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PRESIDENTE. L'onorevole Dario Galli ha facoltà di
DARIO GALLI. Signor Presidente, anche se si è placato negli ultimi giorni, rimane assolutamente irrisolto il problema rifiuti, sia nella regione Campania sia in molte altre regioni del sud Italia. Oltre agli incresciosi avvenimenti che hanno, di fatto, diviso in due per molti giorni il paese dal punto di vista dei trasporti, si è assistito al solito balletto di responsabilità, ma, soprattutto, allo scontato vergognoso ritorno alla semplice apertura di una vecchia discarica.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per la verità il commissario di governo ha un piano molto chiaro da portare avanti ed è proprio questo il caso nel quale il Governo deve intervenire, perché localmente le cose non hanno funzionato: infatti, la regione ed i governi locali non sono stati in grado di dare una risposta soddisfacente per la soluzione di questo problema.
PRESIDENTE. L'onorevole Dario Galli, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.
DARIO GALLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'interrogazione presentata non voleva una risposta tecnica, perché le cose da fare sono ovvie e condivise. Piuttosto, vorrei mettere in evidenza la rilevanza politica della situazione campana.
I fatti citati, inoltre, hanno mostrato, una volta di più, quanto la mancata applicazione dei principi federali comporti gravi problemi amministrativi e di erogazione dei servizi nei confronti dei cittadini. Pertanto, anche con riferimento alle inadempienze della regione Campania, che ha assorbito, peraltro senza alcun risultato, ingenti risorse pubbliche, chiediamo quali misure si intendano assumere per le gravi negligenze del commissario regionale per l'emergenza rifiuti nella regione Campania degli scorsi anni e quale programma si intenda portare avanti nella stessa regione Campania per risolvere strutturalmente il problema della emergenza rifiuti.
Il piano si basa sulla raccolta differenziata dei rifiuti per i quali sono stati assunti 2400 lavoratori e sono stati realizzati investimenti in mezzi mobili ed in impianti sulla raccolta e sul trattamento dei rifiuti che residuano dopo la raccolta differenziata.
Oggi in Campania esistono e funzionano sette impianti che trasformano i rifiuti in combustibile derivato, in una frazione organica stabilizzata destinabile ai ripristini ambientali ed infine in sovvalli che devono essere scaricati in discarica.
Si tratta di impianti che ogni giorno ricevono 7 mila tonnellate di rifiuti e che ogni giorno producono le tre frazioni prima descritte. Esistono e funzionano anche siti di stoccaggio dove vengono deposte le ecoballe in attesa di essere inviate al recupero energetico, così come pure esistono e funzionano le discariche per la frazione organica e per i sovvalli.
Ma cosa in particolare non esiste? Mancano i due termovalorizzatori che costituiscono parte essenziale del sistema di gestione dei rifiuti, senza i quali tutte le cose dette in precedenza non hanno uno sbocco.
È chiaro che proprio questo è un punto critico: si tratta di un profilo particolarmente critico, tenuto conto che sono state effettuate tutte le valutazioni previste dalla legge e che sono stati compiuti tutti gli atti procedurali necessari per la costruzione di questi impianti.
Relativamente a tali impianti, è noto dove saranno costruiti e quali saranno i tempi della loro realizzazione, 24 mesi, per risolvere definitivamente la crisi.
Va rilevato infine che il problema rifiuti non esiste soltanto in Campania e che non si tratta soltanto del problema dei rifiuti urbani: anche altre regioni, diversamente collocate nel paese, fondano ancora oggi la gestione dei rifiuti solo ed esclusivamente sulle discariche, come pure dobbiamo ricordare che in Campania e nel Mezzogiorno troppo spesso, come ampiamente dimostrato, a causa del coinvolgimento della malavita organizzata, finiscono per arrivare rifiuti speciali pericolosi provenienti da altre regioni, dove sono in atto politiche restrittive che impediscono il recupero e lo smaltimento in situ.
Anche questo è un problema non rinviabile ed il Governo intende affrontarlo, coinvolgendo in modo collaborativo le imprese che li producono, attraverso le loro associazioni, in uno sforzo di minor produzione e di massimo recupero di materia e di energia, cercando la collaborazione degli enti locali competenti nei luoghi dove tali rifiuti sono prodotti e dove dovrebbero essere gestiti.
Solo così saranno superati gli egoismi, i localismi e le proteste; solo così saranno ripristinate le condizioni necessarie per uno sviluppo sostenibile.
La regione Campania è in emergenza rifiuti da più di dieci anni: ha ricevuto centinaia di miliardi di contributi straordinari, ovviamente pagati dai contribuenti padani, senza risolvere assolutamente niente: nessuna raccolta differenziata, nessuna riqualificazione degli scarichi, nessun termovalorizzatore!
Si è soltanto invaso il resto d'Italia, e molte regioni del nord in particolare, con i rifiuti della Campania: nonostante questo, l'informazione pubblica non ha minimamente accusato gli amministratori rosso-verdi napoletani.
L'onorevole Bassolino è stato sindaco di Napoli ed è ora governatore della regione; l'onorevole Jervolino è da anni l'attuale sindaco, eppure nessuno si è sentito in dovere di intervistarli e di chiedere spiegazioni per il disastro.
Non sono da meno i componenti Verdi, sempre in prima fila per bloccare la costruzione di qualunque impianto, ma poi abilmente defilati nel momento più critico.
Oltre che assoluta insipienza degli amministratori, sempre pronti a criticare le regioni del nord d'Italia, in grado di indebitarsi con le banche estere per aprire sedi della regione Campania addirittura a New York, nella quarta strada, ma incapaci di raccogliere quattro sacchetti di spazzatura dalla strada, questa vicenda indica, con ancora maggior forza, la necessità di riforme vere nel nostro paese.
Non è possibile che non sia mai colpa di nessuno: il decentramento non è più rinviabile!
La cultura della responsabilità e del controllo diretto del cittadino sono le uniche armi contro l'inesorabile declino del paese. I commissari inconcludenti, gli amministratori incapaci se ne devono andare casa!
Non è possibile che in Italia vi siano 47 termodistruttori, di cui 37 al nord, 7 al centro e solo 3 al sud. Le cose non succedono mai per caso. La riforma federale - lo ricordo soprattutto ai colleghi della maggioranza - non serve solo a far più giustizia, a lasciare un po' più di ricchezza a chi la produce con il proprio lavoro, ma serve soprattutto a dare maggiore responsabilità a chi amministra, a fare meno chiacchiere e ad ottenere più risultati.
Di chiacchiere e di mancanza di risultati l'onorevole Bassolino è un fulgido esempio e possiamo stare tranquilli che del problema dei rifiuti a Napoli saremo di nuovo qui a parlare tra pochi mesi. Infatti, nel nostro paese senza riforme istituzionali profonde non cambierà mai nulla (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).


