsioni relative ai flussi sostenibili per gli anni 2002 e 2003;
non v'è dubbio che la crescente richiesta di persone che svolgono un lavoro di cura e sostegno dei bisogni famigliari nasce sia dalla volontà di mantenere l'anziano nel proprio contesto sociale e affettivo, sia dal notevole livello di apprezzamento del lavoro svolto dalle badanti presenti nel nostro territorio;
si può affermare che siamo di fronte alla nascita di una nuova figura professionale, non reperibile in Italia, che è ormai entrata a far parte dei bisogni di una popolazione anziana, in costante crescita per l'allungamento della vita, e che richiede la necessità di una sua collocazione fra le professioni indispensabili a sostegno e integrazione del welfare -:
se intenda valutare la creazione, nella programmazione dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari, di una corsia preferenziale, in analogia a quanto già realizzato per altre tipologie professionali, per coloro che chiedono di entrare in Italia per svolgere il lavoro di cura e di assistenza alle famiglie.
(2-01224) «Violante, Montecchi».
(29 giugno 2004)